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Enigmatico, freddo, rigido...
Queste sono le parole che mi vengono in mente per descriverlo, ma non bastano di certo.
Lo conosco da poco, e di certo non mi fermo alle apparenze, anche perche' sono certa che celi molto di se'.
Sono indecisa se andare a fondo per scoprire qualcosa in piu' di lui o lasciarmi andare all'indifferenza.
Una perdita di tempo? Forse....
Eppure e' la prima volta che qualcuno mi lascia cosi' perplessa e al tempo stesso stimoli il mio interesse.
La sua 'arte' e' quello che piu' mi affascina e mi intriga e di certo non manchero' di amarla e rispettarla.

Mi ha chiesto di fidarmi di lui, ma non e' facile, io che mi sono sempre e solo fidata di me stessa.
Meno rischi, meno complicazioni, meno delusioni.
Di una cosa sono certa. Non e' come gli altri drow.
Lui va oltre il 'sangue', oltre le apparenze, uno spirito che si leva al di sopra dei suoi ottusi e arroganti fratelli che non sanno guardare oltre il loro naso.
In fondo c'e' speranza, ma non mi illudo piu' di tanto.
E' tempo ora di riprendere gli allenamenti, ho gia' perso fin troppo tempo, la noia e l'inattivita' mi stanno innervosendo.
Il cerchio di interessi si allarga leggermente...Vedremo...

Tristezza e dissolutezza, questi due demoni attanagliano il mio animo.

Ma non solo il mio.

Qualcuno considerava la dissolutezza e la morte come sorelle, era un saggio quell'uomo: mai nulla di più vero è stato detto, la morte del corpo e la morte dei sentimenti, due riflessi dello stesso bagliore.

Sono forse io a dover disporre del destino di chi circuisco?
La morte, ma basta poco, la tristezza e la conseguente dissolutezza però non rientrano nella mia tela..

Meglio permanere in solitudine, in uno stato di quiete e silenzio, adeguato ai miei pensieri.. Magari interessarsi a quell'unico barlume di oscurità che pare sia emerso ultimamente in Therial.. altro non mi compiace.

E se l'immenso vuoto fosse colmato almeno dalla consapevolezza, dal calore che non è proprio della solitudine, forse l'animo ne gioverebbe. Ma è risaputo, l'animo umano è perverso e ama crogiolarsi nell'abitudine, che logora, e lima via la vitalità fino ad abbandonare uno scheletro.

Chissà se e in quali meandri del cuore si cela quella scintilla, figlia di passione, che in alcuni brucia nello sguardo. Non mi è concesso cercare, ma oserò, e solo il fato potrà impedirmelo.

Fissava il fuoco del caminetto come in trance, seduta a gambe incrociate in una posizione quasi innaturale.
Era da circa tre ore che sedeva cosi', perfettamente immobile, sentiva solo il suo respiro, e non badava minimamente alla confusione degli avventori della locanda al piano di sotto.
Le mani congiunte, ogni tanto le sue labbra si muovevano senza emettere alcun suono...Se qualcuno avesse potuto vedere i suoi occhi in quel momento, sotto il velo, si sarebbe stupito leggermente trovandoli del tutto bianchi, e di certo avrebbero pensato che era sotto l'influsso di qualche incantesimo o in preda a qualche stato di malattia.
In realta' stava meditando, concentrata completamente su se stessa, la sua mente aveva chiuso le porte a ogni forma della realta' che la circondava, ed era la sua anima che lentamente si apriva cercando di trovare il giusto equilibrio, di scacciare ogni sentimento negativo che potesse deconcentrarla.
Era come proiettata in un sogno, dove tutto si muoveva lentamente, dove riviveva ogni istante della sua vita passata, e dove le parole del suo vecchio maestro le penetravano dentro, e ad esse lei si aggrappava, con forza e quasi disperazione, l'unica persona che aveva toccato la sua anima, plasmandola a suo piacimento, rendendola forte e consapevole di cio' che era.
In quei momenti era come parlare con lui, era come se le loro menti si sfiorassero, come se i loro cuori battessero all'unisono, ma era impossibile, lui era morto tempo fa...

Il suo corpo prese a tremare di colpo, poi lentamente si placo' quando senti' bussare alla porta.
Si rialzo' lentamente, i muscoli per niente sofferenti per l'inattivita' di quelle tre ore a cui erano stati costretti, e ando' ad aprire.
Era la cameriera che le portava il calice di vino che aveva richiesto.
La ringrazio' con un cenno del capo e richiuse subito la porta alle sue spalle.
Poso' il calice di vino sul piccolo tavolo che si trovava in un angolo della stanza, poi si avvicino' allo specchio alto e quadrato posizionato li vicino.
Si tolse il cappuccio che le copriva il capo, lasciando liberi i lunghi e ondulati capelli neri che le ricaddero fino alla vita, poi lentamente porto' le mani al viso togliendosi anche il velo.
Fisso' la sua immagine riflessa nello specchio, il viso dai tratti delicati eppur cosi' seducente e di una bellezza fuori dal comune, risultato dell'unione di sangue tra drow e umano.
La pelle olivastra cosi' simile a quella dei drow, risplendeva lievemente, accarezzata dai riflessi del fuoco del camino.
E fissava ora i suoi occhi, blu come gli abissi piu' profondi del mare,  che nell'oscurita' si accendevano di bagliori cremisi, tagliati a mandorla e contornati da folte e scure ciglia, occhi che celavano ogni tipo di stato d'animo e sentimento.
Ma non guardava se stessa, stava fissando nello specchio ben altra immagine che la sua mente rievocava, il volto di un umano, dalla pelle scura e priva di qualsiasi segno di eta', se non per le piccole e quasi invisibili rughe ai lati dei suoi occhi.

