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Entrammo con un balzo nella stanza degli Zdreni..

Quegli esseri, vedendoci.. si girarono di scatto, fissarondoci con occhi iniettati di sangue...

Uno di loro ci urlo' di andare via, mentre altri quattro si scagliavano contro di noi come delle furie...

Caddero sotto i nostri fendenti come mosche..

Ma altri due Zdreni si erano nascosti, ed attaccarono Yberium, gia' gravemente ferito..

Provai a difenderlo con le forze che mi erano rimaste, ma non ci fu nulla da fare..

Ybe venne colpito, e cadde svenuto a terra..

In quel momento la rabbia pervase il mio corpo, nel vedere Ybe a terra, sanguinante..

Caddero anche gli ultimi due, ai nostri piedi.. come viscidi vermi..

Subito dopo prestai soccorso al nano, che nel frattempo cominciava a riprendersi..

"E' stata una dura battaglia, ma non penso sia finita qui..." dissi ad Yberium, sfoggiandogli un sorriso che spero gli avesse infuso la forza di tornare in campo..

"Fammi riposare qui un po..' mi rispose ansimante "..voi umani avete sempre fretta, un buon guerriero che si rispetti sa affrontare anche la pazienza, non solo i nemici in carne ed ossa.."

Saggie parole, d'altronde vengono da Yberium..

Comunque prestai distrattamente attenzione alle sue parole, cosi' andai in avanscoperta, per stanare altri Vendicatori, che sicuramente ci aspettavano per tenderci un agguato..

Mi trovai innanzi ad un enorme portone in legno massiccio, volli aprirlo, erano li'.. ne ero certo!

Tentai di sfondare il portone, ma al primo tentativo le mie spalle incassarono malamente il colpo..

Al secondo tentativo riuscii a scardinare la porta, la sentii' cadere pesantemente a terra con un boato..

Mi trascinai all'interno di quella enorme sala in penombra..

Era lugubre come una cripta..

A stento i raggi di Kyra penetravano all'interno di quello strano posto..

In quell'istante in cui misi piede in quella stanza, sentii' passi alle mie spalle, mi voltai di scatto, contrattaccandoaltri di quei maledetti che stavano per colpirmi alle spalle!

Erano troppi, non ce la facevo.. le forze mi vennero a mancare..

Con le mie ultime forze riuscii a eliminare tre di quei bastardi!

Ma erano troppi, troppi per le mie forze che venivano a mancare..

Non riuscivo a tenere in mano la spada, la sentivo troppo pesante.. cosi' cadde a terra..

Le forze avevano completamente abbandonato il mio corpo..

Non riuscivo a muovere un muscolo... ero ferito a morte.. ed avevo perso molto sangue.. avevo un pugnale di quei dannati esseri piantato profondamente nella spalla.. mi sentivo morire..

Mi gettai in ginocchio, chiusi gli occhi, in attesa della fine..

Ma.. in quell'istante.. sentii' la voce di Yberium...si.. lui' era la'.. era venuto a salvarmi..

"E' QUI LA FESTA??" sbraito'..

Aprii gli occhi e lo vidi, li', alla soglia del portone, seminudo, con solamente in mano il suo pugnale..si era tolto la corazza per essere piu' leggero, cosi' mi disse...

I due Zdreni si voltarono a paura, vedendolo ancora in vita, e si scagliarono contro di lui..

Allora Yberium, con un sorriso stampato sulla faccia, vibro' un fendente, sentii la forza di quel colpo a molti metri di distanza.. Con un colpo secco stacco' la testa dal corpo di quel bastardo..

Il suo compagno si fermo' di colpo, fissando il nano con occhi gonfi di terrore..

Yberium ricambio' lo sguardo di quell'essere, sorridendogli.

L'essere arretro', lascio' cadere a terra la sua arma in momento di terrore puro..

In quell'istante sentii' un urlo, un urlo che mi fece accapponare la pelle, alzai lo sguardo..... e vidi.......

Il pugnale di Yberium era conficcato nella testa di quello Zdreni.

Mi guardai in giro, vedendo che li avevamo sterminati tutti...

