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*Da una grande altura osserva Kyrandor ridendo...*

-Dopo mesi di viaggio, finalmente ti ritrovo... Sono tornato!-

*Detto questo si dirige lentamente verso la piazza del sanguinario di Lamworth, inchinandosi davanti al suo maestro...*>

-Sono tornato per servirvi, mio maestro, e non vi deludero'!-

Un addio..cos'è, un addio?

E' la fine, il tramonto di qualcosa o qualcuno che è destinato a scomparire e mai più tornare.

Un addio, a volte fa male, a volte toglie un peso dal nostro animo e dal nostro cuore, a volte ci lascia così, con l'amaro in bocca e un sorriso triste dipinto sulle labbra.

Un addio lascia dietro di sè il passato, momenti tristi o gioiosi, ricordi che, comunque siano, nella memoria resteranno.

E a me, cosa resta oltre a essi?

Questa pesante catena di scuro ferro, dono spontaneo e inatteso di una persona unica che mai avrei pensato di poter apprezzare, prima che accadesse. Non è prevedibile pensare che si ammirerà e apprezzerà colui che ha cercato di conficcare una freccia nel tuo cuore o che tu hai toccato con la tua lama.

E' anche questo, la vita...sa sorprendere, portando doni che mai ci aspetteremmo..o amicizie.

Posso chiamarla amicizia?Mi piacerebbe farlo.

Ma forse troppo poco tempo è trascorso e troppe poche parole sono volate per chiamarla così.

Eppure, queste poche parole sono state una temporanea medicina, un temporaneo antidoto alla sua solitudine e hanno a me tanto insegnato, nel saper ascoltare gli animi diversi dal mio e comprenderli.

E sì, lo dico..mi mancheranno quelle conversazioni..quasi filosofiche, come mi rendo conto che molto altro avrei potuto comprendere e ascoltare, se non fosse questo un addio.

E questo, è uno degli addii tristi, che lasciano l'amaro in bocca e un sorriso triste dipinto sulle labbra.

Ma che possa almeno portarti tanta felicità.

L'ho vista!!!

Senza dover neanche pregare l'ho veduta!!!

Non credo che il mio Dio avrebbe accolto con favore tale preghiera anche se avessi avuto la forza, perchè di certo la volontà non mi manca, d'intonarla.

Mi domando quindi, cosa può tanto???

Quale energia può rendere lo specchio ghiacciato di un lago il posto più bello e desiderabile del pianeta, solo perchè c'e' riflessa lei???

Era così nitida, così reale...Così bella...

Istintivamente ho avvicinato le dita, per toccarla...

Quanto avrei voluto averla tra le mie braccia...

Mi è sembrato d'avvertire per un attimo il calore della sua pelle...Il brivido che ne è seguito non era dovuto al freddo ghiaccio...

Abbandonato nei suoi occhi, mi sono perso a fissare un lago...

Almeno questo è quello che avranno pensato i sempre più perpelssi miei compagni di viaggio...

Solo all'ultimo, sono riuscito ad evitare il colpo dello Yeti, che si ergeva alle mie spalle...

Come ho potuto divenire così vulnerabile?

Come possono i miei pensieri, espormi a tali rischi?

Perchè accetto, con gioia che lo facciano, solo per quel tepore che mi appaga come nulla prima d'ora?

Cosa stava pensando lei, quando l'ho vista assorta?

Cosa si agiterà nel suo animo?

Un caldo schizzo di sangue, dello Yeti appena ucciso, dal dardo velenoso di uno dei cacciatori drow, bagna il viso del sacerdote/cacciatore riportandolo alla realtà...

La neve soffice ed ovattata nella sua lenta discesa ovatta i pensieri di Xao senza però diminuire il tepore d'animo che lo porta a pensare che basterebbe così poco per porre fine a tutto questo inutile tormento: solo una breve preghiera...

Quante espressioni puo' esprimere un volto?

Quanti muscoli si possono tendere per esprimere visivamente le nostre emozioni?

