← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

Quando calcai per la prima volta la superficie di questo mondo assurdo e inutile, ovvero quello della superficie, avevo uno intento preciso, un dovere da compiere, diciamo...uno scopo. Appunto ne avevo uno solo, e mi sono sempre detto, fino ad oggi, che una volta finita la complicata faccenda me ne sarei tornato nel sottosuolo, vittorioso, riprendendo quella vita che la luce mi aveva rubato. Ma nei momenti di oscurita' che dimezzano le ore di luce, che tutti chiamano "notte", ho riflettuto spesso a riguardo. La luce non ha danneggiato il mio mondo...l'ha compromesso. Certo non posso riportare in vita mio padre, mia madre o i miei fratelli; non che me ne importi qualcosa, ma anche essi facevano parte di quella vita. E come essi, la mia vita precedente e' morta...e non porto' mai riaverla.

E' stato cosi' che per un processo quasi involontario, ho creato "Bregan d'Aerthe"...ricreare seppur sottoforma di una mera e fasulla copia, un frammento di quel mondo a me rubato. E forse anche un tentativo di immentere in questo mondo cosi' alieno qualcosa di sconosciuto: il piacere derivante dal caso e dalla casualita' degli eventi...il piacere che deriva dal gioco, un gioco ampio e vastissimo, dalle infinite probabilita', insomma la vita. Questo mio tentativo pero', piu' che di utilita' pratica, e' di utilita' spirituale...grazie ad esso la luce che tanto odio e che ha toccato quella nera sfera cristallina che metaforicamente costituiva il mio mondo, non ha ancora toccato me. Conservo la mia essenza, cio' che sono, a differenza di molti...molti oscuri, acciecati da essa, che non riescono piu' a vedere se stessi, perche' non lo sono piu'.

Bregan d'Aerthe...il simbolo stilizzato della mia cultura, il simbolismo sintetizzato della morale e dell'etica oscura...che riassume in parte qualche regola di vita, qualche legge muta, insita nello spirito di ogni oscuro che non ha bisogno di essere detta per essere intesa. E cosi' ho trovato un punto di forza...e uno scopo, quello che sara' dopo si vedra', non so se tornero' nel mio mondo, ormai irrimediabilmente compromesso, oppure se me ne plasmero' uno mio...tutto nuovo, all'ombra della luce.

Da normale felar a schiavo, cavia e esperimento, ad animale selvatico, a cacciatore, a bestia devastatrice, a essere umano per merito di tiyet, a un essere umano con sentimenti, ad un essere umano con sentimenti troppo grandi per poterli confortare, a bestia solitaria e triste interessata solo alla propria sopravvivenza.

Dimmi tu se il destino non e' beffardo... Che Tricksty sopraggiunga...

*la pagina è scritta con grafia tremante e indecisa, a tratti rabbiosa*

Ho fallito!Ho miseramente fallito!

Come ho potuto non fare uso di tutta la mia concentrazione proprio in quel momento?Fallire per ben due volte la mia maledizione in un'occasione così importante, mentre in altri casi non ho avuto esitazione?

Forse che non riesco ancora a vederlo come un essere sè rispetto a lui?E' cosi' forse?No, non è possibile.

Devo aver agito troppo frettolosamente, e con troppa emotività..sì, devo essere piu' fredda, più glaciale, guardare il mio avversario con occhi inespressivi, immemori del passato e delle sue gioie.Soltanto allora riusciro'.E durante la mia convalescenza, mi allenerò per questo, per l'ultima vera impresa della mia esistenza.Che gli Dei mi assistano.

Anni sono passati e continuo a sperare di poterlo rivedere.. stupida illusione.. nessuna notizia, forse e' morto e non tornera' mai piu'.. rimangono oggetti e ricordi che lasciano segni dolorosi.. nonostante non abbia mantenuto la sua promessa io riesco a capire. come capisco tutti coloro che se ne sono andati: amici parenti figli..

So che hanno trovato quel che cercavano e che li ha portati via da me, cosi' sorrido per loro e del loro ricordo.. per me non e' arrivato ancora il momento di lasciare tutto.

Basta ricordi basta... e' ora che io ricominci a pensare un po' a me stessa, che io ricominci a vivere..

Addio a tutti amori e amici del passato, vi portero' sempre nel cuore augurandovi ogni bene, vi dico addio perche' non posso piu' continuare cosi'. Obblighi assurdi verso persone scomparse, per quanto a me care, possono portare la morte nel cuore... Ora ho altro a cui pensare, molto devo costruire e molto posso ancora dare..

