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Comincierò col dire che pochi esseri maschili incontrati da me finora sono degni di considerazione.Non vorrei sembrare una bambina capricciosa, o una che parla senza cognizione di causa, quindi mi spiegherò.

Da quando non vedo più Elethien, incontro solo esemplari maschili troppo sfrontati, in atti e parole *sospira*.

Devo dire che coloro che si salvano sono il mio maestro Yemj, Hayro, Slaider e Tecliss..e..Mekyes, sì, un tantino espansivo ecco, ma meglio di altri.

C'è anche chi fa di peggio che comportarsi sfrontantamente..come quel githyanki...già, prima mi lascia sola contro un elfo di Drakyri, uno dei più forti, se ne va, mi guarda mentre vengo sconfitta ridendo?E si stupisce se io lo schiaffeggio?Anzi, si stupisce poi si permette di ferirmi il volto?

Razza di stupido, la pagherà, eccome.

E aggiungo non concederò la mia persona ad alcuno finchè non troverò un uomo degno di tal nome!

Non sono cattiva, io, e chi mi conosce lo sa..ma se incontro gente del genere...come posso reagire?

Ora che ci penso, non vedo la mia amica Karel da tanto..chissà che fine ha fatto..

Ricordo ancora vivamente, quando io e le mie compagne dovemmo fuggire da quella che per noi era la nostra casa, vicino Moria...

E dunque giungemmo qui, Kyrandor, una città dapprima sconosciuta a noi, la cui gente ritenevamo scontrosa e chiusa...intendo, nessun tentativo di conversazione che funzionasse!

Credo fosse anche per la nostra stranezza..noi amazzoni siamo alte, alcune di noi parecchio, come mia sorella Aisha...e qui invece pare non ci siano donne alte...probabilmente intimorivamo.

Poi, col passare del tempo, sono successe tante cose, sia belle sia brutte...

Io stessa ho trovato un compagno, come la nostra sorella Danzen..

Certo, vi sono stati anche avvinimenti sgradevoli, e temo che presto ve ne saranno altri...ma sono certa che sapremo badare a noi stesse..

Insomma, questa città e Haon Dor non sono poi così male

*un foglio ben ripiegato lasciato vicino al giacilio di Forral...

"Hai chiesto a me della morte di tuo padre, io che sono stato uno dei suoi migliori amici, se non il migliore tra essi, per me era come un fratello, ed oramai avevo riposto i ricordi di tanti anni fa nei meandri piu' oscuri della mia mente...

*sospira...

I tuoi occhi, in essi rivedo il mio passato, la gloria, e le avventure passate insieme a tuo padre, e sono stati proprio quegli occhi a convincermi che ti devo delle spiegazioni...

In quel giorno di tanti anni fa, non dovetti affrontare solamente Cortak... in realta' io e Myathan avevamo gia' da tempo deciso di formare un gruppo all'interno dei Kazul-Sar per spodestare Allagorn, io e tuo padre eravamo reputati all'interno della setta i due necromanti piu' forti... insegnammo noi stessi l'arte della necromanzia a Cortak, e ora che me ne rendo conto, forse troppo bene...

Anche egli faceva parte del gruppo formato da me e tuo padre per spodestare Allagorn, e in molte occasioni si era saputo dimostrare superiore ai suoi compagni, cosi' gli svellammo molti dei nostri piani... Ma a quanto pare tradi' la fiducia che riponemmo in lui parlandone con Allagorn...

E' da molto tempo che lo conosco.. Kelonyl: un paladino elfo.. Non avrei mai pensato che uno stupido orecchie a punta fosse cosi abile nel destreggiarsi con le armi!! comunque non arrivera' mai alla potenza di un robusto guerriero nano!! Comunque l'elfo in questione mi e' molto utile.. e' in grado di sostenermi in battaglia meglio di molti altri eroi piu' robusti! OFF: (livello 65) kelonyl (livello 63)

Una luce dorata avvolge delicatamente l'elfa dai lunghi capelli biondi, che a testa alta fissa la Gran Sacerdotessa, mentre nell'ampia sala attorno a lei, figure femminili avvolte in tuniche argentate, la scrutano in silenzio.

