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I segni che mi restano parlano chiaro. Non ricordo nulla, eppure qualcosa è successo. Sogni non sono, non possono esserlo. I sogni non lasciano lividi e cicatrici.

Non so più che fare... quel giovane arial non l'ho più visto. Chissà se ha trovato le persone che diceva, se ha trovato una soluzione. Ho ancora dei soldi, in banca, spero che bastino.

Flaminea dovrebbe aver contattato il sacerdote, spero che possa, anche lui, fare qualcosa.

Non so più che fare... non so più...

Stanotte l'ho sognato, ancora.

E ancora mi sono svegliata, e ancora non sono riuscita a riprendere sonno fino all'alba.

E il dolore è ricominciato, forte, intenso, come quel giorno, come quell'istante... e il suo viso è sfumato in un altro. Uguale. Ma diverso. Così diverso da farmi stare male.

Il passato non ritorna. Lo so. Ma cos'è il passato?

Non è morto... è solo... altrove.

Chi è? Che cosa è? Non lo so.

E non mi importa.

E vederlo... vederlo e... e non è lui.

Lui lo so chi è. E che cos'è. E' l'essere che odio di più al mondo.

Lo odio, con tutta me stessa, con tutta l'anima, lo odio come nessuno ha mai odiato fin dall'alba dei tempi. Non può essere esistito, nè mai potrà esistere, qualcuno odiato più di quanto io odi lui.

Lo odio da stare male... per gli Dei, quanto sto male....

Perché ho lasciato che Krateos mi parlasse, oggi?

Eppure mi ha persino confortato, ascoltarlo.

La mia anima è così dilaniata che persino le sue parole riescono a farmi sentire meglio.

Meglio? Ah! Eppure le considerazioni che ha fatto erano giuste, e sagge. Non mi fido, e non mi fiderò mai, ma non posso negare che sono le uniche che mi hanno fatto rinascere un briciolo di speranza. Speranza... uno spiraglio, un sottilissimo raggio di luce nella tenebra che mi circonda, che soffoca il mio cuore e la mia anima.

E poi ancora il nulla, non ricordo più nulla...

Restano solo questi... segni.

E se anche fosse? Non ricordo il dolore patito. I segni sono solo sul corpo.

Ero fuggita da chi mi dà conforto in cambio di qualche segno sulla pelle, da un dolore che non vivo realmente. Un dolore che non ricordo. Un dolore che mi lascia viva.

Sono fuggita da quello per... per ricevere un dolore mille volte più grande. E profondo.

Non si vedono segni, no. La pelle l'ha lasciata intatta.

Tutto ciò che ci resta è il futuro.

Voglio solo poterlo guardare di nuovo, ancora una volta. Stringerlo a me, carezzargli il viso, perdermi nei suoi occhi, respirare il suo respiro, ancora una volta.

Poi, giunga pure il nulla, e l'oblio, davvero.

E morire con il suo sorriso negli occhi.

E per un ultimo, unico e infinito istante, sarò felice. Ancora.

...dorme tranquilla, ora... tranquilla e beata... e nonostante la dolce e beata pace in cui Cetrim tutta sembra immersa, nonostante l'ampollosa cappa di calma che avvolge questa piccola ma immensa oasi di beatitudine, non posso fare a meno di chiedere a me stesso per quanto tutto questo potra' durare...

C'e' un mondo fuori da queste mura. C'e' un mondo in guerra.

I druth...

Cosi' chiamano gli Oscuri in questo mondo; dal canto mio, ho appreso attraverso infinite e infinite esistenze e lotte che ogni mondo in cui tale razza pianta i propri germogli di sangue e carne li noma in diverso modo.

Li combattei quando venivano chiamani Druuchi, e venivano guidati in una crociata fratricida contro coloro che li avevano allontanati dalla loro razza e dal loro mondo, le loro fila ordinate e compunte sotto il comando del grande Re Stregone Malekith.

Li combattei nel mondo dei Reami Dimenticati, quando la smania di potere della casata di Daermon N'ashezbaernon quasi condanno' all'estinzione l'intera Menzoberranzan, creando un nemico che si rivelo' quasi essere mortale per la Nera Stirpe...

