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Incredibile a dirsi, quest'oggi, mentre leggevo un trattato basilare sulla magia, ho tentato di recitare una formula elementare.

Il risultato e' stato semi-prodigioso, sono riuscito a far scaturire un flusso di energia elementare dalle mie mani convoiandolo verso un vaso di fiori della bottega dell'emporio di Kyrandor; il risultato pratico e' che debbo ripagare vaso e fiori oramai sparsi sul terreno, ma l'empirico, ha una potenzialita' latente infinita.

Interessate davvero la crescita esponenziale che potrebbe avere un fenomeno simile.

Meglio prepararsi a nuovi eventi chiudendosi in biblioteca ad approfondire l'argomento.

Chissa' che qualche leggenda o racconto possa trovare fertile verita' in questo fenomeno.

Tutto e Nulla coincidono. Siamo il principio e la fine.

Abbiamo bisogno dell'evasione e del divertimento quanto della moderazione e del riposo. Alla dispersione di energia corrisponde un'eguale assorbimento. In noi vivono le tenebre e la luce. Gli estremi non sono che due manifestazioni della medesima realta': il nostro spirito contiene egualmente gli opposti. La nostra vita terrena e' avvinta dalla lotta fra i contrari ma l'essenza prima della nostra esistenza consiste nel raggiungere l'equilibrio superiore dove il bene e il male coincidono. Superare gli opposti ci consentira' di ottenere la mediazione fra i lati divergenti del nostro temperamento e di congiungere ogni diveregenza nella Unità dove il Tutto e il Nulla coincidono. Superare gli opposti e' comprendere appieno il significato del relativismo che permea la realta'. L'illusorieta' dei contrari va dominata. Dobbiamo meditare. Colui che meditando comprende, dissolve la materia. Colui che vive di sole azioni, disperde l'energia.

La nostra vita, un foglio bianco. L'artista ascolta. Giunge come dono l'intuizione.

Il primo segno viene impresso con la forza dell'intuizione. Creare e' seguire l'istinto che ci guida. Non comprendiamo il perche' ma il fuoco si origina da una scintilla. Fra ragione e mente vi e' una naturale armonia, non competizione. La ragione viaggia sulla diligenza. L'intuito ha la rapidita' della luce. La ragione sale una scala e abbisogna di gradini. L'intuito vede riuniti causa e effetto, tempo e spazio, domanda e risposta. Non dobbiamo opporci alla ragione per mezzo dell'intuito ne' rovesciare l'intuito con la ragione. Con lo studio esercitiamo la ragione. Attraverso la meditazione risvegliamo la mente. Le nostre scelte nella vita non saranno soltanto il frutto di elaborati ragionamenti deduttivi ma anche di improvvise rivelazioni, scintille di sapere. Dobbiamo saper riconoscere quando l'intuito viene e accettare di aver deciso senza l'aiuto del ragionamento. Anche se l'intuizione non ha senso e non puo' essere restituita nei termini della logica lineare, il suo consiglio e' amico e ci mette in contatto con il cosmo.

Contemplare di mattina. Estirpare le erbacce di pomeriggio. Le gioie e le fatiche di ogni singolo giorno fanno parte di un intero viaggio.

Il raggiungimento della conoscenza spirituale non rappresenta un'impresa impossibile; se trascorressimo dieci anni sotto la guida di un buon maestro, probabilmente riusciremmo. E' addirittura meno di quanto ci occorrerebbe per diventare dei bravi artisti. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la comprensione spirituale e' importante, ma non e' tutto. Cio' che conta davvero e' percorrere il giusto mezzo e mantenere la vitalita', per raggiungere il nostro scopo nel modo migliore. Come chi soffre la fame e' sempre alla ricerca del cibo, cosi' chi e' affamato nello spirito pensa continuamente alla comprensione ed alla realizzazione. Al contrario, chi ha del cibo puo' valutarlo dal giusto punto di vista, come chi comprende puo' farlo nella giusta prospettiva. Per questo motivo l'illuminazione non rappresenta lo scopo finale: si ritenga che la comprensione sia solamente un mezzo, non un fine. La cosa fondamentale e' vivere; si parla spesso di longevita' non perche' si aspiri a diventare immortali, ma perche' si voglia esprimere il proprio proposito a vivere bene l'intero corso della vita.

