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Direi che e' il caso di rimettersi in viaggio mi incammino verso sud ho appuntamento con Edi al satiro d'oro, e camminando continuo a ricordare...

...Iniziavo a riprendermi, non so cosa mi dessero da mangiare ma mi faceva bene, iniziavo a capire la societa' dei lupi, ordinata da una gerarchia molto semplice ma molto efficace.
Il Capobranco e' tale solo quando riesce ad interpretare i desideri e le necessita' del suo branco.
Notai, durante la mia lunga convalescenza, che comunicavano tra loro, il loro guaire, ringhiare, ululare, faceva parte di un codice di comunicazione che dapprima intuivo solo osservando le azioni e reazioni degli interessati, poi iniziai addirittura a coglierne le sfumature, quasi come iniziassi a tradurre nella mia mente quello che volevano dire.
Si stava risvegliando in me un sesto senso atavico, il contatto con quelle bestie smuoveva in me capacita' ancestrali che, ormai negli esseri piu' intellettualmente evoluti, si erano perse purtroppo.
Iniziavo ad accorgermi quando parlavano di me...

Con questi ricordi in testa riprendo il mio cammino, stretto dentro il mantello e con il viso coperto dal cappuccio evitai Kyrandor, mi sarei diretto a nord, al limitare delle pianure erbose, per poi riprendere la via maestra.
Mi veniva naturale ed automatico dirigermi verso la quercia di Gervin, ormai dopo il nostro primo incontro eravamo giunti ad un buon compromesso di convivenza, lui non si poteva muovere dal suo covo, troppe persone erano vogliose di fargli la pelle, ed io, in cambio della sua “ ospitalita' ”, dividevo con lui parte delle mie refurtive.
Eccomi davanti alla quercia, entro, riaccendo il fuoco e senza mangiare mi metto a scrivere tutto quello che mi e' tornato alla mente durante il ritorno da Moria...

...Che Botta! Qualcosa o qualcuno mi trascinava, mi svegliai e vidi che la lupa ed un'altro lupo piu' piccolo mi trascinavano per le gambe, mi guardai attorno, sembrava ancora Haon Dor ma forse a causa della mia posizione orizzontale non riconobbi precisamente dove mi trovavo, mi portarono in una radura e la lupa salii su una grossa pietra, al suo ululato accorsero altri lupi. Ero fermo e zitto da ore, le gambe ferite e deboli, il branco di lupi era davanti a me e mi osservava, l'unica fonte di sicurezza veniva da lei in cima alla pietra, il suo manto bianco quasi splendeva con la luce della luna ormai alta, doveva essere il Capobranco.

...sbadiglio, dormiamoci su....

mi ripresi lentamente, meta' del mio corpo era ancora dentro la quercia, quando aprii gli occhi il muso di un lupo era a pochi centimetri dal mio viso, ma non ringhiava verso di me anzi, leccava la mia ferita e con il resto del corpo accucciato mi scaldava, mi mossi di scatto senza riuscire ad alzarmi e lui si mosse con me, si porto' ritto sulle zampe aspettando la mia prossima mossa.
Mi toccai la ferita, era completamente rimarginata, la sentivo pero' ancora viva e pulsante nonostante sentissi con le dita la cicatrice, come un unguento era stato messo perche' quando guardai la mia mano notai delle tracce di una pasta gialla sui polpastrelli, non ci potevo credere...
Quel lupo mi aveva curato, non so come ne perche' ma lo aveva fatto, ora mi guardava ed aspettava come un mio cenno, mi misi a sedere appoggiandomi alla quercia, lui venne verso di me poggiando il muso sulle mie gambe, lo guardai e mi resi conto che era una femmina, una lupa di dimensioni ragguardevoli dal pelo completamente bianco e, nonostante ci trovassimo in una palude, immacolato in maniera quasi irreale.
Chissa' Edi che fine aveva fatto, se era riuscita a raggiungere la capanna, se era riuscita a curare la sua caviglia, dovevo raggiungerla, feci come per alzarmi ma crollai al suolo ero ancora esausto, la lotta con il bandito dentro la quercia mi aveva sfinito ero tutto lividi e tagli, mi appoggiai alla quercia, mi coprii con il mantello e mi addormentai mentre vidi la lupa allontanarsi...

..un leggero sorriso mi scappa, il cappuccio lo copre, se dovesse passare qualcuno mi prenderebbe per un malato di mente che ride da solo...

