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Scrivo questa breve pagina nel primo momento libero che ho trovato...
Inizialmente la cosa non aveva attirato molto la mia attenzione, ma ora ho come la sensazione di avere tra le mie mani i pezzi di un dipinto stracciato, e man mano che si aggiungono pezzi il dipinto comincia ad avere un'aspetto sensato...
Già da anni avevo notato quella sorta di piccolo fastidioso brivido, ma l'avevo sempre ignorato non conoscendo la sua provenienza... ma ora...
Le parole di quel vecchio incontrato casualmente nella piazza di Kyrandor...
Lo spettro, il saggio spettro che ha catturato così tanto la mia attenzione...
L'incontro con quel Mekreth Nirvail, inizialmente sconfitto si è poi rivelato un forte spadaccino...
Occasioni capitate tutte per caso, che ora turbinano nella mia testa, come volessero suggerirmi qualcosa che ancora non arrivo a comprendere appieno...

Scrivo su questo piccolo libriccino che ho per caso trovato in terra, nella foresta. Mi sono sorpreso quasi subito, per la curiosità suscitata in me nel vederlo, per averlo raccolto e custodito senza saperne subito il motivo.
La rivelazione è arrivata qualche ora fa...
Mi trovavo nella foresta, poco distante i cancelli di Kyrandor, che mi apprestavo a raggiungere per rifocillarmi e riposare; con la mente vagavo nel passato godendo ancora degli ultimi momenti passati assieme a Leyva, tanto piacevoli da essere sempre nella mia mente. Pensavo all'incontro con sua madre, e all'espressione di gioia che aveva avuto, nel rivederla. Improvvisamente una fretta crebbe in me, una strana irrequetezza; già da mesi ormai dedico le mie giornate ad affinare le mie doti in battaglia, ma sarei davvero in grado di proteggerla sempre, in ogni caso, come promisi alla madre? Leyva stessa è in grado di difendersi, ma non abbastanza ancora, ho visto con i miei occhi creature che potrebbero toglierle la vita, come la toglierebbero a me stesso probabilmente... "Devo dunque migliorare ancora, continuamente" mi sono detto, e così farò, continuando a studiare ed applicarmi nella sola arte che padroneggio, quella del combattimento. Pensando ancora all'incontro con la madre di Leyva poi ho ricordato anche l'imbarazzo che a tratti mi coglieva, solo perchè non sapevo cosa dire, o come dirlo...
Improvvisamente un'idea mi e' balenata in mente come un lampo, avrei usato il piccolo libretto vuoto per annotare i miei miglioramenti nel combattimento e tutto quanto mi sarebbe venuto in mente, e allo stesso tempo questo mi sarebbe venuto in aiuto per padroneggiare sempre meglio il mio linguaggio.
Dunque mi trovo ora nella locanda dell'Orso, a scrivere queste prime pagine di ciò che potrei definire come il mio diario.
Un piccolo gesto che mi riempie di forza, poichè questo diario segna per me un grande cambiamento.
Ora ho qualcosa, per cui combattere.
Ora ho uno scopo.

Un diario avvolto da un panno bianco, con una copertina rosso antico. Sulla copertina un decoro dorato con al centro una piccola pietra di luna.

Non me ne capacito.

Va avanti da numerosi giorni ed è fenomeno frequente.

Desiderio di combattere, uccidere...

Scuote la testa, si piega sul foglio

Bere il sangue del mio nemico.

Dev'essere la frenesia di combattere. Tutti qui paiono presi dal combattere...
O forse è una sorta d'idrofobia?

La mano si ferma sul foglio, la rockseer -pelle bianchissima, occhi verde bottiglia profondo, labbra dipinte di rubino- si ferma e guarda in alto. Uno sguardo non disperato, non angosciato, ma sofferto, trepidante, incredulo.

Non può essere, non deve essere, l'Antico Morbo...

Ma voglio proprio mentire a me stessa?

Io pensavo che... che fosse finito, ecco. Che la Disgrazia si tramandasse di padre...in figlio...

Sto mentendo a me stessa... invece... c'è qualcosa che non voglio ricordare...

...o in figlia? Era mio padre, l'infetto, mia madre lo diceva sempre...

...già, l'ultima volta che lo vidi, con la gola squarciata...quello sguardo così umano...

...mamma, così premurosa, così cambiata da quella disgrazia tanto che si rifugiò in eremo nelle Grotte Esterne. Poterla andare a trovare solo poche volte alla settimana, così triste, così provata... così...

...colpevole?

Lo sguardo verde si spalanca di colpo, per poi richiudersi, tranquillo

Così sofferente, così penitente.
Cara mamma... cosa ti hanno fatto. Il tuo sposo, la tua famiglia, i tuoi simili...

...la tua bambina...

Un singhiozzo scuote il ventre della ragazza, si china di colposul diario e lacrime ne bagnano la superfici e singhiozzi scuotono il petto dell'elfa delle rocce.