...e combattei al loro fianco in altre vite, quando la loro scomparsa era ormai prossima, fedele al mio ruolo di Campione dell'Equilibrio.

Ma non posso che gioire, ora che sospetto che il mio ruolo in questo mondo sia antitetico al ruolo degli Oscuri.

Lentamente chiusi gli occhi, estraniandomi dal vago chiarore proiettato sullo scrittoio dalle luci danzanti delle fiammelle di candele semi dissolte che brillavano poco discoste dalla pagina di diario che scrivevo. Distesi le braccia verso il soffitto, stirando i muscoli impigriti dalla posizione in cui erano costretti, e mantenendo gli occhi chiusi inspirai profondamente l'aria fresca e frizzante che entrava dalla finestra aperta al mio fianco.

Nell'ampio letto a baldacchino, tra morbide e pesanti coperte, giaceva Rahasia, vinta dal sonno. Mantenendo chiusi gli occhi, la immaginai immota a giacere entro quelle tenere e calde coltri, non riuscendo a reprimere un sorriso nello scorrere la liscia pelle del suo braccio, che sicuramente spuntava fuori scoperto come ogni notte... E sorrisi nell'immaginare la goffa agitazione dei suoi sogni. Piu' e piu' volte mi ero fermato, dacche' avevamo condiviso le nostre notti, a osservarla nel sonno; e l'avevo scoperta preda d'un sonno agitato e inquieto, che nonostante mi avesse inzialmente impensierito, aveva finito col lasciarmi sorridente e divertito.

Sognava, la mia dama, sognava arditi combattimenti e battaglie - future, passate, chi puo' dirlo - sognava, e nell'impeto dei sogni si dimenava tra le coltri, mugolando di gioia quando le armate sotto il suo comando sbaragliavano il nemico, gemendo di rabbia quando erano costrette a ripiegare, varcando infiniti campi di battaglia immaginari...

Immaginari per ora, dovetti ricordare a me stesso.

Rahasia voleva combattere.

Era una certezza, ormai; se fosse stata solo la parola di quel druth a confermarmi questo sospetto che nutrivo da giorni, ormai, non vi avrei fatto caso... Ma notavo lo sguardo con cui la mia dama s'incantava a fissare le armature clericali che adornavano le sale degli Ordini Cavallereschi che giornalmente visitavamo, lo notavo e dovevo costringere me stesso ad ammettere l'ineluttabile verita': conoscevo cio' che vi si celava dietro, giacche' quello era stato il MIO sguardo in un'infinita' di vite e di lotte prima di questa, quando ancora la mia vita seguiva l'unica regola della guerra: combattere.

Sospirai, e il suono che giunse alle mie orecchie fu quello d'un sospiro combattuto e mesto; avevo scelto di non combattere, avevo scelto di lasciar riposare la Spada Nera nella sua prigione in questa vita: avevo scelto di prendere e pretendere cio' che i Signori dell'Equilibrio che servivo e avevo servito in infinite vite sembravano caparbiamente negarmi per l'ennesima volta: la pace.

E ora ero dolorosamente conscio di come avessero ancora una volta riso del mio desiderio, e di come tutto mi portasse, per l'ennesima volta inevitabilmente, verso quello che sembrava essere il mio destino.

Sorrisi, volgendo il mio sguardo alla mia dama addormentata, inconscio strumento dei miei Signori, e capii che quanto doveva succedere era ineluttabile... non avrei convinto Rahasia a desistere dai suoi propositi di battaglia. Troppo a lungo il fuoco nelle sue vene aveva giaciuto nella gelida prigione di ghiaccio che il suo ordine aveva intessuto per lei. Ora, libero da ogni costrizione e prigionia, benedetto dalla sua dea, quel fuoco riprendeva ad ardere, lentamente ma inesorabilmente. No, Rahasia avrebbe combattuto, a qualsiasi costo: neppure io potevo convincerla a ritirarsi. E non potevo biasimarla: io avevo solcato infinite vite, visto orrori senza nome e senza volto, varcato il baratro del Caos e affondato la lama nel cuore della Legge, rinascendo in infinite epoche e mondi come Campione di una o dell'altra causa, battendomi per loro e odiando entrambe con lo stesso incessante odio con cui odiavo me stesso e la mia condanna.