'Mostra il tuo viso alle altre consorelle, Rahasia, che possano leggere il pentimento nei tuoi occhi.'

La voce dura della Gran Sacerdotessa riecheggia nella sala, interrompendo il pesante silenzio, mentre mormorii di disapprovazione e stupore si levano attorno a lei.

Lentamente l'elfa si toglie il velo dal viso con un gesto delicato della mano, per poi voltarsi verso ogni consorella, fissandole con decisione e tranquillita'.

'Grande Madre...Non sono venuta qui per chiedere perdono per quello che ho fatto, ma solo per spiegarvi quello che e' successo, e come cio' in cui crediamo sia vero soltanto in parte.'

Rahasia si volta verso la figura femminile davanti a lei, completamente coperta da morbidi veli, cercando ancora una volta di immaginarsi il volto della Gran Sacerdotessa, che si dice nessuno abbia mai visto.

La figura alza la mano di scatto, come a fermare quelle parole blasfeme, e a zittire i mormorii sempre piu' invadenti delle altre donne.

'Sono gia' stata informata di quello che hai fatto...Hai infranto tutte le regole del nostro Ordine, offendendo tutte noi e la Dea stessa. Ti avevo mandato da quell'elfo per placare il suo spirito sofferente, per parlargli e sanare le sue ferite...E tu cosa hai fatto? Ti sei fatta corrompere dai sentimenti, gli hai detto il tuo nome, gli hai promesso che resterai per sempre con lui, e hai mostrato il tuo volto togliendoti il velo.

Ti rendi conto di quello che hai fatto?? NOI TUTTE SIAMO OMBRE AL SERVIZIO DI ALTHEA, SPIRITI CHE DA TEMPO VAGANO PER LE TERRE A PORTARE AIUTO, PER SANARE LE FERITE DEL CORPO E DELLA MENTE, CHE GIUNGONO SILENZIOSAMENTE E COSI SE NE VANNO VENENDO DIMENTICATE! HAI SCORDATO TUTTO QUESTO??'

La voce della Gran Sacerdotessa si alza furiosa e gelida nella grande sala dorata, penetrando nei cuori e nelle menti, mai prima d'ora si era mostrata cosi arrabbiata e fredda.

'Infrangendo queste regole rischi di perdete i poteri curativi che la Dea ti concede, e di perdere te stessa...Vuoi davvero questo Rahasia? Pensavo fossi riuscita a placare il tuo spirito ribelle, che con enorme sforzo hai messo a tacere da tempo.'

Rahasia trema per un attimo e china la testa, mentre le parole della Gran Sacerdotessa riecheggiano ancora nella sua mente. Si porta le mani sul petto, sopra il cuore e rialza la testa di scatto, mentre un moto di rabbia attraversa i suoi occhi.

'So benissimo cosa sono Grande Madre, ma al tempo stesso ho deciso che non voglio piu' essere un'ombra, ma solo me stessa, lasciare che il mio cuore possa finalmente amare.

Non lo capite che le regole dell'Ordine sono sbagliate? La Dea di certo non puo' voler impedirci di provare altri sentimenti oltre alla compassione...Cosa c'e' di sbagliato nell'amare? O nell'essere ricordate per quello che abbiamo fatto? Possiamo continuare ad aiutare gli altri, con le parole e con il conforto insieme ai poteri che la Dea ci concede, e anche impugnare le armi e combattere in prima persona il male e l'oscurita' che invade queste terre. Non lo capite?? Ho ancora i miei poteri, Althea riscalda ancora il mio cuore, non mi ha abbandonata!'

