← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

Dopo molti allenamenti ho raggiunto un livello di esperienza molto alto, quasi il massimo, ma sono sicuro che il cammino e le sofferenze che i miei piedi dovranno sopportare e' ancora molto lungo....sono ancora giovane...in battaglia sono certamente forte, ma conosco ancora molto poco queste terre, devo girovagare, cercare, guardare la vastita' e la bellezza delle terre, anche se possono sembrare dal loro aspetto materiale oscure e cupe, probabilmente all'interno, la loro storia sara' qualcosa di magnifico...

Chissa' che un giorno conoscero' tutto...chissa'...

Certo che e' strano....delle volte mi capita di pensare a delle domande...quasi mai riesco a trovare le risposte, forse devo ancora cercare, osservare...difficile da dire...spero solo che un giorno queste domande avranno delle risposte.

Quando mi capitano queste domande e non riesco a togliermele dalla mente penso ad una cosa: il tramonto, ne' notte ne' giorno, pieno di colori sfavillanti da una parte, e l'oscurita' dall'altra, cosa c'e' di piu' bello?

Io proprio non saprei rispondere...

Ho deciso di scrivere tutti i miei sogni in un libro per poterli rileggere in futuro,visto che spesso quel che sogno si avvera o comunque è collegato con la verità...

Inizierò con l'ultimo sogno che ho fatto,mi dispiace non poter scrivere anche quelli vecchi,ma purtroppo li ho scordati...

Questo sogno è vissuto in terza persona,appena inizia mi vedo camminare in mezzo a un bosco,intorno a me cadaveri impalati e massacrati nei peggiori modi...disgustoso...vedo gente che combatte,si ammazza,ma nessuno fa caso a me...fra le persone intorno a me ci sono i paladini del male che distrussero il mio paese e uccisero la mia famiglia oltre che tutti i miei amici...ci sono anche gli stregoni con gli abiti neri bordati in oro...

Continuo a camminare e più avanti vedo l'entrata della "torre" che si sviluppa sottoterra...non ricordo bene cosa è successo dopo,so solo che sono entrata...

Nuova Ofcol, giorno di Deothium, 14esimo del mese di Xanathon

Mio caro Caladrass,

non esistono parole adatte a esprimere, figliolo, la profonda gioia con cui ho accolto la lieta notizia recatami dalla tua ultima missiva.

Gli anni passano, Caladrass... E non sono piu' quello di un tempo. Certo, la mia mente e' ancora sveglia e acuta; che resti tra noi, ma credo che se non vi fossi io a sovrintendere la copia e la custodia dei documenti della biblioteca, la tua preziosa mappa delle terre d'ombra sarebbe gia' finita nella zuppa della cena di qualche annetto fa...

I giovani novizi non hanno piu' l'impeto di una volta, ragazzo mio. Vedono gli incarichi come pesanti incombenze, e i doveri come obblighi imposti... E spesso mi sono trovato nella sgradevole posizione di doverli riprendere, mio malgrado.

Un tempo tutto questo non sarebbe accaduto...

Sai, ragazzo mio... Non ritiro quanto gia' detto un tempo: la tua guardia e' scarsa, e i tuoi affondi sono lenti e prevedibili come quelli di un principiante... Ma se tu un giorno decidessi di ripensare alla mia proposta, sappi che sarebbe per me un'immensa gioia se tu accettassi di tornare a insegnare il Sacro Codice ai novizi...

Ma mi sto dilungando, e non e' certo per questo che ho cosi' tempestivamente risposto alla tua missiva della scorsa settimana.

La mia benedizione, figliolo?...te lo dissi gia' otto anni or sono, quando mi rivolgesti, per altri motivi, la medesima domanda: la mia e' la benedizione di un uomo, Caladrass, e per quanto puo' valere, se tale e' il tuo desiderio sappi che senza dubbio alcuno sono disposto ad accordartela. Ma non ne hai bisogno, figlio mio, perche' rechi in te la benedizione della Signora della Luna, che ti ha scelto quale suo Araldo...

Segui i tuoi sentimenti, e fa sempre cio' che il cuore ti dice, giacche' e' attraverso di esso che la Splendente Marhis ispira i suoi fedeli e guida i suoi devoti.

Sono impaziente di conoscere la dama che ha saputo rapirti il cuore, e confido che accetterete il mio invito a recarvi qui, in Ofcol, a farmi visita. Perdonami se insisto, figliolo, ma ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare...

Il tempo e' tiranno, e l'inchiostro nel mio calamaio ormai finito: se Marhis vorra', il messo sara' puntuale, e questa lettera giungera' in giornata. Puoi dare la risposta direttamente al ragazzo: e' fidato, non aprira' il plico e lo fara' giungere a me piu' in fretta di qualunque corriere.

...possa la Signora della Luna proteggerti e guidarti, benedetto figliolo...

Tuo, con affetto,

Vintar di Ofcol

Tutto e' pronto...

...ah, quanto a lungo ho aspettato questo momento?

