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Seduto ad un tavolo del rifugio di Esme, nel punto più lontano dalla vetrata sul fiume, osserva distratto lo scrosciare della pioggia che da qualche minuto sembra pulire le strade della città. Sul solido legno del tavolo vi sono appoggiati una tazza di coccio fumante e la rigida copertina di un libro, semplice rilegatura di molti appunti.

La giornata è volta al brutto tempo, sembra capace di poter buttar giù acqua per settimane.
Gli allenamenti in vista del Torneo aspetteranno. Spero di potervi arrivare preparato, altrimenti chissà quale figura... Anche perchè non sarò da solo.

Lo sguardo dell'umano si ferma sulla riga appena scritta, portandolo a ripensare alla domanda di colei che con tanta naturalezza gli chiese di accompagnarlo...

Davvero immaginavo un incontro diverso, da una tanto orgogliosa razza quale la sua. Molte lodi si potrebbero legare al loro nome, ma ciò che più mi ha colpito è stato proprio l'orgoglio... Non dovrei stupirmi, per ogni cosa v'è eccezione e rarità!
Sono sorpreso, ma anche soddisfatto: trovare un'amicizia tanto cristallina non capita spesso... Forse soltanto una volta nella vita. Di questo ne sono felice, ma cosa più importante ne sono rincuorato.

Continuo a cercare alcune risposte agli strani dubbi che continuano a circondarmi, tutt'ora senza molti risultati positivi. Tenterò strade non ancora percorse, sperando di non sbagliare nel ritenerla una faccenda di grande importanza...

Spaziando per un istante con lo sguardo fuori dalla vetrata si accorge che il maltempo sembra, contro le prime previsioni, lasciare Kyrandor, spostandosi rapido verso sud

La piogga si è placata, approfitterò del momento per riprendere, spero almeno per un paio d'ore, gli allenamenti.

Finita la frase ripone la pagina all'interno della copertina, alzandosi poi con la sua tazza ormai vuota fra le mani. Passando davanti al bancone per un saluto ad Esme posa il coccio, uscendo pensieroso dal rifugio... Si distrae guardando il cielo già più chiaro nonostante le nuvole, ma in un secondo viene riportato alla concentrazione dall'inaspettato quanto fulmineo abbraccio di un'Elfa dagli occhi limpidi e sorridenti...

*L'Elfa si siede sotto il salice del Bosco Sacro e pensierosa estrae un piccolo diario da una sacchetta, e un lapis. Cerca una pagina vuota, e vi scrive sopra senza pensare*

E' stata davvero una giornata estenuante.. Il giro alla Montagna dei Draghi mi ha stancata, e non poco, contando il fatto che quel carboncino insignificante mi ha tallonata per tutto il tempo, finche' finalmente non ha cambiato obiettivo.
Al mio ritorno, come sempre, sono passata per la citta' e ho salutato Esme, che con cura prepara piatti davvero deliziosi. Sento di.. doverle abbastanza...

*sorride lievemente rileggendo l'ultima frase e annuisce convinta*

Poi.. lui. Un fulmine a ciel sereno, come sempre. Occhi d'Ambra.. Se il mio popolo lo conoscera', adottera' questo soprannome.
Sono riuscita ad avvicinarmi a lui con coraggio insperato: temevo di essere brusca, o d'essere inopportuna..
Mellon an nim. Sei questo, ora, per me... e molto di piu', dopo quel lieve scambio..

*sorride appena, spostando lo sguardo su un anellino decorato che porta al dito*

Ho gradito molto il suo regalo.. Il fiore apposto sembra vero.. Deve averlo scelto con cura..
C'e' solo una cosa che mi turba: i suoi viaggi. I viaggi sono dei cambiamenti..e io li temo, nonostante proprio poco fa sono andata incontro al cambiamento piu' radicale della mia vita finora.
E se, durante uno dei suoi viaggi, decidesse di non tornare piu'? Se decidesse di allontanarsi senza dirmi niente, senza che io possa cercarlo...?

