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Quante scene già viste... Quanti copioni recitati con la medesima perizia e follia di sempre...
Stolti. Miserabili. Vermi. Luridi sciacalli. Bastardi... Eccole, alcune qualità di tutte le malevole razze deviate.
Ormai sono parole fredde e prive di rabbia, poichè nulla esiste capace di riportare ogni cosa a prima della furiosa tempesta di odio che sempre si abbatte su chiunque, in ogni terra e circostanza...
Da qualsivoglia punto di vista, queste somiglieranno sempre alle parole di un ragazzino ferito nelle sue impossibili convinzioni fatte di buoni princìpi e puri ideali... No. Non sono io.
Sono soltanto scritte ormai, solo inchiostro finto e privo di significato.
Questa è una riflessione senza mente, iniziata ormai da settimane... Giorni nei quali ho smesso di essere il messaggero servitore senza domande e sono diventato un uomo senza speranze verso quella che è la prova della mia appartenenza alla vita, l'appartenenza alla progenie del male... le razze che popolano Therial tutta, ecco la progenie del Male.
Mi interrogo sul perchè, su cosa spinge gli individui ad agire. Agire in qualsiasi suo significato, nel bene come molto più spesso accade nel male. E' davvero più facile odiare? Più facile prendere che dare? Più appagante uccidere che salvare? Non è possibile condividere... tutto viene conquistato o distrutto, mai pagato o richiesto.
Ma allora chi agisce nel bene? Chi è capace di fare qualcosa di diverso da tutto questo? Forse esiste qualcuno, ma naufrago in un mare di sangue è perso nell'ombra... Che esista Ombra più densa della luminosa Luce?
Perchè no, potrebbe anche essere così.
Contrastare il male non comporta forse una lotta?
Lotta è combattimento, combattere genera dolore, ferite, è facile generare sempre nuovo odio e rancore... Combattere ti mette fra le mani un'arma di tutto vantaggio per il nemico, vantaggio difficile da recuperare quando ti attacca. E' difficile combatterlo senza perdere se stessi.
Se la vita prevede questo... E' più facile odiare?

...

1° Giorno

L'ora è mattiniera, forse meglio dire notturna. Ricevo l'oggetto del mio incarico da un giovane apprendista del Monastero e mi metto in viaggio poco dopo, lasciando i cancelli della città quando Kyra ancora non ha che una debole e pallida luce intorno... Continuo a cercare spiegazioni sul perchè dei miei stessi viaggi... Basterebbe forse infrangere quella piccola promessa fatta ai Monaci e apprendere così il contenuto delle missive, ma nonostante la mia sia stata una promessa forzata non farò null'altro al di fuori del mio dovere.

Giunto nel pomeriggio alla prima meta del viaggio ho notato soltanto le solite facce rabbuiate e velate da una sorta di preoccupazione e dispiacere, eppure nessuna risposta chiara alle mie domande. Tutto questo sembra quasi una maledizione...

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2° Giorno

Dopo aver riposato a Solace mi sono rimesso in viaggio alla solita ora della notte, prossima al mattino. Cominciare i miei viaggi prima della luce del giorno mi aiuta a riflettere, essere circondato dall'oscurità e accompagnato dalle stelle del cielo nero in un certo modo mi rilassa.
Spero almeno di poter sapere qualcosa nel prossimo tempio che visiterò, ora sono diretto alle pendici delle montagne dove i Nani hanno esteso le loro miniere e dubito di trovare lì molte spiegazioni...
Temo che questa tappa mi porterà via molto tempo... qualcuno forse non sarà proprio felice di tanta assenza!

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5° Giorno

Non nego di aver sempre trovato piacevole il dormire all'aperto, in una sensazione di estrema libertà... i sensi all'erta anche nel sonno, se abituati, non pesano nemmeno... anzi... Ma il maltempo non lo si può proprio controllare con i sensi, anche con tutta la concentrazione possibile la pioggia ti cade lo stesso sulla testa!
Mi sono avvicinato ai monti dove troverò un ristoro migliore, ma è ancora lungo il viaggio che ci separa...