Prima di svuotare, bisogna riempire. Prima di rimpicciolire, bisogna ingrandire. Prima di cadere, bisogna salire. Per distruggere qualcosa, portatelo all'estremo. Per conservare qualcosa, tenetelo nel mezzo.

E' importante capire che gli opposti non sono elementi tra loro contrari, ma compongono una stessa unita'. Come la testa e la coda nell'animale, gli opposti rappresentano due parti che appartengono ad un'unica entita'. L'uno determina l'altro, proprio come il caldo determina il freddo, e si succedono continuamente, cosi' come il giorno succede alla notte. Quando qualcosa diventa estremo, muta trasformandosi nel proprio opposto: cosi', anche dopo una guerra cruda si torna alla pace e ad un inverno rigido subentra ad una torrida estate. Quindi, se vogliamo eliminare qualcosa, dobbiamo solo portarlo all'estremo, oppure distruggerlo sul nascere. Sono due i momenti migliori per abbattere un albero: o quando e' tanto alto che rischia di cadere da solo, o quando e' tanto piccolo da poter essere sradicato senza fatica. Potremmo invece esprimere la saggezza insita nella via di mezzo tagliando un ramoscello da un vecchio albero ed innestandolo in uno più giovane.

Volonta' e sacrificio.Il guerriero si supera.

Prendiamo posizione. Ora. Dobbiamo percorrere la nostra strada e dobbiamo farlo in maniera risoluta. Ci attende un lungo cammino: dobbiamo bandire il timore e la pigrizia. L'ostacolo si supera con decisione e prontezza. Qual e' il miglior momento per agire. Ieri. Qual e' il secondo miglior momento? Oggi. Dobbiamo riaffermare la cultura del sacrificio: soltanto con lo sforzo potremo raggiungere gli obiettivi. Essere marziali richiede disciplina, coraggio e perseveranza. Sulla nostra strada incontreremo tanti avversari: sconfiggendo la paura, la pigrizia e l'ignoranza, vinceremo. Ma il primo avversario sconfitto sara' proprio il nostro lato peggiore: la vera natura della vittoria sta nel superare i propri difetti. In fondo alla nostra strada, il buio. In fondo al buio, uno specchio. In fondo allo specchio, un volto. Sul volto, il nostro ghigno amaro e insoddisfatto. Il guerriero si afferma sugli altri perche' domina se' stesso. L' affermazione risiede nel superamento di noi stessi. Marziali e spirituali allo stesso tempo. L'ultimo combattimento e' il piu' importante. Siamo noi l'avversario finale.

Caldo e umido il cielo di fine estate opprime d'afa la terra. Ma ecco improvvise nuvole pesanti: l'aria polare passa come un gelido rastrello e le ghiande cadono come proiettili, mentre un nuovo vento irrompe.

Spesso durante l'estate il cielo caldo e umido ci trasmette un senso di apatia ed inerzia; siamo sopraffatti dalla fiacchezza. Solamente quando cambia la stagione e arrivano le nuvole cariche di pioggia, l'afa e' sostituita da un'aria fredda e penetrante. Cosi' il cielo cambia velocemente e mentre i tuoni preannunciano la rotazione celeste, vediamo i fulmini generati dalle nuvole in collisione.Lo stesso vale per tutti noi: se neanche il cielo resiste a lungo alla stasi, sicuramente non possiamo riuscirci noi. Quindi se la vita ci lascia frustrati, dobbiamo trovare subito una via d'uscita. Niente e' eterno, quindi anche i nostri problemi possono essere risolti. Dobbiamo solo cogliere la prima occasione utile che ci si presenta per rimettere in moto le cose. A volte la stasi e' causata dal nostro scoramento. Anche in tal caso dobbiamo essere noi a prendere l'iniziativa e rompere la monotonia di questo circolo vizioso. Necessario e' agira non appena si si presenta un'opportunita': se non affrontiamo noi stessi e le circostanze, non potremo dire mai di avere fatto abbastanza.