*scuote lievemente il capo, illuminando il volto con un sorriso*
No. Non lo farebbe mai.. E' dolce, delicato e molto sensibile. E mi vuole bene.

Ti voglio bene anch'io, tanto che non riesco ad esprimerlo su questo foglio di carta..

Una figura completamente ammantata da un lungo abito nerastro si siede a gambe incrociate sulla sabbia dorata di una spiaggia, lasciandosi lambire dalla brezza salmastra del mare per qualche tempo. Poi, trae fuori da una tasca interna una linda quanto sgualcita pergamena, assieme ad un pennino ed un calamaio ricolmo di inchiostro azzurrino. Le sue dita, e le sue mani, sono strettamente avvolte in comodi panni di seta biancastra, che per nulla intralciano il movimento guizzante delle membra, ora impegnate nella pensierosa scrittura.

Questo posto non mi è affatto nuovo. Mi pare di conoscerlo, di essercigià stato precedentemente. E di aver trascorso sotto le fronde degli alberi, immerso nell'erba, dei piacevoli momenti... E' tutto quello che la mia memoria si spinge a ritrovare, pur essendomi ogni rametto qui attorno così familiare... Così vivido nella mia mente!
...Potrei dire di ricordare molto, da quando sono qui... Ma finchè queste voragini permangono, quel che so non sarà mai abbastanza... Mi guardo intorno, e sento il suono di risate dolci e cristalline non proferite da nessuno risuonare, propagarsi in ogni dove senza controllo... E' successo quando i miei piedi mi hanno leteralmente condotto alle acque cristalline di una sorgente che sgorga qui vicino. Mi è parso quasi naturale sfilarmi queste ridicole vesti di dosso, e lasciarmi cullare per qualche minuto dal suo scorrere... Solo quando ne sono uscito, asciugandomi ai deboli raggi di Kyra, che una strana sensazione di malinconia mi ha afferrato. Ho voltato il capo, scrutando l'erba alla mia destra.
Non c'era nessuno.
...Perchè questo mi è sembrato così strano?...
Ho allungato una mano verso un punto imprecisato, e così sono rimasto, per ore.. Scacciando un infelice sonno che tentava di afferrarmi.
Mentre un nome riecheggia nell'oscurità.

La figura osserva per qualche secondo il foglietto ricoperto adesso della sua flessuosa calligrafia. Poi, con un gesto rabbioso, lo appallottola, ed alzandosi lo affida bruscamente alle onde del mare. Lo osserva innabissarsi, aprendo poi le maestose ali, fuggendo via.

In seguito alla prima missiva affidatami dai Monaci, mi fu chiesto di recarmi ancora una volta ad Anon per riportare indietro una risposta. La strana impazienza che traspariva da quasi l'intero Monastero mi impose di far ritorno a Kyrandor quasi immediatamente per avvertirli dell'avvenuta consegna...
Oggi però devo riprendere un nuovo viaggio in quella città che ancora mi lascia perplesso, che tanto ha fatto attendere replica da dovermi costringere ad affrontare per ben due volte la strada...

Sembra esserci una pausa temporale, la riga qui saltata dà la chiara idea di dividere di alcune ore il continuo dell'avventura...

Giunto al tempio per fortuna ricevo un'accoglienza ristoratrice, oltre all'oggetto della mia venuta. Fermatomi a riposare le poche e giuste ore, riprendo il cammino verso coloro che tanto fremono il mio ritorno...
Questa volta attraverso le rovine di Raghdal in poco tempo e mi immergo nella foresta dei Nani in compagnia della mia lanterna e la conoscenza ormai ben marcata di quei sentieri...
Ora sono qui, da Esme, ormai quasi a notte inoltrata... Come non ringraziarla, mi ha rifocillato e tenuto compagnia come ad un amico, permettendomi oltre a scrivere queste righe a poter parlare un poco!
E' bene andare al Monastero, ora... sono certo che, anche a quest'ora tarda, qualcuno sarà la' ad aspettarmi...

