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Perchè, Moldemir, non mi avvolgi nelle tue spire
E non mi rechi il dono del riposo?
Dono ora più che mai ambito,
Dolce antidoto all'agonia,
Lenitore dell'ira bruciante,
Perchè mi rifuggi?
Non sento i tuoi passi,
Non percepisco il tuo tocco,
Soltanto il buio e io, insonne, in questa notte
Rimaniamo a guardia.
E il silenzio fa scorrer pensieri,
Fa concepire riflessioni,
Conduce alla soluzione degli enigmi più oscuri.
Se solo essa fosse giunta al tempo più opportuno..

Riapro gli occhi a fatica. La luna e' ancora alta nel cielo.
E' un attimo...Sono ancora viva. Faccio quasi fatica a crederlo.
Porto la mano al petto. La ferita e' stata rimarginata.
Mi guardo attono, nessuno.
Non capisco.
Mi metto a sedere, il freddo della notte sferza la mia pelle, rabbrividisco.
Sono viva.
Osservo il mare, placido davanti ai miei occhi e un senso di quiete mi invade.
Il mio cuore batte libero finalmente.
Ora tutto e' piu' chiaro.
Non mi sono liberata di lui e mai potro' farlo.
Mi ha scelta perche' incline al sangue. Mi ha scelta per quello che sono.
Sono brava a uccidere e mi piace farlo.
Cio' che mi impediva di fare era provare anche altri sentimenti.
L'empio angelo non cancellera' mai il sangue che sporca le sue mani.

Cosa faro' ora?
Ho un compito da portare a termine. Ad altro non penso.
Tornero' ad avvolgere il mio corpo in quella nera armatura ora fredda e silenziosa.
Il mio viso restera' celato, non ha piu' senso mostrarlo.
So cosa mi attende.
Morte e sangue, solitudine e tristezza. Le mie vittime mi tormentano con le loro voci spettrali. Loro l'unica compagnia al mio cuore. Non merito di amare nessuno ma merito questa sofferenza.
Libera e sola. Aspettavo e speravo che almeno lui...
No. Basta sperare. Non posso cancellare o dimenticare, ma posso solo andare avanti.
La ferita al mio petto si e' rimarginata ma non quella al mio cuore.
E sanguinante aspettero' che qualcun altro trafigga in battaglia questo mio cuore.
Sono nata per le battaglie e per esse moriro'.

Un angelo nero si abbraccia avvolgendosi nelle ali. Rinchiude il suo dolore, incatena il suo cuore. Non trovera' mai pace, non potra' mai redimere i suoi peccati. Piange lacrime di sangue sui fiori sboccianti del male...

...non e' cambiato nulla.

Nulla.

La morte e' sempre dolce, la vita che si spegne tra le mie dita e' un nettare cui non mi e' dato resistere.

Io sono quello che sono sempre stato, e lo rimarro' in eterno: non c'e' salvezza, non c'e' redenzione, non c'e' perdono.

E so gia' che tornero' ad uccidere, e so gia' che non mi potro' fermare: non DESIDERO fermarmi, non desidero privarmi dell'estasi del sangue, non RIESCO a farlo.

La mano scorre lentamente alla custodia degli stiletti legata alla gamba.

Il battito del mio cuore accelera, le orecchie mi ronzano, i pensieri si fanno affrettati e frenetici, un sottile velo di sudore caldo ricopre la mia pelle.

L'estasi.

Il sangue scorre, la furia cresce, la morte si risveglia, la guerra chiama...

...e cosi' sara' per sempre.

Che razza di situazione.
Imprigionata tra Lamwothor e la torre della Magia, faccio uso del mio tempo per ricercare prove atte a dimostrare la mia innocenza, senza sapere se ciò avrà una qualche utilità.
No, non dubito della mia abilità diplomatica, ma temo la loro ostinata convinzione a credere ciecamente alle parole di un collega, seppur conoscendo i suoi fallimenti e la sua ignoranza in termini di arti magiche.
E' frustrante, essere condannati all'esilio per qualcosa di non commesso, soltanto per le parole di un luminoso.
Giuro sulla mia fede in Tricksty che se la sua bugia resterà accettata si pentirà di essere nato.Si', sono diplomatica ma anche la mia pazienza ha un limite.E questo non è troppo lontano.

