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Sono arrivato da poco a Kyrandoré Quando esco dalla tenebre e sono visibile agli occhi di tutti la gente non mi guarda e quei pochi che lo fanno mi osservano con sospetto… Sara’ forse il mio aspetto, poco raccomandabile, a spaventarli…

Sto imparando bene ad usare il pugnale…e’ ormai diventata la mia arma preferita…sto diventando un’abile ladro, sono in pochi ad accorgersi che li derubo…

Ho esplorato il mondo, Deleth, uno dei pochi che mi saluta e mi parla, a parte i miei due amici, Drakoo e Necrol. Deleth mi ha affidato delle missioni divine, con cui ho guadagnato molto…

Drakoo…ha uno strano piacere nel bere il sangue delle sue vittime…Necrol, più vecchio di noi, si diverte a creare degli orridi mostri…lui li chiama “golem”…

Drelihar Signore delle Ombre

Nella mensogna ho vissuto... per cinquantacinque lunghi anni...

I racconti di mio nonno, non corrispondono a verita'...

Perche'.. L'unica domanda a coi non riesco a dare una risposta..

Perche'..

Ho messo da parte il mio dolore e la mia disperazione...

Qual'e' la verita'... qual'e'...

Devo cercarla.. lei non verra' mai da me..

Devo cercarla..

Chi era mio padre...

PERCHE' IL DESTINO E' STATO COSI' CRUDELE CON ME!!!

PERCHE'!

Non mi sembra ancora vero a pensarci... e se ci penso.. una grande rabbia inonda il mio cuore..

Una rabbia troppo grande...

Non riesco ad accettarlo...

Non ci riesco...

Qual'e' la verita'... Qual'e'....

E' tornato, finalmente. Ancora una volta le nostre vite si sono riunite, le dita intrecciate, lo sguardo complice scambiato, le labbra unite e l'Amore saldato.

Mi ha baciata la mano, dichiarandola sua; mi ha carezzata il volto, proclamandosi suo padrone; mi ha sfiorato il collo, lasciandoci il suo profumo; mi ha sorriso, riempiendomi di gioia gli occhi; mi ha sussurrato, stuzzicandomi le raffinate orecchie.

I suoi occhi si sono illuminati, come quelli di un bambino, perche' nella nuova ricerca ha trovato qualcosa che gli mancava. E io ero li', sono riuscita a cogliere ogni singolo attimo della sua gioia ritrovata, le sue morbide labbra si sono dischiuse in uno spensierato sorriso, i vivaci occhi si sono assottigliati, sotto la pressione dei muscoli contratti dalla gioia, la sua voce sgorgava squillante e il suo cuore ha accelerato il suo corso. Un bambino che ha scoperto il tesoro nascosto del suo gioco.

La sua voce si e' fatta piu' seria, come se dovesse reggere il confronto con l'argomento trattato. Avremo un vicino, se mai arrivera' la stagione buona. Avremo nuovi incarichi, se mai trovera' un degno erede. Avremo molto tempo da passare insieme, alla ricerca del nostro tesoro che non c'e'.

Le dita scorrono veloci sulle mani, ancora due segreti strappati con un sorriso. Le mani, la penombra e gli sguardi. Ballando la nostra musica.

Finalmente... dopo nove mesi di travagliata gravidansa della mia stupenda ragazza, Jalyrien, sono nati due stupendi bambini... un po' caciaroni ma stupendi...

Ora ho finalmente un momento di tempo.. un momento di tempo per pensare e mettere un attimo in ordine le idee... ultimamente sto trascurando un po' l'Ordine e questo mi spiace.. ma nella mia mente c'è solo un pensiero fisso..

Tutto è iniziato quando.. di fretta sono stata convocata da uno strano felar.. un certo.. ehm.. Khrysor.. credo... con lui c'erano Lady Flaminea.. una cucciolotta di felar e una felar quasi in punto di morte.. credo fossero complicazioni del parto.. beh senza neanche pensarci ho imposto le mani su quella felar in fin di vita e pregando il grande Chastil sono riuscita a fermare l'emoraggia..

li per li non ci credevo.. pensavo a qualcosa di strano.. di insiegabile.. fino a quando.. un giorno ho guarito di nuovo.. ho imposto le mani sulla mia caviglia e.. pregando sempre il potente Chastil.. sono riuscita a curarla...

sono confusa.. non so che dire.. come.. come posso io.. essere meritevole di tale dono.. io così imperfetta nel mio vivere la vita.. così ancora imperfetta nel servire il mio dio.. Chastil Custode della Luce..