Un altro spazio divide le righe scritte sul foglio, questa volta la ripresa sembra fatta dopo nemmeno un'ora...

Mi domande se sia davvero fiducia in me, oppure soltanto fiducia nella mia parola d'onore. Per loro ho viaggiato tanto ma oltre ad un minimo compenso non ho ricevuto altro. Nessuna informazione, nessuna spiegazione. Il mio rispetto nei loro confronti è alto, per questo eviterò di domandare ancora al Monastero...
Cercherò le mie spiegazioni altrove, sperando di non dover affidarmi soltanto alla fortuna! Confido in Gilyaren, ma non mi affiderò soltanto alla sorte.

Giunto al termine della pagina la intesta, riponendola nella copertina con la stessa cura di sempre...

*accovacciata in riva al fiume, l'elfa scrive brevi frasi sul suo piccolo diario, bagnato dalle lacrime*

L'amore di quello stupido che ti ha fatto questo non vale l'amore per un popolo! Non avevi il diritto di scatenarti contro le nostre case e il nostro cuore!
Ascoltiamo i lamenti della foresta, che geme per il dolore, e non possiamo sopportalo. La nostra casa, la nostra vita.. Sono state distrutte. E tu devi PAGARE per questo! Con il tuo stesso sangue!

*Elior si abbandona sulla riva, con il diario poco distante da se', e sfoga con un pianto feroce la sua rabbia repressa*

*Elior osserva il suo piccolo diario rilegato dopo averlo confezionato con cura; Ne controlla la dimensione e la sistemazione, poi estrae un piccolo lapis da una delle tante scarselle che porta appese all cintola, e inizia a scrivere dopo aver raccolto le idee, all'ombra del Salice del Bosco Sacro*

Per tutti gli anni della mia lunga vita ho vissuto fra la mia Gente, al Bosco Antico, ignara del fatto che al di fuori di esso ci fosse tanto da vedere e scoprire. Solo ora me ne rendo conto..
E' cominciato tutto una notte, quando sono riuscita ad uscire dal Bosco senza che nessuno mi sentisse: non che vi fossi rinchiusa, ma noi Elfi Silvana non vediamo di buon occhio le altre razze, che spesso distruggono le nostre case e il nostro cuore, con o senza una vera e propria intenzione.
Ammetto che il mondo al di fuori del Bosco e'.. caotico, strano ai miei occhi che mai hanno visto una citta' o tutte queste creature strane. Ma se Nathien le ha create, un motivo c'e'. Fanno tutte parte del Ciclo.
Dovro' tornare fra la mia Gente, presto o tardi: So bene quanto noi Elfi possiamo essere sospettosi..

*ci sono tanti piccoli disegni, quasi a formare una divisione*

Uomini alati? Felini giganteschi? Giganti intermediari degli Dei?! Per Ganeidon, non me lo sarei mai immaginato!
Non pensavo che tutto questo fosse possibile! E poi.. i Vampiri..

*rabbrividisce socchiudendo gli occhi, poi continua a scrivere sul suo piccolo diario*

Avevo sempre sentito parlare di questi Esseri, fin da cucciola, e tutti ne parlavano con terrore e raccapriccio.. Esseri Maledetti che si nutrono di Sangue.. Potrei quasi dire che sono zanzare gigantesche..

*scoppia in una risata cristallina, scuotendo il capo*

Sento distintamente la loro Forza e il loro Spirito.. Ma non credo che tutti i Vampiri siano cosi' terribili come si pensa, se non fosse per la Maledizione.. Keliash, ad esempio. Percepisco distintamente uno Spirito benevolo, seppur imprigionato in un corpo maledetto.. Lui stesso disse "Con questi poteri posso fare del bene". Buone prospettive, ma io non mi fido.

Poi...