''Ripetimi ancora una volta...Chi sono...''

Sei tutto e niente, il tuo sangue e' misto, e il tuo cuore diviso a meta'. Devi accettare la tua natura, devi accettare entrambe le razze da cui discendi, e mai permettere all'una di prevalicare sull'altra. Le tue debolezze dovranno diventare la tua forza, devi conoscere l'odio e l' amore, la passione e il gelo, la gioia e la tristezza, l'umilta' e l'arroganza, la debolezza e la forza, la vittoria e la sconfitta, il bene e il male, la furia e la calma. Non combattere mai contro la solitudine perche' essa fa parte di te, ma impara ad accettarla, e solo cosi' non sentirai il tormento che stringe il tuo cuore come una gelida morsa, l'insoddisfazione che in ogni istante rischiera' di soffocarti. Sei tutto e niente, amati e odiati, ma non contare mai sugli altri, delusione costante saranno per te, perche' tu sei diversa. Sei tutto e niente...Tutto e niente...

 Allungo' la mano verso lo specchio, sfiorandone il vetro la' dove il viso del suo maestro tremolava, gli occhi spalancati mentre le parole le rimbalzavano nella mente con forza.
Si ritrasse sospirando leggermente e prese il calice di vino con delicatezza.
Lo sollevo' verso lo specchio in un silenzioso brindisi mentre un sorriso freddo aleggiava sulle sue labbra, e sorseggio' il liquido rosso lentamente.
Si tolse il mantello e ignorando il letto lo stese a terra davanti al camino.
Si stese su di esso usando la sua sacca come cuscino e a lungo osservo' le fiamme danzanti che con il loro calore avviluppavano il suo corpo, poi finalmente si addormento'.

Farlocca. Stupida. Illusa. Pezzo di sgualdrina.

Che sia maledetta la tua lussuria! Guarda a cosa ti ha portato: a voler bene a qualcuno che nemmeno tenta di rispettarti, che si usa di te per il piacere. E tu, cagna, ci stai.

Stessa passione, ma sentimenti differenti. Se proprio non vuoi rinunciare ai tuoi amanti, distaccati da loro, come quel cane fa.

E invece sei caduta nel baratro senza fondo dei Sentimenti, che piu' di ogni altra cosa confondono e distruggono.

Odia te stessa, e colui che ti ha sedotta, che ha modellato la tua volonta' per il suo piacere fisico. Ha abusato di te, e tu hai abusato troppo della tua ingenuita'. Non avesti mai pensato ad una cosa simile, eh? Una sottospecie d'umano che ti fa provare piacere, oltre che sentimento. E tu non contavi il Sentimento.

Pensavi forse fosse qualcosa per gli altri, che non ti avrebbe mai  toccata troppo da vicino?

Sentimenti per un UOMO. Dovresti averne per te stessa, e per quella bambina che hai adottato.

Che egli sia maledetto, ora e per sempre. Che sia straziato dalle urla delle sue vittime e del suo passato. Che la sofferenza gli si rivolga, e non lo lasci. Che non trovi altro modo per lenire il suo male se non quello di venire da te, e strisciare ai tuoi piedi, e chiederti perdono e sentimenti.

E tu non concederglieli. Diventa di ghiaccio e di odio. Di morte.

Lascialo soffrire in cio' che ha causato, e che i tuoi sentimenti non prendano i sopravvento.

Soffri, bastardo. Muori strafitto da stiletto di ghiaccio, e da acido pungente.

Non posso crederci! Mia figlia e' tornata!!!!

Me la sono trovata al tempio, mentre stavo uscendo...Qualcosa di completamente inaspettato.

Dice di aver dormito per tutto il tempo...fra le braccia della Nera Signora...ho pensato ad una metafora, ma non puo' essere così.

Lei e Dayla...dormienti, prese in custodia dalla Signora che disse loro che 'nessuno ormai volevo loro piu' bene.'

Ci devo riflettere. Mi sembra strano. In ogni caso, non posso che essere piu' che felice per aver ritrovato mia figlia dopo tanto tempo...piu' di un anno...

E non e' cresciuta di un giorno...

Spero che anche l'altra piccola possa 'svegliarsi' e tornare con suo padre. Lo merita, povera stella. E lo merita lui, il padre.

