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Volontà ed egoismo..sono due concetti strettamente legati.
Chi desidera qualcosa, si dice, deve ponderare fin dove spingersi per stringere tra le mani l'oggetto del suo desiderio. Perchè facendo altrimenti, non considerando ciò che è bene fare, ciò che si può fare, ciò che la morale consente di fare, ciò che è bene per l'oggetto del desiderio, pecca di egoismo. Deve ponderare fin dove sia lecito lasciar campo libero alla propria volontà.
Frottole!
Ciò che è bene è ciò che dà gioia, piacere, estasi, soddisfazione a me, non ciò che la parola di altri vuole impormi come giusto, lecito, morale o possibile. Io sola decido dove termina il campo libero per la mia volontà, cosa toccare e cosa no per giungere ai miei obbiettivi, quale strada percorrere. Non la società, non i Legislatori, non quello che è l'oggetto del mio desiderio. Io, io sola.

Se per non essere egoista devo reprimere ciò che sono e non allungare la mano verso ciò che voglio per me, se per non essere egoista devo essere il burattino di morale e convenzioni che altro non fanno che imbrigliarmi, se devo imbrigliare me stessa, allora che sempre sia la mia volontà a prevalere e sconfini pure in ciò che un moralista chiamerebbe egoismo!

Apro gli occhi confuso, alle prime pallide luci di Kyra che fanno timidamente capolino dalla finestra. Mi guardo intorno quasi incredulo. Nel sonno immagini di ciò che è accaduto si son succedute senza sosta, ma appena sveglio sembro non ricordare nulla. Mi volto e la trovo, bellissima, silente, il volto sereno quasi sorridente nel sonno. Le sfioro una guancia e il suo calore risveglia in me brividi che non dimenticherò mai. Vorrei svegliarla, baciarla ancora, raccontarle cos'è stata per me quell'improvvisa passione, ma decido di lasciarla dormire, è così dolce, e probabilmente l'annoierei soltanto con le mie parole...

Mi alzo e mi vesto con calma senza far rumore, e prima di uscire la guardo ancora, i raggi di kyra posati su lei ne esaltano le forme ammalianti. Sceso nel salone, esamino il pettorale della mia corazza, il foro provocato da quel raggio che mi ha dilaniato le carni ha una forma perfettamente circolare, è incredibile. Difficilmente riuscirò a ripararlo, per cui infilata la cintura, decido di andare dal fabbro senza indossare l'armatura; se mi vedessero con quel buco qualcuno potrebbe fare scomode domande. Poi volto il capo e vedo il giardino; decido di farci due passi e appena dentro mi colpisce la bellezza di fiori e piante ben curate, e il miagolio di una gatta che già conosco. Cosi' mi fermo con l'intenzione di coccolarla un pò, e appena steso sul morbido prato del giardino, mille pensieri mi sovvengono. La sensazione di pace interiore che mi pervade dalla sera prima, cosa significa? E' davvero quel che penso? La visione di Senroth e' stata... dei, non trovo neanche le parole per descriverlo, è stato... necessario... Egli prima di me ha capito cosa mi accadeva, cosa ci accadeva anzi, e ha deciso per me l'unica cosa sensata da fare, mettere da parte ragione e logica per abbandonarsi ai sentimenti e all'istinto. Solo in questo modo avrei carpito davvero la mia natura, e ora che quelle atroci sofferenze sono solo un ricordo del passato e la macchia che avevo sul petto sembra sparita, una sensazione di libertà e di pace interiore mai provata prima mi pervade. Ancora molte cose ci sono da cambiare, ma una nuova forza mi sostiene.
Poi il ricordo della pacata luce che quelle ametiste le donavano mi porta ad una domanda che dapprima mi provoca un brivido lungo la schiena... "tu cosa credi di essere, per lei?"...
Cosa sarà di quel che è stato ieri, cosa saranno stati per lei quei momenti?
Stendo la schiena a terra e fisso il cielo cercando una risposta, poi capisco che è inutile farsi domande. Gioisci di ciò che è stato, per quello che è stato, senza farti illusioni, e sarà poi quel che deve essere. Lei ha già conosciuto i piaceri e i dolori del dividere il letto con qualcuno, non è una sciocca nè una sprovveduta, e se ti ha concesso ciò che hai avuto non è certo per caso. Mi tocco il collo e sento un lieve dolore che mi riporta alla mente così forti sensazioni da farmi gemere ancora. Forse dovrei parlarle? No.. dopo così poco tempo insieme.. e poi perchè? Cosa pretendi più di quel che ti è stato dato? Del resto, tu tieni alla tua libertà, così come lei tiene alla sua, quindi a che scopo cercare legami forzati, sarà il tempo a decidere cosa farete...
Però... dei, quanto mi sentivo vivo e forte quella sera in piazza... quella luce nei suoi occhi, la terribile scintilla di tenebra che col suo scoccare mi ha acceso in petto quel fuoco incredibile, sentirmi fiero di camminare al suo fianco, poi il niente, tutta la noia che ci circondava è sparita improvvisamente e c'eravamo solo io e lei, e la passione che mi guidava...
Ora basta però, i raggi di kyra sono alti ormai e io sono ancora qui steso in giardino, mentre tanti impegni mi aspettano. devo incontrare assolutamente anche Memian, dopo gli ultimi avvenimenti avremo da fare una bella chiacchierata...
Bella giornata però...