Non credo vi sia una risposta, anche perche' spesso cio' che proviamo non puo' essere decifrato dal volto. Proprio a proposito in questi giorni ripensavo a un volto. Il volto di mio padre, quello spregevole e schifoso, che con mio rammarico ancora non ho dimenticato, anzi lo ricordo molto bene. Ma ricordo altrettanto bene il suo disappunto quel giorno, quando trovo' il suo regalo per la mia maggiore eta' conficcato nella schiena di sua moglie, ovvero mia madre.... e' un'espressione indecifrabile quella che vidi sul suo volto, avevo forse reciso qualcosa nella sua anima? Non l'ho mai scoperto...espressioni, quante ne ho viste e quante ne vedro'....alleate preziose, perche' permettono di decifrare certi stati d'animo e allo stesso tempo traditrici perche' possono essere usate contro di te. Interessante come questo punto sia molto simile alla natura di noi oscuri...

Sentivo leggere le goccie d'acqua rieccheggiare nell'umido cunicolo coperto a tratti da spessi strati di muschio. Muto il mio respiro mentre sfioravo con i piedi la nuda roccia. Daga in pugno mi allontanavo da quello che era il mio passato che scompariva lento dietro i miei passi. Gocciolava anche la daga che tenevo in pugno, anche da essa gocciolava il mio passato. Mi avvicinavo attraverso l'ombra a quello che sarebbe stato il mio nuovo futuro, quello scelto da me. Ultimo, cosi' ero, ultimo e solo, e lo sono ancora. Ultimo del mio passato....mi avvicinavo alla cosa che odiavo di piu': la luce.

D'un tratto un chiaro barlume in fondo al cunicolo...era giunto il momento, sarebbe stata la mia ascesa...alla luce e a tutto cio' che piu' odio.

Sono stanca.. stanca.....

Non riesco a concentrarmi, a studiare come dovrei. E' come se la ricerca, tutto ciò che è la mia vita, la mia passione, di colpo fosse diventata una minestra insipida.

Non riesco nemmeno a stare ferma, mi agito, ho già sbagliato l'incantesimo cinque volte! Non posso.... non posso fare così, andiamo! Sprecare tempo ed energia così...

Per cosa, poi? Per...

Bah.

Guarda qua, come sono conciata. L'acconciatura di sghimbescio, i capelli aggrovigliati, sembro una pazza.

Mi manca qualcosa. Non deve, ma mi manca.

Quella parte del letto, fredda, al risveglio...

Non c'è nulla di strano no? Semmai è strano che io ero viva, che non aveva approfittato per uccidermi mentre dormivo.

Ma in fondo perché avrebbe dovuto? Non gli era utile.

Certo. E' questo il motivo. Anzi, gli servo, gli faccio comodo viva.

Dunque nulla di strano. Piacevole lo stare insieme, la relativa tranquillità di sapersi utili l'uno all'altro, così da poter dormire senza timore di essere assassinati da un istante all'altro.

Dunque.,.. cos'è che mi tormenta, che mi rode, senza posa? Non è... non è normale.

Dannati studi... la stanchezza, la tensione, manipolare quelle energie non fa certo bene, fa perdere il senso della realtà... in qualche modo deteriora, rende strani.......

Sì, dev'essere così. Deve.

Ora non riesco a studiare ancora, ho sempre quell'immagine davanti agli occhi, le fiamme guizzanti, e... lui.

Devo studiare ancora. Ancora.

*Un freddo vento soffia nelle pianure del nord, scompigliando i lunghi capelli dell'elfo oscuro...*

Se chiudo gli occhi vedo ancora la sua pelle, i suoi lineamenti, il calore del suo corpo il totale abbandono a sensi che un elfo oscuro non dovrebbe mai provare e il cuore tradire ciò che non dovrebbe mai essere rivelato...

Un ultima carezza, un bacio mentre ancora dorme, e il veloce prepararsi per un viaggio figlio delle debolezze di una razza nata per dominare...

*Avvolto nel suo nero piwafwi cerca di andare oltre con i pensieri*

Tra breve quando Marhis raggiungerà il suo massimo splendore mi unirò ad un gruppo di elfi oscuri condividendone per un pò il destino in superficie, sperando che ciò mi dia modo di capire perchè ho ceduto...

