"Chi ha solo nemici, non sa leggere il cuore delle persone. Chi non ha nessun nemico, non sa leggere il cuore del mondo."

Questa frase del mio maestro mi risuona in testa da parecchi giorni. Nuovi nemici...
I miei nuovi nemici sono i nemici di mia figlia Leetha: lei è troppo fragile e troppo sola per poterli affrontare, e loro sono troppo numerosi. Nessuno mi ha chiamato a difenderla, tranne il mio cuore e il mio onore: sono motivazioni più che sufficienti. Ma non sarà un confronto facile, non si tratta solo di impugnare le mie spade e andare a caccia dei vili che strisciano nelle ombre. Fosse tutto così semplice...
Il pericolo maggiore, ironia della sorte, è sua madre. Non temo di certo il pagliaccio che si porta dietro, e ho il forte sospetto di poter avere su di lei più influenza di quel drow isterico. Il vero problema è la volontà di quella femmina, farle cambiare decisione può essere più duro che abbattere l'albero di Kyra. Uno scontro diretto avrebbe come effetto una sua ripicca, e si chiuderebbe ancor più nelle sue idee. No, devo rischiare un gioco pericoloso, stare accanto a entrambe, difendendole l'una dall'altra. Spero che, quando tutta questa storia finirà, non sia io a dover perdere l'affetto di entrambe...

Un'altra nuova nemica, Rheshad. Devo ammettere che è affascinante, ha un che di ipnotico... Ma mi ha sottovalutato, ed è bene che così continui a credere. Vuole trapiantare gli spiriti dei suoi fratelli demoni esiliati su Therial; non so quale sia il motivo per cui siano stati allontanati e cacciati, ma qualunque sia non mi auguro di certo un loro ritorno.
Rheshad crede di avermi soggiogato, di avermi legato a lei e di essere pronto ad ospitare uno di quei demoni; o almeno spero che lo creda davvero. Dovrò cercare di rimanere al suo fianco, di studiare lei e quella razza immonda, e trovare, magari, un modo per distruggerli per sempre. Mi ha fatto bere il suo sangue, ma non sa che più nessuna goccia di quel veleno scorre in me: ho preferito dissanguarmi a terra che rischiare un'eventualità del genere. Anche se temo che non tutti gli effetti di quel bacio di sangue siano stati transitori...
E' un gioco pericoloso, dove rischio molto più della mia vita, della mia stessa esistenza: rischio di cadere ammaliato da quell'incantevole demone, che, lo ammetto, mi affascina e desidero incontrare ancora...