Fissava il fuoco del caminetto come in trance, seduta a gambe incrociate in una posizione quasi innaturale.
Era da circa tre ore che sedeva cosi', perfettamente immobile, sentiva solo il suo respiro, e non badava minimamente alla confusione degli avventori della locanda al piano di sotto.
Le mani congiunte, ogni tanto le sue labbra si muovevano senza emettere alcun suono...Se qualcuno avesse potuto vedere i suoi occhi in quel momento, sotto il velo, si sarebbe stupito leggermente trovandoli del tutto bianchi, e di certo avrebbero pensato che era sotto l'influsso di qualche incantesimo o in preda a qualche stato di malattia.
In realta' stava meditando, concentrata completamente su se stessa, la sua mente aveva chiuso le porte a ogni forma della realta' che la circondava, ed era la sua anima che lentamente si apriva cercando di trovare il giusto equilibrio, di scacciare ogni sentimento negativo che potesse deconcentrarla.
Era come proiettata in un sogno, dove tutto si muoveva lentamente, dove riviveva ogni istante della sua vita passata, e dove le parole del suo vecchio maestro le penetravano dentro, e ad esse lei si aggrappava, con forza e quasi disperazione, l'unica persona che aveva toccato la sua anima, plasmandola a suo piacimento, rendendola forte e consapevole di cio' che era.
In quei momenti era come parlare con lui, era come se le loro menti si sfiorassero, come se i loro cuori battessero all'unisono, ma era impossibile, lui era morto tempo fa...
Il suo corpo prese a tremare di colpo, poi lentamente si placo' quando senti' bussare alla porta.
Si rialzo' lentamente, i muscoli per niente sofferenti per l'inattivita' di quelle tre ore a cui erano stati costretti, e ando' ad aprire.
Era la cameriera che le portava il calice di vino che aveva richiesto.
La ringrazio' con un cenno del capo e richiuse subito la porta alle sue spalle.
Poso' il calice di vino sul piccolo tavolo che si trovava in un angolo della stanza, poi si avvicino' allo specchio alto e quadrato posizionato li vicino.
Si tolse il cappuccio che le copriva il capo, lasciando liberi i lunghi e ondulati capelli neri che le ricaddero fino alla vita, poi lentamente porto' le mani al viso togliendosi anche il velo.
Fisso' la sua immagine riflessa nello specchio, il viso dai tratti delicati eppur cosi' seducente e di una bellezza fuori dal comune, risultato dell'unione di sangue tra drow e umano.
La pelle olivastra cosi' simile a quella dei drow, risplendeva lievemente, accarezzata dai riflessi del fuoco del camino.
E fissava ora i suoi occhi, blu come gli abissi piu' profondi del mare, che nell'oscurita' si accendevano di bagliori cremisi, tagliati a mandorla e contornati da folte e scure ciglia, occhi che celavano ogni tipo di stato d'animo e sentimento.
Ma non guardava se stessa, stava fissando nello specchio ben altra immagine che la sua mente rievocava, il volto di un umano, dalla pelle scura e priva di qualsiasi segno di eta', se non per le piccole e quasi invisibili rughe ai lati dei suoi occhi.
''Ripetimi ancora una volta...Chi sono...''
Sei tutto e niente, il tuo sangue e' misto, e il tuo cuore diviso a meta'. Devi accettare la tua natura, devi accettare entrambe le razze da cui discendi, e mai permettere all'una di prevalicare sull'altra. Le tue debolezze dovranno diventare la tua forza, devi conoscere l'odio e l' amore, la passione e il gelo, la gioia e la tristezza, l'umilta' e l'arroganza, la debolezza e la forza, la vittoria e la sconfitta, il bene e il male, la furia e la calma. Non combattere mai contro la solitudine perche' essa fa parte di te, ma impara ad accettarla, e solo cosi' non sentirai il tormento che stringe il tuo cuore come una gelida morsa, l'insoddisfazione che in ogni istante rischiera' di soffocarti. Sei tutto e niente, amati e odiati, ma non contare mai sugli altri, delusione costante saranno per te, perche' tu sei diversa. Sei tutto e niente...Tutto e niente...
Allungo' la mano verso lo specchio, sfiorandone il vetro la' dove il viso del suo maestro tremolava, gli occhi spalancati mentre le parole le rimbalzavano nella mente con forza.
Si ritrasse sospirando leggermente e prese il calice di vino con delicatezza.
Lo sollevo' verso lo specchio in un silenzioso brindisi mentre un sorriso freddo aleggiava sulle sue labbra, e sorseggio' il liquido rosso lentamente.
Si tolse il mantello e ignorando il letto lo stese a terra davanti al camino.
Si stese su di esso usando la sua sacca come cuscino e a lungo osservo' le fiamme danzanti che con il loro calore avviluppavano il suo corpo, poi finalmente si addormento'.