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Ed eccomi qui, il maestro della gilda e' di poche parole, mi fissa ogni tanto mentre lancia coltelli sullo stipite della porta, e' bravo ma ho visto fare di meglio..
Mi fa' un cenno con la testa, e' il momento di una nuova missione..

"...ehi mezz'elfo incappucciato, ti tocca terra d'ombra, sai dove cercare vero?...mi raccomando non farti notare.."

Annuisco, mi alzo e faccio per andare passando affianco alla porta.
Il ghigno del suo dente d'oro, rumore d'aria..
Estraggo lo stiletto dal porta pugnali, blocco tra due dita il suo tentativo di provocazione e rivolgo contro di lui la sua stessa lama insieme al mio stiletto dal manico in ebano, il mio preferito..

stwooock!!...i due pugnali si infilano tra i suoi due orecchini d'oro e lo inchiodano al mobile alle sue spalle..

"...chiamami pure Lomenrant.."

Mi guarda e sorride, e' veramente gentilissimo ed affabile...

"..Dunque Lomenrant, gli intarsi sono conclusi...lei ha con se' l'altra meta' dei soldi?.."

Rifletto, potrei prenderlo e sparire e lui non si accorgerebbe di nulla...
Questa volta no.

"Saldero' il mio debito."

Mi guarda ed annuisce, mi fissa un'istante e dice..

"...immagino che lei non si guarda molto allo specchio vero?...fortunatamente per lei chi le affidera' le missioni, non guarda queste cose...
Quando tornera' con quello che mi deve, avra' quello che ci ha commissionato.."

Annuisco, la voglia di rubargli anche le mutande e' tanta, ma questa volta no, per sicurezza infilo le mani in tasca.

"Avra' presto mie notizie."

...Quanti anni buttati a Cannabis, e poi il morso di Keliash, l'aiuto di Dhora.
Parto, non so quando tornero'.
So' solo che voglio tornare....

mi affacio sulla strada maestra, abbasso il cappuccio e guardo verso oriente...
prima di partire un'ultimo pensiero..

La parte orientale dell'isola, strano non mi abbia mai attirato.
Potrei spingermi anche oltre e visitare Freeport, li non conosco nessuno ed un mezz'elfo con il viso rovinato dal tempo li passera' inosservato.

mi avvio...

Scrive seduta sotto il salice, con un lieve sorriso stampato sul volto

Oggi sono andata con lui al lago, come avevamo progettato qualche giorno fa..
C'era un'atmosfera tranquilla, e il tempo e' scorso come l'acqua limpida dei ruscelli, senza interruzioni ne' problemi, o tensioni.
Ho cucinato per lui una cerva alle spezie, e sono contenta gli sia piaciuta.. Ero ansiosa di sapere cosa ne pensasse. Gli ho raccontato molto della mia gente.. e a loro ho parlato di lui.

Si perde qualche momento fra i suoi pensieri, come cercando di ricordare anche i piu' piccoli dettagli

Il primo con cui ho parlato e' stato mio fratello. Ho sentito il suo sguardo indagatore penetrarmi fin nelle ossa, caldo e gelido insieme. Il suo sguardo mi fa sempre quell'effetto, ma questa volta la percezione era piu' estesa e intensa. Ha semplicemente affermato che si fidava di me, con una nota di tristezza devo dire, come se stesse perdendo un'amico caro; Non nego che fin dall'infanzia passavo tutto il mio tempo con lui, dai giochi alla caccia e all'insegnamento dagli Anziani. Ho percepito nettamente la sua terribile e profonda paura di perdermi..
L'ho rassicurato, sperando che il suo cuore non soffra. Io ci saro' sempre per te, Volpe Rossa.

Diversa la situazione con i miei genitori. Sono persone buone e severe, amorevoli e intransigenti..Sanno cos'e' bene per me. Hanno paura: siamo sempre vissuti all'interno del Branco, e mai i loro occhi hanno percepito altro sguardo, se non quello dei loro fratelli e degl'animali. Temono per me, ma il loro amore fa' si che trattengano le loro paure nel cuore. Nonostante questo.. io la percepisco distintamente: sono nata per questo, ed e' questa la mia Via.
Ho chiesto loro di non dire cio' che ho confidato loro agl'altri, perche' so come reagirebbero, specialmente Piuma Bianca..
Siamo cresciuti insieme, e i miei genitori volevano che io, una volta adulta, mi unissi a lui in una nuova famiglia. Piuma Bianca e' dolce e comprensivo, ma.. il suo Spirito non mi piace perche' non mi da' sicurezza. Tutto il contrario dello Spirito degl'Occhi d'Ambra..