Ho parlato con Lady Flaminea e Messer Elrond ma nessuno dei due ha saputo darmi una risposta concreta.. e io non so proprio che pensare..

credo che andrò a parlare.. con Ser Ermete.. forse lui.. nella sua grande sapienza.. saprà aiutarmi..

Shatiel, Paladina di Chastil, devota alla Luce

DA DIVIDED SOULS

L’allievo stava percorrendo ormai da una mezzora il tetro corridoio, e portava ancora, incastrata tra l’armatura, la fanghiglia fetente della palude melmosa che aveva guadato poc’anzi. Tutto intorno udiva continuamente sibili, rantolii e lo stridere di artigli contro la pietra.

Ma nessuno osava attaccarlo.

Avanzava con fare sicuro, ma prudente tra tunnel, corridoi, e cunicoli, tutti avvolti nella massima oscurità. Ma non era solo. Affatto, e lui lo sapeva, ma quelle creature nascoste nell’ombra non gli interessavano. No, cercava qualcosa di particolare, di insolito, di unico, in fondo era questa la missione affidatagli. Il bello era che non sapeva di preciso chi cercare, ne dove, ne tantomeno quale fosse il fantomatico oggetto da dover reperire ad ogni costo. E quindi non rimaneva che avanzare, avanzare, ed avanzare ancora, osservando tutti ed esplorando ovunque. Come al solito, in fondo oramai era quella la sua principale occupazione: esplorare luoghi sempre più tetri, sfidando l’ignoto col cuore in gola. Emozioni intense che poi avrebbe raccontato agli amici nella taverna del Topo davanti ad una bottiglia, e É Un grido! Si arrestò all’istante. Tese l’udito. Nulla. Ma ne era sicuro. Si inginocchiò, pose l’orecchio a terra e ascoltò. La roccia gli trasmise alcuni rumori, erano 4 o 5 creature, davanti a lui ancora piuttosto distanti però e si stavano agitando parecchio. Si rialzò e riprese a camminare, con maggiore prudenza, e tendendo al massimo tutti i sensi, concentrandosi su ogni più piccolo rumore. Dopo un centinaio di metri udì ancora. Un altro grido, più acuto di prima accompagnato da una risata sguaiata. Dopo aver ascoltato riprese ad avanzare tra una ragnatela di cunicoli cercando di farsi guidare da quelle grida. Svoltando in un cunicolo ove il buio era assoluto e intriso di malignità, lo risentì ancora, assieme ad un rantolio, risate e grida. Ora man mano che avanzava udiva sempre più distintamente. Sembrava che alcuni esseri, forse 3, stessero seviziandone un altro. Coperta dalle urla strazianti, vi era una voce cavernosa e raggelante, che si esprimeva in un ignoto idioma. Ormai aveva rinunciato a voler capire quelle lingue, con tutte le creature più diverse disseminate in tutta Therial. Avanzava sempre con maggior prudenza, i sensi tesissimi, l’arma stretta in pugno pronta a colpire, e la mente svuotata da ogni pensiero.

Non aveva paura, ma una certa prudenza verso l’ignoto era doveroso, anzi saggio, come gli avevano insegnato i maestri. Ma in fondo sapeva che erano ben pochi gli esseri in grado di metterlo in difficoltà seriamente. Era sì un semplice allievo-yun, ma anche pur sempre un possente guerriero al culmine della sua maturità, racchiuso in una magnifica armatura.

Ormai egli era vicinissimo alle voci. Cominciò a strisciare di lato, colla schiena contro la parete, e sporgendosi in avanti per vedere prima di essere visto. Trattenne anche il respiro per meglio ascoltare. Erano sicuramente dietro l’angolo, alla prossima svolta. Continuava a udire le risate, la voce,e le urla spaventose, assieme a rantoli, e lamenti. Arrivò all’angolo e si sporse. I tre aguzzini gli davano le spalle, stavano davanti a quello che sembrava essere un altare sacrificale, sul quale stava incatenata la vittima, ormai esausta ma ancora viva. Era facile, i tre non sembravano essere troppo resistenti, privi com ‘erano di corazze, e poteva attaccarli senza essere visto. Occorreva un attacco silenzioso e fulmineo.Si preparò: controllò le armi, pregò gli dei che guidassero i suoi colpi, ripassò la strategia, e sentì insorgere dentro di sé la furia di Zeius, ma la trattenne. Per ora.