"Arrivi sempre in ritardo te con la scusa della pazienza!" gli dissi..

"Ma nessuno mi aveva invitato!!" rispose..

Ci fu un attimo di silenzio, mentre ci stavamo fissando negli occhi..

Scoppiammo entrambi in una fragorosa risata, mi si avvicino e mi aiuto' ad alzarmi..

"Bene, Prix, ora possiamo tornare a casa... E' stata una giornata piena non trovi?"

Lo guardai ridendo e gli risposi..

"Diamine! Questa e' vita!!"

Tornammo a Kyrandor, mettendo un piede davanti all'altro... ridendo e scherzando come se nulla fosse successo..

*intinge una elegante penna d'oca nella ferita aperta di un'elfo che gli sta accanto svenuto e in fin di vita*

Indago sui sentimenti degli esseri viventi, ciò che differenzia l'animato dall'inanimato, la vita dalla morte, e mi sono imbattuto nella paura.

*guarda lo sguardo vitreo e splancato dell'elfo accennando un ghigno beffardo*

Incredibile come, di paura siano sprovvisti coloro che si credono i più forti, che non sono altro che imprudenti spacconi, e in secondo luogo i folli coloro che hanno perso la coscienza o che hanno perso interesse per la vita.

E' sempre più raro incontrar sentimenti così forti, quasi elettrizzanti, tutti si sono muniti di un'arma micidiale (oltre alla protezione divina), essa si chiama indifferenza.

Ma,

Ho capito una cosa durante i miei dialoghi con alcuni, la paura è la debolezza peggiore da mostrare, ed è per questo che il mondo intero ne sembra privato. Serpeggia invece negli animi di tutti, e tutti cercano di coprirla con quanto più sforzi possibili.

Ho riso della mia poca attenzione quando ho pensato al servilismo di certuni, coloro i quali chinano il capo non per rispetto ma per viscidume.

Ho riso pensado ai potenti che si sono chiusi in prigioni di vetro, per non far trapelare la loro natura mortale,e ora sono incatenati al loro stesso potere.

Felice di aver riscoperto una verità così a portata di mano quanto intangibile per un'occhio poco allenato.La Paura esiste ancora.

*con un gesto delle mani fa riacquisire conoscenza all'elfo, che inizia a tremare nel momento in cui capisce la sua condizione*

*prende il pugnale dalla cintola e lo punta verso il cuore dell'elfo, che sbianca,ma non riesce a intonare nient'altro che urli afoni e senza suono*

....

Gigante essere Figlio Di Nuovola Bianca, e di Nuvola Nera!

Gigante essere Nuvola Grigia!

Gigante essere grande Guerriero!!!

Gigante in cielo essere chiamato con nome vero, Nuvola Grigia!

Gigante su terra essere chiamato Reith!

Gigante non capire bene perche' essere chiamato cosi'..

Gigante andare a scoprire perche'!

* - Nuvola Grigia - *

..Yawwwwwwwwn..

Essere stanco..

Oggi Maestro Yberium avere insegnato me come riparare oggetti, ma non avere ancora provato..

Solo a vedere Maestro Nano che riparare mi venire male a testa..

Meno male che rovinare poco miei oggetti..

Una vasta pianura, verde e rigogliosa, si spande all'orizzonte fin dove l'occhio arriva a toccare; non un albero, non un arbusto, non un cespuglio - un verde e placido manto d'erba a perdita d'occhio si spande - non un animale, non una casa, non una roccia.

Ricoperto da una spessa e massiccia armatura di piastre dal tenue color avorio, una figura ammira l'orizzonte. Nella sua mano sinistra, stretta in un guanto d'arme del medesimo colore dell'armatura, completamente priva di qualsivoglia insegna, giace una spada dalla lunga lama ricurva. Al braccio destro, parzialmente legato da spesse cinghie di scuro cuoio conciato, un pesante e robusto scudo privo di inutili ornamenti e blasoni da parata, come pure e' l'armatura, giace con la punta conficcata nel terreno.

"...quella che ammiri non e' la pace, Campione..."

