Gli hai fatto male...Non ucciderlo...Ti prego salvalo...

Sentiva la sua stessa voce sibilarle nella mente.
Implorava come mai aveva fatto, per lui, per l'elfo che amava piu' di ogni altra cosa.
Solo a questo pensava nello stato di oblio in cui si trovava.
Cercava di non pensare al dolore della sua pelle profondamente ustionata dall' Inquisitore di Shod.
Respirava a fatica, era al limite ormai, ogni fibra del suo essere implorava sangue, ma lei non riusciva a muoversi.
Il soffitto della cripta tremolava sotto i suoi occhi bagnati di lacrime.
Aveva trovato le forze per implorare ancora una volta l'Inquisitore, gli aveva dato il ciondolo da restituire, e poi si era abbandonata alle nebbie che aveva richiamato e che l'avevano condotta in quel luogo abbandonato e forse sicuro.
E da quel momento giaceva ai piedi dell'alta fontana, l'oscurita' completa l'avvolgeva, ma sentiva distintamente l'odore del sangue pervadere la stanza.

Non sono un demonio...Posso amare...
Marchiata da Mobius la mia vita e' sempre stata un inferno...E ora cosa trovero'? Saranno piu' dolci le gelide braccia di Tricksty?
Volevo solo amare...Non volevo far del male...Empia agli occhi degli altri sono solo un pericolo per chi mi ama, e ora ne sono convinta anche io.
Forse ha ragione l'arial, non dovrei esistere.
Avevo sperato, ero felice, ma ho portato solo sangue e dolore.
Selereaethas perdonami ti prego, non sono riuscita a proteggerti, avrei dovuto consegnarmi a lui.

E rivedeva il suo stupendo viso, le sembrava di sentire le sue calde braccia avvolgerla, la sua dolce voce rassicurarla e il suo cuore battere all'unisono con il suo.
A questo si aggrappava con dolcezza e disperazione, mentre un tremolante sorriso disegnava le sue labbra, e le calde lacrime le rigavano il viso ustionato e ora terribile.
La sua anima si stava spegnendo, i suoi dolci sogni stavano per essere spazzati via, eppure sperava ancora mentre si abbandonava al dolore di quel corpo sofferente...