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Sento la gelida solitudine pervadermi fin nelle ossa... E pensare che un tempo l'amavo, o forse l'amo ancora?

L'oscurità più volte vicina e amica mi avvolge ancora... Fredda...

Rabbia, forse è questo quello che ora provo?... Forse solo Dolore? O forse entrambi, chi può dirlo...

Solo una tiepida luce al mio fianco... Nera... Alimentata da quel che provo... Scaturisce dalle mie dita senza ustionarle. Mi lascia riflettere.

Continuo a pensare... Per quale motivo un Guardiano debba proteggere un Altare vuoto?

Molte sono le risposte... Sorrido.

Lei è venuta a me, mi ha parlato, mi ha sfiorata..col suo gelido e ambito tocco.
Uccidi, mi ha detto. Uccidi il passato, cancella ciò che è stato prima che scegliessi la mia via. Dammi un segno della tua devozione, deliziami, rendimi quanto mi devi..ricordati, sei ciò che sei soltanto perchè io te l'ho permesso.

Ha carezzato il mio cuore, posato su me il suo sguardo..ambito da chiunque la segua seppur sia gelido più del ghiaccio.

Ho mentito a colei che mi è sempre stata amica, perchè Lei mi ha ordinato di farlo..come rifiutarmi?

Capire, devo capire cosa vuole io faccia. E farlo, per tutto quello che le devo, per la mia stessa esistenza.

E' trascorso molto tempo, ho veduto molte cose, ho dovuto imparare a convivere con cio' che il destino ha deciso divenissi attraverso un percorso che mi ha portato a vedere e vivere gli estremi di questa vita...
Estremi che ho assaporato e di cui ho cantato a volte le gesta.
Ora ho forse trovato il cammino che e' della mia razza e che nel passato ha segnato il cammino dei miei padri...
Vedremo...
E vedremo anche chi sara' preda e chi cacciatore...Quell'elfa oscura, mi stimola ammetto che e' affascinante...

Un'immagine nel mio cuore:
i suoi occhi
l'infinito della sua anima
l'infinito del mio amore.
Si mostrava come me
mi pareva come Loro.

Guardo l'ultimo petalo piegarsi al suo destino
guardo i ciliegi ormai spogli
e capisco:
solamente una volta perso ci si rende conto
quanto luminoso fu quel tempo.

E piango.

Ma quando i ciliegi fioriranno
il Suo canto si leverà
e noi
in un altro mondo
soli soli
vivremo.

Per ora,
Addio.

Siya
*la pagina viene strappata dal diario e lasciata libera di volare sulle ali del vento*

Dopo anni di lavori, e fiumi di monete d'oro, finalmente e' terminata!!!
Bagnata dal sangue di quegli stolti che non sono sopravvisuti alla grandezza delle opere che la compongono, benedetta dal canto interminabile di una sacerdotessa devota alle tenebre una nuova dimora e' stata edificata per la casata M'uncse dji dennope.
Che Xanathon possa volgere sempre ad essa il suo favore.

Xao M'uncse dji dennope, Sacerdote di Xanathon

*in mezzo alle pagine del diario una lettera*

Corro e corro fin quando non trovo l'albero che piu' mi piace.
Mi ci arrampico e mi siedo sul suo ramo piu' robusto.
Mi guardo intorno e penso alle cose piu' belle che ho.
Osservo gli animali e ammiro quello che del branco e' il piu' forte, agile e furbo.
Guardo le mie spade ma scelgo sempre quella migliore che fabbricai.
Penso alle emozioni e mi tornano in mente quelle piu' forti che abbia mai provato.
Apro la mano cercando di prendere la cosa piu' bella di questo mondo.
Richiudo la mano triste perche' non ho la tua da stringere.

Mi manchi...