Che gli Dei vi proteggano.

piano piano sto prendendo confidenza con queste lande, sto facendo incontri più o meno gradevoli(accidenti i pedoni come picchiano) ma va bene cosi!

alla prossima

Ero al Tempio di Lamwothor, come al solito, e pensavo a mia figlia. L'ultima volta che la vidi, ormai molto tempo fa, mi dono' un profumatissimo dolcetto di marzapane..profuma ancora come quando me l'ha regalato.

E' ormai da anni che non la vedo, ne' ho notizie di lei. E mi manca. L'unica figlia che avessi mai avuto e che mai mi sarei sognata di avere.

Quando la conobbi era insieme ad un'altra ragazzina, che poverina, non aveva l'uso della parola, a causa di un trauma, suppongo, ma sapeva esprimersi molto bene con i gesti delle mani e un filo che teneva fra di esse.

Non so perche', ma adottai quella che poi divento' mia figlia. Spero che ella viva ancora nelle terre che sta esplorando, anche se aveva solo otto anni....Spero che se la sia cavata. Mi piace pensarlo. Mi rinfranca. Ma come puo' una bambina di soli otto anni vivere in un mondo come questo tutta sola e senza qualcuno che la protegga?

Mi manca terribilmente. Penso che non torni mai piu', anche se ancora riesco a vederla arrivare dall'entrata del Tempio e sorridermi, per poi abbracciarmi forte.

Per la prima volta, sento il bisogno di essere madre. Madre DAVVERO. Lei era mia figlia, ma non so perche', solo adesso credo che lo era veramente, carne della mia carne, anche se cosi' non era. Solo quando l'ho persa...

Sento il bisogno di avere dei figli, di curarli, di dar loro la possibilita' di crescere e di vivere. Chissa'...magari cio' non accadra' mai...Per di piu' ritengo che l'altro sesso che mi e' capitato di incontrare non sia prettamente adatto ad avere una progenie. Solo uno ha sempre destato la mia attenzione...fin da quando l'ho conosciuto...

Aveva qualcosa di particolare, molto piu' di qualsiasi altro...Che egli sia ancora mio Maestro. Tutto cio' che so della mia arte lo devo a lui. Grazie.

Diario di Xilemis il folletto, giorno dell'Amore, 3° del mese di Tricksty.

Nella foresta sapevo che alcuni animali mangiassero carne...ma nella citta' sembra che tutti mangino carne! Che cosa brutta! Eppure la frutta e' tanto buona...questa citta' e' davvero strana. Cosa ancora piu' strana e' la loro abitudine di mettere la carne sul fuoco per scaldarla, loro lo chiamano "cucinare", cerchero' di scoprire di piu' su questa strana usanza. Beh, ci sono anche ladri di frutta, ad esempio oggi stavo vicino ad un gigante in una grande piazza con la mia amica Nemen, uno di quegli strani incroci fra un uccello e un uomo, beh avevo una famona e lei non so come ha fatto spuntare della frutta. Un umano che stava li vicino prendeva velocissimo la frutta e se la intascava nello zaino! Fortuna che Nemen mi ha dato lo stesso la frutta di nascosto, adoro le ciliegie, che buone! Anche se all'inizio voleva darmi uno strano frutto marroncino che lei chiama dattero. Bleah, piu' buone le ciliegie. Uhhh ecco che e' arrivata Liuly...

sono arrivato in questa grande Terra,per crescere ed apprendere,e con lo spirito di un bambino curioso comincio questa nuova avventura!Timil è arrivato...

Diario di Xilemis il folletto, giorno dell'ombra 15° del Mese di Pharadia.

Dopo aver salutato la foresta e gli animali della quinta quercia, proprio vicino alle quattro betulle, mi sono avventurato in citta'. Non l'ho detto a nessuno dei miei compagni, se no chissa' cosa direbbero, ma ero troppo curioso. Devo dire che sono rimasto pero' un po' deluso, tutta pietra e tutto rigido, la poca natura che c'e' e' preservata in appositi parchi o in viottoli lungo i bordi, oppure in semplici vasi sparsi qua e la. Che luogo triste, e' grigio proprio in tutti i sensi, tutti la chiamano "federazione" ma non so cosa significhi.

Ho incontrato molte creature strane...da uccelli dalle fattezze umane a strani gattoni, che sembrano essere anche'essi un incrocio con gli umani. Proprio uno di questi ha cercato di mangiarmi! Ci ho anche litigato ma poi siamo diventati amici, il suo nome e' Liuly e suo padre non mi rassicura tanto, menomale che ha detto che sono anche suo amico! Comunque da quel che m'e' parso la citta' e' decisamente caotica e priva di quell'armonia intrinseca di ogni pianta...o del verde ruscello che scorre vicino ai cespugli d'agrifoglio vicino alla quinta quercia; si, e' chiamato verderuscello per il muschio che ne ricopre il canale che rende l'acqua verde pur facendola restare trasparente.

Comincio a sentire la nostalgia del bosco e credo che fra poco vi faro' ritorno. Ma prima voglio scoprire qualcosa di piu' si questa citta'.                                                                       Xilemis Verdefoglia