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Ora so che le leggende avevano ragione.
La mia Maestra mi ha riconosciuto ed io ho riconosciuto lei.
Non riesco nemmeno a scrivere poche righe nel diario.
Sento la sua forza scorrere in me, i suoi insegnamenti divenire parte della mia stessa essenza.
Lei teme per me ora, dovrò stare attento... è ancora malata e lungi è il tempo della sua guarigione.

Come sia successo non lo so ancora.
Mi ha parlato e la sua voce veniva da lontano.
La fiera che era donna mi ha mostrato il suo volto.
Cosa direbbe il mio amico Clayn di tutto ciò?
Cosa direbbe l'elfo che l'accompagna sempre... forse lui sa... forse lui può spiegarmi...
Ne ho viste tante... e tante ne ho fatte... prima di cambiare... eppure lei mi confonde. Fiera o donna, sogno o illusione?

L’uomo con il manto marrone continuava a correre come un forsennato apparentemente senza motivo portando in grembo quel panno che copriva chissà cosa. Continuava a guardarsi indietro e tutto ad un tratto la vide, l’oscura figura si muoveva agilmente tra i tetti delle case restando sempre nell’ombra.

 

L’uomo per un tratto corse senza pensare a dove andava ma solo guardando la figura quando andò a sbattere contro un carretto lasciato in mezzo alla strada facendo rotolare di qualche metro in avanti l’oggetto che teneva con tanta cura in un panno. Spaventato e spaesato tentò di rialzarsi ma a causa della fretta e dell’agitazione ricadde e quando si rialzò sul tetto innanzi a lui c’era l’ombra.

 

Sola nella notte, illuminata dalla luna lei stava là nera nel nero, sul suo volto completamente coperto solo una cosa si riusciva a distinguere, lo sguardo, glaciale e privo di sensazioni al momento, tutte meno la soddisfazione.

 

L’ombra saltò giù dal tetto senza farsi nulla atterrando perfettamente sulle gambe e con piccoli passi si avvicino all’uomo.

Un vecchio e logoro libretto con una copertina nera strappata stracciata è aperto su un tavolo alla locanda di Lamwthor. E’ scritto in drowish con uno stile molto particolare ma soprattutto scritto in fretta e furia.

 

Esilio, mi hanno condannato, e in fondo io cosa ho mai fatto, solo quello che lui mi diceva di fare nulla più…lui è sempre dentro di me ma io lo tengo sotto controllo, sono più forte di lui..

 

Alcune pagine sono strappate o illeggibili. Guardando più avanti c’e’ qualche altra scritta.

 

…e intanto lui cresceva e io non me ne rendevo conto…cresceva sempre più dentro di me portandomi sempre più alla pazzia che ora mi controlla senza quasi lasciarmi più questi spiragli di ragione e di luce nell’oscurità…

 

Macchie di sangue coprono alcune scritte…

 

Ahaha..la mia mano ahahahah perduta per sempre e non ne soffro perché lui non mi fa soffrire ma vuole uscire, si non sopporta più di essere rintanato qui dentro in questo schifoso corpo che pian piano va logorandosi e marcendo…lui sta per uscire…ma lui vivrà e io morirò…ma non mi importa un bel nulla.

 

Le poche pagine di questo libro finiscono qui senza un inizio né una fine solo una firma…

 

…Rakarth…

Semplicemente meravigliosa...
Furiosa, implacabile, elegante e possente...Stupendo esemplare, il piu' perfetto oserebbe quasi dire...
Fissava il morbido manto bianco e perfettamente pulito dalle striature nere, e quegli strani occhi dai bagliori elettrici, cosi' penetranti erano inquietanti e minacciosi...
Si...era perfetta...A questo pensava mentre fissava l'elfo scuro che tremava davanti la tigre bianca e tentava insieme ad altri suoi schiavi  di farla entrare in un'enorme gabbia.
Era riuscita a salvare un cucciolo di tigre prima della scomparsa di Dukle Stadt, l'ultimo, il piu' forte, e ora cresciuto sotto le cure e le mani esperte di quel drow, famoso per la sua abilita' con gli animali anche i piu' feroci.
Notava pero' solo ora che gli mancava un braccio, e stranamente quando era andata da lui era in perfette condinzioni.

'Cosa ti e' successo Shilab...l'ultima volta che ci siamo visti se non ricordo male, avevi entrambe le braccia...'
Sorrise ironica e divertita fissando il drow negli occhi.

'E' stata questa dannata bestia! Sembra avere il demonio in corpo! Mentre le davo da mangiare...Ha spalancato la bocca e con uno scatto improvviso mi ha azzannato con ferocia. Le e' bastato poco e quelle dannate zanne mi hanno strappato via il braccio! Se non fosse stato per i miei schiavi non avrei perso solo questo...'
Shilab piego' le labbra in una piccola smorfia furiosa e al tempo stesso rammaricata, mentre con occhi attenti osservava la tigre che instancabile teneva tutti a distanza.

Aneyrin ascolto' divertita, le piaceva gia' prima, ma ora che aveva sentito la storia guardava la tigre con ammirazione, seguendone i movimenti agili e sicuri, le poderose zampe dagli affilati artigli che cercavano di carne in cui affondare.
Si avvicino' di qualche passo alla tigre facendosi strada tra gli schiavi spaventati e la fisso' negli occhi.
Un brivido le attraverso' la schiena, sembrava indomabile, pronta a distruggere tutto cio' che incontrava sul suo cammino.
Ignoro' l'avvertimento di Shilab che le intimava di stare lontana, sollevo' i palmi verso l'alto e inizio a cantilenare un preghiera avvicinandosi sempre di piu' al felino.
La tigre sembro' calmarsi improvvisamente, un sonno innaturale calo' su  di lei, un senso di pace e di calma la pervase, mentre la sacerdotessa  ora a un passo da lei si chinava e le sfiorava l'enorme testa in una carezza.
Si rialzo' e ordino' agli schiavi di sistemarla nella gabbia e si assicuro' che fosse trattata con estrema cura.
Shilab le si avvicino' a passi veloci guardando prima la tigre con aria stupita e poi lei con sguardo carico di ammirazione.