Lentamente, la mano del soldato si alza a far scorrere la celata dell'elmo, massaggiando poi con aria stanca gli occhi coperti da essa.

"...forse, o forse si, Cavaliere... chi puo' dirlo? Cosa ne sai tu della pace?"

La figura accanto al soldato afferra le redini della cavalcatura pesantemente bardata, puntando il piede sulla staffa e sporgendosi in avanti. Anch'essa veste una pesante armatura dagli insoliti colori gialli e neri, priva di blasoni; ma la sua spada riposa nel fodero che pende dal fianco della sella, e lo scudo riposa sull'altro fianco della cavalcatura, con una pesante lancia da carica riposta nella guaina della bardatura.

Il viso del cavaliere s'avvicina a quello del soldato, mentre la sua voce si riduce a un sussurro.

"Io so quanto devo sapere, Ser Campione. Che e' esattamente quanto sai tu stesso a tua volta. Non giudicare cio' che travalica la tua comprensione: non a caso disconosci i fini di quanto accade attorno a te, non a caso non ti e' dato conoscere il futuro, non a caso senti di brancolare come un cieco in strade sconosciute."

Le dita della mano del soldato si stringono attorno alla spada, mentre con uno scatto si volta a fissare il cavaliere. I suoi occhi sono di un tenue colore violetto, tristi e spaventati: in essi alberga rassegnazione e timore, misti ad una rabbia che pare ora sgorgare vivida come fuoco liquido.

"Dammi un motivo per non ucciderti, Cavaliere Giallo e Nero. Uno solo."

Raddrizzandosi sulla sella, il cavaliere scuote la testa con calma. Le sue mani rimangono sulle redini della cavalcatura.

"...datti un solo motivo per credere che la mia morte, nel caso in cui questa sia alla tua portata, possa darti qualsivoglia giovamento o risposta, Ser Campione..."

Sospirando, il soldato si volta. Lentamente, le sue mani corrono all'elmo, slacciando le cinghie di cuoio che lo assicurano all'armatura, e sollevandolo con cura e grazia. Una cascata di lunghi capelli d'argento, sottili come seta, ricade sugli spallacci e sul dorsale dell'armatura d'avorio.

La pianura che fino a poco fa si stendeva verde e rigogliosa, immota e pigra, e' ora un rombante lago di fiamme. Ovunque, sagome di uomini, donne e bambini compaiono tra le sferzanti lingue di fuoco, e gemiti e urla lacerano l'aria. Figure armate saettano qua e la, falciando con spade affilate e alabarde appuntite gli uomini tra le fiamme, il cui rossore arriva a rischiarare finanche l'orizzonte.

Lentamente, l'elmo del soldato torna a calcare la sua testa.

Lentamente, le sue mani si chiudono attorno alle cinghie, assicurandole all'armatura.

Lentamente, le sue dita si chiudono ancora una volta attorno all'elsa della Spada.

"...un giorno avrai le tue risposte, Ser Campione..." mormora il cavaliere accanto a lui, facendo girare il cavallo e dando le spalle alla scena sotto di loro "...un giorno, ma non oggi... Oggi puoi soltanto..."

Il soldato si allontana a passo leggero, ignorando le sue parole. Giunto che e' dinnanzi al muro di fiamme, trae un profondo respiro e abbassa con un gesto lento e composto della mano guantata la pesante celata color avorio.

"...soltanto combattere", mormora infine, immergendosi entro la parete di fiamme. Attorno a lui, corpi anneriti e carbonizzati bruciano o si disseccano, gia' corrosi dalle fiamme; i suoi gambali affondano in profondita' nella mistura di sangue e fango entro cui si muove, e che le fiamme hanno reso ormai ribollente, mentre gia' i primi nemici si avvicinano a lui, sagome nere e indistinte che avanzano, come lui incuranti del fuoco che li lambisce.

"...soltanto combattere..."

