*intinge una elegante penna d'oca nella ferita aperta di un'elfo che gli sta accanto svenuto e in fin di vita*

Indago sui sentimenti degli esseri viventi, ciò che differenzia l'animato dall'inanimato, la vita dalla morte, e mi sono imbattuto nella paura.

*guarda lo sguardo vitreo e splancato dell'elfo accennando un ghigno beffardo*

Incredibile come, di paura siano sprovvisti coloro che si credono i più forti, che non sono altro che imprudenti spacconi, e in secondo luogo i folli coloro che hanno perso la coscienza o che hanno perso interesse per la vita.

E' sempre più raro incontrar sentimenti così forti, quasi elettrizzanti, tutti si sono muniti di un'arma micidiale (oltre alla protezione divina), essa si chiama indifferenza.

Ma,

Ho capito una cosa durante i miei dialoghi con alcuni, la paura è la debolezza peggiore da mostrare, ed è per questo che il mondo intero ne sembra privato. Serpeggia invece negli animi di tutti, e tutti cercano di coprirla con quanto più sforzi possibili.

Ho riso della mia poca attenzione quando ho pensato al servilismo di certuni, coloro i quali chinano il capo non per rispetto ma per viscidume.

Ho riso pensado ai potenti che si sono chiusi in prigioni di vetro, per non far trapelare la loro natura mortale,e ora sono incatenati al loro stesso potere.

Felice di aver riscoperto una verità così a portata di mano quanto intangibile per un'occhio poco allenato.La Paura esiste ancora.

*con un gesto delle mani fa riacquisire conoscenza all'elfo, che inizia a tremare nel momento in cui capisce la sua condizione*

*prende il pugnale dalla cintola e lo punta verso il cuore dell'elfo, che sbianca,ma non riesce a intonare nient'altro che urli afoni e senza suono*

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