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E' curioso quanto alcune semplici parole possano farti tornare in mente molte cose del tuo passato....delle semplici parole....

L'incontro che ho avuto oggi con Prix mi ha infatti riportato alla mente alcuni ricordi importanti, che forse cambieranno il mio comportamento...anche se esso non e' stato mai cosi' terribile, sono sempre stato frenato dal mio mezza cuore buono...ma questa e' un'altra storia che forse un giorno raccontero'.

Ma ritornando all'incontro...avevo sentito di un certo Clan che egli aveva riesumato dopo un lungo riposo e della sua ricerca dell'equilibrio, e ne volevo sapere di piu'.

Ci trovammo alla Piazza dei Mercanti, e mi spiego' bene lo scopo e la storia del Clan.

Un incontro speciale, le sue parole cosi' piene d'entusiasmo e di ricordi, e il loro contenuto di protezione verso i piu' deboli, chiunque essi siano, mi hanno risvegliato ricordi della mia infanzia...non grande cose, ma forse continuando a seguirlo ne giungeranno altri...si, credo proprio che lo faro'...

E' interessante il peso che può avere una parola o una frase nel cambiare per sempre il destino di una persona o i rapporti con il prossimo...

*Ripensa a qualche giorno addietro*

Così docpo che non senza poche fatiche(e' una testona cocciuta quell'umana!!!),ero riuscito a convincere Aisha ad andare in un posto tranquillo(?) dove chiarire i continui fraintendimenti ecco che il destino decide diversamente...

Quello che prima era un posto fuori mano e isolato, diventa il crocevia dell'intera Therial...

Prima,casualmente (?) il "fumatore" dell'equilibrio ci raggiunge e in seconda battuta l'Imperatore Krisaore...

Probabilmente non sarebbe successo nulla SE, la giovane umana (forse ignorando con chi stava parlando)

*E' proprio vero in questo mondo non ci si può permettere il lusso d'ignorare, la conoscenza e' tutto!*

non si fosse vantata con lo stesso d'aver ucciso degli elfi oscuri (PAZZA...)...

Neanche a dirlo Krisaore,furente ha deciso di somministrarle un po' di SANA giustizia degli elfi oscuri...

Ha avuto così inizio un balletto, dove l'umano si è erto a baluardo, contro la terribile punizione decisa da Krisaore per gli atti criminali commessi da Aisha.

Quest'ultima che stoicamente ha resistito senza neanche emettere un grido di dolore nonostante ne avesse più che un motivo

*Ripensa al corpo esanime di Aisha*

(Devo ammettere che spesso gli umani mi sorprendono per la loro forza interiore...).

Alla fine neanche a dirlo, tutto è andato come Krisaore voleva...

L'umana grazie alla sua tempra non è morta sul posto (resta da stabilire se è sopravvissuta al viaggio di ritorno dal regno degli specchi) o almeno così mi è parso visto che si e' allontanata sorretta da Yemj...

*Riflette sul peso delle parole...*

Non credo avrò altre opportunità per chiarirmi, oramai il dado e' tratto...

Giorno 17o del Mese di Hazon.

Oggi, ho saputo da Sir Korsath che Fenrill, mio buon amico e compagno di molte avventure, era stato ferito gravemente dal Drago Rosso in seguito ad uno scontro corpo a corpo.

Non fu nulla di grave, almeno cosi' mi fu' riferito, ma il solo pensiero che un maledetto animale avesse fatto del male a Fenrill mi fece salire una tale rabbia, che io stesso non riuscii a controllare..

Io e Korsath organizzammo un gruppetto di tre combattenti..

Io, Korsath ed il potente Leirsom, la lama piu' devastante che io, personamente, in tutta la mia vita abbia mai visto..

Dopo una lunga camminata nella terra del Rahl, giungiemmo innanzi ad un enorme Drago alato, le sue scaglie erano di un colore rosso vivo, e le enormi ali nere oscuravano gran parte del territorio...

La bestia si giro' e ci fisso' con occhi truci..

"Dannato animale! Perirai sotto la mia lama! Non avresto dovuto osare far del male al gigante Fenrill!!" Sbraitai con la lama rivolta al cielo in posa solenne..

