La mia strada, un fiume di sangue che inumidisce e sempre ha appesantito il mio cuore, una strada lastricata di cadaveri, i cadaveri degli stessi che un tempo bramavano la mia vita e che ora paiono fissarmi, con occhi pieni di lacrime, gli stessi occhi che un tempo mi fissavano carichi di odio... Gli stessi occhi che compassionevole osservo...

Una lacrima riga ora il mio viso...

Quel che pare un cadavere blocca la mia strada, cerco la mia spada con lo sguardo, Naratsil non è nel fodero, un sorriso si dipinge ora sul volto di quell'essere, un volto amico, il volto di un maestro, il volto di un padre...
Dopo secondi che paiono infiniti esso spezza il silenzio: "A noi spetta l'infausto compito di difendere la Luce con la spada, noi, che di sangue siamo macchiati, mai verremo accolti fra gli Dei."

Continuo ora a camminare, lasciandomi alle spalle quell'anziano compagno, avvicinandomi sempre più a quel che pare una croce in terra...
I miei passi si fanno pesanti avvicinandomi, ma ora, solo in prossimità di questa riesco a riconoscerla...
Le mie gambe non si muovono più oramai, Naratsil è piantata in terra dinanzi i miei piedi, nella terra da cui perenne continua lo sgorgare di quel sangue che bagna il mio cammino.

Sorrido ora, allontanandomi.. Naratsil ivi rimarrà, finchè un impavido ripercorrerà questo fiume sconfiggendo la Lama del Cavaliere.

...Addio.