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Avanzai in una rigogliosa foresta immersa nella nebbia...
ammirai una bellissima cascata...
la oltrepassai com'ero solito fare ed entrai nella grotta.
Mi guardai intorno e mentre sbattendo le ali mi dirigevo verso l'alto mi vennero in mente antichi ricordi:
ero già stato in quel posto...
molto tempo fa...
non si trattava del "mio covo" bensì del luogo in cui da sempre sono state celate le Porte per il Regno della mia Signora.
Arrivai finalmente al nido della fenice e non potei fare a meno di stupirmi per la luminosità di quel luogo.
Accanto alla fenice però c'era Lei...
bella come sempre.
Altri ricordi subito pervasero la mia mente...
una drow...
Aneyrin...
Gelide parole...

"E' sospesa tra la vita e la morte...
Dorme di un sonno profondo...pallida...il suo respiro e' lieve,la sua anima vaga nel buio senza luce...
Non riesce a dimenticare...non riesce a non amare...
la rivuoi Korsath?
Il suo corpo si trova dalla fenice...lei lo protegge avvolgendola nel suo calore...tenendo lontana la fredda morte che con gelida mani cerca di prenderla"

Il puntino sulla mia fronte...la chiave per la strada che conduce fino ai Cancelli iniziò a brillare di un rosso cupo molto intenso e sentii un sonno innaturale pervadermi.
Le porte verso il Regno si stavano aprendo...
Era tempo che tornassi al cospetto della Nera Signora.
Mi abbandonai a quel torpore e caddi a terra esanime.

Riaprii gli occhi...
tutto intorno a me il nulla...
più buio delle Terre D'Ombra...più freddo della mia terra d'origine...
sarei riuscito a trovare i Cancelli anche senza esser "scortato" da Tricksty?
Avevo solo tre giorni...
tre giorni prima che la chiave datami da Aneyrin svanisse condannando me e Lei al sonno eterno.
All'improvviso un rumore ruppe il solenne silenzio che attanagliava quel luogo:
era il corvo della nera sacerdotessa.
Lo seguii per ore...forse giorni.
Finalmente arrivai ai Cancelli: imponenti cancelli di pietra tinti di sangue che splendevano e sembravano guardarmi con occhi ammonitori.
Guardavo e ricordavo il nome di colei che e' Signora e Padrona di tutti...l'imponente Signora della Morte.
Non serviva sforzarmi...bastava che guardassi.
Anche se non volessi ricordarLa la sua essenza era come impressa in quei cancelli.
La superficie di essi racconta incessantemente la storia di Tricksty e mentre il tempo passa ciò che tramandano é soltanto l'essenza di quel potere immutato nel corso dei secoli.
Come perso in quei pensieri osservavo per la seconda volta volta quei cancelli aprirsi e materializzarsi dinanzi a me Nera Signora.
Lo notai subito:
in braccio aveva la Sua anima.

"La rivuoi Korsath?"

Tricksty fece il più gelido sussurro che mai sentii.
Rialzai lo sguardo dal mio inchino ed annuii.

"Dimmi Korsath, cos'hai imparato in questa tua seconda vita?"

'Mi é capitato spesso di pensare....
se fossi veramente così forte...
dovrei essere in grado di proteggere le persone che amo...
invece ho perso Hilly.
Allora ho desiderato di diventare ancora più forte ed ho fatto tutto il possibile per accrescere la mia potenza.
Poi ho finalmente capito:
Questo mondo e' come un libro scritto dal dito divino, cioe' creato dalla virtu' divina, e le singole creature sono come figure, non inventate dall'arbitrio dell'uomo ma istituite dalla volonta' divina per manifestarsi della loro invisibile sapienza.
Ma come un analfabeta quando vede un libro aperto scorge i segni ma non capisce il senso, cosi' lo stolto e l'uomo che non capisce le cose divine in queste creaure ed oggetti visibili, vede l'aspetto esteriore, ma non ne capisce l'interiore significato e la sua effettiva potenza.
Solo voi mia Dea potete infondermi tale conoscenza e potenza ed é per questo che Vi sono sempre fedele e mi rimetto ogni volta alla Vostra volontà.'

Tricksty annuì come compiaciuta e poi disse

"era ora che capissi.
Ora dimmi...perché sei giunto fin qui?
Vuoi davvero morire?"

'Coloro che provengono da Tricksty devono ritornare a Tricksty...ma se me lo permetteste non sono qui per restare bensì per riportarla indietro con me.
In cambio di quell'anima sono disposto a sacrificarvene altre...molte altre.'

"Dovresti saperlo che a me piacciono più i fatti che le promesse"

'Avete la mia parola che non sono vane promesse...in fondo ero il vostro ultimo messaggero un tempo.'

"Ti concederò ancora un po' di tempo Korsath scaduto il quale tornerai al mio cospetto.
Vedremo se sarai all'altezza delle aspettative."

Detto questo alzò una mano toccandomi la fronte...
un dolore lancinante mi fece perdere conoscenza.

Che caldo terribile...
riaprii gli occhi...

Dove mi trovo?

Notai la fenice.

Ero nuovamente tra i vivi...
per la seconda volta.

Cercai a lungo dove fosse Maybel ma accanto alla fenice non la trovai.
Chissà se se n'é andata...

*il foglio é scritto in una calligrafia decisamente marcata...come se fosse parecchio turbato e alquanto arrabbiato*

Dannato!

Sei sempre stato un'incognita...

..hai sempre agito in modo incomprendibile e fuori da qualsiasi logica.

Quella volta che mi lasciasti da solo contro il rahl per andare a prendere qualche panino l'avevo capito: qualsiasi cosa mi sarei aspettato da te non sarebbe stato quello che avresti fatto.