Corsi verso il drago e cominciai a vibrar fendenti, ma le sue scaglie erano dire come la pietra, a fatica riuscivo a scalfirlo..

Il drago, ad un certo punto, emise un grugnito mostruoso ed enormi lingue di fuoco vennero vomitate dalla sua bocca, per colpire me Leirsom e Korsath..

Quello che accuso' peggio il colpo fui io, le sue fiamme mi ustionarono a morte, a fatica riuscivo ancora a stare in piedi...

E' grazie a Leirsom e a Korsath se sono ancora vivo e vegeto..

Leirsom inflisse il corpo mortale con una forza sovraumana, era balzato in groppa al drago con una agilita' mai vista, e si era arrampicato fin sulla testa del mostro, che tentava invano di scollarsi di dosso il coraggioso guerriero..

Giunto sulla testa del drago, Leirsom affondo' la sua spada nel cranio del mostro, molto a fondo, mentre Korsath affliggieva affondi al cuore della bestia, che nel frattempo emetteva ruggiti animaleschi di dolore..

Io ero li' che fissavo il drago, in ginocchio, agonnizzante, la belva lentamente crollava esanime al suolo sotto i colpi dei miei compagni..

Un sorriso si disegno' pian piano sul mio volto..

"La mia vendetta e' compiuta!"

Raccolsi le mie ultime forze e infilzai la spada al suolo, innanzi a me.

"Fenrill, siete stato vendicato.. Ogni creatura che si mette contro un mio compagno e' mia nemica, ogni creatura che odia un mio compagno odia anche me.."

Tornammo a Kyrandor, Leirsom e Korsath mi aiutarono a reggermi in piedi fino in citta' dove venni curato..

Il gruppo si sciolse, ma non dimentichero' mai l'aiuto datomi da Leirsom e Korsath, mai potro' scordare la loro lealta' nei miei confronti..

Grazie.. grazie amici miei..

Mio padre, chiamo' il clan "Canto d'Oro" in onore di Nimloth, mia madre...

La sua voce era pulita e dolce come il canto dei fringuelli a primavera...

I canti di Nimloth trasmettevano felicita' e bonta' nei cuori di chi l'ascoltava..

Mio padre, l'ascoltava ogni giorno, cantare nella foresta, nella capanna ove si nascondevano con il figlio...

Darei tutta la mia vita, per ascoltare il suono di quella voce, anche solo per una volta.. una volta sola..

Ma dopo la sua scomparsa... nessuno udi' piu' quella voce melodiosa...

Prix Xhaart, Lacrima di Tenebra

Sento urlare, qualche avventuriero annoiato propone una visita alla cavalcatura del Rahl, si dice di trovarsi in piazza dei mercanti per gli interessati.

Siamo in quattro, "pochini" penso io, "andiamo" dice il guerriero Leirsom, così ci diamo appuntamento all'ingresso del giaciglio dove di solito il grande drago rosso dorme.

Ognuno arriva per i fatti suoi, stranamente da quattro ci ritroviamo due. "Pochini" penso io, "entriamo" dice il guerriero, solo che sta volta lo fermo e gli dico di aspettare, faccio uscire dalla roccia un golem, intanto con tutto ciò che mi è possibile inizio a lanciarmi i pochi incanteimi protettivi che conosco..

mentre pensavo"però siamo pochini.." mi guardo intorno e sento il guerriero che urla "sangue e gloria" mentre si lancia con spada in mano contro il drago ancora dormiente.

all'inizio sto un po' sulle mie, guardo come va lo scontro...pare che il drago non si sia accorto di me così ordino al golem di attaccarlo alle spalle, vedendoli in difficoltà penso che sia meglio dargli una mano, prendo il pugnale con una mano mentre con l'altra creo globi d'acido, lanciandomi in volo direttamente contro il muso della bestia. Ho fatto male i miei calcoli però, pensavo stesse già per soccombere nel momento del mio intervento visto che il guerriero di sotto gli stava sventrando la pancia a suon di spadate, ma invece l'immonda lucertola apre il suo brutto muso e soffia. Che Tricksty se lo porti! quel dannato mi ha quasi fatto la pelle, per fortuna mi sono appiattito contro il soffitto appena in tempo, ritrovandomi le punte dei piedi bruciacchiate e accecato dal polverone che aveva tirato su col suo soffio. Non mi curo del guerriero, non so in che modo si sia salvato, ma ecco che torno alla carica e con grande intuito trovo la gola del drago con il pugnale, sgozzandolo e facendolo finalmente capitolare. Dopo due parole di congratulazioni con il guerriero che si era sfortunatamente salvato ci siamo spartiti il bottino.