Girò l’angolo senza commettere il minimo rumore, e tenendosi abbassato. Quando fu’ a pochi passi da loro, finalmente liberò tutta la sua furia omicida e cominciò a colpire ogni cosa che si muoveva, spaccando teste e troncando braccia, con una rapidità tale che i tre caddero senza opporre la minima resistenza. Assestò il colpo di grazia anche alla vittima. Bene era fatta. Si abbasso’ per osservare gli indumenti che portavano addosso e ÉUn movimento. Sulla destra, in basso. Fu una frazione di secondo. Ma lui la vide. Una mano artigliata era sbucata dall’ombra ed aveva afferrato qualcosa.

Allora da una sacca di pelle sfilò una fiala contenente un liquido verdognolo. Lo trangugiò a grandi sorsate senza badare al sapore nauseabondo. Immediatamente la strana droga fece effetto, la mente si liberò e gli occhi arrossati ora gli permettevano di distinguere ogni sagoma che si nascondesse tra le ombre. Davanti a sé infatti rimaneva un’altra creatura all’apparenza più feroce e demoniaca delle altre, ma per sua disgrazia portava una maschera che sembrava essere proprio di ghiaccio. Ecco forse questo era proprio l’oggetto giusto, forse la ricerca era terminata, finalmente, estenuante e lunghissima, senza tregua da giorni e giorni tra quei cunicoli bui e opprimenti. E non sarebbe certo stata quella insignificante creatura a fermarlo, per quanto fosse stata feroce e possente. Era inutile che sibilasse o sputasse, ormai l’allievo ascoltava nella sua mente solo il grido di battaglia di Zeius ‘Carrai al omar! Carrai al omar!’E cominciò una selvaggia battaglia, tra il guerriero conscio della sua forza e la creatura avvolta nella sua malvagità. Presto l’allievo capì di potercela fare anche quella volta, e continuava ad infliggere colpi mortali, calci e spallate, con la massima velocità, ma la creatura seppur sofferente si stava difendendo con disperazione e con tutta l’adrenalina che aveva in corpo. Quando però gli fu spaccato il cuore con una pugnalata irresistibile, sentì le forze venirgli meno, e le membra farsi pesantissime, il pavimento si avvicinò rapidissimo, emise un grido strozzato, e spirò.

L’allievo sfilò la maschera dalla creatura, la esaminò brevemente e sorrise soddisfatto. Dal suo torace eruttò un grido di vittoria che rimbombò per le volte oscure.

Quindi si avvicinò alla parete e col pugnale incise il proprio nome sulla roccia: CONDORII

.. sono appena tornata a Kyrandor e tanti piccoli insetti girano urlando e stramazzando per le vie della città.. sono così fastidiosi.. vorrei schiacciarli tutti... non so che mi sia successo nella foresta.. non so che fosse quell'Ombra.. ma so che mi sta seguendo.. che controlla ogni mio movimento...

.. quello che mia madre mi aveva predetto prima di morire si sta avverando.. Lui sta venendo a prendermi.. sta venendo a riscuotere ciò che gli appartiene...

Meglio cosi'... odio quella citta' cosi' caotica, cosi' come tutti gli idioti che ci passano il tempo...

Solo per poche persone che dovranno venirmi incontro mi dispiace... ma si aggiusteranno perfettamente...

Sto riscoprendo il piacere di stare da solo in mezzo alla natura... una cosi' perfetta trappola mortale, per tutti quei prodi cavalieri che vengono a gettare al vento la loro vita cercando di giustiziarmi...

Che vengano pure tutti... non fuggiro' ne mi nascondero'... li aspetto a braccia aperte questi temerari... o folli...

Oggi qualcuno degli Shalafi mi ha risposto.

Ha detto che non ero adatto alla loro cabala...

Mi ha spiegato che le cabale non sono gilde che si fanno guerra tra di loro... e allora perche nelle cabale insegnano solo incantesimi e abilita per il combattimento? Non dovrebbero insegnare a identificare gli oggetti, allora?

Mah...

Onore ad Agar, Paladina di fulgido splendore, della mia amata razza dei mezzi-elfi.

Il Consiglio del Clan riunito il mese scorso, presenti il Primo Cavaliere Pax, la Prima Lama Jijishin, ed il sottoscritto,

in assenza del Primo Senatore Corky, unico altro avente diritto al voto, ha cosi deliberato:

La Paladina AGAR dei mezzi-elfi e' stata accettata con Onore nel Clan della Luce e dell'Onore, per manifesto agire nel sentiero del giusto e della misericordia, pur dando notevoli segni di valore in combatimento.

Altresi e' stato deciso di conferirLe il titolo di Prima Dama del Clan.

Ad essa sono concessi mesi 8 per farsi costruire un forziere rinforzato a cui affigere il simbolo del Clan, affinche' sia a tutti nota la Sua affiliazione.

Onore ad Agar, onore al Clan!

Sempiter!