Un sorriso amorevole si dipinge sul volto dell'elfa. Alza gli occhi fra le fronde e le osserva, socchiudendo poi gli occhi come percependo il suo respiro

..Gli Anziani saranno gli ultimi a saperlo. Io faro' di tutto per non creare problemi a Occhi d'Ambra o al Branco. Se sara' necessario.. me ne andro', nonostante io sappia che la mia famiglia non mi abbandonera' mai. Il Tempo sussurrera' le risposte nel Vento.. e io le ascoltero' con le Orecchie del Cuore.

"Ascolterai il respiro della Terra e delle Piante, degl'animali e dell'Acqua, e quando tutto sara' intorno a te, percepirai che questa e' la Natura, e questo il suo corso. La tua Via e' quella di proteggere gli animali e prenderti cura di loro come fossero tuoi fratelli, perche' lo sono; Sentirai le foglie cadere, e gli Spiriti cantare. E quando la Luna sorgera' e illuminera' le fronde dei nostri amati alberi, Ascolterai la sua voce limpida e dolce, e tutto ti sembrera' allora perfettamente completo e armonico."

Rilegge lentamente l'ultimo periodo, prendendo un profondo respiro e chiudendo il diario con molta piu' cura e attenzione di prima

Seduto ad un tavolo del rifugio di Esme, nel punto più lontano dalla vetrata sul fiume, osserva distratto lo scrosciare della pioggia che da qualche minuto sembra pulire le strade della città. Sul solido legno del tavolo vi sono appoggiati una tazza di coccio fumante e la rigida copertina di un libro, semplice rilegatura di molti appunti.

La giornata è volta al brutto tempo, sembra capace di poter buttar giù acqua per settimane.
Gli allenamenti in vista del Torneo aspetteranno. Spero di potervi arrivare preparato, altrimenti chissà quale figura... Anche perchè non sarò da solo.

Lo sguardo dell'umano si ferma sulla riga appena scritta, portandolo a ripensare alla domanda di colei che con tanta naturalezza gli chiese di accompagnarlo...

Davvero immaginavo un incontro diverso, da una tanto orgogliosa razza quale la sua. Molte lodi si potrebbero legare al loro nome, ma ciò che più mi ha colpito è stato proprio l'orgoglio... Non dovrei stupirmi, per ogni cosa v'è eccezione e rarità!
Sono sorpreso, ma anche soddisfatto: trovare un'amicizia tanto cristallina non capita spesso... Forse soltanto una volta nella vita. Di questo ne sono felice, ma cosa più importante ne sono rincuorato.

Continuo a cercare alcune risposte agli strani dubbi che continuano a circondarmi, tutt'ora senza molti risultati positivi. Tenterò strade non ancora percorse, sperando di non sbagliare nel ritenerla una faccenda di grande importanza...

Spaziando per un istante con lo sguardo fuori dalla vetrata si accorge che il maltempo sembra, contro le prime previsioni, lasciare Kyrandor, spostandosi rapido verso sud

La piogga si è placata, approfitterò del momento per riprendere, spero almeno per un paio d'ore, gli allenamenti.

Finita la frase ripone la pagina all'interno della copertina, alzandosi poi con la sua tazza ormai vuota fra le mani. Passando davanti al bancone per un saluto ad Esme posa il coccio, uscendo pensieroso dal rifugio... Si distrae guardando il cielo già più chiaro nonostante le nuvole, ma in un secondo viene riportato alla concentrazione dall'inaspettato quanto fulmineo abbraccio di un'Elfa dagli occhi limpidi e sorridenti...

*L'Elfa si siede sotto il salice del Bosco Sacro e pensierosa estrae un piccolo diario da una sacchetta, e un lapis. Cerca una pagina vuota, e vi scrive sopra senza pensare*

E' stata davvero una giornata estenuante.. Il giro alla Montagna dei Draghi mi ha stancata, e non poco, contando il fatto che quel carboncino insignificante mi ha tallonata per tutto il tempo, finche' finalmente non ha cambiato obiettivo.
Al mio ritorno, come sempre, sono passata per la citta' e ho salutato Esme, che con cura prepara piatti davvero deliziosi. Sento di.. doverle abbastanza...

*sorride lievemente rileggendo l'ultima frase e annuisce convinta*

Poi.. lui. Un fulmine a ciel sereno, come sempre. Occhi d'Ambra.. Se il mio popolo lo conoscera', adottera' questo soprannome.
Sono riuscita ad avvicinarmi a lui con coraggio insperato: temevo di essere brusca, o d'essere inopportuna..
Mellon an nim. Sei questo, ora, per me... e molto di piu', dopo quel lieve scambio..