Io ho preso il primo pezzo per costruire il mio essere,

Le Ali.

Ho aperto gli occhi, finalmente ho aperto gli occhi e ho capito..

Ho capito che tutto cio' non ha un senso, io stesso non ho un senso per continuare questa vita inutile piena di atrocita' e sofferenza..

Combattere con onore non basta nella vita d'un guerriero..

Mi sento vuoto...vuoto come la vita che per anni ha accompagnato il mio cammino...

Dopo molti anni, ho scoperto la vera identita' di mio padre e di mia madre, i miei VERI genitori...

Non posso credere che ho vissuto nella menzogna per cosi' tanto tempo..

Tutto inizio' mentre mi incamminavo per andare al castello, ove mi attendeva il sovrano, dovevamo discutere di affari riguardante il suo regno, voleva arruolarmi come mercenario..

E fu su quella strada che incontrai Aruncus il druido, un uomo molto anziano che stava raccogliendo delle erbe presso un boschetto..

Alzo' lo sguardo e mi fisso'

Egli mi fisso' cosi' intensamente che per un attimo un brivido di freddo attraverso' le mie ossa..

"No...non ci posso credere, Arhakor! Sei tornato! Dopo tutto questo tempo!" Nella sua voce risuonava un tono di speranza e felicita'

Ricambiai il suo sguardo un po' sorpreso..

"Ho paura che mi abbiate scambiato per qualcun'altro, vecchio."

La gioia e la speranza si spensero lentamente nel suo sguardo..

"Voi non siete forse Arhakor Xhaart, comandante delle guardie della fortezza di Paranor?" domando, con voce tremolante

Arretrai lentamente, "Chi e' Arhakor Xhaart??" pensai..

Con voce meravigliata e tonante sbraitai:"Chi siete vecchio! Chi e' questa perona che porta il nome della mia famiglia!"

Il druido mi si avvicino', fissandomi negli occhi..

Sguainai la spada e gliela puntai contro.

"Non ti avvicinare se non vuoi che il freddo metallo della mia lama bevva il tuo sangue!!"

Il vecchio scosse la testa alzando una mano in segno di pace.

"Non sono qui per far del male a nessuno, prode guerriero, chi siete voi? Somigliate come una goccia d'acqua ad un mio vecchio amico.. Siete dunque suo figlio?

Sgranai gli occhi, non ci volevo credere, quest'uomo conosceva l'identita' del mio vero padre... no....

Riposi la mia spada al suo posto, con la mano tremolante..

"M-mio.. mio padre?? Parla! Cosa sai di lui?!"

Il vecchio continuava a fissarmi, finche' un sorriso gli si disegno' sul volto segnato dal tempo e dai ricordi.. il suo sguardo mi infondeva fiducia..

"Seguimi, figliolo, andiamo a parlare nella mia capanna, li' saremo piu' tranquilli.."

Con la mano mi fece segno di seguirlo, ero un po' titubante, ma alla fine decisi di seguire il suo consiglio, stavo morendo di curiosita', finalmente avrei conosciuto mio padre.. dopo tanto tempo..

La capanna del vecchio era poco lontano dal bosco, e una volta entrati mi porto' una tisana e un tozzo di pane..

"Parla dunque, ti ascolto druido."

Il druido annui', e con un'espressione seria si sedette al tavolo, di fronte a me.

"Tuo padre, fu uno dei piu' valorosi comandanti dell'armata per la difesa della fortezza di Paranor, figliolo, egli era un mio caro amico, mi portava da mangiare tutte le settiamane, mi aiutava nei miei decotti, mi insegno' perfino ad usare la spada.."

Socchiuse gli occhi, ridacchiando..

"Era un uomo buono e giusto, aiutava gli altri e pensava poco a se' stesso, dono' tutto quello che aveva ai poveri, e si arruolo' nell'armata di Paranor, il suo scopo era di difendere la fortezza dagli attacchi dei nemici.."

