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*Con occhi spalancati e il respiro affannoso giunge davanti all'altare della Triade. Si guarda attorno spaventata, i suoi occhi rossi frugano nell'ombra con fretta, alla ricerca di qualche presenza, ma notando di essere sola emette un sospiro di sollievo.

Si accascia stanca in un angolo, le spalle contro la fredda roccia, si abbraccia le gambe e nasconde il capo tra le braccia, continuando a tremare, cercando di calmarsi.

Poi lentamente sembra riprendersi, alza la testa e fruga nella sua borsa, tirando fuori un vecchio libro rovinato senza titolo sulla copertina. Lo apre con delicatezza, cerca una pagina vuota e con mano un po' tremante dopo essersi messa comoda inizia a scrivere...*

'Cosa sta succedendo? E' la prima volta che un tale terrore si impossessa del mio cuore, ed e' la prima volta dopo tanto tempo che sento il bisogno di scrivere, non capitava da quando da piccola ero rinchiusa nel tempio.

Alhazred e' cambiato...Io non capisco, non lo riconosco piu', e' strano, la sua mente e' lontana anche quando e' con me, e quando ho provato a curarlo mi ha colpito con una strana energia che proveniva dal suo corpo, qualcosa che non avevo mai sentito e di certo non si tratta di uno dei suoi poteri da necromante, di questo ne sono sicura.

Mi ha guardato sorpreso, come se nemmeno lui sapesse quello che mi aveva fatto, so solo che ho provato dolore e terrore, e paura per il mio bambino.

E' sempre impegnato con i suoi studi, i suoi esperimenti, ma davvero fa quello che dice? O mi tiene nascosto qualcosa? O qualcuno? E quel volto che ho visto per pochi istanti sul suo libro...

Troppi dubbi affollano la mia mente, troppe le domande senza risposta, e' bravo a evitare le mie domande ed e' anche bravo a evitare di rispondermi.

Prima tra tutte cosa e' successo a Rheshad...krisaore l'ha imprigionata e le ha strappato le bianche ali...Quando l'ho vista le sue ali erano nere come anche i suoi capelli che prima erano bianchi, e aveva uno strano sguardo che non le avevo mai visto...E' diventata fredda e schiva.

Entrambi, padre e figlia, hanno evitato di rispondermi, entrambi presi dai loro esperimenti, non puo' essere una coincidenza...No...

E Keyan, il mio piccolo Keyan che non vedo quasi mai, sempre in giro ad allenarsi...Ed io mi sento terribilmente sola...

Per non parlare di krisaore...Nonostante quello che mi ha fatto non e' ancora contento, sento quasi la sua presenza minacciosa, il suo ghigno sul bel volto che chiede vendetta...Ancora vendetta...Cosa vorra' questa volta? Cosa ha in mente? L'ultima volta mi ha colto di sorpresa nella foresta, non mi ha fatto del male ma le sue parole mi hanno colpito, continuano a tornarmi in mente: 'Tu farai qualcosa per me, e sono sicuro che non potrai tirarti indietro...'

Da un po' di tempo stavo pensando di tornare al tempio dove sono cresciuta, di lasciarmi tutto alle spalle, ma avro' la forza per farlo? In fondo credo che in pochi si renderebbero conto della mia assenza, forse solo Keyan e Mijin...

Non lo so se riuscirei a lasciare Alhazred, credo di avergli dimostrato quanto tengo a lui e cosa provo per lui, ma la sua indifferenza mi ferisce e lentamente mi uccide, come quando ha accolto la notizia di un nuovo figlio...

Per quanto posso sopportare questa situazione? Per ora ho bisogno di riflettere...Si vedra'...

*Smette di scrivere e stringe con forza il libro, poi in un moto di rabbia e di disperazione strappa le pagine cha ha scritto, le appallottola e le butta lontano contro il muro. Si alza di scatto e si allontana verso l'uscita...

Improvvisamente si sente un lieve battito di ali e una figura compare lentamente nella stanza guardandosi attorno. Esita solo un istante, poi si dirige verso i fogli accartocciati, si china raccogliendoli e aprendoli. Li legge attentamente uno ad uno, poi li conserva nella sua borsa...

Resta per un attimo immobile fissando l'altare, poi apre un portale e scompare in esso...*

Chiedo scusa se lo faccio

ma è un peccato assai veniale

trastullarmi con il ghiaccio

scivolando dal crinale.

Giuro ch'evito il crepaccio

e nessun si fara' male,

vedi non son ragazzaccio

non c'e' piano criminale.

Luna, stelle ed un falo'

a me piace il vino vero

mi commuove son sincero

mille scuse ti faro'.

Chiedo venia se l'ho fatto

ma non e' soltanto un gioco

mica e' scritto in un contratto

"Non scherzare con il fuoco".

Poi mi brucio? saro' cotto

si cucina poco a poco,

ma e' evidente che nel patto

tra noi due non sono il cuoco.

Luna, stelle ed un falo'

a me piace il vino vero

mi commuove son sincero

mille scuse ti faro'.

Luna, stelle e tre falo'

a me piace il vin sincero

alzo il calice davvero

al nostro incontro brindero'.

I raggi della luna illuminano lentamente le strade deserte di Kyandor, mentre una densa nebbia si forma all'entrata del tempio per poi disperdersi lentamente, mostrando una figura femminile completamente avvolta in un mantello nero, il viso coperto in parte dal cappuccio...

La donna si guarda attorno attentamente, poi il suo sguardo si posa sul giovane sacerdote che sta uscendo dal tempio; si avvicina a lui senza fretta, il silenzio rotto solo dal fruscio della sua lunga gonna...

