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Lascio andare una colomba...

Ti scrivo ancora tesoro mio, ci siamo visti pochi giorni fa', al mio rientro da Cetrym e forse e' per questo che sento gia' la necessita' di parlarti, mi dirigo verso Moria quindi per un po' di tempo da li sotto non riusciro' a scriverti.
Son contento che tu stia bene, e son contento che tu mi abbia parlato della tua inquietudine era da molto che non ti sentivo cosi vogliosa di sfogarti e confidarti, rifletti bene su quello che mi hai detto da certe scelte non si torna indietro, a prescindere da tutto io ti appoggero' in ogni tua decisione.
Con affetto.

Nywulf

Davanti all'ingresso di Cetrym Aerys...

Comodo questo anellino....

Scompaio dalla vista, entro indisturbato nella casa degli elfi...

ehm dunque che mi serviva?...si.... vediamo di darci un tono, cerchiamo un po' di
abbigliamento che mi valorizzi.

Sorrido e inizio a frugare in giro...

Fini maniche e corazze in Galvorn, l'equivalente elfico del mithril dei nani...ma che cari questi elfi me le regalano!

Soddisfatto e sorridente passo dietro le guardie elfiche armate fino ai denti...

Anche questa volta andata liscia...

...Ecco il primo vero ricordo...

Troppo buio, troppa paura, cercai di annusare l'aria ma la paura mi blocco', crepitii, cinguettii, e soprattutto ululati attorno a me, dovetti orientarmi e osservai nel muschio sulle corteccie una regolarita' che ricordo mi incuriosi... "il muschio cresce sempre nello stesso lato delle corteccie degli alberi"...ecco il mio primo riferimento, sapevo dove era il nord.

Rifletto, porto il pennino vicino alla bocca, mi macchio le labbra, sorrido e scrivo..

Corsi, corsi tanto.
Cercai di dimenticare...
Dimenticare le botte.
Dimenticare gli sputi.
Dimenticare gli insulti.
Dimenticare i soprusi.
Ci riuscii?
Le ombre, il silenzio, il silenzio della foresta, presi quella via...

Mesi che mi trovo qui nella Valle degli Elfi, l'ho esplorata nella sua interezza, il Bosco Sacro mi ospita nell'attesa di un modo sicuro per entrare a Cetrym dove sicuramente un mezzoelfo come me non sarebbe accolto a braccia aperte..
Mi nascondo per pensare, la mente vaga, e non mi piace che i miei pensieri vadano a vuoto, scrivero' un diario di viaggio se no che razza di esploratore, viaggiatore, ramingo sarei??

sorrido prendo carta e penna.....

mmmm su su non e' poi cosi difficile....tutto sta' nell'iniziare, come in tutte le cose il resto poi vien da se'.

Il giorno se n'è andato senza che noi potessimo fermarlo.
I petali si chiudono sul fiore.
La luce svanisce nell'ora
dell'ultimo respiro del giorno.

L'oscurità della notte circonda
Le anime distanti di stelle ora splendenti.
Lontano da questo mondo di dolore, paura e morte,
Al quale ora siamo legati.

Dormi, amore; dormi per sempre.
La notte proteggerà la tua anima.
Abbraccia l'oscurità profonda.
Dormi, amore; dormi per sempre.

L'oscurità avvolgente si impadronisce delle nostre anime,
Racchiudendoci in un gelido abbraccio,
Nelle profondità del vuoto della Signora che tiene
Il nostro destino nelle sue mani.

Sognate, guerrieri, il buio sopra di voi,
E sentite la dolce redenzione
Della Consorte della Notte e del suo amore
Per coloro che sono nel suo cerchio.

Dormi, amore; dormi per sempre.
La notte proteggerà la tua anima.
Abbraccia l'oscurità profonda.
Dormi, amore; dormi per sempre.

Seduta nella notte, rinchiusa fra pareti di marmo gelido, tanto da farmi rabbrividire fin nelle ossa.
Eppure, mi sentivo tranquilla.
Mi ricordai di cio' che accadde nell'infanzia, ed ebbi un fremito incrollato. Un alito di vento mi soffio' sulle guance...
Mi alzai. Ero abituata a prercepirLa anche in questo modo...
Vi era qualcosa distrano, qualcosa che non riuscivo a capire. Qualcosa che mi confondeva, che mi stordiva..