Sorseggio' una tazza di tisana e si schiari' la voce, mentre io lo fissavo in silenzio, in attesa che continuasse..

"La sua anima era pura come la rugiada che si posa sui fiori nelle tiepide mattinate primaverili e aveva sempre un sorriso, disegnato in viso, un sorriso che scaldava il cuore.."

Si interruppe, e si asciugo' una lacrima con un fazzoletto..

"Continua, ti prego..." lo incitai sottovoce..

Il vecchio annui'..

"Un giorno, Arhakor, conobbe una fanciulla, una bellissima fanciulla dai lunghi capelli color oro, i suoi occhi erano azzurri e profondi come il mare, il suo profumo la faceva sembrare un fiore... Tuo padre la chiamava Nimloth, Fiore Bianco... tanta era la sua bellezza.."

Il druido asciugo' altre lacrime che solcavano suo volto...poi continuo'...

"Ebbero un figlio, un figlio illegittimo, se gli altri druidi fossero venuti a sapere che un loro compagno aveva avuto un figlio.. sarebbe successo il finimondo.."

La sua voce era rotta dal pianto, non ce la faceva..

"Vecchio, non sforzarti, non fa bene, se vuoi fermarti..."

Il druido alzo' la mano e mi interruppe..

"No, e' un tuo diritto sarpere" mi sorrise con sicurezza, come se volesse farmi intendere che stava bene.

Il Druido si schiari' la voce e continuo'..

"Tennero nascosto il bambino in una capanna nella foresta nei pressi di Paranor, ben nascosto, tutti i giorni, Arhakor e Nimloth andavano a nutrire il piccolo, e si assicuravano che nessuno avesse trovato la capanna.."

Passandosi una mano sul volto, mi fisso' come per chiedersi se avesse dovuto continuare..

"Avanti, continua, finisci il tuo racconto, voglio sapere tutto." Gli sorrisi, cercando di infondergli quel minimo di conforto che potevo dargli..

"Un...un brutto giorno, il gran sacerdote della fortezza, Rhemenh, vedendo che Arhakor si recava quotidianamente nella foresta, nutriva sospetti che nascondesse qualcosa, cosi lo fece seguire da una guardia di fiducia..."

Sorseggio' un altro po' di tisana, la sua mano tramava come una foglia percossa dal vento..

"Quando giunse in prossimita' della capanna, la guardia gli salto' addosso, bloccandolo, quel giorno io ero la', in quella foresta, stavo raccogliendo delle erbe medicinali... e vidi tutto..."

Il suo sguardo era distrutto dalla disperazione, i suoi occhi erano gonfi di rabbia e tristezza nello stesso tempo..

"Vidi e sentii tutto...ed io non potei far nulla per impedire che tutto questo accadesse..."

Poso' le mani in volto, scoppiando in un pianto dirotto..

Io gli afferrai delicatamente una mano e gli sorrisi..

"Ti prego, Druido, continua, e' importante per me conoscere il vero.."

Sorseggio' un altro po' di tisana e continuo' sorridendomi, ma i suoi occhi erano tristi e lucidi...

"La...la guardia, salto' addosso ad Arhakor con un balzo, li vidi lottare estrenuamente, tra urla e pugni.. Nimloth si affaccio' alla finestra della capanna per vedere cosa stava accadendo...Arhakor la guardo' e urlo':"Nimloth! Scappa! Le guardie ci hanno scoperti! Prendi il bambino e portalo lontano da qui!"

"Non riusci' a dire altro, il pugnale dell'avversario attraverso' il suo cuore prima che potesse reagire.. Il viso di Nimloth, si oscuro', e in preda al panico la vidi scappare con un fagottino in braccio, che piangeva.."

Il vecchio sorrise, fissando la candela al centro del tavolo che poco a poco stava esaurendosi...

"La guardia, la guardia comincio a correrle dietro, e quando il campo fu sgombro, andai in soccorso ad Arhakor, disteso a terra, in un lago di sangue... Ricordo ancora le ultime parole che ci fummo detti quel giorno..."

--------------------------------------------------------------59 Anni prima...

"Arhakor!! Arhakor!!"

Aruncus il druido corse verso Arhakor, mentre era a terra, sanguinante... si inginocchio vicino a lui e gli alzo'il capo, posandolo delicatamente sulle sue ginocchia..

