La sera si faceva tarda ormai e Marhis splendeva lassù in cielo offuscata da piccole nuvole passeggere. Nei quartieri più malfamati di Kyrandor la nebbia si diradava dal porto e il silenzio giaceva sovrano.

 

Come d’improvviso dei passi nel silenzio iniziarono a correre veloce sempre di più, il rumore dei tacchi echeggiava tra le case senza mai fermarsi. Un uomo coperto da un lungo manto nero correva in una piccola stradina guardandosi di rado in dietro con aria assai preoccupata. Teneva le mani strette in petto come per proteggere qualcosa, e quel qualcosa era avvolto in un panno.

 

I tetti delle case erano illuminati dalla luce della luna e dai caminetti si alzava fumo dei camini.

 
…Per quell’uomo era forse cominciata la sua ultima notte…