Ma lei...

Lei non aveva visto ancora nulla degli orrori che si riprometteva di combattere: e nulla l'avrebbe convinta, finanche avesse veduto cio' che io avevo veduto, giacche' era sua natura combattere per i propri ideali.

Ora capivo, capivo la mia compagna meglio di quanto non avessi mai pensato: dietro la tacita rassegnazione con cui aveva accettato le catene ingiuste e strazianti impostele dal suo Ordine, c'era la ferrea volonta' di andare avanti e di continuare cio' in cui riponeva fede e speranza. Aveva sopportato l'annullamento completo e totale di se, l'umiliazione d'essere nulla e nessuno per quanti avesse portato conforto e aiuto, e tutto questo per convinzione nei propri ideali.

Ora, se anche avesse conosciuto gli orrori a cui andava incontro vestendo l'armatura che tanto bramava, questo non l'avrebbe fatta comunque desistere.

Sospirando, chiusi lentamente il mio Diario, mi svestii e spensi le candele che ancora rischiaravano la stanza, stendendomi sotto le coltri accanto a lei. Sentendo la mia presenza, ma senza destarsi dai suoi sogni, Rahasia si strinse a me nel sonno, e le mie braccia cinsero le sue spalle, lambendole i lunghi capelli biondi e sfiorandole la schiena, lentamente e carezzevolmente.

Non potevo far altro che attendere, e prepararmi all'inevitabile...

Chiusi gli occhi, mentre un'unica purissima nota, d'una dolcezza tale da mettermi i brividi, si spanse nell'aria fresca della stanza; non avevo bisogno di sincerarmi da dove essa fosse scaturita, ne' di interrogarmi sul perche' della sua apparizione... gia' sapevo...

La Spada Nera, prigioniera della sua guaina, giaceva su una sedia poco discosta dal nostro letto, e cantava, nel silenzio della notte, l'ennesima sua vittoria sulla mia debole e sterile ritrosia. Sapeva gia' cos'avrei fatto, cosi' come lo sapevo io, anche se ancora rifuggivo all'idea...

Che bell'affare sarebbe.

Mentre ero in citta' ho notato delle grida: un tale, un arial credo, inveiva perche la piccola figlia di una tale Phasys gl iaveva rovinato la casa.

Era invasato ma stranamente non attaccava la piccola, forse per timore della madre presente.

E li mi e' balenato in mente il possibile affare: rapire la piccina, approfittando del fatto che avrebbero tutti pensato all'arial invasato.

Cosi mi sono messo sulle tracce della bimba che doveva andare al vilaggio dei gnomi, non trovandola. Li pero' notavo la mamma che forse era preoccupata dalla mia presenza..le mamma hanno un sesto senso si sa.

Tornato a cercarla la ritrovai nei sobborghi in compagnia di altri due bambini. Li ho soggiogato alcuni nullafacendi per attaccare ed indebolire il gruppo, ma la bimba gridando aiuto faceva accorrere la mamma.

Nessuno poteva sapere che fossi io, cosi giustificavo la mia presenza dicendo che avevo udito delle urla, ricordando alla mamma che quelli erano luoghi poco sicuri (si incontrano certe persone *ride*) e che forse avrei potuto offrire loro il mio sguardo vigile.

La mamma rifiutava educatamente l'aiuto, e rimaneva nei paraggi.

Dovro soggiocare un abile assassino, magari uno di quelli che vivono alla terre di ombra, lui potra' addormentarmi la bimba senza che io possa incorrere nelle ire divine. Poi mi faro salvatore della stessa e chiedero' una ricompenza.

Si, bell'affare

[livello 33 praccando Charm]

Che gente che gira per la città!

Vanno in giro a cercare rogna....e non per soldi, pergiunta!!!

Ero alla Scacchiera intendo a verificare l'effetto dello strangolamento su di una torre, arriva uno stregone un po' piu robusto di me, mi avvelena e scappa via. (!?!)

