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Um...riesco a muovermi....sono vivo...
credevo fosse finita....qualcuno deve avermi curato...o almeno accudito...se no sarei morto...
Mi è stata data un altra possibilità, ho fallito, partirò da qui di modo che in futuro non debba più agire nello stesso modo...
Quell'Inquisitore, mi scontrerò altre volte con lui...ne sono certo...devo prepararmi a cio, sopratutto su Eldamar...loro contano su di me....

Non nascondo il mio essere vanesia. E di mancare in larga parte di modestia.
E non nascondo che a volte detesto essere lasciata sola...e non essere considerata. Potranno esserci tutti i buoni motivi, ma è qualcosa che odio.
Come detesto non vederlo comportarsi ugualmente a prima: non ho bisogno di lui?Forse. Ma resta che mi allieta la sua compagnia. Ed esserne privata così impunemente è qualcosa che mi manda in bestia.
Semplicemente, questo.

Sconfitta in un duello per riprendere l'onore.
Non sento nemmeno il fuoco bruciante dell'umiliazione.
Non sento nulla se non il dolore delle ferite ricevute.
Aveva ragione, lo spirito influisce sul corpo.
Non ho dato il meglio di me, non ci ho nemmeno provato.
Possibile che ora non valga piu' nemmeno come guerriera?
Mi sono rifiutata di andare dal curatore, anche se lo getto di acido di quelle dannate spade fa incredibilmente male.
Riposero' ancora su questa collina, la vista della foresta avvolta dalle nebbie e' stupenda, potrei perdermi tra esse...

Direi che me la sono cercata.
Avevo pensato che potesse far male ma non fino a questo punto.
Vorrei tanto poterne parlare con qualcuno, mi aiuterebbe a farmi stare meglio, ma ora che ci penso non ho amici, non ho piu' nessuno.
Triste? E allora perche' sto ridendo?
Si rido di me...
Ha detto che non dipende da me...Gia'...Che sia il suo passato che lo tormenta?
Non lo so e ormai non mi importa piu', se vuole restare aggrappato al passato o a qualunque cosa sia io di certo non sono la persona giusta per fargli cambiare idea e nemmeno ci provo, non sono nessuno.

E'giunto il tempo di salutarti mia amata foresta, la mia casa, Haon Dor. Mi hai accolto e mi hai protetto e io posso solo ricambiare portandoti con me nel cuore.
La mia tristezza non deve contaminarti, altri tuoi figli sapranno apprezzare quanto loro offri, e quanto semplicemente sei stupenda.
Io devo curare le mie ferite, non so quanto ci vorra' e forse ritornero' di tanto in tanto ad ammirarti e a salutarti.
Ma prima voglio farti un dono, lascio a te qualcosa che mi e' molto caro, inutile forse, ma impregnata di quella dolcezza che ormai non conosco piu'.
Fanne cio' che vuoi Foresta Dorata...

Recupera dalla sacca i pezzi del vecchio violino e li lascia ai piedi dell'albero. Lascia vagare ancora una volta lo sguardo tra gli alberi, catturando ogni piccolo particolare, poi recupera la sacca mettendosela in spalla e senza piu' voltarsi si avvia a passo pesante, deviando e perdendosi nelle nebbie...

Ho visto un Paladino, e ho visto la sua amarezza; ho visto anche quanto puo' essere difficile difendere la Luce, quando intorno la sofferenza e le ombre sembrano avere il controllo totale del mondo. Ho capito che e' possibile dubitare del Bene, anche fino al punto di dare alla polvere la sacra insegna di Paladino. Questo e' segno che i tempi sono cattivi, che il Male e' si presente e che sta acquistando forza; questo e' il tempo in cui tutti i veri difensori della Luce debbono avere coscienza di se' stessi e del loro compito, perche' l'ora del confronto finale sempre piu' s'appressa. Ho visto anche occhi fieri, quelli del mio maestro Ermete, da lui ho imparato che la Luce non e' un cammino semplice, tutt'altro: un cedimento nella Fede e' cosa normale, perche' mortali siamo, e tutto quello che abbiamo per andare avanti e' la nostra misera spoglia e la nostra grande Fede. Ma la speranza mai deve crollare, e la Luce sempre deve essere il riferimento supremo, lo scopo ultimo, il bene intoccabile.
Ho visto un Paladino cadere, spero di poterlo vedere rialzarsi..Coraggio, Demus...coraggio...

