Gio 15 Feb 2007
...Scoperto!
Journal di Il Nero SaioAppoggiato ad un massiccio portone di legno, custode di una grande magione, una figura amantata di nero imbratta di inchiostro bluastro qualche misero foglio di pergamena, appoggiandosi su una gamba per scrivere.
...Anche il luogo che hai designato come tua dimora, per quanto 'accogliente' dopo qualche tempo inizia a diventare opprimente, e dopo poco anche boschi e lande disabitate, per quanto offrano magnifici panorami, stufano. La città e i grandi raggruppamenti di persone iniziano a diventare attraenti ed interessanti, soprattutto a chi ha perso quasi tutti i possibili legami con il mondo esterno. E' sotto questa spinta che mi sono diretto oltre i cancelli di Kyrandor, abbandonando questa putrida foresta.
Ho vagato casualmente in mezzo ad un fiume di persone: mercanti indaffarati, eroi dalla splendente armatura, guardie assonnate e desiderose di un pasto caldo, monaci, artigiani, bambini e gente comune, pezzenti e spazzini... Questa città sembra possedere nella sua gente così tante sfaccettature, che sarebbe davvero impossibile coglierle tutte.
Fortunatamente, nessuno sembra aver guardato oltre questi cenci abiti che indosso. La mia presenza è passata inosservata, finchè mi sono tenuto distante dalle piazze principali e dai templi.
Ho iniziato la mia esplorazione dalla Via del Porto. Mi stavo dirigendo verso l'insegna di una taverna che avevo visto in lontananza, sperando di ottenere qualche informazione in più dall'oste.. Qualsiasi tipo di notizia. Qualcosa che mi aiutasse a ricordare.. Si fanno sempre molto ciarloni, con il luccichio dell'oro in fronte...
Stà di fatto che, più o meno a metà strada, mi son fermato. Un gracile e quasi disadorno tempio si ergeva al mio fianco. Dalla statua che all'interno intravedevo, sembrò essere un tempio dedicato all'equilibrio... Mi approssimai alla a soglia, restando un poco in disparte senza l'intenzione di farmi notare troppo dalla gente all'interno... Senza resistere all'impulso di trarre via il pesante cappuccio dal capo (mi è costato caro, questo gesto. L'irrazionalità viene pagata amaramente...), alla vista di dama Taira indaffarata nella tessitura... Assieme ad un'altra donna, un'arial...
Quello strano senso di qualcosa di già visto, qualcosa di familiare e ben conosciuto, ad un passo dall'essere svelato, ma inafferrabile e lontano...
La osservai per qualche minuto dall'ombra, finchè un uomo volse il suo sguardo verso di me, avvicinandosi e parlandomi. A questo punto, quando dama Taira era già altrove, era inutile che rimanessi nascosto. Mi mostrai, sicuro che l'arial mi avesse visto.
Non mosse un muscolo, nè una mano in cenno di saluto. Che mi sia sbagliato, quindi? Che le cose che mi sembrano tanto familiari non lo siano in realtà mai state...?
L'uomo mi condusse fuori dal tempio. Non mi ispirava certo fiducia il suo modo di fare, e temevo che nascondesse ben altre intenzoni di un 'lavoretto per il quale avrebbe avuto bisogno di una mano'.
Infatti, appena usciti, mi afferrò per la collottola dell'abito, urlandomi addosso ripetutamente.
"Dov'è LEI? Dove la nascondi?!"
Con un rapido battito d'ali, mi liberai della sua stretta, librandomi a mezz'aria vicino a lui. Non desideravo affrontarlo, per il momento, quanto chiarire che cosa volesse. Anche se in parte lo avevo già intuito...
Fece appena in tempo a spiegarmi brevissimamente le sue questioni, e io a ridiscendere a terra, che l'aria attorno a me si fece.. oscura e pesante.
Oh, i raggi di Kyra illuminavano ancora pienamente la strada, e una lieve, quieta brezza spirava da Ovest... Tuttavia, uno strano senso di oppressione mi attanagliò improvvisamente. Mi voltai lievemente, incrociando lo sguardo di una donna.
..Il suo ghigno malevolo e il viso trionfante non mi lasciarono il minimo dubbio sulla pazzia che avevo commesso.