E' da tempo ormai, che cerco una risposta, una via d'uscita da questo labirinto senza fine che mi avvinghia. Fugace si è rivelato quel primo istante in cui mi sono illuso di essermi realizzato, di aver fatto chiarezza in mè e conquistato qualche certezza...
Fragili promesse ammantate d'amore spezzandosi nel mio cuore l'hanno fatto sanguinare e soffrire come soffre un bambino nel vedersi morta la madre.
Mi sento solo, solo e incatenato in un ruolo che non fa per me, pur rimanendo più adatto di quel corrotto, per ricoprire la mia carica...
Posso sentire Senroth dentro di me rivoltarsi... mi ripete che non è questa la mia strada, mi ripete che lui è un guerriero non un paladino rammollito, che tutta questa formalità tutte queste promesse, è inutile... è tutto inutile!
Ricordo ancora le sue parole... "lei fa i suoi comodi? insomma, fateli anche voi"... tanto brevi quanto vere, ma è stato duro accettarlo...
Molto tempo è passato ormai, e io ho rinunciato a darmi eterna pena per chi mi vuole affossare e chi non mi tiene in considerazione...
In questi ultimi giorni... ho finalmente provato dopo lungo tempo nuovi brividi di vita... nuove sfide, riscoprire me stesso, potermi sfogare appieno senza costrizioni...
Forse Memian aveva ragione... forse è quello il mio destino, e devo ammettere che... non mi dispiacerebbe...sono stufo di lottare contro il fuoco che mi arde dentro, e credo anche Senroth voglia questo...
Poi c'è lei... dei, non so cosa pensare di lei... o forse non ne ho ancora il coraggio...
Verrà tutto fuori tanto... devo solo lasciarmi andare.

Come può umana mente e volontà dimenticare
ignorare
ripudiare e anche uccidere
come può...

Come osa mano di carne
tentar di distruggere l'immagine perfetta
iridi d'oro screziati

La luce stessa sembra chiedere di posarsi su lei
ansima, freme nell'attesa, cedendo al gioco delle ombre
che sempre perfette si posano sulla sua danzante figura.

Ora capisco perchè mi hanno consigliato di coprire le mie orecchie a punta, in questa città..non ho visto nemmeno un mio simile, qui, perciò non sono sicura di che accoglienza potrei trovare..ancora non capisco, poi, perchè abbiano mandato proprio me, cosa farei se dovessi difendermi, io che sono così inesperta?
Mah..vedremo cosa può uscirne di buono..

Incredibile come una tediosa giornata possa poi rivelare nel suo ultimo respiro di vita attimi di magia indimenticabili...