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7° Giorno

Il regno dei Nani finalmente! Presentatomi ad una guardia sono stato condotto da colui che sembrava rispondere alle mie descrizioni, ovvero un sacerdote... o un chierico, temo di non aver ben capito. Non ha importanza, l'unico ruolo che mi sembra davvero chiaro è il mio, un ignaro messaggero alle prese con qualcosa di sconosciuto.
Riposo, riparto per la prossima meta... sembra essere diventata la mia unica occupazione ormai.

...

Seduto ad un tavolo del rifugio di Esme, nel punto più lontano dalla vetrata sul fiume, osserva distratto lo scrosciare della pioggia che da qualche minuto sembra pulire le strade della città. Sul solido legno del tavolo vi sono appoggiati una tazza di coccio fumante e la rigida copertina di un libro, semplice rilegatura di molti appunti.

La giornata è volta al brutto tempo, sembra capace di poter buttar giù acqua per settimane.
Gli allenamenti in vista del Torneo aspetteranno. Spero di potervi arrivare preparato, altrimenti chissà quale figura... Anche perchè non sarò da solo.

Lo sguardo dell'umano si ferma sulla riga appena scritta, portandolo a ripensare alla domanda di colei che con tanta naturalezza gli chiese di accompagnarlo...

Davvero immaginavo un incontro diverso, da una tanto orgogliosa razza quale la sua. Molte lodi si potrebbero legare al loro nome, ma ciò che più mi ha colpito è stato proprio l'orgoglio... Non dovrei stupirmi, per ogni cosa v'è eccezione e rarità!
Sono sorpreso, ma anche soddisfatto: trovare un'amicizia tanto cristallina non capita spesso... Forse soltanto una volta nella vita. Di questo ne sono felice, ma cosa più importante ne sono rincuorato.

Continuo a cercare alcune risposte agli strani dubbi che continuano a circondarmi, tutt'ora senza molti risultati positivi. Tenterò strade non ancora percorse, sperando di non sbagliare nel ritenerla una faccenda di grande importanza...

Spaziando per un istante con lo sguardo fuori dalla vetrata si accorge che il maltempo sembra, contro le prime previsioni, lasciare Kyrandor, spostandosi rapido verso sud

La piogga si è placata, approfitterò del momento per riprendere, spero almeno per un paio d'ore, gli allenamenti.

Finita la frase ripone la pagina all'interno della copertina, alzandosi poi con la sua tazza ormai vuota fra le mani. Passando davanti al bancone per un saluto ad Esme posa il coccio, uscendo pensieroso dal rifugio... Si distrae guardando il cielo già più chiaro nonostante le nuvole, ma in un secondo viene riportato alla concentrazione dall'inaspettato quanto fulmineo abbraccio di un'Elfa dagli occhi limpidi e sorridenti...

In seguito alla prima missiva affidatami dai Monaci, mi fu chiesto di recarmi ancora una volta ad Anon per riportare indietro una risposta. La strana impazienza che traspariva da quasi l'intero Monastero mi impose di far ritorno a Kyrandor quasi immediatamente per avvertirli dell'avvenuta consegna...
Oggi però devo riprendere un nuovo viaggio in quella città che ancora mi lascia perplesso, che tanto ha fatto attendere replica da dovermi costringere ad affrontare per ben due volte la strada...

Sembra esserci una pausa temporale, la riga qui saltata dà la chiara idea di dividere di alcune ore il continuo dell'avventura...

