Mar 8 Feb 2005
Bregan d'Aerthe
Journal di SyrikQuando calcai per la prima volta la superficie di questo mondo assurdo e inutile, ovvero quello della superficie, avevo uno intento preciso, un dovere da compiere, diciamo...uno scopo. Appunto ne avevo uno solo, e mi sono sempre detto, fino ad oggi, che una volta finita la complicata faccenda me ne sarei tornato nel sottosuolo, vittorioso, riprendendo quella vita che la luce mi aveva rubato. Ma nei momenti di oscurita' che dimezzano le ore di luce, che tutti chiamano "notte", ho riflettuto spesso a riguardo. La luce non ha danneggiato il mio mondo...l'ha compromesso. Certo non posso riportare in vita mio padre, mia madre o i miei fratelli; non che me ne importi qualcosa, ma anche essi facevano parte di quella vita. E come essi, la mia vita precedente e' morta...e non porto' mai riaverla.
E' stato cosi' che per un processo quasi involontario, ho creato "Bregan d'Aerthe"...ricreare seppur sottoforma di una mera e fasulla copia, un frammento di quel mondo a me rubato. E forse anche un tentativo di immentere in questo mondo cosi' alieno qualcosa di sconosciuto: il piacere derivante dal caso e dalla casualita' degli eventi...il piacere che deriva dal gioco, un gioco ampio e vastissimo, dalle infinite probabilita', insomma la vita. Questo mio tentativo pero', piu' che di utilita' pratica, e' di utilita' spirituale...grazie ad esso la luce che tanto odio e che ha toccato quella nera sfera cristallina che metaforicamente costituiva il mio mondo, non ha ancora toccato me. Conservo la mia essenza, cio' che sono, a differenza di molti...molti oscuri, acciecati da essa, che non riescono piu' a vedere se stessi, perche' non lo sono piu'.
Bregan d'Aerthe...il simbolo stilizzato della mia cultura, il simbolismo sintetizzato della morale e dell'etica oscura...che riassume in parte qualche regola di vita, qualche legge muta, insita nello spirito di ogni oscuro che non ha bisogno di essere detta per essere intesa. E cosi' ho trovato un punto di forza...e uno scopo, quello che sara' dopo si vedra', non so se tornero' nel mio mondo, ormai irrimediabilmente compromesso, oppure se me ne plasmero' uno mio...tutto nuovo, all'ombra della luce.