Lun 23 Mag 2005
Journal di Khazira
Mare dei dragoni. La luna splende alta nel cielo. I miei occhi l'hanno vista sempre rossa. Rossa come il sangue. L'empio sangue che bagna il mio cammino.
Sulla riva osservo le acque placide che sembrano non celare alcun pericolo.
Ma io lo sento con forza. Sento il suo richiamo provenire dai piu' profondi abissi.
Sorrido e dolcemente sollevo le mani. Non c'e' bisogno che mi immerga. Sara' lui a venire da me.
Ecco la debole luce provenire dal fondo, sempre piu' vicina, sempre piu' visibile.
Ecco il bel pugnale uscire dalle acque, sospeso resta per un attimo, e una risata di trionfo mi giunge.
Si muove lentamente verso di me, e finalmente posso stringerlo tra le mie mani.
Lo osservo. Non sento nulla. Non piacere, solo dolore. Non soddisfazione solo delusione.
Per una volta faro' davvero la cosa giusta.
Improvvisamente penso a Caladrass.
I miei occhi si riempiono di nuovo di lacrime.
Quanto dolore gli ho causato...Probabilmente lui gia' sapeva come sarebbe andata a finire.
E ora capisco...Avrei voluto che fosse lui a porre fine al mio dolore.
Rigiro il pugnale tra le dita. Sento la voce del mio signore, dell'essere immondo che da sempre ha guidato il mio cuore. Sento la sua voce ma non ha piu' alcun potere su di me.
Khazira...Cosa..? Khazira! Cosa ti succede? Che hai intenzione di fare??
Mi ha ingannato! Gettami via di nuovo affinche' possa trovare qualcuno piu' degno di te! Stolta!
Ma non lo ascoltavo. Non piu'. Sapevo cosa dovevo fare. Sarei stata la sua fine, sarei stata la mia fine.
Sarebbe morto nel mio stesso sangue...Sapevo il suo punto debole. Sapevo come bandirlo per sempre.
Non avrebbe piu' tentato nessuno con la sua malia. Aveva commesso l'errore di essere troppo sicuro di se', certo che mai me ne sarei liberata.
Lo stolto era lui.
Stringo con forza l'elsa del maledetto e nero pugnale. A lui fluiscono i miei pensieri, i miei sentimenti. Quei sentimenti che lui odiava, come l'amore, la gioia, il perdono.
Sembra impazzire. Sento la sua rabbia il suo dolore. Lo sento indebolirsi contro la forza dei miei sentimenti.
Sussurro le arcane parole del rito che lo avrebbero spazzato via per sempre.
Per completarlo poche gocce del mio sangue dovevano bagnarlo.
Il sangue di colui che per tanto lo aveva accolto al suo fianco.
Il sangue di colui che aveva iniziato tutto...
''Ce ne andremo insieme 'amico' mio. Un ultimo viaggio insieme. Avevi ragione...Non mi hai abbandonato...E io non ti abbandonero'. Affonda nel mio sangue, affonda nella mia carne. Porta via il mio ultimo respiro...Porta via il mio ultimo alito di vita. Non chiederai mai perdono per cio' che hai fatto...Lo faro' io per te. Per entrambi. Sono libera...Grivar e' libero...Non gli farai piu' del male...''
E' un attimo. Con sicurezza e forza spingo la lama verso il mio petto. Percepisco le sue parole ormai fievoli. Parole che svaniscono appena la punta si bagna del mio sangue, e senza trovare ostacoli affonda sempre di piu'.
Sollevo gli occhi verso il cielo.
La luna non e' piu rossa. Ora e' magnifica. I suoi raggi mi sfiorano il viso e il corpo come in un dolce abbraccio.
Sorrido mentre ricado indietro, con un tonfo affondo nella morbida sabbia.
Poca forza. La ferita non e' cosi' mortale. Ma basta per condurmi alla morte.
Non stringo piu' l'impugnatura. Si e' dissolta e con essa la nera essenza.
Non lo sento piu'...Sono libera....
Grivar...Ce l'ho fatta...Sii felice ora...Ellesil...Torna ad essere cio' che eri...Ama...Sogna...Sei...libero...
La luna si oscura...L'oblio...La fine forse...L'empio sangue bagna la dolce sabbia...Piove...Lacrime...