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Lo so che non dovrei, ma risalgo ugualmente la collina, verso il vecchio albero. Lo so che è quasi un peccato contro gli Dei voler rivivere quello che è passato, ma gli Dei non ci avrebbero dato la memoria se, lontani e imperscrutabili, non si divertissero a vederci rimpiangere, a vederci soffrire.

L’albero mi accoglie e le stelle sorridono lontane come dee indifferenti.

La notte è mia e del mio passato.

Ho fretta di incontrarti di nuovo, fratello.

Con gesti precisi ed un accenno di sorriso preparo il fuoco. Pronuncio la parola.

Sei lì e sono con te.. quanti anni sono passati da quando la foresta è diventata la nostra casa? Sei o sette, credo. Io sono diventata un’adolescente ossuta e tu, splendido ai miei occhi come sempre, nascondi la stanchezza di una vita da fuggiasco, dietro un sorriso che non è mai stanco.

Ripercorro i giorni della tua pazienza: le sere al calore del fuoco, reso invisibile dalla magia, le lezioni interminabili che rendevi serene, le scaramucce e le lotte contro il nemico, oro so, sempre più forte.

Fino a quel giorno.. eravamo tornati, invisibili, nella nostra casa ed eravamo riusciti ad eliminare le due sentinelle, poi qualcosa era andato storto.. un allarme era stato lanciato ed eravamo fuggiti.

Di nuovo nella foresta, di nuovo inseguiti.

Mi ordini di nascondermi, ricoprendomi di protezioni e ti offri, come sempre, a quei cani, come preda in fuga.

L’interminabile scorrere di quella notte mi ripercorre come una lama rovente e mi scortica, ancora, attimo per attimo fino all’accendersi improvviso di Kyra. Stordita e spaventata vengo a cercarti. La foresta sa ed è in silenzio. Corro, attraverso le protezioni ed entro nella grotta che ci fa da casa: due letti, poco più che pagliericci, una parete piena di storte ed alambicchi, un fuoco, un gran calderone, un tavolo due sedie e poco altro.

Ti chiamo.. nulla. Ti chiamo ancora. La tua voce nella mia mente: ÒSono qui”.

ÒDove sei?” urla tutto di me e, nell’ombra che Kyra non riesce del tutto a dissipare ti vedo, o meglio, vedo quello che sei diventato: un cobra ferito e acciambellato su sé stesso che mi guarda con i tuoi occhi.

Il fuoco si spegne, dopo avermi strinato le sopracciglia ed abbandono la schiena al ruvido abbraccio dell’albero.

Senza più lacrime guardo la notte.

*Mekreth prende una piccola agendina ed incomincia a scrivere

Chi lo avrebbe mai detto che dopo esser ripudiato mi sarei trovato innanzi una vita totalmente differente...

Beh,ora ho degli amici,una amante ed sono divenuto piu' forte...

ho imparato a vivere senza l'aiuto di nessuno...

*sospira intensamente

d'altronde preferisco questa vita,non voglio piu' tornare indietro.

*Imprime i momenti piu' belli della sua esistenza affinche' questi ricordi non vengano perduti nel tempo,poi chiude l'agendina, la mette dentro la sacca e si incammina.. incosciente di cio' che sara' d'ora in poi la sua vita'

Sembra che persino in una città come questa si possano fare incontri interessanti.

Tanto interessanti da meritare una canzone.

La musica c'è ora tocca alle parole.

Dopo tanto vagare siamo approdati in un posto che sembra soddisfare il nostro capitano.

Non so se e quanto rimarremo in questa città, spero solo che ci siano pessime taverne dove giocare a dadi e buone locande dove trovar compagnia.

Io, Capitan Jaqueline e Tsugumi siamo i soli per ora che hanno deciso di sbarcare dalla Sirena, chissà se altri ci seguiranno.

Durante le lunghe escursioni per therial, si conoscono molte persone ed esseri strani...il piu strano che ho conosciuto e' un satiro...incontrato un giorno di caccia in un bel bosco ad ovest di kyrandor...all'inizio l'essere mi guardo con occhi indifferenti, anche se dal suo sguardo si capiva che non era affatto uno sciocco anzi aveva un certo non so che di losco... non disse nulla e continuo la sua esplorazione..sapevo che da quel satiro potevo solo imparare aveva uno sguardo folgorante...in lunghi anni un vampiro impara a controllare il proprio charm e ad usarlo a suo piacimento...ma di fronte a quella figura di mezzo uomo mezza capra rimasi pietrificato..

Gli scrissi una missiva nel quale gli chiedevo UMILMENTE di diventare suo allievo... mi mise alla prova...le sue prove erano molto difficili ma con il tempo riuscii a superarle a pieno... si congratulo con me, toccai il cielo...questo satiro e' uno dei piu grandi maestri che therial abbia mai avuto...tuttora sono suo allievo... mi insegna le piu antiche tecniche di caccia... non mi vergogno di essere suo allievo... non si finisce mai di imparare... ricordatelo sempre...(consiglio particolare ai miei discepoli)... non siate grandi fuori ma grandi dentro...

Kado Kadosh

capostipide del klan delle forze vampiriche

Sto sempre più male, e il dolore al petto si fa sempre più forte e quando respiro sento bruciarmi la gola, come se dentro la gola avessi un fuoco acceso...

Vorrei tanto che dal bellissimo viso della mamma scomparisse l'espressione di sofferenza, dolore e di preoccupazione per me.. Vorrei tanto che papà potesse tornare a casa, con la mamma, così, se devo morire di questa strana malattia, mamma potrebbe essere felice, anche se non ci sarei più con lei.

Perchè so che mamma ne soffrirebbe tantissimo se dovessi lasciarla da sola.

Ho fatto vedere il diario alla mamma e lei mi ha detto che è meglio scrivere il diario per giorni e non per argomenti..perciò d'ora in avanti proverò a scrivere tutto di seguito senza cambiare pagina per ogni argomento, così non consumotroppi fogli per il diario.

Sì, è un buon consiglio quello della mamma.