Inutile tentare di spiegare quelle visioni, e il canto di quell'elfa...

Solo polvere mi rimane di lei, e il ricordo del suo canto, così soave e malinconico...

Serberò con cura il suo ricordo, sperando un giorno di vederla ancora... di capire...

La pergamena porta tracce di una strana polvere luminescente

Mi si prospetta una lunga sofferenza. Per tenere ai miei principi ho scelto una via dura, costellata di privazioni e sopra ogni cosa di dolore. Non è stato piacevole. Non lo è mai stato, e tanto meno lo sarà da ora in poi. Ho due sole speranze ormai, che le cose si risolvano per il meglio, e che Leyva torni al mio fianco come era prima, perchè lei è la mia vera forza...

A volte sento il peso delle mie scelte...

La luce di Kyra si sta dissipando, Marhis è pronta ad illuminare la notte ed io mi ritrovo qui nella foresta di Haon Dor da diversi minuti mentre fisso l'elsa cristallina di Naratsil ed attraverso essa scorgo i ricordi delle avventure legate a mio fratello e di tutti coloro che lo ammiravano in tutto il suo nobile atteggiamento mentre cavalcando il suo destriero rientrava in città ed il popolo di Kyrandor che lo acclamava al suo ritorno come fosse l'eroe d'una fiaba o come se fosse una statua su un piedistallo mentre io dietro di lui apparivo come un suo semplice scudiero.

Mi sono isolato qui per evitare la ressa che è presente nelle città e per non dover assistere a tanti buffoni che cercano di aggraziarsi la folla rendendosi solamente più ridicoli.

Nonostante tutto, contro ogni aspettativa, continuo a ricevere visite nella foresta che, seppur mi destano dal mio intenso raccoglimento mentale, non mi arrecano fastidio (fatta eccezione per quella del duergar Krosis che continua a tentare di oltrepassare il limite della mia pazienza e che, con la sua perseveranza sta per ricevere la morte che tanto brama); specialmente interessante si è rivelata la discussione con Barak il signore dei draghi il quale ho scoperto che ha una mentalità sotto vari aspetti simile alla mia, anche se... costui combatte per proteggere la sua donna e sé stesso diversamente da me che ricerco la perfezione non per proteggere qualcuno, ma unicamente per far si che le mie imprese eroiche possano giungere alle orecchie di tutti ma in particolare ad Aral - ovunque lui sia - ed al castello di mio padre che mi rinnegò, cosicché possa pentirsi d'avermi rifiutato in quanto suo figlio illeggittimo ottenuto da una relazione avuta con una prostituta.

Fratello...mi hai abbandonato speranzoso che dopo tanti anni di insegnamento le mie gesta arrivino sino alle tue orecchie?

La gloria che tanto bramo...farò di tutto per evitare che qualora tu torni divenga io nuovamente quello messo in penombra, non m'importa quanto sangue e quanto sudore dovrò versare per ciò ma farò di tutto per superarti

Ebbi una piacevole e fruttuosa conversazione giorni fa, con Mekreth Nirvail. Lo incontrai intento a meditare sulla sua lama, lungo il sentiero che dal cancello ovest di Kyrandor porta nella foresta. Il suo sguardo sereno ma assorto mi aveva colpito e dopo averlo salutato me ne feci spiegare il motivo. Venni così a sapere da lui la storia della sua lama, e la memoria eterna che egli ha del fratello Aral, citato e lodato da ogni bardo al quale sia chiesto di raccontar storie di cavalieri nobili e guerrieri senza eguali.
A questo proposito, ho ritrovato quel vecchio schizzo che avevo disegnato di un buon equipaggiamento, lama compresa, e l'ho esaminato con attenzione; anni di distanza ed esperienza in più mi hanno permesso, come sono stato contento di scoprire, di annotare subito piccole modifiche semplici ma efficaci. Conto di finirlo a breve, sono ansioso di essere in piena forma! Ho dei doveri da rispettare, interessi da proteggere, senza contare quei maledetti demoni, nessuno mi assicura che siano spariti del tutto dalla città... è opportuno che io continui ad allenarmi senza sosta, per poter proteggere le cose a me care... e lei...

