Mar 15 Mar 2005
Ferite del corpo e dell'anima
Journal di LeethaNon sento dolore...
Freddo...Si sento freddo, vuol dire che sono ancora viva.
Riapro un attimo gli occhi osservando i freddi muri della stanza della locanda, ma subito le mie palpebre si abbassano, sono debole, troppo debole.
Le ferite sono profonde e si sono riaperte, attraversare la foreste in queste condizioni, evitare gli schifosi esseri che la abitano, non e' stata una grande idea, ma e' l'unico posto sicuro che conosco.
Isolato, lontano da tutto e da tutti, pochi avventori.
Il freddo e la rabbia mi tengono sveglia, eppure la mia fronte brucia come se fosse stata marchiata a fuoco.
Il cavallo alato e il suo cavaliere sotto i comandi del drow...
Nonostante i miei tentativi non sono riuscita a contrastarli e ora ferita gravemente non posso far altro che riflettere e aspettare.
Ecco un altro drow che non va oltre le apparenze, colui che fece Regina di un regno mia madre.
Asuefatto dal suo stesso potere, arrogante e presuntuoso, lascia ben poco a desiderare come conversazione.
Suo unico divertimento la tortura, i piccoli giochi, i ghigni e le risatine che non portano a nulla.
Non si smentono mai.
E Sevieh che pensavo fosse l'unico su cui contare, svanito nel nulla.
Fiducia?
No...Se stavo iniziando ad averne tutto e' svanito in un attimo.
Ma in fondo cosa posso aspettarmi da un drow?
Un drow che va oltre il sangue, si certo, anche lui una delusione.
E questo rafforza la mia decisione riguarda il pericoloso gith. Non cadro' nella sua tela di tentazione e dolci parole, non saro' il suo nuovo giochino con cui passare le sue giornate noiose.
Le sue parole scivoleranno via, la freddezza la mia arma, e presto si stanchera' e si dimentichera' di me.
Non vale nemmeno la pena tentare per poi vendicarsi.
Inutile spreco di tempo, come del resto con qualsiasi persona che ho incontrato.
Ho altri ben affari da sbrigare e mi dedichero' solo a quelli.
Incanalero' la mia rabbia verso qualcosa di piu' proficuo e soddisfacente.
Le mie parole serviranno solo per incantare e raggirare, tessere sottili fili di tenebra che lentamente si stringono attorno alla mia inconsapevole vittima.
Ma ora...Devo riposare e curare queste dannate ferite.
Il freddo penetra sempre piu' dentro di me, eppure il sonno mi tenta con soave dolcezza...Non posso resistergli...
No, dormire vuol dire morte certa, oppure un dolce sogno...
Incontrero' il mio mentore forse, e lui mi guidera' ancora una volta...
Freddo...Sento il mio corpo tremare convulsamente, probabilmente qualche ferita si e' infettata. Mi sento strana.
Dormire...Delirio...Sto ridendo...Sogno...