Persa alle radici del fato vagavo alla ricerca di ciò che ero stata.

Puro spirito slegato da vizi di carne e virtù di pietra mi aggiravo in pena per ciò che avevo perduto.

Una luce, un fuoco, una visione di infinita bellezza che mi avvolgeva con tentacoli di fiamma.

L'Angelo mi osservava, capace di scrutare nel profondo del mio essere ormai spoglio delle mortali vesti.

Lacrime rigavano il suo splendido viso per infrangersi ai nostri piedi come roventi gocce di sangue.

Mi chiese cose che nemmeno io conoscevo di me e mi conobbe come nessun'altro prima mi aveva mai conosciuta.

Fu così che mi restituì ciò che avevo perduto, fu così che mi rese la vita.

Un dono.

Un dono che sembra venire da lontano, da mondi e tempi a me remoti.

Un anello.

Cerchio che cinge la mia vita, sigillo di potere e di pericolo.

Mi basta guardarlo perchè mi rammenti il nostro incontro, mi basta guardarlo per chiedermi se l'Angelo non sia ancora accanto a me.