D'un tratto, sentii la ma condizione mortale: I miei piedi, prima fasciati da stivaletti, ora venivano lambiti da un liquido caldo, che arrivava come una piccola onda. Mi sentii completamente nuda.

Rimasi ferma, ascoltando il silenzio del buio, ma nessun sussuro, ne' la voce del vento. Attesi, mentre l'onda saliva, e diveniva sempre piu' calda..
Un odore di cadavere, a cui sono ormai avvezza da anni, si fece piu' intenso, e vidi spoglie mortali ondeggiare trasportate dalla lieve corrente di quel liquido.
Sgranai gli occhi. Non perche' la cosa mi fosse nuova, ma per il terrore. Stava arrivando.

La percepivo come dopo la rimozione della Maschera. Come dopo l'avermi nominata. Come dopo averla sentita sulla mia pelle..

Si ergeva, magnifica e terribile, sopra l'onda. Io potevo vederla fra le ombre, e solo il luccichio della sua Falce insanguinava disturbava i miei occhi da quella vista incantevole.
Chinai il capo, devota e fedele.
L'onda si alzo', e io venni sommersa.
Sangue. Era Sangue.
Non riuscivo a respirare, sentivo i miei polmoni collassare e il corpo cedere sotto quel calore e quella forza, che prima percepivo appena.

Mi sentii sempre piu' debole, ed ebbi la sensazione di cadere in basso, sempre piu' giu'..
Nessuna voce, nessun vento. Solo il suo Silenzio Mortifero.

Come un feto, galleggiavo in quel mare di sangue, e sentivo che nulla ormai avrebbe potuto ferirmi.
La sentii dietro di me...Mi voltai, e con l'anima potei vederla. Sorrideva, con quel suo sorriso enigmatico che spesso avevo visto nel buio del Tempio. Quel sorriso appena accennato, che non mostrava niente, e sembrava essere una circostanza, piu' che un piacere. Indecrifrabile.

"E' arrivato un nuovo giorno... non preoccuparti. Devota e fedele."

Scomparve. Sentii l'onda scendere lungo la mia pelle d'ossidiana, e venni meno, stremata.

Mi risvegliai come da un sogno, nuda, nel Tempio, e completamente ricoperta di sangue.

Il manto della notte avvolgeva ogni cosa, le gocce di pioggia scendevano rumorosamente a lavare ogni cosa..
Due figure fori della protezione delle ombre avanzavano a passo sicuro: uno era alto, al fianco aveva una spada, un mantello rosso sangue che recava lo stemma di un angelo stilizzato interamente nero, vestito di un elegante armatura dai riflessi argentei il cui pettorale recava lo stesso simbolo del mantello, il volto coperto da un elmo piumato di rosso, doveva essere un cavaliere o un gueriero.. L'altro era molto piu' alto ma piu' snello, enormi ali piumate erano chiuse dietro la schiena, era una figura piuttosto imponente con due occhi celesti che guizzavano e scrutavano in ogni ombra, con se non sembrava avere armi solo un sottile laccio con cui giocherellava in una mano..

"il suicidio e' avvenuto li' " informo' la figura in armatura con voce seccata. L'arial al suo fianco si limito' ad annuire guardando la scogliera.

Qualche risata non umana riecheggio' nell'aria, e non sembrava venire da troppo lontano. Le due figure si annuirono e si spostarono in silenzio per seguire i rumori. Camminando nella foresta giunsero presto nei pressi di un piccolo accampamento di orchi..

"saranno una decina circa" commento' la figura in armatura "tu va, ci penso io a loro"
L'arial lancio' un'occhiata al compagno e un'altra divertita all'accampamento poi annui' e scomparve tra le ombre della foresta nel silenzio piu' assoluto.

Era un guerriero la figura in armatura, uno dei migliori dell'esercito di cui faceva parte, quello degli Angeli Neri. Umani e arial avevano sancito un alleanza per trovare un periodo di pace ponendo fine ai tradimenti, alle violenze e alle guerre che vi erano state tra i due popoli. Ma in tutto cio' era andato storto qualcosa.. e questo qualcosa ora andava eliminato il prima possibile..

Forte delle sue credenze e dei suoi valori, ma soprattutto consapevole delle sue abilita' il guerriero entro' rumorosamente nell'accampamento per attirare l'attenzione, lascio' che la sua armatura cozzasse come e' normale senza pensare ad attutirne minimamente il rumore. Gli orchi si lanciarono all'attacco senza pensarci nemmeno due volte..