Esclamazioni di stupore e parole concitate, si levano nella sala, le figure femminili si agitano, parlando tra loro, gesticolando furiosamente...Improvvisamente una risata fredda sovrasta il coro di voci riducendolo al silenzio. Tutte si voltano di scatto verso la Gran Sacerdotessa, che si avvicina di qualche passo a Rahasia, continuando a ridere. Quando si interrompe, riprende a parlare, la voce e' bassa, quasi un sibilo, mentre le sue parole sono fredde e ironiche.

'E cosi' vorresti dire che Althea non ti ha abbandonata? Che accetta quello che hai fatto? BLASFEMA! Come osi incitare le tue consorelle a infrangere le regole? E soprattutto affermare di voler combattere? Davvero vuoi impugnare armi e indossare lucenti armature? Affrontare il pericolo in prima persona? Chi ti credi di essere elfa insolente? Eri un'ombra, un'ombra lucente, ora invece non sei niente...Ti bandisco da quest'ordine per sempre! Vattene e non ti far piu' vedere qui!'

Rahasia schiude le labbra come a voler parlare, poi china la testa tremando, sentendosi sconfitta. Si volta lentamente e lascia cadere il velo a terra, muovendo qualche passo verso l'uscita del tempio, senza guardarsi attorno, ma sentendo su di se' gli sguardi delle consorelle.

Improvvisamente sente una mano posarsi sulla sua spalla, fermandola con fermezza, mentre una voce familiare le sussurra vicino l'orecchio...

'Non cosi' di fretta...'

Si volta di scatto, stupita, fissando la Gran Sacerdotessa che lentamente si strappa i veli di dosso...Lunghi capelli argentati incorniciano il viso dai tratti elfici, mentre lucenti e profondi occhi viola la fissano.

'Julyen...ma cosa ci fai qui? Non capisco...'

Sorride debolmente mentre l'elfo le sorride di rimando, impugnando con una mano la Spada Nera, sussurrando...

'Sono venuto per te Rahasia...'

L'elfa spalanca gli occhi mentre la lama della Spada penetra con forza nel suo petto...Urla di dolore e reclina la testa all'indietro...La stanza dorata del tempio e' sparita, al suo posto un giardino pieno di fiori, il cielo scuro e pieno di stelle; davanti a lei due fiammeggianti occhi rossi e zanne aguzze hanno sostituito il volto dell'elfo, mentre le labbra della ferale apparizione che ora le cinge la vita con braccia muscolose e nerborute si dischiudono in un inquietante sorriso di godimento e trionfo. La lunga e sottile lingua della creatura lambisce lentamente la sua guancia, mentre il polso del demone inizia lentamente a ruotare, e la lama della Spada le squassa il ventre, tra urla... E mentre tutto si fa indistinto e vago attorno a lei, sfumando e sparendo lentamente, l'ultima immagine che vede e' quella delle proprie delicate mani che cingono l'elsa della Spada, la cui lama giace ancora nel suo ventre.

'...sia...'

Gli occhi rossi dell'apparizione sono ancora li, brillanti e inquietanti. In lontananza, un dolce e sublime canto si spande, allontanandosi, mentre le carezzevoli note lambiscono le sue orecchie...

'...Rahasia!'

La voce si avvicina, il canto della Spada si fa piu' lontano e vago... E lentamente riemerge dalle nebbie del sonno, tra le braccia di Julyen, del suo Julyen... del vero Julyen.

Senza dire una parola, senza neppure la forza di piangere, lo abbraccia con forza a se, stringendolo tra le sue braccia, assaporando la sicurezza di quel corpo sottile e snello contro il proprio, la dolcezza delle sue parole e delle sue carezze.

'...un incubo... e' stato solo un incubo, Rahasia... non e' nulla, amore, non e' nulla...'

Mattino del Giorno di Dheadis, 20o del Mese di Marhis.Una camera della Locanda dell'Orso a Kyrandor.

Evidentemente mi stavo sbagliando, ho avuto il parere di un saggio guerriero e mi ha confermato quel dubbio che in questi giorni si era insinuato tra i miei pensieri.