*sorride appena, spostando lo sguardo su un anellino decorato che porta al dito*

Ho gradito molto il suo regalo.. Il fiore apposto sembra vero.. Deve averlo scelto con cura..
C'e' solo una cosa che mi turba: i suoi viaggi. I viaggi sono dei cambiamenti..e io li temo, nonostante proprio poco fa sono andata incontro al cambiamento piu' radicale della mia vita finora.
E se, durante uno dei suoi viaggi, decidesse di non tornare piu'? Se decidesse di allontanarsi senza dirmi niente, senza che io possa cercarlo...?

*scuote lievemente il capo, illuminando il volto con un sorriso*
No. Non lo farebbe mai.. E' dolce, delicato e molto sensibile. E mi vuole bene.

Ti voglio bene anch'io, tanto che non riesco ad esprimerlo su questo foglio di carta..

Una figura completamente ammantata da un lungo abito nerastro si siede a gambe incrociate sulla sabbia dorata di una spiaggia, lasciandosi lambire dalla brezza salmastra del mare per qualche tempo. Poi, trae fuori da una tasca interna una linda quanto sgualcita pergamena, assieme ad un pennino ed un calamaio ricolmo di inchiostro azzurrino. Le sue dita, e le sue mani, sono strettamente avvolte in comodi panni di seta biancastra, che per nulla intralciano il movimento guizzante delle membra, ora impegnate nella pensierosa scrittura.

Questo posto non mi è affatto nuovo. Mi pare di conoscerlo, di essercigià stato precedentemente. E di aver trascorso sotto le fronde degli alberi, immerso nell'erba, dei piacevoli momenti... E' tutto quello che la mia memoria si spinge a ritrovare, pur essendomi ogni rametto qui attorno così familiare... Così vivido nella mia mente!
...Potrei dire di ricordare molto, da quando sono qui... Ma finchè queste voragini permangono, quel che so non sarà mai abbastanza... Mi guardo intorno, e sento il suono di risate dolci e cristalline non proferite da nessuno risuonare, propagarsi in ogni dove senza controllo... E' successo quando i miei piedi mi hanno leteralmente condotto alle acque cristalline di una sorgente che sgorga qui vicino. Mi è parso quasi naturale sfilarmi queste ridicole vesti di dosso, e lasciarmi cullare per qualche minuto dal suo scorrere... Solo quando ne sono uscito, asciugandomi ai deboli raggi di Kyra, che una strana sensazione di malinconia mi ha afferrato. Ho voltato il capo, scrutando l'erba alla mia destra.
Non c'era nessuno.
...Perchè questo mi è sembrato così strano?...
Ho allungato una mano verso un punto imprecisato, e così sono rimasto, per ore.. Scacciando un infelice sonno che tentava di afferrarmi.
Mentre un nome riecheggia nell'oscurità.

La figura osserva per qualche secondo il foglietto ricoperto adesso della sua flessuosa calligrafia. Poi, con un gesto rabbioso, lo appallottola, ed alzandosi lo affida bruscamente alle onde del mare. Lo osserva innabissarsi, aprendo poi le maestose ali, fuggendo via.

In seguito alla prima missiva affidatami dai Monaci, mi fu chiesto di recarmi ancora una volta ad Anon per riportare indietro una risposta. La strana impazienza che traspariva da quasi l'intero Monastero mi impose di far ritorno a Kyrandor quasi immediatamente per avvertirli dell'avvenuta consegna...
Oggi però devo riprendere un nuovo viaggio in quella città che ancora mi lascia perplesso, che tanto ha fatto attendere replica da dovermi costringere ad affrontare per ben due volte la strada...

Sembra esserci una pausa temporale, la riga qui saltata dà la chiara idea di dividere di alcune ore il continuo dell'avventura...

Giunto al tempio per fortuna ricevo un'accoglienza ristoratrice, oltre all'oggetto della mia venuta. Fermatomi a riposare le poche e giuste ore, riprendo il cammino verso coloro che tanto fremono il mio ritorno...
Questa volta attraverso le rovine di Raghdal in poco tempo e mi immergo nella foresta dei Nani in compagnia della mia lanterna e la conoscenza ormai ben marcata di quei sentieri...
Ora sono qui, da Esme, ormai quasi a notte inoltrata... Come non ringraziarla, mi ha rifocillato e tenuto compagnia come ad un amico, permettendomi oltre a scrivere queste righe a poter parlare un poco!
E' bene andare al Monastero, ora... sono certo che, anche a quest'ora tarda, qualcuno sarà la' ad aspettarmi...

Un altro spazio divide le righe scritte sul foglio, questa volta la ripresa sembra fatta dopo nemmeno un'ora...