*il lapis tentenna sul foglio, e lo sguardo dell'elfa si perde fra i rami del salice, in riflessione. Alla fine riprende a scrivere, sospirando*

..lui. E' giovane.. ma cosi'.. carino per essere un umano! E gentile..
Stavo riposando sul salice quando ho sentito qualcuno arrivare. Sono rimasta in silenzio e.. ho visto un giovane umano sedersi sotto l'albero con dei movimenti fini, quasi avesse sangue elfico nelle vene. Ha cominciato a leggere dei suoi appunti e poi si e' sdraiato.. Sono rimasta molto tempo ad osservarlo, prima di muovermi e far sentire la mia presenza..
Non sembrava allarmato, anzi.. Mi ha anche offerto meta' del suo bastoncino di cannella!
L'ho rivisto una seconda volta, e abbiamo di nuovo diviso quel piccolo dono della Natura.. il suo Spirito e' puro, ma credo ci sia qualcosa che lo tormenta e che cerca di fuggire...

*mormora: "povero caro...". Poi scuote il capo, come per far uscire il pensiero di quell'uomo dalla mente*

... Ma e' un umano, e devo ricordarmi di fare attenzione!

*richiude improvvisamente il piccolo diario e lo infila in una scarsella assieme al lapis, rilassandosi e perdendosi fra le fronde del salice con lo sguardo*

Tornato nel primo pomeriggio del secondo giorno dalla sua partenza verso Anon, si dirige a passo sostenuto verso il Monastero dove i monaci di Kyrandor attendono il suo rapporto... o per meglio dire, poche semplici parole: "Missiva consegnata".
Tutti ora appaiono soddisfatti, ma non molto tranquilli... Naturalmente, come sempre, hanno già programmato un'altra missione: ricevere personalmente la missiva in risposta e portarla a Kyrandor. Sembra esserci molta attenzione alla discrezione e alla fiducia da riporre... Ciò comporta ovviamente più lavoro per Vlen.

Monaci... Chissà cosa passa loro per la testa. Forse capirò qualcosa di più quando tornerò al tempio di Anon.
Ormai sembrano fidarsi solo più di poche persone ed io, loro allievo d'infanzia, ne sento riposta in me una gran parte... Ad ogni modo ho svolto il mio compito, tra due giorni farò ritorno ad Anon, come stabilito.
...

Riprende il cammino verso le strade della città, abbandonando il selciato del Monastero ed ora diretto verso il rifugio di Esme... oltre ad un buon pranzo fuori orario potrebbe anche uscirne un qualche incarico, per guadagnar qualcosa!
Appena giunto sull'uscio del rifugio rivolge un felice sorriso all'accorta Esme, che già gli ha rivolto il suo sguardo, per poi andare a cercare un tavolo dove riposarsi, mangiare ed aggiornare il suo rapporto su consegne e lavori svolti. Mosso qualche passo, però, all'udire un nome noto si volta e si accomoda nelle vicinanze di quella che sembrerebbe una allegra tavolata...

'...non lo conoscete? Lui è Baan.'
...

Lasciato il Monastero mi sono recato al rifugio, sperando in un pò di riposo e di poter mettere nello stomaco dell'ottimo stufato della cucina di Esme. Tuttavia sembra non saranno le sole cose che troverò qui... Vicino al mio tavolo si trovano quattro avventurieri che non definirei gente comune. Hanno un qualcosa di diverso da coloro che ogni giorno si dedicano al proprio lavoro per il semplice vivere e condurre così una vita tranquilla, con la propria famiglia. Sembrano uniti, o forse il loro ritrovo comune sta nella splendida Arial che pare avvicinarli tutti...
E poi quel nome... Baan, così l'ha chiamato l'Arial.
In questo momento dialogano fra loro, eppure questo nome mi è giunto distinto sopra ogni altra parola. Un nome che molto deve aver viaggiato tra racconti di bardi e cantastorie! Storie in gran parte taciute ormai, ma è sufficiente saperne domandare nei posti giusti per sentire ancora narrare coraggio e fama.