Giunto al tempio per fortuna ricevo un'accoglienza ristoratrice, oltre all'oggetto della mia venuta. Fermatomi a riposare le poche e giuste ore, riprendo il cammino verso coloro che tanto fremono il mio ritorno...
Questa volta attraverso le rovine di Raghdal in poco tempo e mi immergo nella foresta dei Nani in compagnia della mia lanterna e la conoscenza ormai ben marcata di quei sentieri...
Ora sono qui, da Esme, ormai quasi a notte inoltrata... Come non ringraziarla, mi ha rifocillato e tenuto compagnia come ad un amico, permettendomi oltre a scrivere queste righe a poter parlare un poco!
E' bene andare al Monastero, ora... sono certo che, anche a quest'ora tarda, qualcuno sarà la' ad aspettarmi...

Un altro spazio divide le righe scritte sul foglio, questa volta la ripresa sembra fatta dopo nemmeno un'ora...

Mi domande se sia davvero fiducia in me, oppure soltanto fiducia nella mia parola d'onore. Per loro ho viaggiato tanto ma oltre ad un minimo compenso non ho ricevuto altro. Nessuna informazione, nessuna spiegazione. Il mio rispetto nei loro confronti è alto, per questo eviterò di domandare ancora al Monastero...
Cercherò le mie spiegazioni altrove, sperando di non dover affidarmi soltanto alla fortuna! Confido in Gilyaren, ma non mi affiderò soltanto alla sorte.

Giunto al termine della pagina la intesta, riponendola nella copertina con la stessa cura di sempre...

Tornato nel primo pomeriggio del secondo giorno dalla sua partenza verso Anon, si dirige a passo sostenuto verso il Monastero dove i monaci di Kyrandor attendono il suo rapporto... o per meglio dire, poche semplici parole: "Missiva consegnata".
Tutti ora appaiono soddisfatti, ma non molto tranquilli... Naturalmente, come sempre, hanno già programmato un'altra missione: ricevere personalmente la missiva in risposta e portarla a Kyrandor. Sembra esserci molta attenzione alla discrezione e alla fiducia da riporre... Ciò comporta ovviamente più lavoro per Vlen.

Monaci... Chissà cosa passa loro per la testa. Forse capirò qualcosa di più quando tornerò al tempio di Anon.
Ormai sembrano fidarsi solo più di poche persone ed io, loro allievo d'infanzia, ne sento riposta in me una gran parte... Ad ogni modo ho svolto il mio compito, tra due giorni farò ritorno ad Anon, come stabilito.
...

Riprende il cammino verso le strade della città, abbandonando il selciato del Monastero ed ora diretto verso il rifugio di Esme... oltre ad un buon pranzo fuori orario potrebbe anche uscirne un qualche incarico, per guadagnar qualcosa!
Appena giunto sull'uscio del rifugio rivolge un felice sorriso all'accorta Esme, che già gli ha rivolto il suo sguardo, per poi andare a cercare un tavolo dove riposarsi, mangiare ed aggiornare il suo rapporto su consegne e lavori svolti. Mosso qualche passo, però, all'udire un nome noto si volta e si accomoda nelle vicinanze di quella che sembrerebbe una allegra tavolata...

'...non lo conoscete? Lui è Baan.'
...

Lasciato il Monastero mi sono recato al rifugio, sperando in un pò di riposo e di poter mettere nello stomaco dell'ottimo stufato della cucina di Esme. Tuttavia sembra non saranno le sole cose che troverò qui... Vicino al mio tavolo si trovano quattro avventurieri che non definirei gente comune. Hanno un qualcosa di diverso da coloro che ogni giorno si dedicano al proprio lavoro per il semplice vivere e condurre così una vita tranquilla, con la propria famiglia. Sembrano uniti, o forse il loro ritrovo comune sta nella splendida Arial che pare avvicinarli tutti...
E poi quel nome... Baan, così l'ha chiamato l'Arial.
In questo momento dialogano fra loro, eppure questo nome mi è giunto distinto sopra ogni altra parola. Un nome che molto deve aver viaggiato tra racconti di bardi e cantastorie! Storie in gran parte taciute ormai, ma è sufficiente saperne domandare nei posti giusti per sentire ancora narrare coraggio e fama.