Com'è inutile cercare di andare contro la propria natura.
Ho sempre vissuto tra gli intrighi e i doppi, o anche tripli, giochi, e non so davvero come io possa aver pensato di smettere di farlo.
Ho provato a farlo, per poco l'ho anche fatto, ma dev'essere stato solo lo strascico della mia convinzione, perchè adesso ci sono di nuovo dentro fino al collo.
Pazienza..continuerò come il ragno a tessere le mie ragnatele e sorriderò nel vedere gli insetti inermi tra le sue trame..come ho sempre fatto.
Devo dire che già mi piace l'idea...

Ormai è passato molto tempo dall'ultima volta che lo vidi... tutto è così diverso quando sono senza di lui.

Spesso mi capita di udire delle voci che circolano sul suo nome tuttora dopo la sua scomparsa, come fosse una leggenda:
"Posso confermarvi che Aral Nirvail è stato uno dei più forti guerrieri che abbia mai visto"
"Vi dico con certezza che la sua corazza e il suo animo nobile risplendevano molto di più rispetto a tantissime altre persone"

Oramai senza la sua compagnia le persone che una volta mi salutavano assiduamente sembrano neanche far caso alla mia presenza e tutto ciò mi manda in collera.
Tutta questa gente che parla di lui come una divinità scesa dal cielo non la sopporto, pochi l'hanno conosciuto bene come me e tanti meno quanto abbia lavorato per raggiungere i suoi obiettivi.

Per chiunque "Nirvail" è sinonimo di Aral, probabilmente nessuno ricorda che anch'io sono un Nirvail, ma d'altra parte non posso contraddirli: non ho mai fatto nulla di così eroico o di così memorabile, ma ora ho intenzione di impegnarmi intensamente come guerriero per far si che anch'io un giorno venga ricordato per la maestria dimostrata in battaglia e non per vincoli di sangue.

Impossibile.
Non voglio crederci.
E' certo, si, un Githyanki debba esser un rinnegato per varcar queste terre.. Ma possibile che solo io ricordi il Nostro passato? Che solo io serbi ricordo di quelli che furono gli insegnamenti dei Maestri.. Della schiavitù dei miei fratelli, imposta dalla carne.. E della libertà ottenuta con l'acciaio?
Fino ad ora.. I "fratelli" conosciuti in queste terre, non sono catalogabili nemmeno come Zerth.

..Rimpiango quasi i giorni in cui le ero vicino.

Ritrovo questo vecchio diario consunto, proprio ove l'avevo lasciato... Solo una pagina degna di nota, rimane di quel che fu la mia vita, i miei pensieri.. L'addio al Cavalierato.
Infame destino forse?

..Eppure la lama maledetta ancor permane.

Oggi ho conosciuto un giovane apprendista mago. Era da parecchio tempo che non vedevo un giovane così educato, così gentile, così umile, così desideroso d'apprendere...Era senza maestro, così gli ho proposto Lotemar ed ora questo mio amico ha un nuovo allievo...Mi ha davvero rallegrato la giornata, fino a quando non ha cominciato a parlare del suo passato: pare suo fratello sia morto...Non ho potuto fare a meno di pensare alla mia famiglia e a quel che avrebbero voluto divenissi. La vita di questo giovane arial è dedicata al proprio fratello, io invece, riflettendoci, ho completamente deluso le aspettative dei miei familiari...Non avevo mai pensato a questo...Che cosa direbbe mio padre vedendo quel che sono diventato?

Mi trovavo ad Arcadia. Adoro quella grande quercia, ci vado spesso, e spesso incontro Gillian. Stavamo parlando proprio lì quando i lupi posti a nostra protezione dai cacciatori si sono innervositi. Agitati ci hanno fatto capire che qualcosa stava succedendo, ho mandato Gillian a nascondersi...Io non ci sarei riuscito comunque, quindi mi sono inginocchiato a pregare, lanciando ogni tanto qualche occhiata al cielo ad est: una nube nera si stava avvicinando...
Pian piano ha cominciato a defnirsi meglio: si trattava di uno stormo di draghi, in formazione a V, si dirigevano verso ovest...Volavano alti, e non ci hanno visti...Per fortuna.
Ho informato Lotemar ed Arganthos della situazione...E loro mi hanno spiegato come stavano le cose. Proprio ora devo venir tirato dentro a questa faccenda...

la scrittura è affrettata e nervosa

Chissà se ho scelto la strada giusta.
Molto è cambiato da allora ed io ora sento una sorta di spina pungermi quando penso a ciò che ho fatto. Una sorta di senso di colpa.
Quel che non capisco..è da cosa giunga..dall'aver perpetrato, in una certa misura, un tradimento, o dall'aver agito, in una certa misura di testa mia nonostante quanto mi era stato detto e contro ciò che, nel profondo penso di saperlo, sarebbe stato giusto fare.

No, non mi preoccupa l'essere scoperta.
Ha ragione chi mi definisce ingannatrice, e proprio perchè lo sono l'inganno, compresa la sua costruzione ad arte, è materia mia.

Ad ogni modo, questo è un conflitto che devo risolvere solo con me stessa.
E se anche giudicherò di aver commesso uno sbaglio, sarà mia cura trarne insegnamento per poi riporlo nella sezione passata della mia memoria: lungi da me pensarci a lungo.