La prima figura affonda con un tridente, ma lo scudo del soldato guizza veloce, deviando le tre punte mortali e lasciando scivolare l'arma, ora inoffensiva, lungo gli spallacci. La Spada, resa ormai nera dal fumo e dalle fiamme, serpeggia nell'aria descrivendo un morbido semicerchio. La testa del primo aggressore rotola pigramente, l'urlo di morte sovrastato dal rombante urlo delle mura di fuoco, mentre le altre figure davanti a lui esitano, allargandosi a ventaglio.

"...soltanto combattere..."

Il pesante scudo scivola a terra, mentre le cinghie ora aperte svolazzano a causa dell'enorme calore scatenato dalle fiamme. Il soldato brandisce ora la Spada Nera con entrambe le mani, e volteggia con grazia tra le figure, nella dolce e triste danza di morte scandita dal rombo delle fiamme; e mentre la spada cala con grazia sui nemici, ignorando armature e falciando arti, affondando negli irsuti e corazzati petti con la stessa facilita' con cui si tuffa nelle candide e scoperte gole, dalla celata dell'armatura cade a terra un'unica salmastra goccia di lacrima. E non fa a tempo a posarsi che evapora, vinta dal calore ardente che nulla puo' contro l'armatura d'avorio; un'unica lacrima in un mare di fuoco e sangue, mentre ancora il duello infuria, forse da un istante, forse da tempo immemore.

Sbarrai gli occhi, colmo d'orrore, mentre il mio petto fremeva e il mio respiro pesante e accelerato scandiva i secondi. Lontano, all'orizzonte, il sole emergeva pigramente dalle fronde degli alberi, levando il suo silenzioso e caldo saluto a me e alla mia compagna, ancora addormentata tra le morbide coltri.

Lentamente, lasciai scorrere la mano sulla mia fronte imperlata di sudore, e sulle guancie rigate da lacrime, cercando di scrollarmi di dosso il senso di inquietante oppressione che mi avvinceva.

"...soltanto... combattere...", mormorai infine, mentre udivo la mia voce spezzata dai singhiozzi. Mi chinai su me stesso, affondando il viso tra le coltri che mi avvolgevano, e piansi tutte le lacrime che potei, silenziosamente e dolorosamente, senza trarre da esse conforto alcuno.

La spada, immobile sulla sedia e nella guaina laddove riposava da un tempo che a me appariva infinitamente lungo ormai, rimaneva silenziosamente quieta; eppure, avrei potuto giurare di poter sentire il peso del suo sguardo sulla mia nuda pelle, e il mormorio dolce e blasfemo del suo canto beffarsi delle mie lacrime, dentro di me...

La luce del mezzogiorno splende su Kyrandor, e sulle acque del fiume accanto a me, mi scorrono di fronte mentre siedo su una panchina del lungofiume...

quasi per caso tocco l'anello della mia mano destra..

solo un pensiero...Dove sei?

*le prime ombre della sera compaiono, accompagnando lo svanire del pomeriggio*

Un po' di giorni fa mentre ero alla ricerca dei compagni giusti per le ultime sfide che mi sono prefisso, ho incontrato un giovane Elfo Oscuro, che come appresi più tardi è fedele dell'oscura signora...

Non so perche' ma ho deciso di prenderlo sotto la mia "ala" protettiva(?) e di affidarlo alle cure di Drewia...

Non so se l'ho aiutato o meno ne se sopravvivera': Drewia ha dei modi piuttosto bruschi, per cosi' dire...

Se non morira' di certo ne verra' fuori qualcosa di buono per le tenebre...

Staremo a vedere, intanto continuo la mia ricerca d'impavidi compagni...

Povere piccole anime fragili. Così deboli, così inscure. Così pronte ad aggrapparsi ad ogni speranza. Deliziosamente, afferrano la mano che gli è tesa. Oh, com'è affascinante il loro tenero sorriso di riconoscenza, prima che la stessa mano li abbandoni, per lasciarli cadere nell'abisso!

Dolce Tabitha... Devi soffrire parecchio, per essere costretta a dar fiducia proprio a me. Ed è incantevole pensare che il motivo di tanta insicurezza è la persona che ami, e che sicuramente ti ama. Così, a causa del vostro stesso amore, sfruterò le tue debolezze e le tue paure, ti darò nuova speranza e in realtà come un parassita mi inserirò nella tua mente e nella tua anima, a soffiarvi dentro altre paure, altre insicurezze.