Un varco nel mare in tempesta, oro depositato sulle ossa. Una volta iniziato l'accumulo, stiamo attenti a non interferire.

Narra una leggenda di un uomo morigerato, al quale mori' il padre, ormai anziano. Un indovino consiglio' all'uomo di seppellirlo in una grotta marina: ogni cento anni il mare si apriva proprio in quel punto, e chi avesse colto l'occasione ne avrebbe ricavato una grande fortuna. Malgrado i dubbi e le paure, alla fine l'uomo si convinse e getto' la bara in mare, esattamente dove gli era stato indicato. Nei giorni successivi, pero', ripenso' nervosamente a cio' che aveva fatto, e nel dubbio, consulto' un altro indovino. Questi, per invidia, gli disse che doveva recuperare la bara, e l'uomo obbedi'. Quando ebbe riportato la bara a terra, la apri', e noto' che le ossa del padre erano ricoperte da un sottile strato d'oro. Capi' immediatamente che la trasformazione promessa era iniziata, e, pentito, penso' di rimediare gettando di nuovo la bara in mare: ma ormai era troppo tardi. Questa leggenda vorrebbe insegnarci che non si deve mai interrompere la pratica spirituale. Anche se ci sembra di non raggiungere risultati, non ci si deve preoccupare: si deve credere e attendere con pazienza l'esito dei nostri sforzi. Coltivare se' stessi significa ottenere risultati progessivi e continui nel tempo; interrompere invece, dara' risultati peggiori rispetto al non cominciare affatto.

Afferra gli spiriti della montagna, lascia che divulghino i loro segreti. Solo con la forza vi e' la scoperta.

Le scritture narrano che i monti racchiudono ogni risposta. Moltissimi cercatori si sono avventurati al loro interno, dove hanno incontrato sia spiriti benigni che maligni. Anche se la possibilita' di scoprire grandi cose si accompagna a continui pericoli, tutti noi dovremmo andare sulle montagne in cerca di risposte. Questi monti, di cui le scritture parlano, sono in realta' tutti gli aspetti sconosciuti della nostra mente. Tramite la meditazione, noi possiamo a poco a poco scoprire come funziona l'essere e cercare i tesori nascosti nella nostra anima. Proprio come una vera esplorazione, la meditazione e' un processo pieno di pericoli, poiche' riuscire significherebbe trovare tesori unici, ma un fallimento ci porterebbe alla follia e all'ossessione. Tuttavia, non esiste un metodo migliore se vogliamo percorrere la parti piu' nascoste della nostra mente e capire veramente chi siamo: infatti l'introspezione non sarebbe cosi'profonda e la psicoterapia non ci porterebbe necessariamente ad affrontare ogni parte di noi. Quindi solamente con la meditazione possiamo imparare a penetrare nel profondo della nostra mente ed impossessarci dei tesori che in essa sono celati.

Lenze invisibili. Il pescatore ripara la rete e i pesci si lasciano prendere. Se il pescatore non rammenda bene le sue reti prima di uscire in mare, il suo viaggio non sara' proficuo. Una buona preparazione e' la parte fondamentale della sua fatica: solo quando ha studiato le condizioni del mare ed ha aggiustato barca e reti potra' salpare: i pesci cadranno nelle sue reti come attratti da lenze invisibili. Quando abbiamo l'impressione che non ci accada mai nulla, dobbiamo pensare alla perseveranza del pescatore. Anche se il nostro lavoro e' monotono e i risultati sembrano difficili dobbiamo comunque perseverare e prepararci. Per raggiungere e conquistare la perseveranza occorrono maturita' ed esperienza; dobbiamo coltivare la pazienza, il tempo e i progetti. Anche se la situazione appare sfavorevole e' importante portare avanti cio' che e' stato gia' intrapreso. Confidando nel progetto e nella sua preparazione, i pesci gonfieranno le nostre reti.