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Therial terra tranquilla dagli eventi sobri e vari? Assolutamente no! Forse nel sottosuolo, ma in superficie le vicende legate ai demoni si susseguono. Un demone di qua...uno di la...uno evocato per noia durante una pallida serata di autunno, per poi ucciderlo per puro divertimento, un posseduto qui, una posseduta la. Che il fato sia cosi' irrimediabilmente monotono? E poi in tutta sincerita', questi demoni sono anche troppo altezzosi per i miei gusti, troppi ne ho controllati e troppi ne ammazzero', vuoi per noia o per la di loro poca obbedienza...la loro presunta potenza mi fa quasi sorridere. Pertanto credo che mi disinteressero' di cio' che il fato mi serve in questa squallida e monotona terra di superficie, credo di aver bisogno di nuovi spunti...

Lassu' sulla terrazza dei Bardi dove io e Aphanes ci ritroviamo ad osservare lo splendido paesaggio. Lui che si lascia carezzare dal colore e la musica dei ricordi della sua casa, io che trovo solo li' un momento di serenita'. Io non ho malinconia di casa solo note tristi sfiorano il mio cuore e la mia anima quando torno nel passato, e ad ogni passo ricordo e vorrei dimenticare.. suono per la mia anima come se la musica e i vecchi racconti della mia defunta madre, unica luce del mio passato, potessero salvarmi dalle mie colpe. Suono per chi vuole ascoltare e nella musica della mia Cetra trovo ristoro.. ripenso alla persona che amo che mi e' stata strappata, l'unico che e' riuscito a risvegliare in me cio' che ero prima delle violenze e delle imposizioni.. e ora lo ricordo come quella dolce Sentinella che combatteva i bracconieri, come colui che si prese cura di me..
Ma ormai e' solo un ricordo ed il mio cuore e' chiuso per sempre..

Oggi Aphanes mi ha fatto un dono.. un fiore luminoso, una rosa perfetta, ella mi ha curata e ha realizzato il mio desiderio piu' grande, sentivo il suo potere scorrere nelle mie vene, ma non devo parlare di questo fiore poiche' lo voglio solo mio e il suo potere mi appartiene ormai..
Curami Rosa luminosa e non lasciarmi mai piu', prometti di realizzare i miei desideri e non posso piu' lasciarti andare..
..Curami Rosa di Luce..
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa per quello che voglio.. non c'e' prezzo.

Ironia, non c'e' che dire! Essere maledetto da un demone! Maledire un sacerdote, quasi mi viene da sorridere se nel farlo involontariamente non chiudessi gli occhi e in quell'istante visioni orribili non comparissero.

Visione di elfi, nei quali mi sembra di vivere, elfi figli della stirpe luminosa...Che orrore!!!Che orrore!!!
Orrore, che non fa che rinvigorire al mio risveglio l'odio e con esso mi avvicina di piu' al mio Dio!!!

Ho reso il favore al demone, in un modo o nell'altro la maledizione divina esigera' d'essere appagata.
Mi auguro che cio' avvenga con il sangue del luminoso...

Speravo... di poter usare questa parola solo per intendere me e sir Lethenil...o comunque persone a me affini...
o comunque... persone.
Al ritorno dal mio lungo viaggio credevo di aver lasciato da qualche parte il mio passato e il brutto incidente, ma il tocco di Sorhaja lascia tracce indelebili e ritrovando Dhora fui costretta ad affrontare quelli che pensavo fossero solo sospetti.

La prima volta che tento' di vedere cosa c'era in me eravamo in tre, in un atrio, sotto una magnifica cascata, io, Milady Dhora ed un felar con un occhio stranamente rosso... non ho memoria di cio' che successe dopo le monotone e inquietanti parole che la dama pronunziava tenendo alto il suo medaglione.
Al mio risveglio nulla era mutato nella mia anima, ero convinta che... che non fosse successo nulla ma i miei capelli, ora bianchi, testimoniano il contrario.

