Lun 12 Feb 2007
Ricordi
Journal di Il Nero SaioUna figura completamente ammantata da un lungo abito nerastro si siede a gambe incrociate sulla sabbia dorata di una spiaggia, lasciandosi lambire dalla brezza salmastra del mare per qualche tempo. Poi, trae fuori da una tasca interna una linda quanto sgualcita pergamena, assieme ad un pennino ed un calamaio ricolmo di inchiostro azzurrino. Le sue dita, e le sue mani, sono strettamente avvolte in comodi panni di seta biancastra, che per nulla intralciano il movimento guizzante delle membra, ora impegnate nella pensierosa scrittura.
Questo posto non mi è affatto nuovo. Mi pare di conoscerlo, di essercigià stato precedentemente. E di aver trascorso sotto le fronde degli alberi, immerso nell'erba, dei piacevoli momenti... E' tutto quello che la mia memoria si spinge a ritrovare, pur essendomi ogni rametto qui attorno così familiare... Così vivido nella mia mente!
...Potrei dire di ricordare molto, da quando sono qui... Ma finchè queste voragini permangono, quel che so non sarà mai abbastanza... Mi guardo intorno, e sento il suono di risate dolci e cristalline non proferite da nessuno risuonare, propagarsi in ogni dove senza controllo... E' successo quando i miei piedi mi hanno leteralmente condotto alle acque cristalline di una sorgente che sgorga qui vicino. Mi è parso quasi naturale sfilarmi queste ridicole vesti di dosso, e lasciarmi cullare per qualche minuto dal suo scorrere... Solo quando ne sono uscito, asciugandomi ai deboli raggi di Kyra, che una strana sensazione di malinconia mi ha afferrato. Ho voltato il capo, scrutando l'erba alla mia destra.
Non c'era nessuno.
...Perchè questo mi è sembrato così strano?...
Ho allungato una mano verso un punto imprecisato, e così sono rimasto, per ore.. Scacciando un infelice sonno che tentava di afferrarmi.
Mentre un nome riecheggia nell'oscurità.
La figura osserva per qualche secondo il foglietto ricoperto adesso della sua flessuosa calligrafia. Poi, con un gesto rabbioso, lo appallottola, ed alzandosi lo affida bruscamente alle onde del mare. Lo osserva innabissarsi, aprendo poi le maestose ali, fuggendo via.