E lo splendido paradosso sarà che non sarai più in grado di fare a meno di me, dei piccoli bagliori di luce che lascerò trapelare nel manto d'ombra che avvolgerà la tua anima. Povero, piccolo animaletto spaurito...

E tu, Illirian, forse non saprai che in fondo sei tu la causa di tutto. Che ti devo ringraziare per la tua follia, e per la tua cecità. Ma non ti preoccupare, ti sarò riconoscente: quando avrò finito, ti riconsegnerò quel burattino rotto e spezzato che sarà Tabitha!!!

Ahahahahha!!!!!

Incontrai Yberium nella grande piazza di Kyrandor, quest'oggi, mentre stavo partendo per un mio piccolo allenamento di routine..

Parlammo del piu' e del meno per qualche ora, dopodiche' ad Ybe gli venne sete di birra.. (tze'.. figuriamoci..)

Andammo alla locanda dell'orso, ma io non entrai, continuavo ad incitarlo sulla porta di muoversi.. avevo voglia di sfogare le mie lame..

Finite le sue sette birre, seguii il nano fin dagli Zdreni... Coprendogli le spalle in caso di pericolo..

Alcuni individui morirono sotto i nostri fendenti, essendo che ci avevano aggrediti, non so se per denaro o per divertimento..

Dopo una lunga e noiosa camminata (trascinarsi dietro un nano che ogni tre passi deve lamentarsi di qualcosa non e' facile..) finalmente giungiemmo nella terra delle anime divise

Arrivammo innanzi alla sala degli Zdreni, la porta era chiusa..

Io ed Ybe ci guardammo diritti negli occhi con un sorriso stampato sulla faccia...

Sguainammo la spada, il sibilio delle armi mi infondeva sicurezza, ero sicuro che ce l'avremmo fatta... Nei miei occhi brillava una luce di coraggio e potenza..

Sfondo' la porta, e con un balzo ci addentrammo nella stanza.....

Quest'oggi ho incontrato Prix, in Piazza dei Mercanti, che giocherellava col le sue spade.

Sebra un bravo ragazzo ma con quegl'arnesi in mano sembra il marito della macellaia...Bhe' dopo un po' di sano chiacchiericcio con lui, gli proposi di farmi vedere come destreggiava i suoi stuzzicadenti.

Dopo quattro ore di discussioni per decidere "chi" dovevamo fare a fette, mi venne un'idea....andare dove le anime sono divise....modestamente ho sempre grandi idee IO.

Dopo altre due ore abbiamo finito di fare i rifornimenti.....non capivo perche' Prix ogni tanto mi diceva di sbrigarmi...io stavo tranquillamente nella taverna dell'orso ad assaggiare la birra adatta per il viaggio mentre lui, stando sempre sulla porta, mi chiamava con voce squillante....Mha..Umani...vanno sempre di fretta.

Finalmente siamo in cammino; io davanti e Prix dietro di me che coprendomi le spalle dai pericoli continuava a destreggiarsi con queste due spade...per poco non mi trinciava i peli sulla schiena....ma dico io!!Si puo' essere tanto crudeli da tagliarmi anche i peli della schiena?..Ohibo'!

Eccoci arrivati dal "Cavaliere Binco" che, aprendoci la strada con un gran sorriso, quasi rimase monco per via di un fendente di Prix andato a vuoto..questo ragazzo ha qualche problema con quelle lame...

Camminando per i loschi sentieri delle cavenre oscure mi fermai ad ammirare una spontanea stagmite di circa un metro, proprio quando mi stavo appuntando dei brevi calcoli geologici...arriva Prix e la spacca con un colpo secco.....ho buttato i miei appunti a terrae con qualche mascherata lacrima ci siamo addentrati nel covo dei vendicatori Zdreni...che postaccio...non so' se aver piu' paura dei vendicatori o di Prix ( sempre dietro di me ) che mi possa tagliare via i fili della pancera...