*la firma non é ben chiara*

Tante cose sono successe in questi giorni...
tutto improvvisamente come un temporale estivo....
Clarion-Shivaz cresce e diverra' un grande mago,spero di essere in grado di dargli tutto il sostegno possibile.
Shivaz, mi ha detto che costruira' una casa per tutti noi!sono contento ed incredulo... non mi aspettavo tutto cio'!
Ho parlato con la Legislatrice Siya, le sue parole mi hanno fatto riflettere ed hanno rafforzato in me la consapevolezza di essere fortunato: una famiglia che mi sostiene e la possibilita' di diventare rappresentante della Legge...
Ma una domanda s' insinua nel mio cervello:" Sono e saro' degno di tutto cio'?

Preferisco essere l' ultimo dei sognatori aspettando cio' che verra', che essere signore tra coloro che hanno perso la speranza e la fantasia....

"Chi ha solo nemici, non sa leggere il cuore delle persone. Chi non ha nessun nemico, non sa leggere il cuore del mondo."

Questa frase del mio maestro mi risuona in testa da parecchi giorni. Nuovi nemici...
I miei nuovi nemici sono i nemici di mia figlia Leetha: lei è troppo fragile e troppo sola per poterli affrontare, e loro sono troppo numerosi. Nessuno mi ha chiamato a difenderla, tranne il mio cuore e il mio onore: sono motivazioni più che sufficienti. Ma non sarà un confronto facile, non si tratta solo di impugnare le mie spade e andare a caccia dei vili che strisciano nelle ombre. Fosse tutto così semplice...
Il pericolo maggiore, ironia della sorte, è sua madre. Non temo di certo il pagliaccio che si porta dietro, e ho il forte sospetto di poter avere su di lei più influenza di quel drow isterico. Il vero problema è la volontà di quella femmina, farle cambiare decisione può essere più duro che abbattere l'albero di Kyra. Uno scontro diretto avrebbe come effetto una sua ripicca, e si chiuderebbe ancor più nelle sue idee. No, devo rischiare un gioco pericoloso, stare accanto a entrambe, difendendole l'una dall'altra. Spero che, quando tutta questa storia finirà, non sia io a dover perdere l'affetto di entrambe...

Un'altra nuova nemica, Rheshad. Devo ammettere che è affascinante, ha un che di ipnotico... Ma mi ha sottovalutato, ed è bene che così continui a credere. Vuole trapiantare gli spiriti dei suoi fratelli demoni esiliati su Therial; non so quale sia il motivo per cui siano stati allontanati e cacciati, ma qualunque sia non mi auguro di certo un loro ritorno.
Rheshad crede di avermi soggiogato, di avermi legato a lei e di essere pronto ad ospitare uno di quei demoni; o almeno spero che lo creda davvero. Dovrò cercare di rimanere al suo fianco, di studiare lei e quella razza immonda, e trovare, magari, un modo per distruggerli per sempre. Mi ha fatto bere il suo sangue, ma non sa che più nessuna goccia di quel veleno scorre in me: ho preferito dissanguarmi a terra che rischiare un'eventualità del genere. Anche se temo che non tutti gli effetti di quel bacio di sangue siano stati transitori...
E' un gioco pericoloso, dove rischio molto più della mia vita, della mia stessa esistenza: rischio di cadere ammaliato da quell'incantevole demone, che, lo ammetto, mi affascina e desidero incontrare ancora...

Dopo tanto tempo sono giunto ad assumere quel minimo di conoscenza e abilità che mi permetterà di tentare...
Che Tricksty mi assista. E' da quando sono tornato in superficie, da quando ho iniziato ad apprezzare la conoscenza e le arti arcane che ventilo l'ipotesi di tentare il rituale. Ormai sono diversi anni che pianifico il giorno in cui ascenderò a qualcosa che molti hanno provato a diventare, ma che solo pochi sono riusciti ad essere. Ma oltre alla vita, cosa mi lascierei alle spalle? Certo la mortalità della carne, è ovvio. Ma cos'altro mi lascierei alle spalle, cos'altro diventerà solo un ricordo? Questo non posso saperlo fino a che non tenterò, per ora mi limiterò a vivere da vivo, un domani chissà...