Non potendo piu' negare l'esistenza di quest'essere decisi dunque di affrontarlo una seconda volta, il felar non si presento' con noi, ne nessun'altro... ero sola con la piccola luce di therial a mostrarmi la via...
Non ho segni nel corpo a testimonianza dell'accaduto, ma aprendo gli occhi mi trovai in uno strano luogo... dalla bellezza sinistra. Li ad accogliermi oltre la dama trovai un potente Drow che evidentemente non gradiva la mia presenza e scappai ritrovandomi con sir Lethenil.
Attesi con lui il ritorno della strega che tento' di chiarirmi l'accaduto... ma... cio' che giunse alle nostre orecchie non ha davvero alcun senso...

Dhora sa'... Dhora...

Qualcuno mi disse una sera, una bella sera sotto un cielo antico che ora ho voluto dimenticare, che il viaggio è un'occasione. Un modo per ritemprare la propria anima, un modo per riabilitare sè stessi. Ritenevo che le parole quel qualcuno fossero sagge e dettate dall'esperienza. Non avrei mai creduto che io stesso (a quell'epoca ero molto giovane), prima o poi, avrei dovuto intraprenderne uno di tale lunghezza.
La prima volta lo compii perchè altro non potevo fare. Se fossi restato sarei morto. Solo ora mi rendo conto che la morte sarebbe stata molto preferibile a questo strazio... Come una fiamma che con lentezza indefinibile brucia un ramo secco. Mi sento consumato, privo di energie... Credo sia più che normale, nello stato in cui mi trovo... Purtroppo non ho confronti su cui basarmi. Finora non ne ho trovati altri. Come me. Anche se molti mi hanno aiutato a gettare tutto nell'oblio... Ma come fai a dimenticare del tutto un'essere così bello, perfetto?! Legato così profondamente con la tua essenza da farti morire con lui, nel caso di un'evenienza simile? Forse, in effetti, è per questo che la morte ancora non mi ha notato...
Il secondo viaggio lo intraprenderò a breve. Quando l'evidenza di questo fatto mi è balzata alla mente, non ho potuto resistere... Al richiamo... E ne sono felice. Felice! Come un bambino al suo primo sorgere del sole! Finalmente rivedrò la terra dei miei padri. Ma più di ogni altra cosa, rivedrò Lei. Per gli Déi, quanto tempo è trascorso... Solo guardando in cielo me ne rendo conto...

Non ci sono più Draghi a solcarlo...

Quasi non riesco a trovare le parole per la gioia d'aver rivisto il mio maestro. Troppo tempo, era trascorso dal nostro ultimo incontro, che sebbene fosse ben vivo nella mia mente era lontanissimo nel tempo.

Un elfo, vestito da viaggio, come tale l'ho salutato quando l'ho veduto in presenza del druido di Haon dor.
Solo la sua voce, e il ciondolo di Eldamar di cui oramai i miei simili hanno dimenticato il senso, l'hanno tradito.

E' incredibile come possano passarci vicine le persone che ci sono care e il nostro occhio possa tradirci.
La sua saggezza non e' mutata, viceversa io lo sono. Ho perso parte degli ideali di gioventu', piuttosto lunga per un elfo, e lentamente sto incominciado a comprendere parte degli insegmaneti di Lilim.

Farò tesoro di quanto, ci siamo detti nel nostro ultimo incontro, ho solo il rammarico che sia stato troppo breve...Troppo...Neanche il tempo di sapere qual'e' la destinazione del suo viaggio. Spero che il destino mi conceda una seconda opportunita' per rivederlo.

Ore otto della sera, giorno della distruzione, il quattro del mese di Chastil.
Inizio stasera il mio diario, che intendo tenere come aggiunta agli appunti di studio che già da tempo trascrivo con diligenza sui miei libri. E' passato ormai molto tempo da quando sono partito dalla mia terra per viaggiare verso il sud, ove antiche leggende narravano si potesse carpire il segreto di molte magie, e ascoltare misteriose storie. Lungo il mio pellegrinare sono finito alle porte di una città chiamata Kyrandor, il cui aspetto devo dire mi rallegra abbastanza. Sto iniziando pian piano a conoscere le vie di tutta la cittadina, e, non avendo soldi per comprare le mappe in vendita presso Melancoly, sto cercando di memorizzare i tragitti più percorsi. Sono anche alla ricerca di un membro della cabala degli Shalafi, dovrei assolutamente trovarne uno al più presto, poichè fremo dalla voglia di apprendere quel nuovo incantesimo per la creazione di oggetti ornamentali, credo si tratti di fiori; avrei anche da chiedere informazioni riguardo alla mia domanda per entrare a far parte della cabala, in maniera da poter essere seguito nel mio studio e apprendere l'arte magica più velocemente, ma ahimè, sembra che gli Shalafi non siano esattamente ben accetti all'interno delle mura della cittadina, come tempo fa venni a sapere per mezzo di un passante. Del resto, neanche io mi sento propriamente un cittadino di Kyrandor, così come non lo sono mai stato di nessuna città. Ciò che mi interessa e mi preme al momento, è studiare, approfondire, e scoprire cose nuove.