-pagina 4-

Decisi di iniziare il mio viaggio la mattina dopo
Incaricai i maestosi Golem di Adamantine creati da mio padre di proteggere la casa
Ottimi guardiani,longevi,aggressivi con gli sconosciuti,docili con chi li ha visti creare e fedeli…...
Fedeli fino alla fine della loro sintetica vita.
Riempii la mia sacca di frutta,di manoscritti da studiare,di alcune strane pietre di cui ancora non conoscevo il potere insito e poi ancora di rabbia,odio,sofferenza,confusione,tutte cose che avrebbero potuto darmi la forza di andare avanti o distruggermi con il loro quasi insostenibile peso.
Mi incamminai verso la piazza centrale di Lamwotor,da li sarebbe iniziato il mio viaggio.
Non mi ero mai allontanato da casa se non per scendere al fiume a pescare.
Mi diressi ad est Camminai per due giorni e due notti senza sapere dove mi trovassi o dove fossi diretto.
Vagando senza meta e riflettendo sul da fare il mio pensare fu interrotto da un fruscio proveniente da dietro un cespuglio.
Una donna deforme ne sbucò fuori,il suo corpo sembrava continuamente attraversato da spasmi,
continuava a fissarmi con la bocca aperta ringhiando come un cane rabbioso e sbavandosi addosso da fare schifo.
All’improvviso con una forza sovrumana che sembrava donatagli dagli dei mi si lanciò addosso urtandomi contro il petto lasciandomi a terra e senza fiato per alcuni secondi.
Istintivamente urlai il nome di mio padre ma risposero solo le foglie mosse dal vento.
Il suo volto mi ricomparve sopra, era pronta a sbranarmi mi fissava con gli occhi di chi deve uccidere il proprio cavallo perché zoppo e inutile da vivo.
Sembrava dovesse uccidermi per sua natura e non per volontà.
Chinò il suo capo su di me,si diresse con la bocca al mio collo.
Chiusi gli occhi e le mie speranza a quel destino nefasto ma d’un tratto un calore infernale per poco non mi ustionò.
Mi alzai in fretta e la vidi bruciare urlando e dimenandosi fin quando no si accasciò a terra lasciandomi vedere la fonte di quelle fiamme.
Un Drow con le mani ancora infuocate sghignazzava sollazzato dalla mia fragile figura.
Rimasi a fissarlo immobile fin quando non disse ÒLe donne normali sono già difficili da domare se poi vuoi conquistare una Lamia allora non avrai vita lunga”
“Grazie signore” risposi
“Chiamami pure Melf piccolo spauracchio”
Si era accampato li vicino per la notte e mi aveva sentito urlare.
Mi chiese perché conoscessi Moffiu, gli dissi che era mio padre e che era morto pochi giorni prima.
Il suo sguardo si intristì.
ÒLo conoscevo” mi disse “abbiamo affrontato qualche avventura insieme……mi dispiace”
Passai la notte ad ascoltarlo raccontare dei suoi viaggi con mio padre e mi spiegò anche che Moffiu non gli disse mai cosa stesse cercando.
ÒVuoi veramente seguire le orme di tuo padre?” mi chiese
La mia risposta fu fulminea Òsi,con tutto me stesso”
Sparì nel nulla e dopo qualche secondo mi ritrovai con lui in altro luogo a me ovviamente sconosciuto.
Mi spiegò ÒQuesto è il campo di addestramento,non ti insegneranno a lottare ma almeno a sopravvivere e a difenderti dalle più piccole e fastidiose creature che ricoprono queste terre”
Mi diede una pacca sulle spalle e sparì.
Bussai all’enorme cancello di legno e all’apertura fui accolto da un monaco canuto dall’aria docile che mi accolse con un “benvenuto”

Io non esisto piu', non e' cosi'?
Io non so piu' quello che per te ero una volta, sbaglio?

