← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

Le foglie cadevano intorno a noi
in una magica danza
in una magica notte d'autunno;
la luna sembrava accompagnare
con sguardo benigno
un amore rirtovato pronto a volare.
Una nuova vita, tante promesse,
tanti sogni, nuovi colori:
tutto cancellato da un inverno precoce
che ha distrutto quanto di buono c'è stato,
coprendo col suo gelo i ricordi
di feste passate a chiedersi se non fosse troppo presto,
serate stretti a scaldarsi,
cercando di scacciare la malinconia.
Ripensarci è strano, lo sai;
due anni di solitario percorso mi conducono qui:
forse non c'è più amore, forse nemmeno dolore;
solo odio e rancore invadono il cuore,

ed è giusto che sia così.

Nel firmamento
ero la flebile scia
di una cometa di sogni.
Cercavo una via di sopravvivenza
in un’insensata voglia di equilibrio.
Speranza eterea,
speranza futile.
Odioso mondo fatto d'ipocrisie e di false speranze,
cosa cerchi in un corpo esanime?
Ci sputi addosso, ci lavi col nostro sangue
e ci uccidi uno alla volta,
godendo delle nostre sofferenze.
E penso, mentre ondeggio sui flutti,
al disgusto che sei capace di indurre nel cuore,
alla lucida voglia assassina che impianti nella mente..
alla sete di sovversione che nasce spontanea dall'anima.
E’ tempo che rinasca,
e’ tempo che apra gli occhi.

Siya Kougaiji

...mentre mi lascio alle spalle il Tribunale e la vita che grazie ad esso ho vissuto non posso fare a meno di riflettere sul mio ultimo fallimento.
Scopro che ciò che più mi tornmenta é la consapevolezza di aver tradito inutilmente la fiducia che i miei colleghi e qualche altra persona aveva riposto in me.
Poi, mentre la mia mente naufraga in un oceano di dubbi e incertezze, giunge improvvisa e folgorante la risposta a tutte le mie domande.
In quell'istante raggiungo quell'equilibrio che mi affannavo ad inseguire e che dinanzi a Kyra ho rifiutato.
Davanti a me un piccolo fiore spunta dalla neve, sferzato dal vento in tempesta.
Un insetto vi si posa, ne sugge il nettare e si allontana.
Porterà in altri luoghi il polline impigliato tra le sue zampe.
Questa é la risposta che cercavo,
la più semplice tra le risposte...
la vita trova sempre una strada.

Ora posso finalmente cercare le persone a me più care,
ora posso finalmente andare,
Addio Therial.

Siya Kougaiji figlia di Korsath ed Hilly, allieva di Tiyet e legislatrice.

Un'immagine nel mio cuore:
i suoi occhi
l'infinito della sua anima
l'infinito del mio amore.
Si mostrava come me
mi pareva come Loro.

Guardo l'ultimo petalo piegarsi al suo destino
guardo i ciliegi ormai spogli
e capisco:
solamente una volta perso ci si rende conto
quanto luminoso fu quel tempo.

E piango.

Ma quando i ciliegi fioriranno
il Suo canto si leverà
e noi
in un altro mondo
soli soli
vivremo.

Per ora,
Addio.

Siya
*la pagina viene strappata dal diario e lasciata libera di volare sulle ali del vento*

*in mezzo alle pagine del diario una lettera*

Corro e corro fin quando non trovo l'albero che piu' mi piace.
Mi ci arrampico e mi siedo sul suo ramo piu' robusto.
Mi guardo intorno e penso alle cose piu' belle che ho.
Osservo gli animali e ammiro quello che del branco e' il piu' forte, agile e furbo.
Guardo le mie spade ma scelgo sempre quella migliore che fabbricai.
Penso alle emozioni e mi tornano in mente quelle piu' forti che abbia mai provato.
Apro la mano cercando di prendere la cosa piu' bella di questo mondo.
Richiudo la mano triste perche' non ho la tua da stringere.

Mi manchi...

*la firma non é ben chiara*

Che cosa meravigliosa è l'amore.

L'amore dà bellezza anche all'uomo incolto e rozzo, dà nobiltà anche ai più umili, rende umili anche i più superbi.

C'è nell'amore un altro merito degno di lunga lode: l'amore rende l'amante quasi casto poiché, chi è illuminato dal raggio di un solo amore, difficilmente pensa d'andare con un'altra anche se bella.

Questo è l'effetto d'amore: fa risplendere l'uomo di tante vurtù e gli insegna ad avere tanti buoni costumi.

Se l'amore avesse pesi e contrappesi tali da condurre sempre al porto della quiete i suoi naviganti, anche dopo lo sconvolgimento di molte tempeste, io accetterei di buon grado d'esser sempre legata alle catene della Sua schiavitù.

Ma poiché con la sua mano muove pesi ineguali, quasi fosse in combutta con Xanathon, decisamente non credo nella giustizia di una giudice tanto sospetta come Lei.

E perciò ho deciso di rifiutare il suo giudizio poiché "troppo spesso abbandona i naviganti in mezzo all'onda tempestosa".

 

*Una lacrima bagna il fondo di questo foglio*