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Mi rivolsi a Nuenis, la più umile delle ancelle a palazzo, ma anche la più forte... Pensavo sarebbe stata discreta, invece dopo avermi portato a forza di braccia fuori dalle caverne, in superficie, e dopo avermi lasciata nella foresta, confusa e disorientata, tornò indietro di corsa, ad avvertire gli altri della mia fuga...

Costretta a gattonare, a strisciare come un verme... Che umiliazione

Trovai un nascondiglio al buio, e finchè non fui di nuovo in grado di camminare non ne uscii...

Nascosto in un antro delle miniere, controllo il contenuto del mio sacco...

Vediamo sembra che il bottino sia proficuo, nani tutti uguali, troppo tronfi e pieni di se' per accorgersi che le loro tasche ed i loro depositi si svuotano....troppo facile.
Vediamo di uscire da questo postaccio prima che inizi ad ingrassare e e mi spunti una barba che raschi il suolo.

Mi guardo attorno perplesso...

Ma da dove ero entrato....

...Ultimi pensieri prima di entrare a Moria...

Gustavamo il coniglio e quando le dissi il mio nome fece una strana espressione schifata, era evidente che non le piaceva, e me lo disse facendomi ridere, sembrava molto disponibile per essere una drow mi racconto' la sua storia e quella della sua ferita. Mi disse che voleva diventare una grande strega, che era il suo sogno sin da piccola, io ascoltavo quello che diceva in silenzio, sentii molta ambizione in lei ma non cattiveria.
Io, per contro, avevo poco da raccontare se non le motivazioni che mi spinsero a vivere da solo ad Haon Dor, la differenza tra me e lei in quelle cirostanze stava nel fatto che lei era braccata, la cercavano. A me non mi cercava nessuno; ero fuggito e i miei aguzzini non avevano sprecato il loro tempo ne ero certo.

Bene, basta divagare ora cari nanetti....si ruba....

Mi riparo dal temporale in un piccola grotta vicino Moria, accendendo un piccolo fuoco i miei pensieri ripartono mentre mi stringo dentro il mio mantello

Fortunatamente la convinsi a non trasformarmi in un rospo o qualcosa di simile, a dir la verita' non sapendo nulla di magia non sapevo cosa in realta' potesse fare, ma solo il fatto di avermi trovato cosi, spuntandomi di fronte, mi convinse a cercar di trattare con lei.
Mezzoelfo...per una quaglia vendetti quel poco di dignita', lei mi guardava mezzo sorridente mentre cercavo di convincerla, e non so se per compassione o per necessita' riuscii ad ottenere meta' del volatile.
Dopo quell'episodio ognuno ando' per la sua sua strada ma dal giorno non ci perdemmo di vista. Io sapevo sempre dove stava e lei lo stesso con me.
Ci incrociavamo sempre piu' spesso nella foresta piu' per una necessita' di compagnia che per altri motivi ma rimanendo sempre molto diffidenti.
Di fondo, ricordo, fui contento da subito della sua presenza nella foresta, mi fece bene questo pensiero e credo che anche lei provasse lo stesso nei miei confronti.
Con il passare dei giorni infatti mi resi conto che si passava sempre piu' tempo assieme fino a dormire nelle stesse grotte facendo turni di guardia per poter dormire, si iniziava dividersi i ruoli nella sopravvivenza ma si parlava poco, io non sapevo nulla di lei.
Ormai condividevo i miei spazi nella foresta con una drow sconosciuta che aveva una ferita ad una caviglia, la cosa mi meravigliava...una drow...un mezzoelfo....
Dopo un po' di tempo, una notte, mentre cercavamo di prendere un coniglio per mangiare, prima di dividerci per accerchiarlo e di stringerlo nella nostra rete, mi guardo e disse sorridente.
"Ediliwyn...".
Si allontano'.

La stanchezza mi coglie, entrero' domani nelle miniere...

Mah.
Che cosa disgustosa.
Vederli azzuffarsi come bestie prive di ragione, mi ha decisamente lasciata delusa.
Azzuffarsi per niente, poi...
Meglio che non commenti oltre.

Testarda e incosciente...
Ricordo con che presunzione ho lacerato i tendini della gamba sinistra, e scuoto la testa.

Il corpo d'altronde n0n mi serviva per studiare la magia, solo la mente era importante... Ma non avrei mai immaginato che non sarei più guarita completamente. Di sicuro saperlo non mi avrebbe fermato, ma forse un briciolo di attenzione in più l'avrei prestata...

Il male era insopportabile, e la fasciatura stretta non mi portava nessun sollievo, avrei avuto bisogno d'aiuto per fuggire...
Dannazione!

In verità la magia e la mia condizione di rinnegata sono strettamente legati tra loro... Sono fuggita che avevo 14 anni, ne stavo per compiere 15... Una ragazzina. Allo scadere del mio quindicesimo compleanno avrei cominciato gli allenamenti a tempo pieno, e non avrei più avuto alcun tempo per la magia, passione che avevo coltivato fin da infante... Mia madre l'aveva ribadito anche quando sono andata a parlarle la notte prima di fuggire, o, come dicono loro, di essere cacciata.

