La locanda era calma e tranquilla, quella sera. Pochi avventori sedevano stanchi ai tavoli, a chiaccherare, parlando del più e del meno.

Non una canzone, fioche le risate, la serata passava, greve come le nuvole che gettavano una pioggerellina fittissima ed umida all'esterno della locanda.

Dietro al suo vecchio bancone, Orthmar Guggerit, padrone e gestore di una delle migliori locande fra New Thalos e Kyrandor, sostava pensieroso, mentre la pipa dondolava sotto gli ampi baffi che coprivano le gote rossastre e gonfie.

"Giornata buia." Disse sbuffando un filo di fumo verso gli avventori che non lo degnarono neanche di uno sguardo.

Verso di lui arrancò stancamente una donna di ampie dimensioni e pingue corporatura, vestita alla maniera delle locandiere, i capelli biondo-grigi chiusi in una cuffia sulla testa.

"Orthmar..." disse la moglie claudicando faticosamente verso il marito "chi è quel forestiero che non fa che mugugnare verso la colonna per tutto il tempo?"

Orthmar fece un cenno stizzito alla moglie, intimandola di stare zitta e le si avvicinò, bisbigliandole alle orecchie.

"Tymarea, per favore...Non alzare la voce...il crepuscolo che adesso ci sovrasta è pesante e i clienti sembrano sotto una specie di sortilegio... più vino e birra bevono e più diventano silenziosi... Che Kyra m'impali con una delle sue radici se quello che mugugna là non è un mago o una roba del genere!"

Tymarea assestò uno schiaffo ad Orthmar appena questi terminò la frase. Alcuni avventori alzarono la testa ridacchiando... Nel suo angolo, l'individuo incappucciato mostrò un'arcata di denti bianchi in maniera canzonatoria. Certamente era umano.

si rivoltò verso la parete, sembrò terminare di biascicare e attese un poco.

[...]

La mattina dopo l'oste trovò un sacchetto di monete d'oro sul bancone e nessun ricordo di come il misterioso individuo fosse uscito dalla locanda.