"stupidi esseri " sussuro' il guerriero guardando negli occhi poco intelligenti delle creature.. Lo scontro fu breve, quella decina di orchi che lui aveva contato caddero sotto i colpi della sua spada come mosche, i loro colpi nemmeno riuscivano a raggiungerlo, molte teste caddero e il sangue oscuro degli orchi sporco' la terra.
Il guerriero pero' non aveva fatto caso ad un particolare: quel piccolo
accampamento era posto su una collinetta e al di la' della collina.. non si puo' dire che ci fosse un esercito, ma certamente gli orchi erano veramente tanti.

"credo che ci mettero' piu' del previsto qui" sospiro' scocciato per il fatto di dover perdere tanto tempo con inutili avversari tanto inferiori.

E' corrotta.
Temo, oramai, irrimediabilmente corrotta.
C'è solo una cosa che posso fare per salvarla, ma non sono nemmeno certa di esserne in grado.
Tenterò, comunque, poichè si tratta di una mossa che devo arrischiarmi a fare.

E in tutto questo, detesto ammetterlo, ma mi manca la sua presenza..sto forse diventando troppo malleabile?

Strano tipo Korsath.

All'inizio sembravamo proprio non capirci poi invece mi sono accorta che stavamo quasi parlando la stessa lingua, il che non è certo poco considerando che lui e' un umano, sebbene ad un certo punto mi sia sembrato più entusiasta della mia spada che di me... beh e' un umano che ci si puo' aspettare?

Il viaggio fin oltre i cancelli di Thalos e' stato lungo e noioso ma almeno ho avuto tempo per decidere in cosa imbarcarmi, essi' imbarcarmi e' proprio la parola giusta visto che per raggiungere Freeport devo attraversare il mare dei dragoni.

Non e' la prima volta che affronto questa traversata, il mio unico amico in queste terre lavora li' e mi piace andarlo a trovare, Raedner, l'ultima volta che son stata da lui c'era quello strano e gigantesco felar dal pelo nero... che tipaccio pulcioso, se non altro stavolta soffro meno il mal di mare.

Da Raedner non trovo nessuno e la conversazione con lui finisce rapidamente per parare su Korsath Kougaji, lui sembra conoscerlo bene e me ne parla con rispetto, quasi con ammirazione, e' la prima volta che sento Raedner parlare cosi' di qualcuno che non sia un nano, e' proprio il mio amico fra una bevuta e l'altra a suggerirmi in quale sorta di guaio andarmi a ficcare.

*Se proprio devi fare un viaggio tanto vale arrivare alla fine del mondo... almeno di quello che conosciamo ora...*

La bevuta dura ancora a lungo, siamo due nani assetati e con tante store da raccontarci dopotutto, e quando mi rimetto in marcia trotterellando di buona lena e' quasi l'alba del giorno dopo.

Supero Freeport e mi arrampico per qualche sentiero poco battuto fin quando non arrivo una terra dall'aspetto malato... quasi l'aria stessa che si respira sia maledetta.

Non mi piace questo posto... ma non sono certo tipo da tirarmi indietro, quale nano lo e' del resto, e continuo ad avanzare incontrando quelli che mi sembrano essere i peggiori esempi delle peggiori meschinità degli uomin, e gli uomini sono una razza particolarmente fantasiosa quando si tratta di meschinita'.

Certo che a ficcarmi nei guai son proprio bravina... non solo pesto la coda a un drago ma me lo scelgo anche con sette teste.

L'anello che mi fu donato alle pendici del monte su cui si erge la fortezza di Krothgar mi trasmette sempre piu' una strana frenesia, una sete di sangue e di battaglia che monta dentro me ad ogni colpo d'ascia contro quella lucertola troppo cresciuta e quasi non mi accorgo che mi tiro contro anche quel tipo pieno di se' con una lancia in mano.

Ecco... ora mi tocchera' perdere chissa' quanto tempo a causa sua... non so se sono piu' arrabbiata per il fatto che per le ferite e la stanchezza mi tocchera' riposare a lungo o perche' mi han bruciato la barba...

No... non ci son dubbi... non bastasse l'anello a farmi sentire piena di voglia di combattere la barba bruciata e' davvero troppo e sento la rabbia montare in me sempre piu' furiosa, non aspetto nemmeno di riprendermi del tutto e mi rimetto in marcia.