Ho pensato, forse ero nelle ombra e non mi avra' visto, lo inseguo al tempio e gli chiedo spiegazioni: dice che si trattava di errore.

Non essendoci nessun guadagno nella sua morte, lascio perdere la cosa.. Ma arriva questo Braver, molto piu robusto di me che mi dice di non uscire dal tempio, o rischio la mia vita.

Chiedo spiegazione e noto che a sud tutti sembrano addormentati: guardie, cani, vagabondi. Poi senza motivo il tipo mi attacca ma gli dei mi proteggono nel tempio.

Poi e' la volta dei suoi puzzazzi ad attaccarmi, cosi senza motivo ne proferir parola: mannaggia, oggi mi tocca lavorare gratis.

Avviso 'l'amico' di preoccuparsi per la sua vita, lui come risposta va alla scacchiera e si circonda di una regina, una torre, un alfiere ed un altro pupazzo.

Agendo nell'ombra gli addormento la torre ed un pupazzo, lui scappa per la scacchiera, poi si ferma....prova ad attaccarmi, ma gli dei mi proteggono ancora, ma non dalla sua regina e dal suao alfiere.

Inizio un'impari lotta, ma ho le mie carte da giocare, cosi la pugna iniza a volgere a mio favore. Gli uccido prima l'alfiere e poi passo alla regina, ma lui la cura. Il combattimento ed eterno e le mie risorse sono allo stremo.

Mentre lui corre dall'alchimista a rifornirsi di mana, richiamo le mie ultime foze e gli finisco la regina proprio mentre arrivava.

Che beffa per lui. Inizio a sbeffeggiarlo e lui sbotta di rabbia. Dopo un po' arriva lo stregone di prima, mi minaccia e mi chiama a duello: l'accontento e muore.

Tornato in piazza, non avendo chiaro il mio potere lo stregone sbraida ancora e molti accorrono....a me non piace la pubblicita'. Anche un potentissimo signore, forse un possessore di regni, prende in simpatia lo stregone e lo ricopre di magie protettive e divine.

Gli chiedo il perche' di cio, e mi dice che gli piacerebbe vedermi morto. Cerco di tirare soldi da questa situazione, e gli chiedo per lui quanto vale la mia vita, visto che ha gia scelto il suo campione: 9000 monete d'oro!!!!

Bhe per quella cifra non ci sono incantesimi che tengono *sorride*. Con loro meraviglia, benche devastato nelle carni, ceco, indebolito e nonostante gli incitamenti al mio avversario, lo uccido sotto i loro occhi, ancora.

Il potente paga il suo peggno, ma lo stregone ancora mi infastidisce, e stavolta lo uccido senza dargli neanche importanza.

Chissa se questa pubblicita' mi portera dei clienti.

[livello 26 - Stregone livello 28 - Braver livello 42 con la partecipazione di un avatar]

Dannato fabbro,

aveva un aria cosi bonaria, ed invece....neanche fosse protetto dagli dei.

Allo Shire tutti sono piu' compiacenti, dal maestro agli altri commercianti, ma lui no, lui si interstardisce a non volersi 'adattare' alla mia presenza.

Mi e' costato piu di 4000 monete d'oro!!! Sono stato costretto piu' volte alla fuga, e mi aveva quasi finito quando siamo finiti in quella strana nebbia all'inizio del sentiero dello Shire.

Meno male che la fortuna mi ha assistito, cosi mentre lu mi aspettava all'incrocio con la parte ovest di Kyrandor, potevo andare dall'alchmista a curarmi, per poi tornare da lui per continuare la discussione.

Quante volte sono stato costretto a tornare dall'alchimista, due forse tre?

Alla fine si e' piegato, ma quanta energia sprecata. Speriamo che alla mia Dea sia piaciuto l'impari incontro, lui si sentiva cosi sicuro della sua mole.

[ livello 25...... MOB commerciante protetto]

Pero', per essere un necromante esile e di salute cagionevole, quell'arial si difende bene e non si lamenta per le ferite che riceve.

Questo necromante, Woden, cbe spesso si accompagna a me sembra non temere la morte.