Non e' stata una buona idea bere tutto quel vino...Mischiarlo al rum poi e' stata pessima!
La mia testa e' ora dolorante, e i miei riflessi non sono piu' cosi' vigili.
Cosa diavolo mi e' saltato in mente??
Saro' apparsa patetica ai suoi occhi ma almeno ho avuto la conferma dei dubbi che avevo.
Sono solo la brutta copia di qualcuno che probabilmente e' stato importante, e non immaginavo quanto questo potesse ferirmi.
Sono stupida ad aver pensato di voler provare, doppiamente stupida per aver anche solo sperato di riuscirci.
Non capisco davvero cosa mi sta succendo o probabilmente si, ma non voglio ammetterlo, sarebbe ancora piu' doloroso e umiliante.
Devo soffocare questi sentimenti, farli morire quanto prima.
Cerchero' di evitarlo il piu' possibile, gli parlero' il minimo indispensabile, ma non credo sia difficile, in fondo i nostri incontri sono stati casuali, non e' mai venuto a cercarmi solo per pura e semplice compagnia ma solo per lavoro.
Si decisamente e' la decisione migliore.

Ed ecco che finalmente ho preparato la mia vecchia e logora sacca da viaggio.
Quando la mettero' sulle spalle sara' per abbandonare definitivamente queste terre e incamminarmi verso altre.
Mi ritrovo a osservarla a lungo, forte e' la tentazione di andare via.
Non so ancora cosa mi trattiene, ma sto cedendo, le mie convinzioni vacillano sempre piu'.
Suonare mi aiuterebbe a capire, chissa' se ancora ne sono in grado...

Fruga nella sacca da viaggio e ne tira fuori un morbido panno. Quando ne scosta i lembi ecco che al suo interno riposano i pezzi di uno strumento.
E' un vecchio violino, rovinato e spaccato in piu' punti, impossibile da suonare.
Ma lei lo sfiora con le dita con una delicatezza inaspettata, come si farebbe con un amante o con un figlio.
E a capo chino resta cosi' finche' l'alba non la riscuote dai suoi pensieri e dai suoi ricordi...

Gli hai fatto male...Non ucciderlo...Ti prego salvalo...

Sentiva la sua stessa voce sibilarle nella mente.
Implorava come mai aveva fatto, per lui, per l'elfo che amava piu' di ogni altra cosa.
Solo a questo pensava nello stato di oblio in cui si trovava.
Cercava di non pensare al dolore della sua pelle profondamente ustionata dall' Inquisitore di Shod.
Respirava a fatica, era al limite ormai, ogni fibra del suo essere implorava sangue, ma lei non riusciva a muoversi.
Il soffitto della cripta tremolava sotto i suoi occhi bagnati di lacrime.
Aveva trovato le forze per implorare ancora una volta l'Inquisitore, gli aveva dato il ciondolo da restituire, e poi si era abbandonata alle nebbie che aveva richiamato e che l'avevano condotta in quel luogo abbandonato e forse sicuro.
E da quel momento giaceva ai piedi dell'alta fontana, l'oscurita' completa l'avvolgeva, ma sentiva distintamente l'odore del sangue pervadere la stanza.

Non sono un demonio...Posso amare...
Marchiata da Mobius la mia vita e' sempre stata un inferno...E ora cosa trovero'? Saranno piu' dolci le gelide braccia di Tricksty?
Volevo solo amare...Non volevo far del male...Empia agli occhi degli altri sono solo un pericolo per chi mi ama, e ora ne sono convinta anche io.
Forse ha ragione l'arial, non dovrei esistere.
Avevo sperato, ero felice, ma ho portato solo sangue e dolore.
Selereaethas perdonami ti prego, non sono riuscita a proteggerti, avrei dovuto consegnarmi a lui.