Un ponte..... e il fiume che ci passa sotto ha un aspetto malato come tutto il resto.

Devo trovare qualcuno cui chiedere indicazioni quando noto il primo di quegli antipatici cavalieri che costeggiano la riva del fiume, provo a chiamarlo e quello finge di non sentirmi.

Debbo proprio infilarmi questi strani stivali che ho trovato tempo fa' al canyon elementale e arrischiarmi lungo il fiume per andarci a parlare, dopotutto sembra un cavaliere e i cavalieri si sa sono gentili.

Non faccio nemmeno a tempo a finire il pensiero che me lo ritrovo che cerca di farmi la pelle e fosse l'unico.

Arrivano uno dopo l'altro, non faccio in tempo a riprendermi dallo scontro precedente che sono gia' impegnata in quello dopo, le forze cominciano man mano ad abbandonarmi, sarebbe molto piu' prudente tornare indietro e ritornare meglio armata, magari con una scorta, ma continuo a combattere concentrandomi piu' che posso mentre la furia monta sempre piu' in me e il mio grido di battaglia risuona di continuo lungo la sponda del fiume.

Sono stanca, contusa, ferita e mi reggo a malapena in piedi quando mi trovo davanti un tipo ancora peggio degli altri.

Armato di arco comincia a bersagliarmi da lontano senza darmi nemmeno la possibilita' di riposare un attimo, debbo scegliere, scappare e trovare un luogo sicuro per riprendermi prima di affrontarlo o lanciarmi contro di lui a testa bassa.

Nella testa risuonano le parole dell'altro cavaliere, quello che mi ha accolta appena arrivata a Kyrandor, che mi dice che ritirarsi a volte puo' essere onorevole, ma la rabbia torna ad esplodere in me e la sola cosa che riesco a fare e' lanciarmi contro l'arciere con tutto il mio peso.

Spallata dopo spallata, un calcio dopo l'altro lo affronto sapendo che mi reggo a malapena in piedi ma di questo non mi importa, non mi importa di nulla, voglio solo combattere, voglio solo il suo sangue, voglio solo "vincere", nient'altro importa.

Quando lo scontro finisce sono esausta, distesa sulla riva del fiume in una pozza di sangue, non so se sia mio, suo, o di tutti e due, non riesco nemmeno a muovermi e resto li' immobile fino all'alba del mattino seguente.

La luce di Kyra e' arrivata fin qui e mi risveglia, mi guardo intorno e mi rendo conto che durante la notte altri cavalieri, sicuramente degni compari di quelli incontrati il giorno precedente sono intenti a perlustrare le due rive del fiume.

Sarebbe cosi' facile infilarmi l'anello che mi ha regalato il simpatico hobbit della contea e passare sotto il loro naso senza essere vista, ma lo sento gia' che non voglio andarmene cosi', che non mi nascondero' a loro.

Inizia cosi' l viaggio di ritorno... mi ci vuole l'intero giorno e l'intera notte per giungere di nuovo al ponte, affrontando quelli che mi danno la caccia uno dopo l'altro ma finalmente sono di nuovo coi piedi su qualcosa di solido e questo mi da' conforto, a noi nani l'acqua non piace proprio.

Siedo con le gambe penzoloni dal ponte e tiro fuori la mia fidata incudine dallo zaino insieme al mio caro martello da fabbro.

Ho bisogno di riposo ma prima di tutto le armi... hanno bisogno di essere riparate... al riposo pensero' dopo.

Quando ho smesso di lavorare alla spada e all'ascia metto mano allo scudo e il rumore familiare del martello che cozza sulle armi poste sull'incudine mi fa' sentire bene, mi fa' sentire a casa.

Il tempo passato al lavoro mi ha ristorato piu' che dormire, mi alzo e riprendo il viaggio dopo aver lanciato ancora una volta il mio grido di battaglia in segno di sfida verso quei cavalieri che ancora pattugliano le rive del fiume alla mia ricerca.

Per qualche ragione sembra non vogliano affrontarmi ora che sono sul ponte, sembra che non abbiano voglia di salirc ma non mi importa piu' di tanto, ho quello che ero venuta a cercare e non mi resta che portarlo a Korsath, se solo non dovessi rifare il viaggio in barca... speriamo che Raedner abbia in serbo per me qualcosa di forte da bere prima, durante e dopo la traversata.