"Ci..ciao Aruncus mio buon amico, qua...l buon ven...to ti por....porta qui?"Disse Arhakor, con un filo di voce...

"Arhakor! Che ti hanno fatto?? Perche'???"

"P-perche' ho tentato di avere una v-vita felice..."La sua voce era tranquilla, come se sapesse che stava per morire..

Arhakor afferro' il braccio di Aruncus con uno scatto...

"Nim....loth..e' riu...sci...ta a sc...appa..re... ce l'ha fa..tta...? E il pic..colo Pri..x?"La sua voce era flebile come se stesse parlando da molto lontano...

lo guardo' e annui' con gli occhi gonfi di lacrime..

"Si, e' scappata lontano..ha portato in salvo il bambino.."mormoro'...

"B-bene.."Un sorriso si disegno' sul suo volto, e la sua mano lascio' il braccio di Aruncus, crollando a terra per poi non muoversi piu'...

Aruncus, rimase qualche minuto a fissare Xhaart in silenzio, dopodiche' chiuse delicatamente gli occhi all'amico...Poco dopo alzo' lo sguardo al cielo urlando e sferrando pugni al vento..

"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!"

--------------------------------------------------------------E cosi' mori' Arhakor Xhaart, Comandante dell'Armata di Paranor, fondatore del clan Laurelin, Canto d'Oro.

Verso sera me ne andai, ringraziai il druido di tutto quello aveva fatto per me, e tornai a Kyrandor, lasciando il druido sulla porta che ancora mi stava fissando, ricordando tempi lontani...

Mille pensieri solcavano la mia mente, mille domande mi tormentavano...e sopratutto una domanda,...Perche'....

Prix Xhaart, (`*·.¸·Lacrima di Tenebra¸.·*´)

Una bimba dai lunghi e lucenti capelli biondi, di circa sei anni, osserva nascosta dietro un albero, le donne disposte in circolo, attorno al fuoco scoppietante, che illumina i loro volti impenetrabili e seri.

Spalanca gli occhioni scuri, mentre una donna molto alta e muscolosa, si avvicina al centro del cerchio, tenendo per mano un bimbo di otto anni, dai folti capelli biondi, che alza il viso per un attimo, guardando la madre, sorridendole e stringendole ancora piu' forte la mano.

La donna lascia il bimbo al centro, poi arretrando di qualche passo, dichiara con voce sicura e tonante...

'Io, Minarea, Capo del Clan delle Amazzoni, ho portato qui, al vostro cospetto, mio figlio che da otto anni ormai sta con noi. Cosi' come le regole impongono, e' mio dovere salutarlo e riportarlo dal padre, o trovare per lui un posto sicuro, dove crescera' lontano da qui.

Detto questo le donne si alzano, e una ad una salutano il piccolo, mormorando qualche frase e baciandolo sulla fronte.

Minarea china la testa aspettando che tutte abbiano finito, poi si volta, e prendendo il bimbo per mano, saluta il Consiglio con rispetto, addentrandosi poi nella foresta.

La bimba, muovendosi silenziosamente, segue i due, restando sempre nascosta, finche' non giungono vicino una capanna.

La donna si china raccogliendo un piccolo zaino appoggiato li' vicino, poi si inginocchia davanti al figlio e gli appoggia la fronte contro la sua, delicatamente, fissandolo negli occhi. Quando inizia a parlare la sua voce e' dolce e spezzata dall'emozione...

'Mio tesoro e' giunto per te il momento di andare via da qui...Non puoi piu' restare con noi, mi dispiace, mi si spezza il cuore...Ma devo lasciarti andare, e' giunto anche il tempo che tu conosca tuo padre. Ricordati che ti voglio bene e che resterai per sempre nel mio cuore, non dimenticarlo mai.'

Detto questo Minarea, si toglie dal collo una sottile collana con una strana pietra, e dal polso un bracciale intrecciato in modo particolare, e con delicatezza li dona al figlio, facendoglieli indossare.

'Questo bracciale e questa collana hanno per me un grande valore, perche' fatti dalle mie sorelle, simbolo di forza e unione, amore e devozione. Io ora li dono a te, sperando che il nostro legame non si spezzi mai, anche se saremo lontani, anche se non ci vedremo piu'.