Un anello veramente bello, non ne avevo mai veduti di simili tra quelli forgiati dagli elfi miei simili.

Thelindear, l'elfo dallo sguardo triste, me l'ha venduto per un prezzo veramente ragguardevole.
Pare sia stato trovato nell'acropoli della città, ma non ha saputo dirmi di piu'.
Chissa' a chi e' appartenuto???
Avverto però uno strano potere, tenendolo tra le mani: il suo colore verde va mutando assumento tonalita' via via diverse.

Non credo pero' sia questo il suo unico, potere. Mi rivolgereri al mio maestro, Lilim, ma sono anni che non lo vedo, mi domando se stia bene...

Donarlo a Laeire, potrebbe non essere stata una scelta molto saggia, o forse sto solo facendomi dei problemi per nulla...

sono un..... non ho parole....
seguimi mi ha detto e io sperando di poter capire perche' aveva ucciso lo spazzino l ho fatto...
ecco.... sempre a cercare il buono in tutti.... e adesso mi ritrovo con l ennesima figura da...... e senza la rosa dono di Siya.....
perche'.....?

Quell'elfa sapeva troppo.. anche se ancora non era niente.. Certa gente si immischia in cose troppo rischiose per chiunque.. E' una noia dover sempre esliminare questa gente che vuol sapere più del dovuto..
Sono andato da lei.. tentava di fuggire, che cosa inutile.. come se non potessi distruggerla con un semplice colpo anche se fosse fuggita..
L'ho guardata meglio. Era riuscita a scoprire qualcosa, anche se niente di particolarmente rischioso, ma comunque sapeva farci. Quindi un'idea: 'Perchè non attrarla a me? Perchè non farle dimenticare, e averla al mio fianco?' Era stata capace, era riuscita in parte in quello che riesce solo a pochi, ed era anche piuttosto bella.. Fu un attimo, la fissai, spalancando gli occhi nella notte, la foresta dorata ci assisteva, e subito si avvicinò, attratta da me, tentando di toccare la mano rivolta verso di lei. La avvolsi nel mantello per portarla via, ormai non era più un pericolo, e volevo pensare cosa farne. Mi alzai in volo lentamente, con lei stretta a me, passò un istante, quando sentii qualcosa. La mia reazione fu di leggera meraviglia, non era una cosa che mi capita frequentemente, così mi posai di nuovo a terra. La osservai meglio, mi avvicinai col viso al suo corpo, per sentire la sua energia.. Aveva il dono. Una fortuna, per lei. Pochissimi lo hanno, quasi nessuno ha la possibilità di sfruttarlo al fianco di qualcuno che saprebbe come guidarlo. Lei era fra questi. La portai alla torre, nonostante ci fossero solo animali attorno, ho visto maghi trasformarsi in cose ben peggiori.. Poi lì, al sicuro dagli sguardi di tutti, non sentivo la presenza di nessuno attorno a me, la portai ad un legame ben più grande di quello precedente. Mentre prima era solo un'attrazione che la portava ad ubbidirmi in tutto e per tutto, ora si aggiungeva anche un legame di sangue.. Ormai era mia, niente e nessuno avrebbe potuto farci niente.. E poco sarebbe bastato per farla sparire in seguito, se ce ne fosse stato bisogno. Intanto, mi limitai a farle dimenticare quanto aveva scoperto. Quella notte stessa fui ripagato per quel che avevo fatto per lei..