Dei, quanto mi manca... da molto non la vedo; presa dai suoi affari chissà dove, il vento non mi lascia cogliere il suo profumo da molto, troppo tempo... Eppure lei è con me, lo sento. Sento la sua presenza al mio fianco in ogni momento, e quella piuma che porto salda al braccio come unico cimelio guida la mia mano nel giusto. Quando riposo le mie membra stremate a fine giornata mi assale il freddo della solitudine della sua mancanza; subito la mia mente vola a quella notte in cui ci immergemmo nel marmoreo bianco di quella fontana, e di colpo un fuoco imponente cresce in me al ricordo della sua pelle liscia e perfetta, e le sue mani...
Una magica creatura divina ha prigioniera la mia anima, e me la rende poco per volta in ogni bacio rubato...

Ho iniziato questa pagina di diario con l'intenzione di annotare solo alcuni incontri fatti, doveva essere un promemoria, ed invece eccolo trasformato in un ricettacolo dei miei sfoghi, dei miei sentimenti. Dovrei fare di piu', e curar meglio le cose a me care, ma sento ancora di non averne la possibilita'. Sono solo nel buio, e avanzo a tentoni. Ho un grande fuoco da sfogare...

Marito caro ed amato,
Ricordo ancora quel giorno da Esme, quel giorno in cui tu facesti il tuo ingresso, nel tuo completo nero da ninja e nel tuo portamento sicuro e calmo..come chi non ha bisogno di strabordar di pomposità per intimidire e figurare..
Proprio quella fu la prima volta che incrociammo la sguardo, e ricordo che allora pensai che forse, per una volta, quello che mi trovavo davanti era un uomo degno di tal nome, e non uno zerbino come gli innumerevoli che solcano queste terre...

Chinasti il capo forte della tua educazione, parlasti con sagacia e furbizia, mi lasciasti intravedere il tuo vigor di mente e corpo che ancora non avevo personalmente visionato e sperimentato, un bizzarro gioco dialettico ne fu veicolo, gioco allora iniziato ed in seguito continuato, gioco che ci ha intrigati e legati luna dopo luna, e carezzati da essa mente e braccio diventammo, affiatati e rispettati in ogni dove, uniti dall'amore e dalla fede nella Signora Oscura, patrona della nostra promessa d'anime pronunciata al Suo tempio.

Pareva che mai questo idillio dovesse terminare, persino nel Suo Regno eri pronto a venirmi a cercare e domandare la mia anima, o abiurare poichè quell'affronto non volevi sopportare, e che giubilo fu per me tra le tue braccia infine ritornare...

E davvero, davvero amore, ho voluto che non finisse mai, davvero le mie promesse, nel mio pensiero ho rinnovato, davvero nel mio cuore innamorato ti ho portato..

..e poi?

Poi, mio amato, te ne sei andato, a viaggiare sei andato, promettendo con la verità negli occhi che saresti tra le mie braccia ritornato..ed io ti ho aspettato..ma ben presto un cattivo presagio nei miei pensieri si è annidato, e non più come prima ti ho anelato, nè mai ho ricominciato, ed ecco che il tuo ritorno aspettavo, per ridarti l'anello che mi avevi donato!

Ed e' evidente, caro, che devo aver un sesto senso sviluppato, poichè doveva aver per primo compreso cosa in che cosa fossi mutato, ovvero in un codardo smisurato, e che oltretutto la Signora ha rinnegato!
Un rammollito, che con la coda tra le gambe da una giusta punizione a tutta velocità se n'è scappato..!
Un poveraccio, che della prima che è passata per ripicca si è accontentato!

La tua affascinante aria d'uomo degno di tal nome ti ha salutato, un pusillanime come altri sei diventato, ed il mio cuore dalle tue catene si è slegato!

Addio dunque, un tempo tanto amato, io ti lascio li e per la mia strada me ne vado...e sappi che con infinito amore alla morte ti ho consegnato...!