Se un giorno incontrerai le donne del Clan, vedendo questi oggetti loro ti porteranno il rispetto dovuto, e ti aiuteranno se sei in difficolta', perche' ti riconosceranno come figlio di un'amazzone.'

Sorride debolmente, mentre chiude gli occhi umidi e abbraccia il figlio con forza, che a sua volta annuisce debolmente e stringe la madre, senza proferire parola, tremando leggermente.

Minarea si alza e prende lo zaino, poi la mano del bambino, e insieme iniziano ad allontanarsi verso il limitare della foresta.

La bimba sussulta vedendo il fratellastro allontanarsi, esce dal suo nascondiglio e inizia a correre verso i due, calde lacrime le bagnano le guancie rosee.

'MAMMAAA MAMMAAA...Fermati non lo portare via ti prego...Fermati..Lascia mio fratello qui, con me, ti prego...'

Minarea si volta di scatto sentendo la figlia, scuote lentamente la testa e prende il figlio in braccio, voltandosi, mentre velocemente si addentra nella foresta, ignorando le sue urla.

Il bimbo si volta e la osserva da sopra le spalle della madre, i suoi occhi blu pieni di lacrime, la mano allungata verso di lei, mentre la chiama a gran voce.

La piccola cade a terra, ma si rialza subito, continuando a seguirli, il fiato corto, e improvvisamente si blocca non vedendoli piu'...Crolla sulle piccole ginocchia ferite, iniziando a piangere in silenzio, il piccolo corpo tremante, mentre colpisce a terra con i piccoli pugni.

Improvvisamente si ferma, sentendo qualcosa sotto la sua mano...Riapre gli occhi e raccoglie il piccolo anellino lavorato in modo grezzo, ma stupendo ai suoi occhi, perche' appartenenente al fratello...Si infila l'anello al dito e smette di piangere, alzandosi poi lentamente, e dopo essersi voltata torna sui suoi passi, venendo inghiottita dall'oscurita' della notte...

Aisha scuote lentamente la testa, e chiude gli occhi smettendo di ricordare, mentre si asciuga furtivamente una lacrima.

Sentendosi chiamare, riapre gli occhi di colpo fissando oltre il fuoco, incrociando lo sguardo di Reilah.

Sorride debolmente e fa cenno che va tutto bene, poi si volta riprendendo ad ascoltare i discorsi delle altre sorelle, mentre senza rendersene conto, giocherella con il piccolo anello al suo dito...

La mia devozione a Kyra oggi ha vacillato. Ho affrontato innumerevoli pericoli e ho rischiato più volte la morte, ma l'ho sempre scampata perchè c'era la sua luce ad illuminare il mio cammino. Oggi, invece, ho fallito, ma ha farne le spese non sono stato io, ma il mio compagno. Stavamo combattendo insieme, quando, per una fatale distrazione, il mio amico manca un'affondo, lasciando il fianco scoperto. Grave fu l'errore. Il fendente nemico lo colpì in pieno, mandandolo a terra sanguinante. A quella vista esitai: ho avuto paura. Per un attimo ho perso la determinazione ed il coraggio dei miei antenati, per un'attimo sono caduto nel vortice dell'insicurezza e della codardia, per un'attimo ho dubitato della luce di Kyra. Attimo che è costato caro al mio compagno. Ora non posso far altro che pregare, solo pregare, ma la mia fede ha subito un colpo durissimo. Spero solo di riuscire a fidarmi di nuovo cecamente nella mia forza e in quella della Dea. Fratello, se puoi, perdonami....

Un'idea mi ha folgorato, luminosa ha spazzato via tutti i dilemmi sul come sbarazzarsi di quell'inutile essere di cui possedevo lo spirito. Sono dispiaciuto in effetti, così stupido ed eppure githyanki, mi spiace doverlo massacrare e castigare,ma ora ho in mente come rovinare il suo stolto intelletto e innalzare a gloria il suo corpo, simbolo della razza perfetta.

Sempre ho avuto servi controllati da me direttamente, servi stupidi, privi di alcuna coscienza obbedienti e privi di volontà propria. Ora innalzerò a vita l'essere più grande che storia abbia mai creato, capace di sfidare gli dei in persona. Assemblare i pezzi dei migliori, i più forti combattenti riuniti in un unico corpo.