Ho lasciato il lavoro dal fabbro, gli ho spiegato che non era certo per i soldi che lavoravo per lui. Anzi mi dovrebbe dare almeno un indennizzo per le mie mani che si sono tutte rovinate.Ho provato a chiedere a due maghi che ho incontrato in passato, ma hanno detto che non si può far niente per guarirle, mi hanno consigliato di indossare dei guanti.

E' veramente difficile la strada che ho intrapreso, ci vuole solo della gran pazienza per fare queste benedette spade da sè. La ricerca del legante speciale per metalli, il famoso "spirito della spada" mi hanno detto che è una grossa leggenda, ho deciso quindi di rinunciare a cercarlo, anche se il signor dio con gli orecchini a forma di conchiglia mi pareva piuttosto convinto.

Il signor guerriero però mi ha aperto gli occhi su una grande verità, per fare le spade ci vuole un maestro che ti insegni a farlo. Il fabbro è un lavoratore qualunque, non ha certo l'esperienza di un vero maestro che sappia veramente costruire delle spade perfette.

Quindi devo sempre cercare, ora non più un oggetto qualsiasi, ma una persona vera, che sappia forgiare spade come quelle che mi hanno mostrato.

Giorno di Dheadis, Mese di Kyra, sera.

Sto iniziando a fare delle prove, ma nessun risultato pare soddisfaciente. Il fabbro del paese mi ha preso come apprendista per un po' di tempo, ma non ho grandi risultati. Ho imparato cos'è la battitura del ferro, e le mie mani si stanno riempiendo di duroni a furia di battere con il martello.Mi sto dando molto da fare e con la mia parlantina pare che gli affari funzionino un po' meglio, ho inventato una bellissima promozione, ogni dieci pezzi artigianali comprati si guadagna una comoda borraccia in pelle. pare funzioni almeno quello...

la spada invece non vuol saltar fuori, dopo una settimana il miglior risultato che ne è uscito fuori è stato un pugnale ricurvo. doveva essere uno spadone a due mani per i barbari più possenti, ma come mi ha spiegato il fabbro ho battuto poco col martello e la sagoma era troppo piccola per tutto quel metallo. in effetti con tutti i guai che ho combinato sono in debito di tre mesi di lavoro, ma per fortuna non ho problemi di soldi. Le mani invece si stanno rovinando, devo chiedere a una fattucchiera se conosce un rimedio anche se ho paura che mi possa fare uno scherzo, come sono soliti fare quelli che usano la magia.

Credo che dovrò arrendermi all'evidenza, fino a quando non troverò lo spirito della spada, non riuscirò mai a costruire una buona spada.

tutti mi han parlato di cercarlo dentro di me, ma ho sempre avuto paura dei dottori e degli anatomisti, almeno il signor dio mi ha detto che non si trova nello stomaco. Sono quasi certo che non si tratti della saliva invece perchè ho provato a sputare il più possibile sul ferro per temprarlo ma sono stato preso a male parole dal signor fabbro. Quando ho chiesto a lui dove potevo trovarlo questo benedetto spirito della spada è scoppiato in una fragorosa risata.

Spero che il signor Yemm me lo riesca a fornir lui questo collante per spade, sennò qua la mia carriera di avventuriero si fermerà ad apprendista fabbro.

.. sono sdraiata su di un letto.. di fianco.. il grosso pancione non mi permette neanche di mettermi a dormire comodamente.. che scocciatura.. è così.. così.. fastidioso...

sono sempre stanca.. è così pesante.. e così ingombrante.. eppure nonostante tutto non vedo l'ora che nasca.. il mio piccolo cucciolo.. il mio piccolo adorato cucciolo avrà forse una mamma un po'... imbranata... ma non importa...

non ho detto niente ad Amja.. forse dovrei?.. beh attenderò qualche giorno ancora.. tanto non manca molto.. non vedo.. davvero.. l'ora..

*in fondo alla pagina l'impronta di una zampa*