Rumore di foglie calpestate e qui nulla di strano in una foresta, se non che lo stesso tipo di rumore veniva da piu' direzioni, segno che piu' bestie si muovevano quasi in simultanea, in maniera coordinata...
mi allarmai e feci capire subito ad Edi quale era la mia paura.
Lupi, un branco di lupi, eravamo finiti nel loro territorio abituale di caccia e la nostra chiacchiera aveva attirato la loro attenzione, eravamo le loro prede.
Un ringhio dai cespugli davanti a noi, le nostre mani si intrecciarono, fu' una questione di Attimi e poi fummo di nuovo in fuga, la ferita di Edi nella corsa riprese a sanguinare e lei ricomincio' zoppicare vistosamente.
Affianco alla nostra corsa quella dei lupi, strana la differenza tra la corsa di un branco di lupi e la corsa delle loro prede, il branco e' organizzato sembra quasi aver previsto tutto, ce li sentiamo sempre sopra, nonostante i repentini cambi di direzione, ed in questi un buco in una quercia davanti a noi.
Mi ci infilai dentro trascinando con me Edi, un piccolo sospiro e mi lanciai verso nord, sempre all'interno del grande albero ormai morto, nella speranza che i lupi avessero perso le nostre tracce.
Mi fermai un istante e un improvviso fiotto del mio sangue mi macchio' il mantello.
Una furia velocissima mi feri', una lungo taglio solcava il mio volto a partire dalla base del volto sin dietro l'orecchio sinistro, persi molto sangue ma continuai a combattere, tenendo Edi dietro di me.
Sanguinavo io dal mio volto, sanguinava vistosamente lei dalla sua caviglia ferita, stavo avendo la peggio, cadevo di continuo, non vedevo piu' nulla e mi affidai ai miei riflessi riuscendo a spingere Edi verso sud ed a dirle:

“ vai, sparisci, ci rivediamo alla capanna “

la vidi titubante e la spinsi poi dentro un buco che portava fuori dalla quercia, solo dopo mi trascinai fuori.
Persi conoscenza.

Finalmente sono fuori.
La luce di Kyra non infastidisce i miei occhi sbiancati dalle tenebre, assaporo pero' con calma l'aria che, nonostante sia umida ed ancora un po' viziata, sembra ridare un po' di colore alla mia pelle.
Aria umida che mi fa' venire in mente quella della antica palude, e mi fa' venire in mente la prima volta che ci misi piede...

Passeggiavamo al limitare della vecchia palude di Haon Dor alla ricerca di legna per accendere un fuoco per la notte, ricordo che volevamo ripararci lontano dalla capanna ad est della foresta, ci rendevamo conto che il sentiero li vicino era troppo conosciuto e volevamo evitare spiacevoli incontri.
La grotta del grizzli faceva al caso nostro, pero' ci serviva legna da ardere, per non dividerci andammo insieme, si trattavano delle nostre ultime ore uniti alla foresta di Haon Dor.
Le nostre vite si stavano per dividere, la nostra convivenza stava per essere spezzata dal destino che ognuno di noi avrebbe poi seguito inconsapevole.

Accarezzo con delicatezza la corda del mio fidato arco, mentre poggiato con la schiena sul tronco di un albero dell'immensa foresta di Haon dor medito vendetta...

Una freccia...sì, solo una semplice freccia...ben piazzata ovviamente e chiunque mi sbarri la strada cadrà a terra con il cranio forato. Non c'e' dolore in tale morte...dovrebbero ringraziarmi per avergli risparmiato inutili sofferenze...
Ma in certi casi il dolore e' utile...specie se è finalizzato all'apprendimento...quante volte persino le giovani sacerdotesse hanno adoperato tale medicina a colpi di frustate sui loro sottoposti?
Suppongo nessuno lo sappia...
Da qui a breve dovrò somministrare questa infallibile medicina ad un mio consanguineo...

Così dicendo guardo la mia nuova gamba: il contrasto tra la pelle chiara di un elfo e quella di un drow mi disgusta e mi obbliga a distogliere lo sguardo...

Imparerà qual'è il prezzo per un simile affronto...

Therial, terra di noia, terra di stolti, terra di pietosi spettacoli di rissa in piazza, di esseri inutili..poche sono le cose di essa che possono attirare e interessare la mia persona, oramai. Pochi volti, poche voci, pochissime personalità e ancor meno situazioni.

Eppure, in questo tempo, mi è quasi mancata. Dico quasi perchè omettendolo esprimerei un concetto troppo forte e non omettendolo non direi il vero.

Dopotutto, se fosse diversamente, sarei rimasta in quel luogo, a coltivare le mie conoscenze di veggenza e preveggenza..un campo che, ammetto, finora avevo trascurato. Errore imperdonabile, per una persona quale sono.

