Gio 1 Apr 2004
Ayrie e Erenol
Journal di ErenolLa piccola Ayrie non ama raccontare la sua vera storia, e dice a tutti che ha lasciato casa e famiglia per venire a Kyrandor a imparare...
...ma non è propriamente così. Cerca solo di celare una naturale fragilità dietro un duro muro difensivo.
La verità è un'altra.
Io, seppur fiero del mio sangue misto, fui abbandonato da mia madre, che mai conobbi, ad una famiglia umana. Questo accadde perché i parenti di mia madre non avrebbero mai approvato il risultato della sua unione con un elfo, seppur valoroso.
Crebbi in questa famiglia di umani, ma come servitore; venivo trattato bene, ma la mia posizione era in ogni caso di inferiorità.
Ma un giorno, ecco un fatto strano: un'oscuro uomo portò in casa una piccola gnometta, che piangeva a dirotto e parlava velocissima, Ayrie. Era stata rapita nel bosco, a causa della sua difesa di un lupo abbattuto dall'uomo.
Portata in casa come schiava, piangeva e piangeva. Mi faceva troppa tenerezza, così iniziai a starle vicino e rincuorarla. Ma come a lei andava stretta la sua posizione, così era per me. E decidemmo di scappare.
Facemmo molta strada per i boschi, ci allontanammo molto, ma nessuno della casa ci inseguì, segno che la nostra importanza era trascurabile.
Così, ci portammo a Kyrandor, dove decidemmo di imparare le arti che più ci interessavano. E decidemmo anche che non era il caso di raccontare la nostra storia, col pericolo di essere magari trovati e imprigionati nuovamente.
Ed eccoci qui.
Lode ad Althea!