Piu' di mezzo millennio e' passato, da quando fui bandito dal Primo Piano Materiale, senz'altra possibilita' che fare un ultimo disperato tentativo usando il rito della rinascita...

Maledetti uomini... insulsi, rivoltanti sacchi di carne, otri ricolmi di sangue... nulla piu' che inutili contenitori recanti con se il dolce nettare di cui troppo a lungo mi sono privato...

E ancora una volta stavano per privarmene... dannati, maledetti dei! Non possono attaccarci direttamente, giacche' le leggi che regolano l'universo non glielo consentono... ma hanno imparato a piegare le dimensioni tra i mondi, e il loro bando non e' mai stato forte come adesso... Hanno istruito queste sciocche, misere creature, facendo si che erigessero, seppur non consci del loro reale valore, sigilli di immenso potere che ci hanno impedito per eoni di abbattere la fragile barriera tra le dimensioni.

...ma non hanno considerato quanto sciocca possa essere la natura mortale in se... ah, sciocchi, sciocchi... inutili, schifosi esseri... e' un piacere vedere la lama della mia spada che si tuffa in quel ributtante ammasso di carne che li compone... E' quasi commovente, scoprire ogni volta quanto fragile possa essere il loro corpo, e fremo di piacere al solo ricordare i loro sguardi, e i loro occhi colmi di dolcissimo terrore mentre esalano l'ultimo respiro di vita...

Non ho ancora il controllo dell'Ospite... e temo che prenderne completamente possesso sara' una lunga e dura battaglia. Il rito della rinascita mi ha permesso di trasmigrare in forma eterea nella sua anima, ma il suo corpo e' puro, cosi' puro da risultare rivoltante, e non e' stato battezzato dal sangue di un Vyrae... Dunque, dovro' agire cautamente. I tempi sono maturi, e la tronfia sicurezza nei vincoli da loro imposti ha resto gli dei meno guardinghi...

Presto, fratelli, calpesteremo il suolo del Primo Piano Materiale.

Presto, molto presto, ci delizieremo del terrore di cui queste sciocche e misere creaturine ci omaggieranno.

Presto, molto presto... Affogheremo Therial in un lago di sangue...

Giorno di Deothium, 14o del Mese di Xanathon

ore 6 del mattino

Aveva ragione, aveva proprio ragione.

Dopo un buon sonno, in questa oasi di pace, sono più serena. Ci vuole proprio, si; un po' di riposo, qualche tempo, insieme... ci sono tante cose ancora da dire, tanti sguardi da scambiarci, carezze da farci, baci da darci...

Kyra risplende, il cielo è sereno, azzurrissimo, senza una nuvola...

azzurro...

Azzurro.

Quegli occhi....

Mi ha davvero scossa. Spaventata. Con quella assurda storia del vino e del sangue, poi... bah.

Chissà chi era. Il nome non me lo ricordo, ma tanto, sarà stato un nome falso, figuriamoci. Per forza mi suonava strano, l'avrà inventato in quel momento.

Perché poi si sia messo a fare tutta quella sceneggiata ancora devo capirlo, ma si vede che gente del genere non ha di meglio da fare, per passare il tempo.

E basta, ora! Se ne vada al diavolo, lui e le sue pose, perché sto qui a perder tempo a ripensare a quello sgradevole incontro, con tante belle immagini da ricordare davanti agli occhi...

Caladrass... dolce nome. Potrei ripeterlo cento volte, mille volte, e ancora non riuscire a saziarmi del suo suono.

E i suoi occhi, meravigliosi, il suo sguardo tenero, il sentimento che prova che li fa splendere come stelle...

E le sue labbra, morbide e dolci come il miele, che cercano le mie, ancora e ancora, e le carezzano, si uniscono in un bacio, sento il suo respiro sul mio viso...

Poi riapro gli occhi e mi scosto leggermente, e le amate labbra le vedo schiudersi in un dolce sorr...

...quelle... quel sorriso...

Che strano.

Sciocca! Sciocca elfa innamorata, sono così ebbra di lui da vederlo dappertutto, ovunque, perfino in ciò che più assurdo non v'è...

Si è svegliato, mi chiama. Finirò più tardi.

Sono stati giorni pieni di soddisfazioni... dopo aver letto attentamente il grimorio e molti libri di necromanzia, ho provato ad eseguire quello che sui libri era chiamato semplice incantesimo..

C'era scritto che per effettuare questo incantesimo è prima necessario mettersi in parte in contatto con il mondo dei morti.

Non so perchè, ma la cosa mi ha un pò turbato. Ho alcuni ricordi di una conversazione con Keaven dove parlavamo del mondo dei morti e di Tricksty, ma è buffo pensare che probabilmente lui queste cose le fa per passione, io per circostanza. Non riesco ad immaginare cos'altro potrei fare, oltre a dedicarmi alla necromanzia.. forse perchè ormai ho cominciato a studiarla.

Comunque sia, sul libro diceva di cominciare a prendere dimestichezza con la meditazione, per creare il "passaggio" con il mondo dove le anime riposano. Sul libro era riportata un'antica formula per semplificare il "rito" a chi lo svolge per la prima volta.

