Mi svegliai inquieta nella notte.

Sentivo che qualcuno o qualcosa mi chiamava dai più profondi recessi della sua anima...

Aprii le palpebre lentamente, l'odore del legno ed il soffice tocco della seta...

Spinsi il coperchio e venni avvolta dal carezzevole tocco della luce lunare che entrava dalla finestra aperta.

Accesi le due candele ai lati della specchiera e rimirai la mia immagine: la pelle liscie e pallida, gli occhi innaturalmente brillanti, le labbra carnose, i lunghi capelli corvini.

Sorrisi alla mia copia, scoprendo i denti: ero ancora una figlia della notte.

Presi il mantello dallo schienale di una sedia e mi recai sul terrazzo a contemplare la vita che scorreva sotto di me, un attimo di estasi e mi rituffai dentro, scendendo le scale come un mortale qualsiasi.

Mi bloccai sul portone quando una giovane coppia mi passo' accanto scherzando allegramente e sentii... sentii la sete ardermi l'anima...se ancora ne avevo una....

Il dolce e inebriante profumo del sangue fresco...

Mi gettai tra la folla e non mi fu difficile ammaliare il primo giovane di buona famiglia...affondai i denti nella morbida carne e bevvi fino all'ultima goccia del suo caldo sangue...

Ero anch'io calda ora.... ero anch'io umana....