Sempre meno tempo, sempre piu' incarichi...sempre piu' lontano.

Sono venuta a cercarti per stare con te, ma e' evidente che comincio a diventarti un peso. Tuttavia non ho intenzione di andarmene: un'altra persona starebbe male se non ti curassi, e tu sai chi e'.

...Sempre piu' ghiaccio...Sempre piu' neve...Sempre piu' gelo...

Torna pure alle tue carte, ai tuoi affari. Ma non mi domandare, poi, cosa c'e' che non va: Morte, Ricordo.

Ricordo, si. Ora hai solo il suo, di ricordo. Il mio, sembra tu lo abbia perduto.

Non posso piu' guardare il tuo cuore come un tempo facevo..o mi era permesso..
Perche' ora non piu'? La lontanza ha causato in me la perdita d'introspezione o forse tu..ti stai allontanando?

Il tuo cuore si raggela, dopo tanta sofferenza...?

Non soffrire piu'...ci sono io adesso...

*la ragazza piange calde lacrime, abbassando il capo, vergognandosi*

Rabbia...Solo questa ora mi domina.
Non per te, non per causa tua...Ma perche' vorrei che tutto cio' che ti ha causato dolore possa essere eliminato.
Non per me, vivo. Non per me, ho vissuto. E non per me vivro'.
Sempre in funzione di qualcos'altro...Poiche' io non ho anima. Poiche' io non ho cuore. Poiche' i miei occhi non vedono luce, ma ombra, sangue e ghiaccio. Rabbia.

Gli occhi di smeraldo sono limpidi e puri e illuminano quegli occhi di tenebra.
Ma lei sa che e' solo illusione.
Il suo cuore batte ma solo per amore. Lei sa che e' soltanto un fantasma del suo presente, ma nel suo futuro sara' solo un fulgido ricordo.
Danza per se stessa, ma danza anche per lui.
E non sente speranza, ma continua ad attendere di sentire la sua voce, di sentire le sue braccia avvolgerla.
Illusione, felicita' di pochi attimi.
Un suo piccolo sorriso la sua gioia, un suo sguardo una vita intera.
Ma una solitaria lacrima scivola via e lei indossa una maschera sorridente.
E' solo il ricordo della sua innocenza. E' solo senso di protezione.
Non e' altro...
Smettera' di cercare di sfiorare il suo cuore...Non e' per lei.
Smettera' di cercare il suo sguardo per aver paura di trovarlo vuoto.
E quando andra' via portera' con se' quei ricordi prima di essere inghiottita dal gelo.
E sorridera' per davvero per la prima volta...e per l'ultima...

Amore.
Questa parola, tanto decantata, non dovrebbe contenere in sè anche il concetto di fiducia?
Allora perchè chi dice di amarmi, o di avermi amata, sembra additare come bugie non solo mie dichiarazioni che potrebbero prestarsi a tal nome, ma anche ogni parola uscita dalle mie labbra?
Sembrerà a me, ma qualcosa non quadra nella logica del discorso...
O l'amore tanto decantato non era che qualcosa di meno, o gli fa comodo pensarmi in questo modo, poiche' allevia la sofferenza dell'abbandono..
Comunque sia, è consigliabile che mi guardi le spalle, e non soltanto io.
In fondo, io non ho tradito proprio nessuno...semplicemente, già consideravo la relazione terminata.

La calda brezza della sera ha riscaldato i nostri corpi,
gli ultimi raggi di Kyra illuminato i nostri volti,
avvolti in un caldo abbraccio siamo rimasti così: in silenzio ad ammirare la bellezza del mondo.

Dolce, affettuoso e sicuro di se,
comparso così dal nulla e così nel nulla scomparso,
come profumo portato dai venti di Lesyel,
ha riacceso in me la speranza.

Mai ringrazierò abbastanza la mia dea AryHann
per avermi concesso ancora una volta
l'occasione di conoscere una persona eccezionale.

... chissà se mai i nostri cammini si rincroceranno...
... ma fino ad allora porterò con me il ricordo di quella notte fatata....