*Chiude il diario versando qualche lacrima di malinconia, si toglie la Fede dal dito avvolgendola in un panno rosso e la ripone con cura all'interno della sua borsa. Resta a guardare Kyra spegnersi volgendo un ultimo pensiero a quel che e' stato il suo piu' grande armore, chissa' forse in un futuro potra' raggiungerlo, ma desso e' il presente che deve essere affrontato e vissuto.*

Possibile, che le parole di quel drow, siano vere?Possibile che Loec, l'elfo che più di tutti ho stimato, temesse un druth?No, di certo non può essere così!!!Quelle creature figlie delle tenebre si nutrono dell'essenza stessa delle menzogne!!!Si proclamano forti in virtù del loro numero e si nascondono dietro a giochi di parole per celare la loro nera natura!!!Eppure, eppure...Se non è così perchè al solo pensiero sento il mio cuore sanguinare e la mia mente esigere chiarezza?Perchè?Le ferite arrecatemi, sono guarite il dubbio no...Dove, dove cercare la verità???E come??? Il mio maestro è scomparso da tempo e gli elfi che ricordano dei tempi gloriosi di Cetrim sono così pochi...Inoltre il mio pensiero, spesso, molto spesso si posa su quella cocciuta di un'elfa!!!Possibile che non capisca?!?A volte non riesco neanche a trovare le parole per definire il suo comportamento e il suo modo di fare...E dire che per un azzeccagarbugli non dovrebbero esistere di questi problemi. Ciò nonostante non riesco a fare a meno di vederla, vi è altro sotto quella corazza: lo so!

Avanzai in una rigogliosa foresta immersa nella nebbia...
ammirai una bellissima cascata...
la oltrepassai com'ero solito fare ed entrai nella grotta.
Mi guardai intorno e mentre sbattendo le ali mi dirigevo verso l'alto mi vennero in mente antichi ricordi:
ero già stato in quel posto...
molto tempo fa...
non si trattava del "mio covo" bensì del luogo in cui da sempre sono state celate le Porte per il Regno della mia Signora.
Arrivai finalmente al nido della fenice e non potei fare a meno di stupirmi per la luminosità di quel luogo.
Accanto alla fenice però c'era Lei...
bella come sempre.
Altri ricordi subito pervasero la mia mente...
una drow...
Aneyrin...
Gelide parole...

"E' sospesa tra la vita e la morte...
Dorme di un sonno profondo...pallida...il suo respiro e' lieve,la sua anima vaga nel buio senza luce...
Non riesce a dimenticare...non riesce a non amare...
la rivuoi Korsath?
Il suo corpo si trova dalla fenice...lei lo protegge avvolgendola nel suo calore...tenendo lontana la fredda morte che con gelida mani cerca di prenderla"

Il puntino sulla mia fronte...la chiave per la strada che conduce fino ai Cancelli iniziò a brillare di un rosso cupo molto intenso e sentii un sonno innaturale pervadermi.
Le porte verso il Regno si stavano aprendo...
Era tempo che tornassi al cospetto della Nera Signora.
Mi abbandonai a quel torpore e caddi a terra esanime.

Riaprii gli occhi...
tutto intorno a me il nulla...
più buio delle Terre D'Ombra...più freddo della mia terra d'origine...
sarei riuscito a trovare i Cancelli anche senza esser "scortato" da Tricksty?
Avevo solo tre giorni...
tre giorni prima che la chiave datami da Aneyrin svanisse condannando me e Lei al sonno eterno.
All'improvviso un rumore ruppe il solenne silenzio che attanagliava quel luogo:
era il corvo della nera sacerdotessa.
Lo seguii per ore...forse giorni.
Finalmente arrivai ai Cancelli: imponenti cancelli di pietra tinti di sangue che splendevano e sembravano guardarmi con occhi ammonitori.
Guardavo e ricordavo il nome di colei che e' Signora e Padrona di tutti...l'imponente Signora della Morte.
Non serviva sforzarmi...bastava che guardassi.
Anche se non volessi ricordarLa la sua essenza era come impressa in quei cancelli.
La superficie di essi racconta incessantemente la storia di Tricksty e mentre il tempo passa ciò che tramandano é soltanto l'essenza di quel potere immutato nel corso dei secoli.
Come perso in quei pensieri osservavo per la seconda volta volta quei cancelli aprirsi e materializzarsi dinanzi a me Nera Signora.
Lo notai subito:
in braccio aveva la Sua anima.

"La rivuoi Korsath?"

Tricksty fece il più gelido sussurro che mai sentii.
Rialzai lo sguardo dal mio inchino ed annuii.

"Dimmi Korsath, cos'hai imparato in questa tua seconda vita?"