- Voglio studiare da strega, voglio diventare Shalafi, la guerra non mi importa... Perlomeno, voglio combatterla con altre armi
- No, è assolutamente impossibile. Lo sapevi che gli allenamenti non ti avrebbero permesso il proseguimento dello studio della magia, eppure hai voluto continuare... Ora è giunta l'ora di smetterla con questi giochetti infantili, e che non se ne parli più.

Tentar non nuoce, dicono, io la mia decisione l'avevo già presa, con o senza il benestare della capofamiglia.

Così stanno le cose? Allora dovrete rifiutarmi...
Che ragazzina testarda.

Caro diario
Ti ho comperato brutto e semplice nella speranza che un giorno,se saro'forte come tante persone,possa tornare a legere le tue pagine,e ricordare da dove ho iniziato,e scrivero rapido e in modo confuso,poiche'stanotte il mio tempo e'davvero breve,e informarti dell'accaduto e'la priorita'...

Naqui unico figlio di Zaorish Alaspada,duca della citta'delle nuvole,e di Aralen Alatriste,che non arrivai mai a conoscere,giacche'mori'troppo velocemente,lasciando mio padre e i servi della reggia a darmi tutte le attenzioni.Ammiravo mio padre.Mi dava pena quando si quideva nella sua stanza,dipingendo il volto di mia madre...ogni volta era piu'vago e distante...immaginavo solamente quanto stava soffrendoCon il mio status sociale,ebbi la possibilita'di crescere sotto cultura ed educazione invidiabili.Sin da piccolo avevo sempre avuto invidia per mio cugino,guardia armata sin da giovanissimo.Ero abituato a che dormisse nel palazzo,giocare con spade di legno improvvisate,e copiare i suoi vizi,come tagliarsi i capelli con la spada.Apparte di lui,un altra persona importante nella mia infanzia e'stato Zert,cuio padre era amico di mio zio.Sempre mi insegnava cose nuove dai libri del padre,stregone famoso a quei tempi.

...mnnh mi sto allargando troppo...fatto sta che mio padre si ammalo',e io,per non vederlo soffrire,marcia di casa all'eta'di 15 anni,conoscendo l'arte della spada alla perfezione,fianco a mio cugino,in inutili scampagnate contra avvessari della terra ferma.Tornavo a casa saltuariamente,solo per mangiare e riposare,guardando gli inservienti e mio padre con disprezzo e arroganza.Davvero idiota da parte mia,giacche'da qui in poi,non fece altro che mancarmi per tutta la vita.

In una delle scorribande di mio cugino e i suoi amici,una pattuglia d'orchi ci prese di sorpresa.Due degli amici di mio cugino morironno li,l'ultimo di loro scappo rapido,e io e mio cugino,sfiniti dal combattere,fuggimmo,nella speranza di trovare aiuto...perdendo tanto sangue gli orchi ci avrebbero trovato,meno in una citt'a.Ci lanciammo correndo dentro qella piu'vicina,e sfiniti ci gettammo per terra,propio davanti a un gigantesco tempio,dove svenni.Giorni dopo aver ripreso conoscenza,scorpi che mio cugino aveva perso un occhio,e che tornava su,nella citta tra le nuvole.Io,che non potevo muovermi,rimasi li,augurandogli fortuna,e chiedendogli di non riapparire mai piu'.Stetti Giorni tirato su un letto senza poter muovere un muscolo,mentre i monaci del tempio curavano di me con cibo e acqua...me ne ricordo uno in particolare...l'uomo del tempio.Veniva tutte le notti a raccontarmi qualche storia dai moltissimi libri he aveva.Da lui imparai a parlare Therialese,le Divinita'di queste terre affascinanti,le Razze che vi vivevano e le armi che vi si creavano.Ed ogni notte,mentre l'ascoltavo,guardavo la Luna...era immansa.Rimanevo Ipnotizato il piu'delle volte osservandola...

Passati mesi nel Tempio,mi senti in colpa.Raccolsi le mie forze e anche se non completamente guarito mi incamminai nell'arena nel tempio per allenarmi.Magari vedendomi combattere mi sarei sentito meglio,e avrei potuto ricambiare il favore agli uomini del tempio.Ai 16 anni conobbi un gigante,Corky,che per me era come il fratello che mai ebbi.Era fortissimo,ma dannatamente innocente.Insieme a lui ci lanciammo in moltissime battaglie,sviluppandi la esperienza in battaglia di ambedue.Apparte di lui,conobbi un paladino,Sir Ermete.Una persona afascinante,culta e di buon cuore.Poi Dhora,una Arial fantastica,dedita alla magia.e poi Anorith...credo mi innamorai di lei...era bellissima...