Riportarlo alla vita è piacere di ben poco conto, un essere stupido, assolutamente incapace di usare le potenzialità fornite dal suo corpo. Io gli fornirò ciò che solo gli dei saprebbero fornirgli, lo renderò un'essere senziente, dotato di coscienza propria, tale da permettergli si sfruttare la forza che il costrutto in carne possiede, ma allo stesso abbastanza stupido da obbedire solo ai miei ordini.

La stupida intelligenza ce l'ho già, raccolta in quella boccetta.Ora rimane il resto.

La ricerca dei pezzi più importanti è cominciata!

Preso dalla foga, mi improvvisai cacciatore di draghi, ma questa volta vagando per le strade della citta' trovai avventurieri disposti a condividere la gloria con me.

Mi diressi quindi verso le pianure di Azirith e superata la steppa arrivai di fronte alla tana del drago.

Si apri' una distorsione affianco a me, vidi rotolare fuori un golem in adamantio e una spada danzante, poi con estrema calma una figura gobba e puzzolente.

Ci addentrammo nella tana, la puzza di cadaveri bruciati copriva quella del necromante, poi all'improvviso una distesa di scaglie rosse, avevo affrontato quel drago in passato ma non mi era parso cosi' immenso.

Dopo alcuni preparativi e rituali, ci apprestammo ad aggredirlo.

La mia spada si lancio' a tradimento sul drago che avverti' il sibilo della lama e si sveglio di colpo scaraventandola via con una violenta testata.

Poi mi fisso' e si scaglio contro di me.

Ero schiacciato dalle sue grosse zampe quando il golem carico' il suo avambraccio facendogli perdere l'equilibrio e liberandomi dalla morsa.

Rotolai su me stesso e cercai il posto piu' adatto da cui colpire.

Vidi una grossa roccia, mi arrampicai e iniziai a scrutare i movimenti del drago che si batteva con il golem e le due spade danzanti, mentre il necromante pronunciava parole incomprensibili provocandogli dolore.

Impugnai due picche da lancio e le scagliai verso il ventre del drago che colpito barcollo', si giro' verso di me e non curante degli altri avversari mi attacco'.

Con un balzo riuscii a schivare la sua violenta carica ed atterra su un mucchio di cadaveri carbonizzati.

Preso dall'ira sputo' fuoco ovunque, riuscii a coprirmi in parte con il mio scudo ma le bruciature riuscirono ad affligermi comunque.

La caverna era invasa dal fumo, presi coraggio e caricai il drago che grazie al fumo non riusciva a scrutare i miei movimenti.

Si accorse di me quando la mia lancia gia' perforava le sue carni.

Si scrollo' e volai via cadendo a terra con un pesante tonfo. Mi rialzai a fatica, lanciai un urlo di battaglia e scagliai la mia lancia verso il drago. I suoi movimenti erano rallentati, non riusci' ad evitarla e gli si pianto' nello stomaco, gli saltai addosso per recuperare l'arma, la estrassi e la infilzai poco piu' sotto facendolo ruggire di rabbia. Il necromante e i suoi servi approfittarono della situazione per colpire il drago alle spalle, che impegnato da loro non riusciva a seguire i miei movimenti.

Credendo di essersene sbarazzato si giro' verso di me ringhiando e mi carico'.

Alle sue spalle pero' lo raggiunsero il golem e le due spade colpendolo ripetutamente.

Era ormai sconfitto, con la forza della disperazione genero' una violenta fiammata, cercai di proteggermi con lo scudo ma non feci in tempo, l'elmo e l'armatura mi avevano protetto ma il fumo che invadeva la caverna mi aveva acciecato. Riuscii ad alzarmi dopo svariati sforzi, mi scagliai contro il drago ma acciecato dalla cortina di fumo non lo trovai, sentii un ruggito, poi un rantolo di morte.

Il necromante si era arrampicato sulla schiena del drago e lo aveva pugnalato alla testa, era finita...

Rimasi a terra collassato per ore, quando mi svegliai c'era il necromante intento a curarsi dalle ferite, ci guardammo soddisfatti per un attimo, poi ognuno ando' per la sua strada.