Mar 7 Feb 2006
In vaggio per Korsath
Journal di GozrharatStrano tipo Korsath.
All'inizio sembravamo proprio non capirci poi invece mi sono accorta che stavamo quasi parlando la stessa lingua, il che non è certo poco considerando che lui e' un umano, sebbene ad un certo punto mi sia sembrato più entusiasta della mia spada che di me... beh e' un umano che ci si puo' aspettare?
Il viaggio fin oltre i cancelli di Thalos e' stato lungo e noioso ma almeno ho avuto tempo per decidere in cosa imbarcarmi, essi' imbarcarmi e' proprio la parola giusta visto che per raggiungere Freeport devo attraversare il mare dei dragoni.
Non e' la prima volta che affronto questa traversata, il mio unico amico in queste terre lavora li' e mi piace andarlo a trovare, Raedner, l'ultima volta che son stata da lui c'era quello strano e gigantesco felar dal pelo nero... che tipaccio pulcioso, se non altro stavolta soffro meno il mal di mare.
Da Raedner non trovo nessuno e la conversazione con lui finisce rapidamente per parare su Korsath Kougaji, lui sembra conoscerlo bene e me ne parla con rispetto, quasi con ammirazione, e' la prima volta che sento Raedner parlare cosi' di qualcuno che non sia un nano, e' proprio il mio amico fra una bevuta e l'altra a suggerirmi in quale sorta di guaio andarmi a ficcare.
*Se proprio devi fare un viaggio tanto vale arrivare alla fine del mondo... almeno di quello che conosciamo ora...*
La bevuta dura ancora a lungo, siamo due nani assetati e con tante store da raccontarci dopotutto, e quando mi rimetto in marcia trotterellando di buona lena e' quasi l'alba del giorno dopo.
Supero Freeport e mi arrampico per qualche sentiero poco battuto fin quando non arrivo una terra dall'aspetto malato... quasi l'aria stessa che si respira sia maledetta.
Non mi piace questo posto... ma non sono certo tipo da tirarmi indietro, quale nano lo e' del resto, e continuo ad avanzare incontrando quelli che mi sembrano essere i peggiori esempi delle peggiori meschinità degli uomin, e gli uomini sono una razza particolarmente fantasiosa quando si tratta di meschinita'.
Certo che a ficcarmi nei guai son proprio bravina... non solo pesto la coda a un drago ma me lo scelgo anche con sette teste.
L'anello che mi fu donato alle pendici del monte su cui si erge la fortezza di Krothgar mi trasmette sempre piu' una strana frenesia, una sete di sangue e di battaglia che monta dentro me ad ogni colpo d'ascia contro quella lucertola troppo cresciuta e quasi non mi accorgo che mi tiro contro anche quel tipo pieno di se' con una lancia in mano.
Ecco... ora mi tocchera' perdere chissa' quanto tempo a causa sua... non so se sono piu' arrabbiata per il fatto che per le ferite e la stanchezza mi tocchera' riposare a lungo o perche' mi han bruciato la barba...
No... non ci son dubbi... non bastasse l'anello a farmi sentire piena di voglia di combattere la barba bruciata e' davvero troppo e sento la rabbia montare in me sempre piu' furiosa, non aspetto nemmeno di riprendermi del tutto e mi rimetto in marcia.
Un ponte..... e il fiume che ci passa sotto ha un aspetto malato come tutto il resto.
Devo trovare qualcuno cui chiedere indicazioni quando noto il primo di quegli antipatici cavalieri che costeggiano la riva del fiume, provo a chiamarlo e quello finge di non sentirmi.
Debbo proprio infilarmi questi strani stivali che ho trovato tempo fa' al canyon elementale e arrischiarmi lungo il fiume per andarci a parlare, dopotutto sembra un cavaliere e i cavalieri si sa sono gentili.
Non faccio nemmeno a tempo a finire il pensiero che me lo ritrovo che cerca di farmi la pelle e fosse l'unico.
Arrivano uno dopo l'altro, non faccio in tempo a riprendermi dallo scontro precedente che sono gia' impegnata in quello dopo, le forze cominciano man mano ad abbandonarmi, sarebbe molto piu' prudente tornare indietro e ritornare meglio armata, magari con una scorta, ma continuo a combattere concentrandomi piu' che posso mentre la furia monta sempre piu' in me e il mio grido di battaglia risuona di continuo lungo la sponda del fiume.
Sono stanca, contusa, ferita e mi reggo a malapena in piedi quando mi trovo davanti un tipo ancora peggio degli altri.
Armato di arco comincia a bersagliarmi da lontano senza darmi nemmeno la possibilita' di riposare un attimo, debbo scegliere, scappare e trovare un luogo sicuro per riprendermi prima di affrontarlo o lanciarmi contro di lui a testa bassa.
Nella testa risuonano le parole dell'altro cavaliere, quello che mi ha accolta appena arrivata a Kyrandor, che mi dice che ritirarsi a volte puo' essere onorevole, ma la rabbia torna ad esplodere in me e la sola cosa che riesco a fare e' lanciarmi contro l'arciere con tutto il mio peso.
Spallata dopo spallata, un calcio dopo l'altro lo affronto sapendo che mi reggo a malapena in piedi ma di questo non mi importa, non mi importa di nulla, voglio solo combattere, voglio solo il suo sangue, voglio solo "vincere", nient'altro importa.
Quando lo scontro finisce sono esausta, distesa sulla riva del fiume in una pozza di sangue, non so se sia mio, suo, o di tutti e due, non riesco nemmeno a muovermi e resto li' immobile fino all'alba del mattino seguente.
La luce di Kyra e' arrivata fin qui e mi risveglia, mi guardo intorno e mi rendo conto che durante la notte altri cavalieri, sicuramente degni compari di quelli incontrati il giorno precedente sono intenti a perlustrare le due rive del fiume.
Sarebbe cosi' facile infilarmi l'anello che mi ha regalato il simpatico hobbit della contea e passare sotto il loro naso senza essere vista, ma lo sento gia' che non voglio andarmene cosi', che non mi nascondero' a loro.
Inizia cosi' l viaggio di ritorno... mi ci vuole l'intero giorno e l'intera notte per giungere di nuovo al ponte, affrontando quelli che mi danno la caccia uno dopo l'altro ma finalmente sono di nuovo coi piedi su qualcosa di solido e questo mi da' conforto, a noi nani l'acqua non piace proprio.
Siedo con le gambe penzoloni dal ponte e tiro fuori la mia fidata incudine dallo zaino insieme al mio caro martello da fabbro.
Ho bisogno di riposo ma prima di tutto le armi... hanno bisogno di essere riparate... al riposo pensero' dopo.
Quando ho smesso di lavorare alla spada e all'ascia metto mano allo scudo e il rumore familiare del martello che cozza sulle armi poste sull'incudine mi fa' sentire bene, mi fa' sentire a casa.
Il tempo passato al lavoro mi ha ristorato piu' che dormire, mi alzo e riprendo il viaggio dopo aver lanciato ancora una volta il mio grido di battaglia in segno di sfida verso quei cavalieri che ancora pattugliano le rive del fiume alla mia ricerca.
Per qualche ragione sembra non vogliano affrontarmi ora che sono sul ponte, sembra che non abbiano voglia di salirc ma non mi importa piu' di tanto, ho quello che ero venuta a cercare e non mi resta che portarlo a Korsath, se solo non dovessi rifare il viaggio in barca... speriamo che Raedner abbia in serbo per me qualcosa di forte da bere prima, durante e dopo la traversata.