Mi domande se sia davvero fiducia in me, oppure soltanto fiducia nella mia parola d'onore. Per loro ho viaggiato tanto ma oltre ad un minimo compenso non ho ricevuto altro. Nessuna informazione, nessuna spiegazione. Il mio rispetto nei loro confronti è alto, per questo eviterò di domandare ancora al Monastero...
Cercherò le mie spiegazioni altrove, sperando di non dover affidarmi soltanto alla fortuna! Confido in Gilyaren, ma non mi affiderò soltanto alla sorte.

Giunto al termine della pagina la intesta, riponendola nella copertina con la stessa cura di sempre...

*accovacciata in riva al fiume, l'elfa scrive brevi frasi sul suo piccolo diario, bagnato dalle lacrime*

L'amore di quello stupido che ti ha fatto questo non vale l'amore per un popolo! Non avevi il diritto di scatenarti contro le nostre case e il nostro cuore!
Ascoltiamo i lamenti della foresta, che geme per il dolore, e non possiamo sopportalo. La nostra casa, la nostra vita.. Sono state distrutte. E tu devi PAGARE per questo! Con il tuo stesso sangue!

*Elior si abbandona sulla riva, con il diario poco distante da se', e sfoga con un pianto feroce la sua rabbia repressa*

*Elior osserva il suo piccolo diario rilegato dopo averlo confezionato con cura; Ne controlla la dimensione e la sistemazione, poi estrae un piccolo lapis da una delle tante scarselle che porta appese all cintola, e inizia a scrivere dopo aver raccolto le idee, all'ombra del Salice del Bosco Sacro*

Per tutti gli anni della mia lunga vita ho vissuto fra la mia Gente, al Bosco Antico, ignara del fatto che al di fuori di esso ci fosse tanto da vedere e scoprire. Solo ora me ne rendo conto..
E' cominciato tutto una notte, quando sono riuscita ad uscire dal Bosco senza che nessuno mi sentisse: non che vi fossi rinchiusa, ma noi Elfi Silvana non vediamo di buon occhio le altre razze, che spesso distruggono le nostre case e il nostro cuore, con o senza una vera e propria intenzione.
Ammetto che il mondo al di fuori del Bosco e'.. caotico, strano ai miei occhi che mai hanno visto una citta' o tutte queste creature strane. Ma se Nathien le ha create, un motivo c'e'. Fanno tutte parte del Ciclo.
Dovro' tornare fra la mia Gente, presto o tardi: So bene quanto noi Elfi possiamo essere sospettosi..

*ci sono tanti piccoli disegni, quasi a formare una divisione*

Uomini alati? Felini giganteschi? Giganti intermediari degli Dei?! Per Ganeidon, non me lo sarei mai immaginato!
Non pensavo che tutto questo fosse possibile! E poi.. i Vampiri..

*rabbrividisce socchiudendo gli occhi, poi continua a scrivere sul suo piccolo diario*

Avevo sempre sentito parlare di questi Esseri, fin da cucciola, e tutti ne parlavano con terrore e raccapriccio.. Esseri Maledetti che si nutrono di Sangue.. Potrei quasi dire che sono zanzare gigantesche..

*scoppia in una risata cristallina, scuotendo il capo*

Sento distintamente la loro Forza e il loro Spirito.. Ma non credo che tutti i Vampiri siano cosi' terribili come si pensa, se non fosse per la Maledizione.. Keliash, ad esempio. Percepisco distintamente uno Spirito benevolo, seppur imprigionato in un corpo maledetto.. Lui stesso disse "Con questi poteri posso fare del bene". Buone prospettive, ma io non mi fido.

Poi...

*il lapis tentenna sul foglio, e lo sguardo dell'elfa si perde fra i rami del salice, in riflessione. Alla fine riprende a scrivere, sospirando*

..lui. E' giovane.. ma cosi'.. carino per essere un umano! E gentile..
Stavo riposando sul salice quando ho sentito qualcuno arrivare. Sono rimasta in silenzio e.. ho visto un giovane umano sedersi sotto l'albero con dei movimenti fini, quasi avesse sangue elfico nelle vene. Ha cominciato a leggere dei suoi appunti e poi si e' sdraiato.. Sono rimasta molto tempo ad osservarlo, prima di muovermi e far sentire la mia presenza..
Non sembrava allarmato, anzi.. Mi ha anche offerto meta' del suo bastoncino di cannella!
L'ho rivisto una seconda volta, e abbiamo di nuovo diviso quel piccolo dono della Natura.. il suo Spirito e' puro, ma credo ci sia qualcosa che lo tormenta e che cerca di fuggire...

*mormora: "povero caro...". Poi scuote il capo, come per far uscire il pensiero di quell'uomo dalla mente*

... Ma e' un umano, e devo ricordarmi di fare attenzione!

*richiude improvvisamente il piccolo diario e lo infila in una scarsella assieme al lapis, rilassandosi e perdendosi fra le fronde del salice con lo sguardo*