Lun 2 Mag 2005
Pagina di Diario.
Journal di KhrysorNon c'e' quiete, non c'e' pace, non c'e' sonno in questa notte bagnata dal fato.
Cos'e' il potere?
Furion Kirnal dice che il potere e' un nettare che rafforza corrompendo, portando alla cecita' chi non ha sufficiente forza per resistere alla tentazione insita al suo interno.
Lo shalafi Krisaore direbbe forse qualcosa di simile, ma sicuramente non parlerebbe di corruzione. Probabilmente parlerebbe di forza: il potere e' uno strumento per chi ha la forza di impugnarlo.
Eppure nulla di tutto questo offre una visione reale di cosa il potere sia in realta'.
Ho terminato da lunghi anni l'apprendistato di base presso lo shalafi. Presto forse verro' iniziato ai rituali e agli incantesimi piu' nascosti. Quando il mio corpo era devastato dal veleno, e solo le droghe mi sorreggevano, ho subito numerose aggressioni: io sono qui, vivo, i miei aggressori non piu'. Probabilmente tutt'ora potrei considerarmi uno degli usufruitori di magia tra i piu' potenti.
Il problema e' che non mi interessano i confronti, in realta': confrontarsi significa innanzitutto ammettere di avere degli avversari, quindi ammetterne il valore, ed infine temerne la grandezza quel tanto che basta da desiderare di mitigare la paura che ci instillano attraverso la riprova della nostra superiorita'.
Tutto questo mi lascia annoiato, disgustato e perplesso.
L'essenza del potere e' dunque il confronto? E, perifrasando tutto questo, si puo' dunque giungere alla conclusione che come l'essenza del potere e' il confronto e l'essenza del confronto e' la rivalita', la cui essenza affonda le radici nella paura intima e recondita che ogni avversario di cui ammettiamo la grandezza porta con se... Allora cosi' l'essenza del potere diverrebbe la paura?
Quando Furion Kirnal e' entrato nel salotto dove eravamo fermi a confrontarci, ho provato un terrore folle.
Lo shalafi Krisaore, Furion Kirnal... non mi sono mai sembrati realmente "umani", mortali. Sembrano piu' che altro dei, o demoni. In loro il potere e' talmente forte e radicato da risultare oppressivo quanto una cappa di energia, densa e pesante. La senti nell'aria quando loro si palesano. La puoi udire fremere nelle ossa quando i loro occhi incrociano i tuoi.
Vorrei dire che so che sono raggiungibili. Vorrei dire che un simile potere e' eguagliabile, e finanche superabile.
Vorrei, ma non lo diro'.
Nel momento in cui ammettessi di volere eguagliare un simile potere, cadrei nel primo tranello del potere stesso: il confronto. Il confronto logora e indebolisce, o esalta ma ugualmente indebolisce: neppure i vincitori escono superiori da un confronto, in realta'.
No, non mi confrontero' con loro, mai.
Oggi chino il capo e ammetto la loro superiorita', non come confronto ma come semplice dato di fatto.
E stringo i denti, e vado avanti sui miei passi: la risposta e' questa, il senso stesso della mia esistenza. Sono nato per questo giorno, per il giorno in cui tutto viene messo in gioco. Per ricercare il potere e attingerne a piene mani, non come strumento ma come essere vivente padrone di se.
Io esisto per fronteggiare questo giorno, e se questo giorno sara' il giorno del mio fallimento, esso sara' anche quello della mia morte: io riusciro' o moriro', ma non lascero' mai che tutto questo mi sconfigga.
Continuo, passo dopo passo, lungo la strada che porta al potere. Al vero potere. E solo quando saro' arrivato valutero' i confini di quel potere: e forse allora i confronti avranno perso ogni senso, e forse allora riconoscero' un limite che sia termine di paragone solo per me stesso.
Non esistono nemici: solo strade e ostacoli.
Le strade vanno percorse senza voltarsi mai.
Gli ostacoli, invece, non basta rimuoverli o superarli...
Gli ostacoli vanno DISTRUTTI.