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Nella mia rincorsa contro il Fato ho incontrato persone di ogni tipo...

Ayrie, una gnometta troppo divertente, Annyre la vampira, che non dovrei frequentare per non dispiacere a Althea mia Signora ma che si è rivelata diversa da quello che sembrava essere, Kedaen il Paladino, e Trudor.

Forse la mia rincorsa per tornare dov'ero non sarà così complicata.

Lode a Althea!

Avevo già appreso diverse pratiche magiche...

Avevo conosciuto una dolce strega, e ottenuto il permesso di corteggiarla dal padre...

Fino a che sono stato sfidato, proprio per amore... Ma la mia costituzione fisica era troppo, troppo debole, a causa degli scontri della gioventù, dell'eccessiva esuberanza...

Così, ho deciso di abbandonare il mio corpo, e, a malincuore, ripartire da zero...

Ma sono tornato...

Che la forza del Sole mi aiuti, riprenderò la mia corsa allo splendore...

Sono sempre stato portato a pensare a me stesso... Non al mio vantaggio, ma al mio non soffrire a causa di altri... Ma il Male da troppo tempo oscura Therial...

So che c'è una Luce, un'Insegna di nuova nascita, un Simbolo dove raggruppare coloro che pensano al Bene come unica soluzione... Se ciò è vero, non posso che unirmi...

Lode a Althea, protettrice del Sole e a fianco della Luce

La piccola Ayrie non ama raccontare la sua vera storia, e dice a tutti che ha lasciato casa e famiglia per venire a Kyrandor a imparare...

...ma non è propriamente così. Cerca solo di celare una naturale fragilità dietro un duro muro difensivo.

La verità è un'altra.

Io, seppur fiero del mio sangue misto, fui abbandonato da mia madre, che mai conobbi, ad una famiglia umana. Questo accadde perché i parenti di mia madre non avrebbero mai approvato il risultato della sua unione con un elfo, seppur valoroso.

Crebbi in questa famiglia di umani, ma come servitore; venivo trattato bene, ma la mia posizione era in ogni caso di inferiorità.

Ma un giorno, ecco un fatto strano: un'oscuro uomo portò in casa una piccola gnometta, che piangeva a dirotto e parlava velocissima, Ayrie. Era stata rapita nel bosco, a causa della sua difesa di un lupo abbattuto dall'uomo.

Portata in casa come schiava, piangeva e piangeva. Mi faceva troppa tenerezza, così iniziai a starle vicino e rincuorarla. Ma come a lei andava stretta la sua posizione, così era per me. E decidemmo di scappare.

Facemmo molta strada per i boschi, ci allontanammo molto, ma nessuno della casa ci inseguì, segno che la nostra importanza era trascurabile.

Così, ci portammo a Kyrandor, dove decidemmo di imparare le arti che più ci interessavano. E decidemmo anche che non era il caso di raccontare la nostra storia, col pericolo di essere magari trovati e imprigionati nuovamente.

Ed eccoci qui.

Lode ad Althea!