Il tempo di scrivere questo appunto e già ha lasciato il rifugio...

Di tanto in tanto mangia un boccone dello stufato ormai lasciato lì da qualche minuto, alzando per un breve istante lo sguardo sul gruppo vicino, attirato da un nuovo arrivo...

Le sorprese sembrano non finire qui... Ho appena udito il nome dell'Arial, nome anch'esso familiare. Dhora. E colei che l'ha pronunciato, se ho bene inteso, si chiama Taira...
Ma ecco che si rivelano altri nomi: Krandor, un drow che sembra scarsamente abituato a tanta compagnia, e Frozer... due figure certo più misteriose, non so nulla sul loro conto.
...

Si dedica per intero al proprio pasto ora, guardandosi intorno pensieroso... Lo sguardo, però, ricade spesso su quell'allegro chiacchierare del tavolo vicino. Come a tentarlo ulteriormente, fanno il loro ingresso un robusto nano ed un umano misterioso, che sembrano ben conoscere i presenti e in particolare proprio Dhora...

Luth? Kel? Sembrano conoscerli bene...
Luthger. Il nano Luthger NeroMaglio, in carne barba e birra! E se non erro, l'altro è Keliash Ryu...
Nomi noti in città, il nano so essersi occupato di grandi lavori per la ricostruzione e l'edificazione.
Keliash Ryu invece presto presenterà un'asta molto particolare, dove a beneficiarne sarà la realizzazione di un nuovo tempio per Marhis.
Tutti sembrano darsi un gran da fare...
...

Alza un'ultima volta gli occhi dai suoi appunti, perdendosi per un istante nei suoi pensieri... Ma ecco che torna chino a scrivere, scuotendo appena il capo come contrariato...

Incredibile, sono venuto fin qui per trovare riposo e appuntare lavori e doveri... e invece mi sono fatto rapire da altrui discussioni! Che questa frase resti scritta qui, mi ricorderà cosa non fare con affari non miei...
...

Finalmente concentrato sui suoi pensieri prende ora un nuovo foglio di pergamena, sul quale comincia a scribacchiare di fretta alcuni fatti da lui ascoltati per la strada e nelle taverne. Sono per lo più poche parole, frasi riportate a memoria e nomi spesso di luoghi, quasi mai di persone coinvolte o informate. Riflette però con tanta attenzione da non accorgersi che dietro di lui, d'improvviso, si sta lentamente rendendo visibile la figura di un'Arial incuriosita da tanto scrivere...

'Ditemi, siete forse uno studioso?'
......

Ancora in viaggio verso Kyrandor, fruga nella sua sacca per tirarne fuori un sottile e rigido libro dal quale molte pagine, sporgenti fuori dalla copertina, sembrano essere fogli svolazzanti di appunti. Si guarda intorno, come a cercare un appoggio ideale... ed avvicinandosi ad una grande, piana roccia in mezzo al terreno pianeggiante, vi si accomoda a gambe incrociate e su di esse pone il suo compagno di memorie.

Sono partito da Kyrandor nella mattina di ieri, la consegna di questo messaggio sembrava tanto urgente da imporre la partenza a poco prima dell'alba... I monaci del monastero sembravano stranamente ansiosi di far giungere in fretta la loro missiva al tempio di Anon, tanto da pregarmi quasi di viaggiare di notte! Questo fatto, devo ammettere, mi ha incuriosito un poco... da quel che so non vi sono strani movimenti o minacce.
A meno che non riguardino gli ultimi accadimenti in città, ammetto di non avere molte notizie su questi... Dovrò indagare, tornato al monastero.

Alza lo sguardo al cielo, notando la grande intensità della luce di Kyra e alcune nuvole scure provenire da sud-est. Ripone con cura fogli e libro nella sacca da viaggio, incamminandosi a passo svelto verso quella che fu la bella Raghdal...