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Decisi di iniziare il mio viaggio la mattina dopo
Incaricai i maestosi Golem di Adamantine creati da mio padre di proteggere la casa
Ottimi guardiani,longevi,aggressivi con gli sconosciuti,docili con chi li ha visti creare e fedeli…...
Fedeli fino alla fine della loro sintetica vita.
Riempii la mia sacca di frutta,di manoscritti da studiare,di alcune strane pietre di cui ancora non conoscevo il potere insito e poi ancora di rabbia,odio,sofferenza,confusione,tutte cose che avrebbero potuto darmi la forza di andare avanti o distruggermi con il loro quasi insostenibile peso.
Mi incamminai verso la piazza centrale di Lamwotor,da li sarebbe iniziato il mio viaggio.
Non mi ero mai allontanato da casa se non per scendere al fiume a pescare.
Mi diressi ad est Camminai per due giorni e due notti senza sapere dove mi trovassi o dove fossi diretto.
Vagando senza meta e riflettendo sul da fare il mio pensare fu interrotto da un fruscio proveniente da dietro un cespuglio.
Una donna deforme ne sbucò fuori,il suo corpo sembrava continuamente attraversato da spasmi,
continuava a fissarmi con la bocca aperta ringhiando come un cane rabbioso e sbavandosi addosso da fare schifo.
All’improvviso con una forza sovrumana che sembrava donatagli dagli dei mi si lanciò addosso urtandomi contro il petto lasciandomi a terra e senza fiato per alcuni secondi.
Istintivamente urlai il nome di mio padre ma risposero solo le foglie mosse dal vento.
Il suo volto mi ricomparve sopra, era pronta a sbranarmi mi fissava con gli occhi di chi deve uccidere il proprio cavallo perché zoppo e inutile da vivo.
Sembrava dovesse uccidermi per sua natura e non per volontà.
Chinò il suo capo su di me,si diresse con la bocca al mio collo.
Chiusi gli occhi e le mie speranza a quel destino nefasto ma d’un tratto un calore infernale per poco non mi ustionò.
Mi alzai in fretta e la vidi bruciare urlando e dimenandosi fin quando no si accasciò a terra lasciandomi vedere la fonte di quelle fiamme.
Un Drow con le mani ancora infuocate sghignazzava sollazzato dalla mia fragile figura.
Rimasi a fissarlo immobile fin quando non disse ÒLe donne normali sono già difficili da domare se poi vuoi conquistare una Lamia allora non avrai vita lunga”
“Grazie signore” risposi
“Chiamami pure Melf piccolo spauracchio”
Si era accampato li vicino per la notte e mi aveva sentito urlare.
Mi chiese perché conoscessi Moffiu, gli dissi che era mio padre e che era morto pochi giorni prima.
Il suo sguardo si intristì.
ÒLo conoscevo” mi disse “abbiamo affrontato qualche avventura insieme……mi dispiace”
Passai la notte ad ascoltarlo raccontare dei suoi viaggi con mio padre e mi spiegò anche che Moffiu non gli disse mai cosa stesse cercando.
ÒVuoi veramente seguire le orme di tuo padre?” mi chiese
La mia risposta fu fulminea Òsi,con tutto me stesso”
Sparì nel nulla e dopo qualche secondo mi ritrovai con lui in altro luogo a me ovviamente sconosciuto.
Mi spiegò ÒQuesto è il campo di addestramento,non ti insegneranno a lottare ma almeno a sopravvivere e a difenderti dalle più piccole e fastidiose creature che ricoprono queste terre”
Mi diede una pacca sulle spalle e sparì.
Bussai all’enorme cancello di legno e all’apertura fui accolto da un monaco canuto dall’aria docile che mi accolse con un “benvenuto”