Dolce e soave musica, triste e maliconica.. era poesia era un opera d'arte..
Seguii le note, chi poteva suonare quell'incantevole melodia in una terra come quella in cui viviamo.
La trovai circondata da immagini fugaci, immagini che erano fantasmi di note incantate. Era una ninfa che giocava apparentemente ignara di tutto, era come una visione per quelle fatate immagini che la circondavano e le davano splendore..
Non smise mai di suonare, ne' mai mi guardo', mi sedetti al suo fianco per ascoltare e fu come trovare un attimo di tranquillita'.. la musica che sapeva produrre giungeva fin negli angoli piu' remoti, una cetra fatata capace di riprodurre immagini illusorie d'ogni sorta a seconda del volere del bardo..
Mai mi guardo'.. lei suonava e ascoltava..
Un solo sorriso fu il suo parlare tra le note, mentre riusciva a regalarmi una notte tranquilla.. perche' suono' per me per tutta la notte instancabile.. e' vero' l'avevo pagata, eppure quella creatura mite e silenziosa rispettava la mia richiesta.. ma che dico no.. fu piuttosto un comando, ma accetto' il bardo..
L'alba porto' con se' l'ultima nota e cosi' il bardo, con eleganza e stile nobiliare, si congedo' con un artistico inchino e qualche parola:
_Spero vi sia piaciuta la mia arte signore..alla gilda dei bardi mi potrete trovare ogni volta che lo desiderate_

Poi le ombre la celarono e la realta' torno' fredda per ricordarmi doveri e compiti promessi..