Non c'e' quiete, non c'e' pace, non c'e' sonno in questa notte bagnata dal fato.

Cos'e' il potere?

Furion Kirnal dice che il potere e' un nettare che rafforza corrompendo, portando alla cecita' chi non ha sufficiente forza per resistere alla tentazione insita al suo interno.

Lo shalafi Krisaore direbbe forse qualcosa di simile, ma sicuramente non parlerebbe di corruzione. Probabilmente parlerebbe di forza: il potere e' uno strumento per chi ha la forza di impugnarlo.

Eppure nulla di tutto questo offre una visione reale di cosa il potere sia in realta'.

Ho terminato da lunghi anni l'apprendistato di base presso lo shalafi. Presto forse verro' iniziato ai rituali e agli incantesimi piu' nascosti. Quando il mio corpo era devastato dal veleno, e solo le droghe mi sorreggevano, ho subito numerose aggressioni: io sono qui, vivo, i miei aggressori non piu'. Probabilmente tutt'ora potrei considerarmi uno degli usufruitori di magia tra i piu' potenti.

Il problema e' che non mi interessano i confronti, in realta': confrontarsi significa innanzitutto ammettere di avere degli avversari, quindi ammetterne il valore, ed infine temerne la grandezza quel tanto che basta da desiderare di mitigare la paura che ci instillano attraverso la riprova della nostra superiorita'.

Tutto questo mi lascia annoiato, disgustato e perplesso.

L'essenza del potere e' dunque il confronto? E, perifrasando tutto questo, si puo' dunque giungere alla conclusione che come l'essenza del potere e' il confronto e l'essenza del confronto e' la rivalita', la cui essenza affonda le radici nella paura intima e recondita che ogni avversario di cui ammettiamo la grandezza porta con se... Allora cosi' l'essenza del potere diverrebbe la paura?

Quando Furion Kirnal e' entrato nel salotto dove eravamo fermi a confrontarci, ho provato un terrore folle.

Lo shalafi Krisaore, Furion Kirnal... non mi sono mai sembrati realmente "umani", mortali. Sembrano piu' che altro dei, o demoni. In loro il potere e' talmente forte e radicato da risultare oppressivo quanto una cappa di energia, densa e pesante. La senti nell'aria quando loro si palesano. La puoi udire fremere nelle ossa quando i loro occhi incrociano i tuoi.

Vorrei dire che so che sono raggiungibili. Vorrei dire che un simile potere e' eguagliabile, e finanche superabile.

Vorrei, ma non lo diro'.

Nel momento in cui ammettessi di volere eguagliare un simile potere, cadrei nel primo tranello del potere stesso: il confronto. Il confronto logora e indebolisce, o esalta ma ugualmente indebolisce: neppure i vincitori escono superiori da un confronto, in realta'.

No, non mi confrontero' con loro, mai.

Oggi chino il capo e ammetto la loro superiorita', non come confronto ma come semplice dato di fatto.

E stringo i denti, e vado avanti sui miei passi: la risposta e' questa, il senso stesso della mia esistenza. Sono nato per questo giorno, per il giorno in cui tutto viene messo in gioco. Per ricercare il potere e attingerne a piene mani, non come strumento ma come essere vivente padrone di se.

Io esisto per fronteggiare questo giorno, e se questo giorno sara' il giorno del mio fallimento, esso sara' anche quello della mia morte: io riusciro' o moriro', ma non lascero' mai che tutto questo mi sconfigga.

Continuo, passo dopo passo, lungo la strada che porta al potere. Al vero potere. E solo quando saro' arrivato valutero' i confini di quel potere: e forse allora i confronti avranno perso ogni senso, e forse allora riconoscero' un limite che sia termine di paragone solo per me stesso.

Non esistono nemici: solo strade e ostacoli.

Le strade vanno percorse senza voltarsi mai.

Gli ostacoli, invece, non basta rimuoverli o superarli...

Gli ostacoli vanno DISTRUTTI.