Il tempo di scrivere questo appunto e già ha lasciato il rifugio...

Di tanto in tanto mangia un boccone dello stufato ormai lasciato lì da qualche minuto, alzando per un breve istante lo sguardo sul gruppo vicino, attirato da un nuovo arrivo...

Le sorprese sembrano non finire qui... Ho appena udito il nome dell'Arial, nome anch'esso familiare. Dhora. E colei che l'ha pronunciato, se ho bene inteso, si chiama Taira...
Ma ecco che si rivelano altri nomi: Krandor, un drow che sembra scarsamente abituato a tanta compagnia, e Frozer... due figure certo più misteriose, non so nulla sul loro conto.
...

Si dedica per intero al proprio pasto ora, guardandosi intorno pensieroso... Lo sguardo, però, ricade spesso su quell'allegro chiacchierare del tavolo vicino. Come a tentarlo ulteriormente, fanno il loro ingresso un robusto nano ed un umano misterioso, che sembrano ben conoscere i presenti e in particolare proprio Dhora...

Luth? Kel? Sembrano conoscerli bene...
Luthger. Il nano Luthger NeroMaglio, in carne barba e birra! E se non erro, l'altro è Keliash Ryu...
Nomi noti in città, il nano so essersi occupato di grandi lavori per la ricostruzione e l'edificazione.
Keliash Ryu invece presto presenterà un'asta molto particolare, dove a beneficiarne sarà la realizzazione di un nuovo tempio per Marhis.
Tutti sembrano darsi un gran da fare...
...

Alza un'ultima volta gli occhi dai suoi appunti, perdendosi per un istante nei suoi pensieri... Ma ecco che torna chino a scrivere, scuotendo appena il capo come contrariato...

Incredibile, sono venuto fin qui per trovare riposo e appuntare lavori e doveri... e invece mi sono fatto rapire da altrui discussioni! Che questa frase resti scritta qui, mi ricorderà cosa non fare con affari non miei...
...

Finalmente concentrato sui suoi pensieri prende ora un nuovo foglio di pergamena, sul quale comincia a scribacchiare di fretta alcuni fatti da lui ascoltati per la strada e nelle taverne. Sono per lo più poche parole, frasi riportate a memoria e nomi spesso di luoghi, quasi mai di persone coinvolte o informate. Riflette però con tanta attenzione da non accorgersi che dietro di lui, d'improvviso, si sta lentamente rendendo visibile la figura di un'Arial incuriosita da tanto scrivere...

'Ditemi, siete forse uno studioso?'
......

Ancora in viaggio verso Kyrandor, fruga nella sua sacca per tirarne fuori un sottile e rigido libro dal quale molte pagine, sporgenti fuori dalla copertina, sembrano essere fogli svolazzanti di appunti. Si guarda intorno, come a cercare un appoggio ideale... ed avvicinandosi ad una grande, piana roccia in mezzo al terreno pianeggiante, vi si accomoda a gambe incrociate e su di esse pone il suo compagno di memorie.

Sono partito da Kyrandor nella mattina di ieri, la consegna di questo messaggio sembrava tanto urgente da imporre la partenza a poco prima dell'alba... I monaci del monastero sembravano stranamente ansiosi di far giungere in fretta la loro missiva al tempio di Anon, tanto da pregarmi quasi di viaggiare di notte! Questo fatto, devo ammettere, mi ha incuriosito un poco... da quel che so non vi sono strani movimenti o minacce.
A meno che non riguardino gli ultimi accadimenti in città, ammetto di non avere molte notizie su questi... Dovrò indagare, tornato al monastero.

Alza lo sguardo al cielo, notando la grande intensità della luce di Kyra e alcune nuvole scure provenire da sud-est. Ripone con cura fogli e libro nella sacca da viaggio, incamminandosi a passo svelto verso quella che fu la bella Raghdal...