Il vento soffia senza tregua, pungente come tanti aghi sulla pelle scoperta dai pesanti abiti da caccia.

Eppure fra tanta desolatezza mi pare di sentire la sua voce, come trasportata dal vento...

Come può anche il solo pensiero di udire la sua voce scaldarmi di più che il fuoco innanzi a me?

I miei compagni, non riescono a capire il conforto che trovo anche solo nel semplice scrivere che sto pensando a lei, anche se farlo implicitamente significa ammettere che non sto arrivando a capo di nulla!

Per loro, mi sono unito alla compagnia per dividere l'ottimo utile derivante dalla vendita di pelli di Yeti, e per il diletto d'uccidere qualche barbaro della pianura...

Mai verità fu piu' lontana...

Sono stato quasi li per cedere quando ho veduto Syrik o almeno quello che sembra essere l'elfo oscuro fedele di Xanathon, voglio sapere di lei ma fidarsi di un drow?

Che sottile ironia la vita...

Lui solo mi puo' raggiungere eppure vorrei che quel mezzo fosse in tutte altre mani!!!

Egli solamente puo' farmi da discretto tramite con lei, ed e' l'ultima persona della quale mi fiderei...

*L'elfo oscuro si allontana per un attimo dal focolare appoggiandosi ad un albero, mentre la neve senza sosta si accumula su di lui, immobile e pensieroso*

Sono così lontano...

Chi è che mi chiama? Non posso vedere, posso solo sentire... I miei occhi sono grondanti di sangue, non è mio. Adempiere al mio essere? Cosa vuol dire?...non capisco,..ma cosa...

*Mi sveglio, sudato e coi pugni serrati... respiro affannosamente*

Cado, cado sempre più velocemente verso la nera superficie del mare sotto me che sembra aspettarmi nella sua calma apparente.

Un ultima carezza alla piccola Agha stretta al mio petto e poi l'impatto.

Nulla!

Continuo a cadere attraversando un mare fatto solo di oscurità e accanto a me sento ancora la presenza del corvo, sempre più vicino, sempre più a portata di mano.

Non capisco!

Non sento le mie ali e nemmeno il dolce e caldo peso della bimba sul mio petto eppure continuo a cadere come se la nera superficie del mare si prendesse gioco di me sfuggendomi, costringendomi a cadere all'infinito.

Un ala mi sfiora il viso e l'istinto guida la mia mano ad afferrarla... l'ho preso... raggiunto... adesso è mio.

Ma anche ora tutto sa di assurdo, di imprevisto, di insensato.

Sento il corvo passarmi attraverso come se io fossi aria e lui solo fosse sostanza, mi attraverso e lo perdo, lo perdo e so che non lo ritroverò mai più.

Respiro!

Avevo dimenticato cosa fosse respirare, sentire odori, rumori.

Apro lentamente gli occhi e la luce li ferisce come lama rovente ma il dolore mi dice che sono vivo, ancora vivo.

Le spalle dolenti mi costringono a muovermi lentamente, con cautela.

Ricordo!

Le mie ali tagliate dalla mano di una bambina, mentre un altra viene accolta tra le braccia di quello che sembra un angelo.

Tocco il mio viso e rido.

Lentamente mi rialzo e osservo la grotta in cui mi trovo e l'orso che dorme beato indifferente alla mia presenza.

Mi sento così debole che a malapena riesco a camminare.

Seguo la luce verso la bocca della grotta e mi lascio inghiottire dal giorno, le mani forti e morbide di un angelo dalle ali argentee mi sostengono mentre dalla sua bocca provengono dei suoni capaci di farmi passare il dolore e di ridarmi forza.

Costringo gli occhi a rimanere aperti ad affrontare la luce e la vedo accanto a me, col suo sorriso beffardo e dolce, coi suoi capelli lucenti come la notte fonda e le magnifiche ali che mi avvolgono in un abbraccio dolce e doloroso al tempo stesso.

Le sue labbra, un sorriso, una carezza ed il ricordo di un sogno che mi ha aperto gli occhi.

Nuun