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Ritrovo questo vecchio diario consunto, proprio ove l'avevo lasciato... Solo una pagina degna di nota, rimane di quel che fu la mia vita, i miei pensieri.. L'addio al Cavalierato.
Infame destino forse?

..Eppure la lama maledetta ancor permane.

La mia strada, un fiume di sangue che inumidisce e sempre ha appesantito il mio cuore, una strada lastricata di cadaveri, i cadaveri degli stessi che un tempo bramavano la mia vita e che ora paiono fissarmi, con occhi pieni di lacrime, gli stessi occhi che un tempo mi fissavano carichi di odio... Gli stessi occhi che compassionevole osservo...

Una lacrima riga ora il mio viso...

Quel che pare un cadavere blocca la mia strada, cerco la mia spada con lo sguardo, Naratsil non è nel fodero, un sorriso si dipinge ora sul volto di quell'essere, un volto amico, il volto di un maestro, il volto di un padre...
Dopo secondi che paiono infiniti esso spezza il silenzio: "A noi spetta l'infausto compito di difendere la Luce con la spada, noi, che di sangue siamo macchiati, mai verremo accolti fra gli Dei."

Continuo ora a camminare, lasciandomi alle spalle quell'anziano compagno, avvicinandomi sempre più a quel che pare una croce in terra...
I miei passi si fanno pesanti avvicinandomi, ma ora, solo in prossimità di questa riesco a riconoscerla...
Le mie gambe non si muovono più oramai, Naratsil è piantata in terra dinanzi i miei piedi, nella terra da cui perenne continua lo sgorgare di quel sangue che bagna il mio cammino.

Sorrido ora, allontanandomi.. Naratsil ivi rimarrà, finchè un impavido ripercorrerà questo fiume sconfiggendo la Lama del Cavaliere.

...Addio.

Giorno di Deothium, 28o del Mese di Althea

E' stato avvistato un Drago poco lontano dalla città di Kyrandor quest'oggi, un pover uomo stava cercando di radunare uomini per ucciderlo quando mi presentai, ed allora fu rincuorato dal fatto che fossi un Cavaliere del Sacro Ordine.

Riuscì a fargli cambiare idea, anche perchè a quanto capii il Drago non era lì per il puro divertimento di compiere una strage, ma cercava qualcuno...

L'uomo continuava a dire che il Drago continuava a ripetere dei suoni che sembravano dire: Resteah...

Decisi di accompagnarlo fino alla sua capanna, dove egli vide la Creatura, ma oramai sembrava non esserci nessun segno nel dell'avvenuto passaggio del Drago, ne di un possibile ritorno di esso.

Garantiì all'uomo tutto l'aiuto possibile se qualcos'altro fosse accaduto in futuro e tornai alle mie faccende quotidiane...

Da giorni oramai cercavo Ermete, Io e mio fratello Mekreth volevamo fargli Dono di un oggetto Divino: Un Sacro Baule che sembrava alleviare la fatica ed irrobustire lo spirito...

Trovammo la descrizione di tale su antichi Tomi, veniva descritto come un raro di valore inestimabile, il cui ricordo era oramai svanito nel tempo.

Prima di partire alla ricerca di tale mi ritirai per alcune ore nel Castello, in preghiera, per trovare il consenso degli Dei.

Molti tentarono prima di Noi di reperire l' oggetto, ma nessuno prima di noi riuscì nell'impresa, e dopo Mesi di ricerche finalmente riuscimmo a trovare lo scopo delle nostre fatiche...

Gli Dei benevoli sicuramente ci affiancarono, infatti dopo solo pochi giorni dal reperimento di tale, giungemmo al Castello dove incontrai Ermete.

Il suo stupore dovuto alla riuscita della nostra missione fu comprensibile, non tutti, dando credito a Leggende, hanno il coraggio di testare la loro veridicità, e l'Onore di poterlo raccontare, cosi' mi prostrai al cospetto del Cavaliere e donai lui tale Raro, da parte mia e di mio fratello.

Ermete non poteva credere ai propri occhi, gia' in passato avevo mostrato il mio valore rendendomi caro agli Dei ed aiutando le genti di Therial, ma questo sembrava essere davvero il segno, che egli aspettava da anni.

Di nuovo avevo sfidato la sorte, e nuovamente ero uscito vittorioso dallo scontro...