Comunque,mio diario...tempo dopo lasciai la terra ferma,senza avviso...le guardie di mio padre mi vennero a prendere.Mio padre stava morendo.Lascia senza nemmeno salutare...un altro gesto di cui non faro altro che pentirmi per il resto della mia folle esistenza.Mio padre,quando mi vide,sorrise sarcasticamente.Provai ribrezzo ad inchinarmi di fronte a lui...nei miei rikordi era un duca forte,con il viso colorato e le ali gigantesche...e adesso prostrato su un letto,con lo sguardo spento,le ali spiumate e dalla voce ronca mi dava pena

"Padre..."
"No...taci,non rovinare questo momento,hai fatto abbastanza...ma vedere il tuo volto solo mi rallegra..."

...solo in quel momento capii quanto era importante per questo bambino capriccioso la figura del padre...

3 anni dopo la morte di mio padre trascorrevo i giorni passeggiando nella reggia,coltivando le sue manie,e disegnando quadri con il suo volto,ogni volta piu'vaghi e distanti.Stanco di questa vita,vendetti la reggia,salutai i servi,e mi incamminai per tornare sulle terre ferme,dove avevo trovato amici e avventure come le desideravo...anche se al mio arrivo,non trovatti a nessuno..venni a sapere che Ermete ormai era una stella nel cielo,finalmente aveva trovato la pace;che Corky si era ammalato e viveva nelle terre del nord,dove le temperature per un gigante di ghiaccio sono le piu'ideali.Non vidi piu' ne Anorith ne altri...ero praticamente solo.Ogni tanto vedo Dhora,grandissima e bellissima,senza ali.Ho paura a parlargli...potrebbe dire che non si ricorda di me...vago per le terre allenanndomi il piu'possibile,nella stupida speranza di rivederli,un giorno,anche solo per chiedere scusa...in quel momento avrei il mio momento di pace che tanto cerco,dopo tanta sofferenza...

*Rilegge il contenuto...evidentemente non soddisfatto...mette il broncio,per poi rassegnarsi,chiudere il diario marrone dalle tantissime pagine e rimetterlo nella borsa,incamminadosi nel tempio,per parlare ancora una volta con l'uomo del tempio di Religione...*

E adesso? Tutto crolla, come al solito... Dare per scontate certe cose è sempre deleterio, ecco un'altro insegnamento di cui non imparerò mai a tenere conto...
E' nella mia natura.
Beh, in realtà io conosco la mia natura ma non so chi sono... Gia'... Ma io ce l'ho un'identità?

Sono un'elfa oscura... Ma sono la vergogna della razza intera... Ormai questa frase mi è stata ripetuta fino alla nausea... Ne fuggo da anni ed anni ormai, il mio legame con le mie radici è praticamente inesistente!

Sono una strega... Ma non sono capace di spezzare un dannato, stupidissimo incantesimo. Posso esser davvero chiamata tale se niente di quello che ho studiato vale? Se una vita intera consacrata alla magia non mi permette di risolvere i miei problemi, o quelli di chi mi sta accanto?

Bacche ancora bacche rosse, verdi, blu le buttavo giu' tutte e ricordo che quando ero fortunato rimanevo semplicemente affamato. Iniziavo ormai a conoscere qualche angolo della foresta e li usavo come punti di riferimento una vecchia capanna e' cio' che tenevo come riferimento per la direzione est, sapere che era li mi dava un po' di conforto, mentre ad ovest la palude...
Ricordo che quel giorno girovagavo attorno alla capanna dove c'era un po' piu' di luce, scorsi la sua esile figura scura dai capelli bianchissimi raccolti in una treccia ordinata, era di spalle acquattata come se stesse per balzare all'attacco di quacosa o qualcuno.
Silenzioso e discreto mi fermai nascosto ad osservarla, quasi non notai il suo balzo in avanti che gia' era girata sorridente verso la mia direzione, ma non mi vide. Il suo sorriso era rivolto verso una quaglia, la sua vittima, probabilmente la sua cena.

Mi fermo ora lungo il sentiero, sorrido cerco un posto tranquillo per sedermi, voglio abbandonarmi a questo ricordo..

La fame era tanta, ed una quaglia nelle mani di una giovane drow era una preda piu' che invitante, sarebbe diventata la MIA cena.
Mi muovo rapido attorno a lei e passando alle sue spalle mi avvicino, con un tocco lieve le sfioro la spalla sinistra e mentre lei si gira da quel lato, passo rapido alla sua destra le strappo il volatile ancora stordito dalle mani, e via fuggo in mezzo ai cespugli.

Sorrido ancora piu' di gusto...

Lei urlava mentre io ridevo nella corsa soddisfatto per la mia destrezza di ladro.
Smisi di ridere e frenai di botto la mia corsa....lei in un lampo di luce comparve davanti a me!! piego' la testa guardandomi e mi sorrise maligna.

Sorrido ancora, scuoto la testa, mi alzo e mi allontano, cerco un riparo dalla tempesta imminente.