Ven 5 Ago 2005
L'oceano e il felar
Journal di GozrharatDa quando mia madre e il consiglio dell'Harat mi hanno imposto di trascorrere del tempo nelle terre degli uomini per mantenere gli impegni presi ancor prima che io nascessi ho visto cose che nemmeno immaginavo nella vita relativamente tranquilla di Harat-dum.
Certo di tanto in tanto una scorreria degli orchi o dei troll, qualche gigante poco socievole, per non contare dei duergar che vivono poco lontano da noi sempre più intenti a impicciarsi in affari loschi, provocavano non poco scompiglio ed io che mi ritenevo una maestra d'ascia trovavo modo di impiegare gli insegnamenti di zia Ezrharat.
Ma nulla mia aveva preparato ad un esperienza così spaventosa.
Acqua!
Acqua dappertutto!
Per la prima volta nella mia vita ho temuto seriamente di non avere scampo. Cosa avrebbero potuto fare le mie spade o la mia ascia contro un nemico simile?
I marinai che mi attendevano sulla riva per aiutarmi a salire sul loro misero legno se la ridevano spudoratamente di me, solo per questo sono riuscita a smettere di tremare e a costringermi a fare i pochi passi su quella dannata passerella.
Nelle miniere dell'Harat più di una volta sono passata su sporgenze e ponti molto più strette e instabili ma quei due metri non li dimenticherò mai, è stato come avviarsi spontaneamente verso le fauci di un mostro ignoto e immenso.
Il viaggio... un incubo... mai avrei pensato di sentirmi indifesa e impotente nella mia lorica e con la sacra ascia fra le mani.
Lo chiamano mare dei dragoni... se almeno un drago ci avesse attaccato pur se in equilibrio precario su quel misero legno avrei potuto mostrare a quegli sciocchi umani beffardi quanto vale una nana... invece... sono rimasta tutto il tempo rintanata sotto una vela con gli occhi stretti a pregare tutti gli dei possibili e immaginabili perchè mi salvassero.
Finalmente l'incubo e' finito e mi sono ritrovata bagnata e tremante su una spiaggia al di la' del mare..... pochi passi sulla terraferma ed ero di nuovo in me..... ce ne sarebbe voluto prima di riattraversare tanta acqua a bordo di una noce di legno.
Cercare una certa caverna era questo il mio scopo..... quindi ascia in spalla e in cammino.
I marinai mi avevano suggerito di cercare un nano che gestiva una taverna poco lontano.... si' poco lontano..... era dall'altra parte dell'isola..... o penisola..... qualsiasi cosa fosse quel posto.
E là credo di aver incontrato l'essere più spaventoso che mai mi sia capitato di immaginare anche nel peggiore dei miei incubi, nemmeno la traversata del mare reggerebbe al confronto.
Alto, grosso come una tigre dei ghiacci o un leone di montagna, probabilmente più grosso, nero come la notte e come la notte nero il suo cuore.
All'inizio la conversazione e' stata strana..... ma incredibilmente intrigante considerando che di fronte a me avevo uno sconosciuto..... ma poi..... poi tutto si è trasformat in un incubo..... quei bambini..... e quel povero lupo..... e la sua voce..... la sua voce che sembrava ferire il mio spirito.....
Dovrò scoprire più che posso su quest'essere..... forse era un felar..... il felar piu' antico ha detto lui..... forse..... forse e' stato lui che cinque generazioni fa' distrusse quasi del tutto il mio casato..... devo scoprire..... indagare..... sapere!