'Mia signora...Vi prego di stare attenta con questa bestia, non e' affidabile e nonostante il mio impegno non sono riuscito a domarla...Sembra essere stata risputata dallo stesso inferno...Cosa ve ne farete?'

Aneyrin sorrise divertita accarezzando l'impugnatura della frusta che pendeva al suo fianco.

'La tigre e' speciale, ed e' un regalo per qualcuno di veramente speciale...Si ameranno al primo sguardo di questo ne sono certa, e' perfetta per lui...Sara' la tigre dell'imperatore...Sara' lui a domarla e nessun altro...'

Fisso' il drow che in silenzio la guardava senza rispondere, poi gli passo' un sacchetto pieno di monete d'oro.
Senza dire altro si avvicino' alla gabbia e accarezzo' il muso della tigre, che a occhi socchiusi la guardava.
Leggeva nel suo sguardo che stava tentando di lottare contro il sonno che la pervadeva, era furiosa, gli occhi iniettati di sangue.
Sorrise divertita pensando a quando l'avrebbe liberata davanti a Krisaore, perfettamente sveglia e attiva e di certo ancora piu' furiosa.
Fece un cenno con la mano e si allontano' verso la casa di Krisaore, seguita dagli schiavi che reggevano la pesante gabbia.

Seduto all'ombra di un albero apro la mia croce e ne tiro fuori una sfera...

al suo interno pulsa ancora il cuore di Elhune, ma mantenere attiva questa sfera sta prosciugando le mie energie... non so ancora per quanto tempo riusciro' a mantenerla integra, ma so che sara' il mio impegno piu' grande, fino alla fine dei miei giorni...

e pensare che solo pochi anni fa, tutto questo per me sarebbe stato nulla, il mio potere allora era al culmine... mentre adesso cosa mi rimane? a mala pena riesco ad adoperarmi nelle magie piu' semplici, e anche per le banalita' devo chiedere l'appoggio del mio Dio, altrimenti sono destinato al fallimento...

quanto ancora riusciro' a resistere? Sospirando, ripongo il globo all'interno della croce e mi alzo, pronto per una nuova giornata, pronto per una nuova battaglia...

e proprio ora che mi servite, Mantis, Koryu dove siete? perche' non riesco a raggiungervi? vi sto cercando da cosi' tanto tempo... e sono sempre piu' stanco...

*mentre cammino, strofino inconsciamente l'anello, identico a quello dei miei due amici, e non mi accorgo che ha iniziato a brillare leggermete.*

le voci che sento... le cose che sogno.. ho notato che tutto ha un riscontro nel mondo in cui vivo... anche se non gli avvenimenti sono diametralmente opposti al sogno, in ogni minimo secondo vedo segni che ricordano quei sogni... sto impazzendo forse? ora che finalmente non avevo piu' pressioni, mi si e' presentato un drow con una proposta interessante... ma cosa devo rispondere? li per li ho detto che ci pensero'. Non voglio e non posso avere padroni, ma lui si e' offerto di dichiararmi suo alleato e non suo sottoposto... uhm... ci devo pensare molto bene, questa storia non mi convince troppo, anche perche' e' l'unica che non abbia ancora sognato...

ripensando a tutto quello che mi e' successo, rido ormai in faccia ai pericoli ed alle insidie che ho superato, ma capisco che non ci sarei mai riuscito senza l'aiuto di persone fidate... purtroppo poi le nostre strade si sono divise, scelte diverse ci hanno portato piu' volte ad essere nemici, ad allearci con altre persone, a seguire idee diverse,a scontrarci anche... ma non per questo il senso di profonda amicizia che ci lega si e' sfaldato... almeno non da parte mia!!! so gia che molte altre volte mi capitera' di lottare contro i miei amici, a causa delle strade che abbiamo intrapreso... quindi, prima di arrivare un giorno ad odiare ed a maledire i loro nomi, lo dico ora: Mantis e Koryu, grazie di tutto.

...un pensiero improvviso mi sveglia dal torpore in cui ero crollato...

Kermon, fratello mio... chissa' cosa starai facendo...

sara' ancora a casa?? o sara' andato a cercarmi?? ti prego almeno tu non fare stupidaggini, non ricadere nei miei stessi errori...

...mi guardo attorno, vedo che tutta la mia roba e' su una sedia li affianco...

...provo ad alzarmi, sono incatenato al letto...

... il mio animo e' turbato dalla preoccupazione per mio fratello...

La sera si faceva tarda ormai e Marhis splendeva lassù in cielo offuscata da piccole nuvole passeggere. Nei quartieri più malfamati di Kyrandor la nebbia si diradava dal porto e il silenzio giaceva sovrano.

 

Come d’improvviso dei passi nel silenzio iniziarono a correre veloce sempre di più, il rumore dei tacchi echeggiava tra le case senza mai fermarsi. Un uomo coperto da un lungo manto nero correva in una piccola stradina guardandosi di rado in dietro con aria assai preoccupata. Teneva le mani strette in petto come per proteggere qualcosa, e quel qualcosa era avvolto in un panno.

 

I tetti delle case erano illuminati dalla luce della luna e dai caminetti si alzava fumo dei camini.

 
…Per quell’uomo era forse cominciata la sua ultima notte…