Oggi sei andato a cercare Tricksty abbandonando la tua vita terrena e non ho neanche avuto il tempo di prenderti a calci per farti capire quello che stavi per fare.

Non starò qui a rimpiargerti però!

Chiederò il favore della mia dea e ti seguirò per cercare di riportarti tra noi e per darti quei calci che ti dovevo dare da parecchio tempo.

E se non servirà almeno mi potrai spiegare il perché.

A presto nano panettiere...

Korsath Kougaiji

Avevo ancora la puzza di drago addosso quando arrivai in piazza mercanti dove incontrai Prix e Leirsom.

Iniziai con loro una discussione su non mi ricordo che argomento e poi gli raccontai la caccia che io e un gruppo di simpatici avventurieri avevamo condotto.

Eravamo andati nelle terre dell'ovest in caccia del magnifico drago rosso.

Non era la prima volta che lo incontravo ma quella fu la prima volta che lo sfidaii.

Durante il combattimenti Fenrill si ferì gravemente e non poté assaporare la gloria di veder spirare il Rahl.

Nel sentire che il gigante era stato ferito Prix si agitò molto temendo per il suo amico...non avevo idea che fossero così amici.

Dopo averlo rassicurato sulle condizioni di Fen ancora rabbioso mi chiese se potevo aiutarlo ad uccidere il potente drago per vendetta.

Figurarsi se posso mancare ad un'altra spedizione in cui potro' rivedere il lucertolone.

Reclutato anche il prode Leirsom ci preparammo per lo scontro e ci dirigemmo velocemente dal drago.

Lanciate quettro o cinque ingiurie contro di esso

Prix si lanciò in battaglia tirando decine di fendenti che non parevano dar i frutti sperati.

Con qualche esitazione anche io mi scagliai contro il drago tentando di affondare la mia spada nella sua carne.

Il drago alquanto infastidito ci fece capire quanto avesse l'alito pesante vomitando fasci di fuoco che ci colpirono.

Leirsom riusci a parare il colpo con lo scudo ma io e Prix non riuscimmo a fare altrettanto.

Prix accusò decisamente il colpo anche se non si può dire che io ebbi sorte decisamente migliore, quel dannato drago di debilitò per un po' la vista e mi procurò ferite su tutto il corpo.

Non so cosa successe mentre ero debilitato ma so che quando riacquistai la vista il drago stava già vacillando.

Subito mi lanciai verso il drago che era a terra e iniziai ad infliggere colpi all'altezzza del cuore.

Intanto Leirsom era riuscito a guadagnare un posto che gli permise di sferrare un colpo mortale esattamente nello stesso momento che Prix riuscì a perforare le scaglie all'altezza del ventre.

Il drago morì lanciando un urlo agghiacciante che per noi segnò la riuscita della missione.

Guardai i miei compagni e notai come me, se non di più, Prix era stremato mentra il gran guerriero pareva esser ancora pieno di energie.

Passato il primo malessere ci dirigemmo contenti verso la via per kyrandor dove ognuno andò per la sua strada

*entra da Elanor con passo pesante e si sedie faticosamente su una comodia sedia

*si guarda sconsolato le bende che circondano tutto il suo corpo

cavolo sono proprio malconcio

*posa il suo stanco sguardo su Elme e dopo un attimo riesce a mettere a fuoco il viso della donna

Esme dammi un po' del solito rosso

la donna serve Korsath e poi con aria stupita esclama: senti Ko si può sapere che ti é successo? sei tutto fasciato

me la sono vista brutta Es...veramente brutta

*scuote la testa cercando di ricordare il più possibile i fatti accaduti

stavo passeggiando allegramente in mezzo a molti cadaveri di drakiry quando in lontananza scorgo uno strano tizio che si dirige verso di me.

All'improvviso questo tipo scompare e ricompare praticamente ad un metro da me e sussurra prima di attaccarmi: sei giovane ma credo che mi divertiro'

con uno sforzo sovraumano riuscii a schivare il globo d'acido e dopo aver impugnato le spade dissi: considerati morto!

iniziammo a lottare furiosamente ma man mano che lo scontro proseguiva capii che il livello del mio avversario era decisamente superiore al mio.

Ad un certo punto questo si fermò e con un ghigno sul viso disse: bravo! devo ammettere che sei riuscito a farmi divertire

Successivamente mi diede le spalle e fece per andarsene.

Gli intimai di voltarsi e di riprendere il combattimento e lui girandosi di scatto mi lanciò una potentissima maledizione che mi colpì in pieno.

Successivamente disse: non mi piace il tuo aspetto quindi se non ti dispiace ho deciso di cambiartelo

Su tutto il mio corpo si aprirono profonde ferite e il dolore lancinante che provavo paticamente mi paralizzò.

I miei capelli biondi si oscurarono come in seguito fece la mia vista.

Stavo per perdere i sensi quando udii lo stregone dire: sei uno sciocco, dovevi approfittare del fatto che ero di spalle. Questo tuo onore ti costerà caro

Dalla rabbia mi sembrò che il dolore diminuisse e tentai con le mie ultime forze di raggiungerlo ma dopo appena un passo crollai al suolo.

Di quello che accadde dopo non ho memoria ma so che mi sono svegliato in una casetta tutto bendato.

Il bello é che quella casa pareva disabitata così dopo aver aspettato invano il mio salvatore me ne andai.

*traccanna tutto di un fiato il rosso e dopo essersi alzato si avvia all'uscita

Arrivederci mia cara

Esma: a pesto Ko, spero che tu ti riprenda in fretta così potrai farmi vedere il tuo nuovo aspetto