'Perdonatemi messere...Siete un sacerdote devoto ad Althea se non erro... Se e' cosi avrei bisogno del vostro aiuto...'

La voce della donna bassa e suadente raggiunge il sacerdote, che spaventato si volta di scatto, mentre annuisce osservando attentamente la sconosciuta, e toccando il ciondolo con il simbolo di Althea che ha al collo, come a placare lo spavento e la paura.

'Si sono un sacerdote di Althea...Cosa...Di cosa avete bisogno Milady? Un rifugio? E' pericoloso girare di notte...'

La donna sorride mentre lentamente alza il cappuccio, scoprendo il volto pallido, fermandosi davanti al sacerdote.

'Volevo solo domandarvi se conoscete il chierico Cadderly, amch'egli devoto ad Althea....Sono una sua amica...'

Il sacerdote osserva il volto della donna affascinato, ma al tempo stesso a disagio e ancora spaventato, mentre annuisce ancora una volta, e senza rendersene conto indietreggia di qualche passo...

'Si certo lo conosco, ma se volete incontrarlo ora non e' possibile, e non posso nemmeno dirvi dove si trov...'

La donna si avvicina di scatto bloccando il sacerdote con un semplice tocco della mano...Lo fissa negli occhi, lo sguardo intenso e ammaliante mentre mormora qualcosa di incomprensibile, finche' lo sguardo del sacerdote diventa cupo, poi vuoto, e infine osserva la donna con adorazione...

'Bene...Semplicemente dovete fare una cosa per me: consegnare questa lettera a Cadderly, a lui e solo a lui, e non dovete assolutamente leggerla o aprirla...Alle prime luci dell'alba andate da lui, solo allora e non prima.'

Il sacerdote prende la lettera che la donna gli porge e la conserva nella tasca del suo mantello, mentre annuisce automaticamente.

'Si mia signora, faro' come desiderate, vostro servo mia signora...'

La donna annuisce soddisfatta mentre il suo corpo viene avvolto da una leggera nebbia e inizia a perdere consistenza, gli occhi verdi ancora fissi sul sacerdote...

'Quando avrai assolto al tuo compito la tua mente sara' libera da ogni costrizione, e tutto questo sara' per voi solo un ricordo confuso...'

La voce si spegne in un sussurro mentre la donna ora avvolta completamente dalla nebbia, scompare nelle tenebre, il volto rigato da calde lacrime di sangue al ricordo delle parole scritte nella lettera...

'Cadderly...Sicuramente sarai sorpreso per questa lettera, ma e' l'unico mezzo che ho per raggiungerti. Non ti vedo da tempo, e questo mi ha permesso di riflettere molto su quello che e' successo. Incontrarti per me e' stato un dono prezioso...

Mi hai fatto 'rinascere', hai curato le cicatrici che avevo sul volto e sul cuore...Si perche' ho scoperto cosa vuol dire amare davvero, essere felice anche solo per pochi istanti, essere accetata per quello che sono.

Ti confesso i miei sentimenti perche' non posso soffocarli, ma al tempo stesso non posso starti vicina ora che lo sai...Ti ho portato solo guai e confusione, da quando mi conosci la tua fede vacilla, la tua anima e' tormentata, e la colpa e' solo mia...

Mi ero illusa di aver qualche speranza, ma anche se tu non mi consideri un mostro, e cerchi in ogni modo di difendermi, ho capito che ti renderei solo infelice, perche' siamo diversi: tu curi e ridai la vita e speranza, io invece la succhio via a poveri innocenti e non posso farne a meno.

Vorrei tanto non essere stata toccata dalla maledizione di Mobius, vorrei non vedere piu' le mie mani sporche di sangue, ma devo accettarlo e lasciarti andare, anche se questo mi preclude la possibilita' di essere felice.

Sono un mostro avido di sangue, sono una cacciatrice, provo grande piacere a uccidere, ma e' un attimo: la sofferenza e il terrore che leggo negli occhi delle mie vittime, l'ultimo respiro di vita che rubo prima che il cuore si ferma del tutto, il sangue che scende nella mia gola, e' piacere e sofferenza unita alla disperazione di quello che faccio ormai da tempo...Da troppo tempo...

Tu stesso hai provato il piacere e il dolore del mio 'bacio', non dovevo acconsentire e mai piu' lo faro'.

Ora ho una nuova preda da cacciare, quel necromante di nome Kahn che da tempo ti infastidisce e vuole ucciderti; non ti preoccupare per lui gli impediro' di avvicinarsi a te. So che puoi difenderti da solo, i tuoi poteri sono grandi, ma non voglio che ti sporchi le mani del suo sangue, non ne vale la pena, e poi consideralo come un gesto di gratitudine per quello che hai fatto per me...

Ho lasciato il mio vecchio rifugio e ora vago lontano dalle citta', solo la nera sacerdotessa che tu odi tanto sa dove sono, e mi ha promesso che non dira' nulla, quindi non mi troverai piu' li' se verrai a cercarmi...Ma non credo tu lo farai' e forse e' meglio cosi'.

Perdonami per quello che ho fatto al sacerdote, ma non ti preoccupare si riprendera' presto e sara' sara' solo un po' confuso.

Grazie per tutto e io...Niente...

Un dolce abbraccio...
'

Elhune

Dopo aver passato gli ultimi mesi a studiare manuali di magia riguardanti armi e a cercare alcuni ingredienti fondamentali domani iniziero' il rituale per la creazione di una spada magica...

Ho gia in mente il nome da darle, nome famoso nel luogo da cui vengo, nome del Signore dei Draghi Blu.

Speriamo mi riesca questo primo tentativo...