Neanche quando abbiamo affrontato i potenti guerrieri di Antharia, di gran lunga piu' possenti ed alti (direi almeno il doppio) si e' tirato indietro.

E' poi e' cosi inteligente che riesce ad usare oggetti troppo complicati per le nostre piccole menti.

Sarà comodo tenerselo amico

[livello 22 - mob livello 36-42]

[Ancora emozionato prende un foglio e una penna dall'inchiostro rosso]

Finalmente amore... finalmente e arrivata la felicità anche per me... e pensare che poco prima volevo porre fine a quella che pensavo fosse la mia inutile vita...

Mentre mi trovavo al tempio, con mia sorella e dei suoi amici, sei arrivata tu amore mio... mi hai consolato e mi hai convinto a mangiare qualcosa...

Siamo stati li, seduti vicini a parlare, ero imbarazzato, poi ad un certo punto e arrivato un tuo amico... Prix mi pare si chiamasse... lui ci guardava, nasconsto nell'angolo, poi lo hai salutato e hai pronunciato una frase che non mi aspettavo: 'ecco, ti presento il mio vero amore'

Ci sono rimasto sinceramente di stucco, ma ecco che sentivo la felicita e la vita tornare a scorrere nelle mie vene... Sono l'uomo piu felice e fortunato del mondo... Poi ci siamo alzati e tenendoci per mano siamo andati su quella panchina, a sud della città... la panchina su cui io avevo sofferto, dopo che ti eri preso gioco di me... e li, mi hai giurato fedelta, e io ho urlato al mondo l'amore che provo per te...

Sei la donna della mia vita, ti amo, ora imparero e crescero per poter passare piu tempo con te.... A presto amore mio...

[Mette il foglio in una cartellina di pelle, e mentre una lacrima di felicita nasce dal suo occhio, si alza e si allontana, poi tornando incide per terra due nomi: Sachiko e Tigron]

*entra da Elanor con passo pesante e si sedie faticosamente su una comodia sedia

*si guarda sconsolato le bende che circondano tutto il suo corpo

cavolo sono proprio malconcio

*posa il suo stanco sguardo su Elme e dopo un attimo riesce a mettere a fuoco il viso della donna

Esme dammi un po' del solito rosso

la donna serve Korsath e poi con aria stupita esclama: senti Ko si può sapere che ti é successo? sei tutto fasciato

me la sono vista brutta Es...veramente brutta

*scuote la testa cercando di ricordare il più possibile i fatti accaduti

stavo passeggiando allegramente in mezzo a molti cadaveri di drakiry quando in lontananza scorgo uno strano tizio che si dirige verso di me.

All'improvviso questo tipo scompare e ricompare praticamente ad un metro da me e sussurra prima di attaccarmi: sei giovane ma credo che mi divertiro'

con uno sforzo sovraumano riuscii a schivare il globo d'acido e dopo aver impugnato le spade dissi: considerati morto!

iniziammo a lottare furiosamente ma man mano che lo scontro proseguiva capii che il livello del mio avversario era decisamente superiore al mio.

Ad un certo punto questo si fermò e con un ghigno sul viso disse: bravo! devo ammettere che sei riuscito a farmi divertire

Successivamente mi diede le spalle e fece per andarsene.

Gli intimai di voltarsi e di riprendere il combattimento e lui girandosi di scatto mi lanciò una potentissima maledizione che mi colpì in pieno.

Successivamente disse: non mi piace il tuo aspetto quindi se non ti dispiace ho deciso di cambiartelo

Su tutto il mio corpo si aprirono profonde ferite e il dolore lancinante che provavo paticamente mi paralizzò.

I miei capelli biondi si oscurarono come in seguito fece la mia vista.

Stavo per perdere i sensi quando udii lo stregone dire: sei uno sciocco, dovevi approfittare del fatto che ero di spalle. Questo tuo onore ti costerà caro

Dalla rabbia mi sembrò che il dolore diminuisse e tentai con le mie ultime forze di raggiungerlo ma dopo appena un passo crollai al suolo.

Di quello che accadde dopo non ho memoria ma so che mi sono svegliato in una casetta tutto bendato.

