Tristezza e dissolutezza, questi due demoni attanagliano il mio animo.

Ma non solo il mio.

Qualcuno considerava la dissolutezza e la morte come sorelle, era un saggio quell'uomo: mai nulla di più vero è stato detto, la morte del corpo e la morte dei sentimenti, due riflessi dello stesso bagliore.

Sono forse io a dover disporre del destino di chi circuisco?
La morte, ma basta poco, la tristezza e la conseguente dissolutezza però non rientrano nella mia tela..

Meglio permanere in solitudine, in uno stato di quiete e silenzio, adeguato ai miei pensieri.. Magari interessarsi a quell'unico barlume di oscurità che pare sia emerso ultimamente in Therial.. altro non mi compiace.

E se l'immenso vuoto fosse colmato almeno dalla consapevolezza, dal calore che non è proprio della solitudine, forse l'animo ne gioverebbe. Ma è risaputo, l'animo umano è perverso e ama crogiolarsi nell'abitudine, che logora, e lima via la vitalità fino ad abbandonare uno scheletro.

Chissà se e in quali meandri del cuore si cela quella scintilla, figlia di passione, che in alcuni brucia nello sguardo. Non mi è concesso cercare, ma oserò, e solo il fato potrà impedirmelo.