E rivedeva il suo stupendo viso, le sembrava di sentire le sue calde braccia avvolgerla, la sua dolce voce rassicurarla e il suo cuore battere all'unisono con il suo.
A questo si aggrappava con dolcezza e disperazione, mentre un tremolante sorriso disegnava le sue labbra, e le calde lacrime le rigavano il viso ustionato e ora terribile.
La sua anima si stava spegnendo, i suoi dolci sogni stavano per essere spazzati via, eppure sperava ancora mentre si abbandonava al dolore di quel corpo sofferente...

* si regge in piedi a fatica davanti al corpo esanime di Selereaethas *

Stupido elfo... arrivare a questo per una creatura di Mobius...Che ti e' saltato in mente?
Ella non e' ancora morta... Ma spero che tu sia la sua ultima vittima. Non c'e' scampo alla Giustizia Assoluta. Mai. Per nessuno...
Provo pieta' per te, cavalier Selereaethas, perche' tu non capisci tutto cio' che si muove dietro alla Sacra Inquisizione di Shod, altrimenti non ti saresti mai sognato di interferire... Ma l'ignoranza non e' sempre un prezzo da pagare con la propria vita...
Sicuramente hai imparato una lezione elfo.. La Giustizia Divina che io rappresento non dovra' mai essere contraddetta. Altrimenti sarebbe una bestemmia.

* Lascia cadere vicino al viso dell' elfo un ciondolo a forma di fenice accanto al suo viso *

Sommo Giudice Inquisitore, perdona quest' uomo, egli non ha mai voluto offenderti... Egli ha forse seguito solo i propri sentimenti, e, per quanto sbagliati, non e' da biasimare. Salvalo!

* Un flusso di calore si sprigiona dalle mani di Triarchigos e investe Selereaethas, che comincia a muoversi stancamente*

Perdonami potente Shod... Ho fallito... Ma io non ti ho mai deluso una seconda volta. Abbi fiducia in me, e io compiro' il tuo glorioso disegno in tuo nome.

* Si allontana a piedi, esausto *

Sono riscito appena a lasciare un messaggio....Non so dov'è...l'ho persa...ho fallito...

Ora cullato dalla corrente...perchè...sono nel fiume...no...non riesco a muovermi...
Ashaka...mi spiace....fratelli....ho fallito...non riuscirò a rispettare i miei patti....
Non riesco...non riesco a muovermi....sto morendo....vedo...la scia di sangue dietro di me....ancora sangue Elfico viene versato.....ancora...e ancora...

* chiude gli occhi...ha perso conoscenza*

Il tempo passa, la mia esperienza per la seconda volta cresce, riporto tra le nozioni confuse ordine, mi tornano alla mente in tutta la loro chiarezza, orgoglio e gioia per me stessa e minaccia per chi si mette contro me.

E trovo un mio nuovo modo di essere, il fiore che era un tempo rosso ora è scarlatto, e le sue spine sono sporche di sangue di vivace tonalità. Toccato dall'ombra, e parte di lei. Da lei ho ricevuto, ancora una volta, nuova vita e nuova forza, forza che si accrescerà ancora.

Eppure, è grazie alla luce se sono qui, ora, e non giacio imprigionata in quella dimensione. Il demone è stato sconfitto, ma mi ha lasciato un dono: un tomo in cui ogni cosa di me è scritta, la cui lettura mi mostrerebbe senza il velo dell'ipocrisia che noi tutti abbiamo verso noi stessi.
Non sono sicura di volerne scorrere le righe, e ora rimane sigillato nel mio baule, non toccato da me o da altri.

Altri sono i pensieri che occupano la mia mente, ora.
Mio malgrado continuo a riflettere su cosa lui non ha voluto dirmi, perchè "non era il momento"...odio non averlo convinto.
Ma il fascino che riesco a esercitare sul suo essere l'ha persuaso a rivelarmi che si tratta di qualcosa riguardante me e lui..che sia..?