'Mi é capitato spesso di pensare....
se fossi veramente così forte...
dovrei essere in grado di proteggere le persone che amo...
invece ho perso Hilly.
Allora ho desiderato di diventare ancora più forte ed ho fatto tutto il possibile per accrescere la mia potenza.
Poi ho finalmente capito:
Questo mondo e' come un libro scritto dal dito divino, cioe' creato dalla virtu' divina, e le singole creature sono come figure, non inventate dall'arbitrio dell'uomo ma istituite dalla volonta' divina per manifestarsi della loro invisibile sapienza.
Ma come un analfabeta quando vede un libro aperto scorge i segni ma non capisce il senso, cosi' lo stolto e l'uomo che non capisce le cose divine in queste creaure ed oggetti visibili, vede l'aspetto esteriore, ma non ne capisce l'interiore significato e la sua effettiva potenza.
Solo voi mia Dea potete infondermi tale conoscenza e potenza ed é per questo che Vi sono sempre fedele e mi rimetto ogni volta alla Vostra volontà.'

Tricksty annuì come compiaciuta e poi disse

"era ora che capissi.
Ora dimmi...perché sei giunto fin qui?
Vuoi davvero morire?"

'Coloro che provengono da Tricksty devono ritornare a Tricksty...ma se me lo permetteste non sono qui per restare bensì per riportarla indietro con me.
In cambio di quell'anima sono disposto a sacrificarvene altre...molte altre.'

"Dovresti saperlo che a me piacciono più i fatti che le promesse"

'Avete la mia parola che non sono vane promesse...in fondo ero il vostro ultimo messaggero un tempo.'

"Ti concederò ancora un po' di tempo Korsath scaduto il quale tornerai al mio cospetto.
Vedremo se sarai all'altezza delle aspettative."

Detto questo alzò una mano toccandomi la fronte...
un dolore lancinante mi fece perdere conoscenza.

Che caldo terribile...
riaprii gli occhi...

Dove mi trovo?

Notai la fenice.

Ero nuovamente tra i vivi...
per la seconda volta.

Cercai a lungo dove fosse Maybel ma accanto alla fenice non la trovai.
Chissà se se n'é andata...

Ora che la ho persa capisco di sentire la mancanza di un vero amore...

oramai credo di non interessarle più, però sento ancora che in qualche modo forse potrei riconquistare il suo amore e farmi perdonare per ciò che gli ho fatto, anche se non sarà facile...

Andrò da lei in persona e gli chiederò se potrà darmi l'occasione e il modo per sdebitarmi con lei e tornare al suo fianco

Ogni notte sono alla collina... Non resto li il tempo necessario per esaudire la sua ultima richiesta... resto li anche delle ore, prima di rendermi conto che il giorno si avvicina... Non riesco piu' a sopportarlo, lei ha tenuto a bada i miei istinti animaleschi, che ora tornano sempre piu' intensi.

Non sto piu' vedendo nessuno, come avevo previsto di fare, la mia vita si e' ridotta ad una lunghissima commemorazione e a un provvedere ai piu' elementari bisogni umani, come il cibarsi. Ho divorato un agnello selvatico praticamente crudo... proprio come farebbe un leone o un lupo. Ci sto pensando sempre di meno, comunque, ormai e' diventata una cosa quasi automatica... Come l'impulso di uccidere chiunque mi si avvicina inavvertitamente.

Forse ho scelto una delle tante strade che portano alla pazzia... E se cosi' fosse avrei fatto un errore... Quella che da tanto tempo voglio imboccare e' solo quella che porta a Tricksty.

Ho ceduto!!!Ho ceduto...Il mio cuore ha vinto la ragione e l'ho accontentato. Ora sono felice e triste, radioso e cupo...

Ora un qualcosa che ho fatto, farà soffrire qualcuno a cui tengo, e questo senza certezza alcuna sul domani.

Non posso però fingere che non sia successo, come vorrebbe lei, non sarebbe giusto e non lo voglio neanche io!

Anche se non so che domani ci sarà...Devo parlarle...

*Stringe un petalo di ciliegio tra le mani, sorridendo*

Lethenil, Erevhel I-theanlyned Eldarhed

Sul far del giorno un mendicante, di stracci vestito,

stava assopito, senza sorriso.

Passandogli accanto lo vidi tremare,

"sveglia" gli dissi, "ti voglio aiutare,

ho vesti e cibo in più da portare,

per me sono un peso, dunque te li dono"

Egli ruotando gli occhi spaurito

guardò prima i miei, poi il mio vestito.

"Mi sono smarrito" disse piangendo,

e vidi che stretto nel pugno stava tenendo

un piccolo fiore, ormai aggrinzito.

Gli dono una veste, del cibo caldo,

lo aiuto a trovare il sentiero di casa.

E sul far della porta della sua abitazione

egli si volta, ringrazia di cuore,

poi mi domanda, guardandomi fisso:

"E tu, misterioso salvatore,

tu di cosa hai bigsogno? Che vuoi per campare?

Improvvisa sovviene una strana sensazione,

Il vecchio non mendica? Ha una missione?

Quale motivo gli impon di sapere?

Senza indugio rispondo fidato:

"Solo due cose mi preme di avere,

una mano da stringere, e una strada da percorrere"