Eppure, qualcosa mi ha attirata qui. Come se non tutto ancora fosse scoperto e chiaro, come se ci fosse ancora qualcosa da vedere e da sperimentare. Ma suppongo che questo sarà il mio ultimo ritorno, qui, perchè dopo non resteranno che le ombre di ciò che ora mi pare ancora vivo e guizzante. E' come una percezione che ho, una sensazione reale e palpabile.

Non so, in verità, il preciso motivo per cui ho fatto ritorno. Come immaginavo e come ho potuto constatare con i miei stessi occhi, la decadenza ha continuato e continua tuttora a fare il suo corso; forse che ho sentito la mancanza di queste fresche acque e dei bagni in esse? *sorride poi scuote la testa* No, non ho abbandonato i miei studi sui portali extradimensionali, che mi hanno permesso di approfondire enormemente la materia, per un lago d'acqua fresca, no...nè per il the di Esme, nè per lui, no.

Credo che a questa domanda, potrà rispondere soltanto il tempo..

Un mezz'elfo...
Dovrei odiarlo con tutte le mie forze, invece i miei sentimenti sono di opposta natura, ma per un periodo è stato davvero così... Lo odiavo per il suo sangue, per il fatto stesso che il mio cuore non conosceva che odio, e non tralasciamo che voleva rubarmi la mia prima cena sostanziosa conquistata con le mie forze!

Abbiamo convissuto per parecchio tempo, in fondo per me era meglio così, ucciderlo o mandarlo via sarebbe stato stupido, ero ferita e spaesata, mentre lui sembrava già aver capito come giravano le cose, e sembrava essere un buon cacciatore, con lui avevo sicuramente maggiori probabilità di mangiare e rimettermi in forze.

Vivendo insieme a lui ho imparato a sopravvivere in superficie e sono riuscita a dedicarmi come volevo alla magia, con tutta la concentrazione di cui avevo bisogno, perche' fortunatamente la diffidenza, reciproca, che aveva nei miei confronti faceva in modo che non ci parlassimo spesso, anzi, praticamente mai.

Col tempo, la nostra diffidenza divenne discrezione e quindi rispetto degli spazi, non ricordo quando è stato che mi accorsi di apprezzare la situazione a cui eravamo arrivati e di trovarlo addirittura simpatico...

mi sposo, sono contento....ma nel mio cuore c e molta paura.....Krisaore.....quest attesa della sua mossa mi rende inquieto....non sapere con chi se la prendera'....
Mi sento in colpa per tutto quello che potra accadere....ma lo affrentero come al solito...ma questa volta ci sara Bellizen accanto a me.....
keliash...se non ci fossero amici come lui dhora taira e lhormyr la vita sarebbe come una minestra senza sale.....
Bellizen la amo immensamente...ma spero che diventi meno impulsiva e cocciuta.....

Sorrido con aria assorta e appoggio il pennino intinto nell'inchiostro...
Oggi Nywulf mi ha fatto leggere una pagina del suo diario, racconta il nostro primo incontro... Lo ricordo come se fosse ieri... E ricordo anche cosa pensai, mentre guardavo soddisfatta quella figura un pò sparuta dai capelli neri e arruffati spalancare quegli occhi di ghiaccio quando gli sono ricomparsa davanti:

C'è chi dentro a una selva oscura ci si ritrova nel mezzo della vita, io mi ci sono trovata subito...
E c'è chi ci incontra una guida per i propri affanni, io ci ho trovato un altro sventurato.
Sono davvero fortunata, non c'è che dire.

Quella selva era Haon Dor.
E lo sventurato proprio Nywulf.
Io assaporavo con gioia i miei primi momenti di libertà e con frustrazione il duro impatto con la superficie e con la troppo lenta rimarginazione della mia ferita, per giorni non ho mangiato, per giorni ho potuto camminare solo di notte a causa di quella maledetta luce che confondeva i miei occhi.
Provai a cacciare quando cominciai ad abituarmi, non potevo continuare a digiunare, anche se il mio cervello era ancora annebbiato...

Più vicino...

Era la mia prima preda, una quaglia un po' magra ma comunque adatta a ciò che volevo farne... E l'avevo in mano, sorridevo ancora trionfante e compiaciuta di me stessa, quando qualcosa attirò la mia attenzione altrove e rapidissimamente una figura sfrecciò di fianco a me strattonando violentemente la quaglia dalle mie mani e portandomela via!

Maledizione!

Lo raggiunsi subito, e dopo averlo guardato bene cominciai a pensare a come punirlo...

Sono davvero fortunata, non c'è che dire.