Il bello é che quella casa pareva disabitata così dopo aver aspettato invano il mio salvatore me ne andai.

*traccanna tutto di un fiato il rosso e dopo essersi alzato si avvia all'uscita

Arrivederci mia cara

Esma: a pesto Ko, spero che tu ti riprenda in fretta così potrai farmi vedere il tuo nuovo aspetto

XV° giorno

Per ore sono rimasto a fissare quella pozza d'acqua che rifletteva tutto nei minimi particolari, il mio viso non e' piu' duro come un tempo.

Guardo l'acqua e vedo il giovane che fui, e che ora sono tornato ad essere grazie a quella fonte.

La mia giovinezza, era questo che i miei sogni mi riportavano alla mente e che mi volevan far trovare.

Con il mio ritrovato aspetto di ragazzo, mi preparo al viaggio di ritorno, verso Kyrandor e la mia nuova vita.

III° giorno

Mi sono appena svegliato, ho ancora i muscoli delle braccia indolenziti, non credo di aver molta voglia di muovermi oggi, ma non ho tempo di fermarmi...debbo andare.

Quest'oggi spero di raggiungere la terra degli Angeli e dei Demoni e magari superarla.

...

Scorgo in lontananza le strane luci dell'isola del bene e del male, Armageddon.

Rosso, Bianco, Violaceo, molti colori solcano le nuvole creando una vera opera d'arte.

La mia imbarcazione sembra essere sempre meno stabile, le onde la scagliano di qua e di la e faccio una gran fatica a mantenere la rotta con il timone che a ogni mio sforzo sembra spezzarsi.

Ancora poche ore di navigazione e potro' riposare.

...

Sono appena sbarcato sull'isola, non ho nemmeno voglia di legare la barca, credo che mi mettero' a dormire sulla spiaggia con un falo' e il mio mantello come coperta.

Il viaggio di domani e' molto lungo.

IV° giorno

Parto presto da quest'isola che non mi ha mai attratto molto.

Queste strane luci, questa ambigua atmosfera tra tenebra e luce non mi infonde fiducia e tranquillita'.

Ho riparato la mia imbarcazione, ora e' come se fosse appena costruita, dovra' essere molto resistente per il viaggio che mi aspetta.

Il vero viaggio parte da qui...

...

Dopo dodici ore di viaggio, mi accorgo che le provviste probabilmente non mi basteranno, spero di incappare in una zolla di terra per rifocillarmi, la distesa d'acqua sembra infinita...

...

E' il crepuscolo, la mia barca sbatte contro un'isolotto abitato da gnomi rossi, riusciro' finalmente a mettere sotto i denti qualcosa di commestibile, gli abitanti del villaggio sembrano socievoli e gentili nei miei confronti, nonostante qui mi trovi bene mi fermero' solamente qualche ora nella notte, poi salpero' nuovamente.

XIV°

Sono passati molti giorni, due settimane oramai, in lontananza vedo l'immensa sagoma del mio obiettivo, la terra dei Sogni.

Sono felice di aver trovato cio' che cercavo, ma una domanda mi assilla...Perche' la stavo cercando?

Proprio i miei sogni mi hanno spinto a raggiungerla, una voce candida e leggera mi ha detto che qualcosa mi attendeva tra le fronde dei verdi alberi di quella terra.

Arrivero' sulle coste verso mezzodi'.

...

Sono le una del pomeriggio del Giorno della Pace e in questo momento la mia barca sfiora la sabbia della spiagga della mia meta.

Iniziero' subito ad inoltrarmi tra gli ombrosi rami, sono fittissimi, la visibilita' e' poca in questi boschi sulla sponda.

Vago per la foresta sperando di trovare cio' per cui sono partito da Kyrandor.

...

Ho camminato per ore, mi accampero' qui per la notte.

Un piccolo prato, un ruscello ed una fonte vicina ad una roccia bianca, quasi lucente. Un posto mistico che mi da un'innaturale tranquillita'.

L'acqua pura e limpida della fonte sembra quasi chiamarmi con una voce onirica, credo che dopo due settimane di viaggio mi meriti un bel bagno.