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Passeggiando per le strade di Kyrandor, passai per l'ennesima volta per la rinomata piazza dei mercanti di Kyrandor, molto spesso luogo di ritrovo di avventurieri.

Arrivato sul luogo vidi due persone: una donna in abiti lucenti ed una piccola bambina, che mi era familiare.

La bambina era la piccola Harea, figlia di un mio vecchio compagno di avventure Nuun.

La piccola mi salutò vedendomi e l'altra ragazza mi chiese come mi chiamassi, incuriosita dal fatto che conoscessi la piccola. Ella era la sorella di Nuun, Dhora.

Mentre parlavamo di Nuun, di che fine avesse fatto (era da un pò che non lo vedevo) ci si parò davanti nientemeno che lui in persona.

Dopo esserci salutati e aver fatto brevemente le presentazioni, io ed il mio vecchio amico ci mettemmo a raccontare le nostre vecchie (dis)avventure...

Scoprii così che Nuun era tornato, ma molto indebolito, così mi alzai e giurai che lo avrei aiutato a rimettersi in forze... E terrò fede alla mia promessa...

Talvolta rischia di diventare noiosa, fin troppo lunga. Per noi stirpe elfica, sebbene oscura, la vita così lunga è ricca, densa di avvenimenti, di mutazioni.... non invecchiare mai è bello, ma scomodo.
Il corpo e la pelle non recano traccia del tempo che vi è scorso sorpra, ma l'anima e il cuore, beh... loro sì. I segreti diventano fardelli sempre più pesanti, da portare.
Forse dovrei infischiarmente e renderla pubblica.

Mh. Ma mantenere il segreto, in fondo, non costa nulla. E c'è solo da guadagnare.

*sbuffa*

E' ora di finire un po' dei progetti in sospeso, si. Per il resto, c'è sempre tempo, in fondo.

Guardai per qualche secondo il giovane guerriero, fissandolo.

Era l'immagine cio' che ero un tempo, o cio' che un tempo forse volevo essere?

Un fremito mi scosse il corpo, mi alzai di scatto.

Ero in me stesso, non ero posseduto, eppure le mie mani si strinsero in pugni ed

iniziai ad attaccare il guerriero.

Sembrava che ogni volta che provassi rabbia verso qualcuno o qualcosa, il mio

corpo non la reprimesse, ma ne alimentasse l'ardore.

Non capisco cosa mi stia succedendo.

Oggi ho varcato per la prima volta il portale che da Lamwothr conduce verso altre città.

E' stato incredibile, una sensazione di perdita e di vuoto mai nemmeno immaginata prima.

Sono arrivata in un posto chiamato Kyrandor o qualcosa di simile, sembra essere una capitale, di cosa non saprei proprio dire.

Quanta gente.....

Penso che dovrò trovare una guida che mi insegni a muovermi in questo nuovo mondo che si apre ai miei occhi.

Ho conosciuto un paio di persone, un nano dal nome complicatissimo ed una simpatica mezzelfa molto coraggiosa.

Chissà se mi considereranno una sciocca ragazzina perchè tengo unn diario.....

Ancora una volta ciò che più temo si è avverato.

E' tornata!

Ancora una volta l'antico scontro che contrappone i due rami della mia famiglia si riaccende ed ancora una volta è un miserevole druth a fornire alla mia nemica l'opportunità di sfuggire alla prigione in cui è costretta.

Quale strano caso che proprio ora che ho perso le mie amate ali e che mai come prima mi ritrovo debole Lei trovi, una volta ancora, la strada per tornare.

Ancora una volta l'angelo e il demone si scontreranno e ancora una volta i talismani di famiglia torneranno a risplendere dell'odio e dell'amore.

E' tornata!

Non riesco a pensare ad altro, Lei è di nuovo qui e ancora una volta ciò che più amo è in pericolo.

E' tornata!

Ed io non ho la forza per ricacciarla indietro.....

Nuun

Non ho mai avuto bisogno di tenere un diario,ma forse all'epoca non avevo proprio niente da dire.

Il mio lungo viaggio si e' infine concluso,ma non nel modo che speravo.