Ci ho provato per giorni recitando la formula, anche se le piccole distrazioni interrompevano tutto il lavoro svolto.

Gli esperimenti successivi sono andati meglio; coi giorni ho imparato a non distrarmi, non ho reagito col mondo fisico esterno a me.

Il passaggio è avvenuto.. ho sentito freddo, tanto freddo. Non ho visto nulla, solo sensazioni, che comunque non riesco a riportare a parole.

Ho ripetuto l'esperimento molte volte, con la pratica sono migliorata e non ho più bisogno di recitare quella litanìa; riesco a concentrarmi in pochi attimi, senza distrarmi.

Ma devo migliorare ancora.. così potrò passare al fine dell'incantesimo, e rianimare un corpo.

Torno alla pratica... vedremo.

Giorno di Dheadis, 20 del mese di tricksty. Inauguro il libro inserendo le vecchie pergamene. E' da un po' che non vedo Keaven, ma l'ultima volta che l'ho visto mi ha regalato un tulipano rosso.. chissa' che vuol dire, non è da lui.

Spero di rivederlo.

Intanto mi diletto a leggere il grimorio..

Giorno dell'Ombra, 1o del Mese di Zeius

ore 3 del mattino

Non riesco, non riesco assolutamente a dormire.

Caladrass pare dormire sereno, invece, per fortuna. Sono andata poco fa ad ascoltare il suo respiro, ed è tranquillo e regolare, la sua fronte è fresca, la cicatrice ancora sbiadita, l'ho toccata e non ho sentito niente di strano.

Eppure non riesco a calmarmi, a tranquillizzarmi. E poi, dolore. Ancora. Ancora, nonostante tutto, non posso fare a meno di ripensarci, pensare ai momenti convulsi, alle voci cariche di rabbia, di disperazione, di paura!

Non posso fare a meno di ripensare a quel fiore, spezzato.

Gli occhi di Lemindal... oh Dei... occhi tristi, vuoti. Le sue dolci labbra che mormorano frasi sconnesse, la sua spada puntata alla mia gola, i lineamenti di Caladrass stravolti dall'odio, gli occhi... i suoi bellissimi occhi, chiari, cangianti, ora rossi come il fuoco, rossi come il sangue... la cicatrice...

Il sangue che sgorga dalla cicatrice, che scende lungo la sua guancia, il freddo metallo della spada di Lemindal sulla mia gola...

Il terrore, quando li ho visti partire, insieme, senza sapere per dove, a fare che cosa. Gli occhi sgomenti e preoccupati di Tiyet, le parole di Drakall, in mezzo alla mia confusione, che suonavano irreali...

E ancora risuonavano nella mia mente le parole "il fiore..."

E lo guardavo, quel fiore. Lo guardavo senza vederlo. Raccolto da dove Lemindal l'aveva lanciato, con disprezzo e poi... la sua rabbia, la sua delusione, le sue parole terribili... e poi... e poi sono tornati.

E la spada di Lemindal... non dimenticherò mai. L'arco perfetto e sicuro tracciato nell'aria dalla lama, il fiore delicato colpito in pieno, a mezz'aria, tranciato di netto dalla spada... ne ho udito il grido, il grido di dolore e disperazione nell'istante prima di essere spezzato, prima di ricadere lentamente a terra, i due pezzi, divisi. Morti.

E l'ho riconosciuto, quel grido. Lo stesso grido che ha straziato il mio cuore, l'urlo che mi è esploso nel petto, mentre dentro di me, come il fiore, qualcosa si spezzava.

E lacrime, e sangue, e ancora lacrime e....

In pochi istanti, le nostre mani, le nostre dita intrecciate... nessuna ascia bipenne, nessun martello da guerra sarebbe riuscito a causare pari devastazione.

Ho distrutto tutto. Io. Tutto.

Una splendida amicizia, distrutta. Un amore. Due occhi sorridenti che ancora mi tormentano, occhi diventati vitrei, tristi, arrossati dalle lacrime, dal furore, dall'odio, dal disprezzo...

Caladrass... mio grande, immenso amore... le tue dita non si sono sciolte dalle mie. Eri con me, mentre il mio cuore si straziava; io ero con te mentre il più atroce dei desideri, la più orribile delle follie ti sconvolgeva la mente e il cuore e l'unica forza, l'unica magia che restava, sulle rovine, era il nostro amore, il nostro reciproco, profondo, amore.

Dormi, amore, riposa; libera la mente dai brutti ricordi, distendi la fronte, così... io veglierò, io soffrirò, piangerò ancora, in silenzio, anche per te.

E per quel fiore, spezzato.

è ancora qui... è sempre attorno a me, e io sto cedendo a lui... eppure non voglio che se ne vada...

Ho paura... ho paura della Sua reazione... spero che tutti capiscano che non sono cambiato... del tutto... e che non mi costringeranno a qualcosa di avventato...

Sento quello spirito intorno a me che continua a parlarmi... resta con me...