La ferita al braccio si e' completamente rimarginata ma tutte le cure dei miei vecchi maestri non mi hanno salvato

*Un grosso spazio vuoto divide il foglio*

A poco a poco le forze mi stanno abbandonando,ma riesco ancora a maneggiare la spada anche se non so ancora per quanto.

Dovrei essere disperato ma l'unico sentimento che provo ora e' rabbia.

*l'ultima parola e' scritta con una calligrafia confusa,quasi pasticciata*

Odio?

*sedendosi su una delle vecchie sedie della locanda "al sangue caldo" di Lamworth*

Sono tornato da poche settimane in questi luoghi, ma neanche io sapevo il perche'... Il mio spirito mi imponeva il ritorno.

Non so neanche il modo in cui potrei servire il mio signore, il grande Mobius, re dell'ombra.

E mi sento come se tutto il mio vagare non avesse un senso...

*Si alza e comincia a passeggiare per le strade oscure della citta', fino alla piazza*

Questa e' la mia citta' d'origine? No... Ma allora cosa ci faccio qua, fin dai miei primi anni di vita?

Allora si... tutto questo ha un senso, io devo, DEVO cercare...

Ma cercare cosa? Certo... devo cercare il mio Signore...

Lunghi mesi sono passati da quando e' sparita...

L'ho cercata...gli dei lo sanno quanto l'ho cercata...ma senza risultati...

Ancora oggi mi capita di chiedermi se mi e' stata portata via o se lei se ne e' voluta andare...

Io l'amavo...oh, quanto l'ho amata...che sia stato questo che forse non poteva piu' sopportare?

Che abbia forse ragione chi dice che e' piu' forte colui che non ama?

Non lo so'...

...l'unica certezza e' che ciascuno di noi vive solo con se stesso.....e per se stesso dovrebbe riuscire a vivere...

Se uno mette tutta la sua vita nelle mani di una persona...che cosa rimane quando questa se ne va'?

Dobbiamo chiamarla ancora vita? E' davvero possibile ripartire?

E la persona che tiene la nostra vita nelle sue mani...siamo sicuri che ce la voglia davvero tenere? O forse abbiamo errato pensando che lo volesse ed e' proprio per questo che e' fuggita?

Come puo' ogni singolo evento non riportare col pensiero a quello che e' stato il passato, a quello che sarebbe stato il futuro...senza sentire un colpo di coltello nel punto piu' profondo del cuore visto che cosi' non e' e non lo sara' mai piu'?

Perche' l'uomo sa' di essere solo e nega questa verita' a se stesso?

Perche' rifiuta di ammettere che gli unici compagni per la vita solo la solitudine ed il dolore e cerca riparo in un sentimento cosi' effimero come l'amore?

I giorni erano passati, di pari passo le settimane e i mesi...

I pensieri, quelli no...Mi accompagnavano sempre!

Il freddo, aveva segnato il mio viso e temprato il mio corpo, rendendomi in tutto e per tutto un cacciatore irriconoscibile nel vestiario e nei modi ad occhio alcuno.

Ciò nonostante lei era presente in ogni mio movimento, anche del semplice respirare.

Non era passato giorno, dalla visione, che non scrutassi ogni specchio d'acqua per rivederla...

Nulla!!!Pareva che il destino dopo avermi illuso avesse velato con un sottile strato che sapeva di beffa ogni mia speranza, almeno fino a quando...

Un ricordo vago si impadronisce di quei momenti: credevo d'essere spacciato!

Un enorme verme dei ghiacci...

La mia strenue difesa...

Il mio lento e inesorabile retrocedere verso un lago, un ultimo colpo della mia mazza...

L'urto che ne segui...

Poi la gelida acqua e il pensiero che non l'avrei più rivista...

La lenta discesa avvolto dall'elemento caro a Clorendeth nelle tenebre più oscure...

Al mio risveglio lei!!!

Che fare: rivelarsi o meno???

Mi riconoscera'???

Non so cosa fare!!!

Il cuore...Oh, cuore non tradirmi!!!